CicloMercato, Jesús Herrada: “Se hai 30 anni o più, le squadre ci pensano molto prima di prenderti. Cercano solo corridori molto giovani”

Jesús Herrada vuole trarre il meglio dalla sua sedicesima stagione da professionista. Dopo le lunghe esperienze con la Movistar, con cui è passato pro’ nel 2011, e con la Cofidis, dove è approdato nel 2018, lo spagnolo ha firmato un contratto annuale con la Burgos Burpellet BH, formazione Professional. Pochi mesi dopo, il team ha ricevuto la conferma dell’invito alla Vuelta a España 2026, il Grand Tour di casa, che ovviamente sarà anche l’obiettivo principale della stagione. Per lo scalatore 35enne il 2026 può essere quindi l’anno del rilancio, dopo due stagioni senza vittorie costellate di problemi fisici e risultati al di sotto le aspettative.
In un’intervista a MARCA, il classe ’90 ha spiegato la sua scelta: “Venivo da molti anni nello stesso posto. Dopo otto stagioni con la Cofidis, sentivo di aver bisogno di cambiare. È nata la possibilità di venire alla Burgos ed era quello che cercavo: una squadra spagnola, un po’ più tranquilla, ed eccomi qui. Quando stai tanti anni nella stessa squadra a volti hai bisogno di cambiare per rinnovare la motivazione e l’entusiasmo. A suo tempo, lo avevo già fatto dalla Movistar alla Cofidis e ora dalla Cofidis alla Burgos”.
Trovare una nuova squadra non è stato così semplice: “Quest’anno è stato molto complicato per il ciclismo. Abbiamo visto molta gente del World Tour andarsene e in alcuni momenti ho pensato che sarebbe toccato anche a me. Il mio obiettivo era continuare almeno un altro anno, provare, e godermelo corsa per corsa. Il 2024 è stato uno degli anni peggiori per me, dal punto di vista mentale e sportivo, però già l’anno scorso mi sono sentito abbastanza bene in alcune corse, in cui sono anche andato vicino a vincere, come al Castilla y Leon. Non volevo lasciare così. Volevo fare questa stagione in una nuova squadra e lottare per un’altra vittoria, che mi è mancata in questi ultimi anni“.
Infine Jesús Herrada riflette anche sulla tendenza delle squadre di arruolare corridori sempre più giovani: “Credo che stia un po’ sfuggendo di mano. Ho faticato molto a incontrare le squadre, pur essendo il ciclista spagnolo in attività con più vittorie. A partire dai 30 anni sembra che le squadre ci pensino molto e cerchino solo corridori molto giovani. Ha i suoi aspetti positivi, però l’esperienza e la conoscenza del mestiere sono sempre importanti, anche per insegnare ai giovani, che a volte arrivano pensando che sappiano tutto e non hanno un po’ di cognizione della realtà”.
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