Eneco Tour 2026, l’UCI blocca l’innovativo formato del prologo ma gli organizzatori trovano un “compromesso”
Uomini e donne correranno assieme il prologo dell’Eneco Tour 2026. La corsa prevede infatti che alla partenza si alterneranno dei blocchi di atleti di diverso genere, consentendo così per la prima volta di avere un gruppo misto in una gara di ciclismo professionistico su strada. Il progetto tuttavia era ancora più innovativo perché, in origine, l’idea era di alternare uomini e donne (almeno al netto delle possibilità numeriche), ma l’UCI ha bloccato all’ultimo momento questa possibilità, spiegando che ci sarebbero state delle difficoltà di carattere assicurativo. Conosciuta fino allo scorso anno come Tour of Holland per gli uomini e Simac Ladies Tour per le donne, la corsa neerlandese ha dovuto dunque fermare quella che era una idea che voleva essere di massima integrazione, inclusione e parità.
Un piano che tuttavia si è scontrato con il realismo e pragmatismo dell’Unione Ciclistica Internazionale, che ha dovuto fermare tutto. “L’idea era di farli partire a turno, ma l’UCI non era del tutto d’accordo – ha spiegato a Sporza la direttrice dell’evento Roxane Knetemann – Hanno sottolineato che si tratta di due gare separate e, dal punto di vista assicurativo, lo hanno ritenuto molto preoccupante. Quindi, nella nostra foga, forse abbiamo agito un po’ troppo in fretta per i gusti dell’UCI. Ma abbiamo raggiunto un buon compromesso. Ora avremo 30 donne al via, poi 30 uomini, poi altre 30 donne e così via in fasce orarie alternate. In questo modo, manteniamo comunque quel senso di integrazione che riteniamo molto importante. Ci godremo una serata meravigliosa all’Aia, perché il prologo si terrà di sera, con gli event femminili e maschili che si mescoleranno tra loro”.
Il progetto prevedeva che poi anche durante la crono del terzo giorno succedesse qualcosa di simile, mentre l’ultimo giorno le due corse sarebbero dovute partire contemporaneamente dallo stesso posto. Una idea che rientra, come ha fatto il Giro di Svizzera, nella necessità di ottimizzare e massimizzare spazi e costi: “Non si ha un solo evento sportivo di alto livello, ma ben due in rapida successione, che si rafforzano a vicenda. Stiamo mettendo in mostra lo sport d’élite, ma vogliamo anche ispirare le persone. La categoria femminile è parte integrante di tutto questo”.
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