Vuelta a Murcia 2026, Pello Bilbao: “Primo giorno di gara intenso e molto stressante. I due davanti andavano troppo veloce”
Pello Bilbao non è riuscito a pesare come avrebbe voluto sulla prima tappa della Vuelta a Murcia 2026. Vinta da Marc Soler, la giornata inaugurale della corsa iberica è stata fortemente condizionata dal vento, con la UAE Team Emirates XRG che l’ha fatta da padrone, dominando la scena sin dai primi chilometri fino poi a coronare il tutto con una doppietta da manuale, senza dimenticare altri tre corridori nei primi dieci di giornata. Da sottolineare il grande lavoro di Julius Johansen, che ha condotto al successo il compagno, grazie a un forcing in pianura che gli inseguitori, fra cui il basco, non sono riusciti a contrastare malgrado la superiorità numerica.
Protagonista è stato però anche il forte vento, le cui forti raffiche hanno costretto gli organizzatori a ridisegnare la gara. “Penso sia stata giusta (la decisione della giuria, ndr) – commenta il corridore spagnolo ai nostri microfoni – Ovviamente al limite, ma se la giuria e gli organizzatori controllano le previsioni meteo nell’entroterra e vicino alla linea del traguardo, ed il meteo era migliore, con un vento di 30 chilometri orari, penso sia possibile fare una corsa ciclistica. Ovviamente è stato un po’ pericoloso, intenso, molto stressante, e forse un po’ troppo per il mio primo giorno di gara (ride, ndr)”.
Il classe 1990 ha tagliato il traguardo in quarta posizione, dopo aver tenuto sempre un ottimo ritmo assieme ai suoi compagni visto che la Bahrain Victorious è stata grande protagonista nell’inseguimento e nel decimare il gruppo, ma non è bastato per il podio. “I due davanti andavano troppo veloce, mantenendo questo minuto di vantaggio – sottolinea l’iberico – Anche se abbiamo fatto davvero un bel lavoro dietro, rimanendo compatti ed eliminando la maggior parte dei corridori del gruppo, non è stato abbastanza per raggiungere la fuga”.
Nessun rimorso pertanto per l’esperto corridore basco, che nel finale ha dovuto poi correre sulla difensiva. “Alla fine abbiamo provato a combattere per il podio – analizza – ma stavo faticando al limite delle forze nelle retrovie del gruppo per molti chilometri, non so nemmeno come io sia sopravvissuto, e alla fine ho provato ad agguantare la miglior posizione possibile sulla linea d’arrivo”.
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