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#SpazioTalk, Gianni Savio: “Per la licenza situazione rassicurante. Le mancate cessioni sono i nostri acquisti migliori”

Gianni Savio rassicura sulla situazione della sua Drone Hopper-Androni Giocattoli. Il general manager della formazione italiana, che da anni corre con la licenza ProTeam, si è concesso ai nostri microfoni per un’intervista esclusiva in cui ha commentato l’assenza del suo team nella lista diramata dall’UCI settimana scorsa. Nelle sue dichiarazioni, riportate anche nella puntata di SpazioTalk di questa settimana, l’esperto patron ha sia delineato il quadro attuale sia parlato di ciclomercato, elogiando i suoi giovani talenti. Non bisogna dimenticare che proprio l’Androni ha lanciato campioni, tra cui il colombiano Egan Bernal, vincitore di Giro d’Italia 2021 e Tour de France 2021. Riportiamo di seguito l’intervista integrale.

Com’è la situazione per la licenza UCI?

Assolutamente rassicurante. Stiamo producendo la documentazione necessaria. La Drone Hopper è una start up e come tale inizia ora la sua attività. Secondo le richieste dell’UCI sulle documentazioni da presentare, servono ulteriori passaggi. Per esempio, non ci può essere il bilancio degli altri anni perché è un’attività nuova. È una start up, appunto, ma una società con idee chiare e ambizioni. Ha un brevetto. Ha commesse per il 2022 per un valore di 80 milioni di euro. Direi molto rassicurante.

Questa sarà poi un’ottima base per costruire il vostro progetto.

Con questa società abbiamo firmato un contratto quadriennale. Nei primi due anni si ipotizza una squadra Professional, ma l’intento è entro il 2025 di entrare nel World Tour. Ripeto, è l’intento. Io non faccio mai proclami.

Questa ovviamente è un’ottima notizia per tutto il ciclismo italiano.

Sì, questa è una realtà. Tra l’altro confermo che, nonostante lo sponsor spagnolo, la nostra squadra sarà affiliata in Italia. Anche perché l’azienda Drone Hopper ha interessi commerciali in tutto il mondo. Ha questo nuovo modello di drone di cui vuole estendere la conoscenza a tutto il mondo. Non è un discorso circoscritto alla Spagna. L’affiliazione sarà italiana e continuerà a essere una squadra italiana, ovviamente con corridori di nazionalità varia. Continueremo ad avere i colombiani, l’ucraino, l’eritreo, l’ecuadoregno, uno spagnolo. Ma comunque molti italiani.

Come valuti la vostra campagna acquisti di ciclomercato finora?

Consideriamo le mancate cessioni i nostri migliori acquisti. Ci sono stati richiesti da squadre World Tour corridori giovani, considerati talenti: il colombiano Umba, l’eritreo Tesfatsion, l’ucraino Ponomar. Con questo progetto che abbiamo con la Drone Hopper, unito al rinnovo dell’Androni Giocattoli come sponsor, intendiamo mantenere i corridori che consideriamo talenti.

Anche Restrepo ha rinnovato di recente, dopo un finale di stagione in crescendo. È un altro corridore che di fatto state rilanciando voi.

A mio avviso è un corridore che potrà fare molto bene l’anno prossimo. Da noi si è trovato molto bene. È significativo ed emblematico che tanti corridori che hanno il miraggio del World Tour vanno in una squadra World Tour da giovani e non trovano mai spazio. Le maggiori attenzioni sono date ai grandi leader o ai grandi corridori. Lì hanno bisogno di risultati immediati. In certi casi quindi i giovani vengono emarginati. Cito un esempio: Mattia Cattaneo. Era un talento, vincitore del Giro under 23, podio al Tour de l’Avenir, è passato nel World Tour e si è perso. Noi lo abbiamo rilanciato e in questo modo ha potuto tornare nel World Tour con la Deceuninck-Quick-Step. Ma parlo anche dello svizzero Simon Pellaud, che da giovanissimo è passato nella iAm Cycling e poi si è perso. Addirittura era sceso in una Continental. Noi lo abbiamo rilanciato e il prossimo anno sarà di nuovo nel World Tour.

Hai lanciato tanti talenti nel ciclismo. Il nome più altisonante è sicuramente Egan Bernal. C’è un nome del tuo roster attuale che pensi possa avere una carriera scintillante, non necessariamente al livello di Bernal ovviamente?

Ho sempre detto che di Egan Bernal ne nasce uno ogni 20 o 30 anni. È un talento naturale e oltre a doti atletiche e fisiche ha anche una mentalità professionale. L’ho lanciato professionista a 19 anni e aveva già un equilibrio psicofisico di un corridore sperimentado come dicono in Sudamerica, uno di 30 anni. Un nome può essere Santiago Umba, molto giovane, 18 anni. Credo possa fare molto bene. Ma naturalmente prima vediamo i risultati, poi ne trarremo le conclusioni. Un altro talento, che ha un grandissimo motore, è Andrij Ponomar. Bisognerà vedere se troverà il giusto equilibrio psicofisico.


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