Team Flanders-Baloise, la chiusura della squadra segna la fine della carriera di Elias Maris – Anche Dylan Vandenstorme verso l’addio al ciclismo

Come noto, il Team Flanders-Baloise chiuderà i battenti a fine stagione e non tutti i suoi corridori riusciranno purtroppo a trovare una nuova squadra per il 2027. Cinque dei venti membri della formazione belga hanno già firmato per altre squadre e almeno altri tre appaiono vicini a farlo, tuttavia restano ancora dodici corridori appiedati e, tra loro, qualcuno ha già deciso di dire basta. Si tratta di Elias Maris, passato professionista proprio con la compagine fiamminga nel 2023; il 27enne ha infatti deciso di appendere la bici al chiodo e chiudere così la sua esperienza nel ciclismo pedalato dopo sole quattro annate e dopo due Liegi-Bastogne-Liegi corse per riprendere gli studi in scienze della riabilitazione, che aveva abbandonato quando era diventato pro’.

Il belga è arrivato a tale decisione anche per via di alcune annate complicate: “Per riassumere un po’ i miei ultimi anni: qua e là ho mostrato dei bei sprazzi, ma la costante è stata che ogni volta mi mancava sempre qualcosa – ha dichiarato Maris a Het Nieuwsblad – Inoltre mi sono ammalato nei momenti sbagliati e, purtroppo, sono stato anche vittima di alcune gravi cadute, con conseguenti fratture multiple. Ad esempio, questa primavera sono caduto alla Vuelta Andalucia, il che mi ha costretto a stare fuori gioco per tre mesi. Cadere in primavera è sempre un doppio svantaggio, perché dopo la riabilitazione devi ricominciare da zero, mentre la stagione è già in pieno svolgimento. In precedenza avevo anche contratto una grave infezione da Covid, che ha causato il long Covid. Anche questo mi è costato mesi di recupero. Di conseguenza, le mie prestazioni sono diventate un po’ più altalenanti. A volte avevo dei periodi positivi, ma non riuscivo mai a mantenerli per mesi“.

“Ho anche avvertito che, col passare del tempo, a causa delle numerose cadute, mi sentivo un po’ più nervoso in sella – ha aggiunto il 27enne – È una sensazione che un corridore non dovrebbe mai provare e che quindi non mi mancherà affatto […] Come ciclista, sei impegnato a tempo pieno nel tuo lavoro per undici mesi su dodici. Poi c’era un mese di relax, per poi ripartire a pieno ritmo. Ora avrò più occasioni per concedermi qualche gita, anche se continuerò sempre a praticare sport […] Inizia una nuova vita e non vedo l’ora di viverla“.

Oltre a Maris, l’addio al ciclismo appare vicino anche per un suo compagno di squadra, Dylan Vandenstorme, passato professionista nel 2024 dopo aver vinto una tappa al Giro della Valle d’Aosta dell’anno prima. Nonostante qualche piazzamento e l’aver preso parte a cinque classiche Monumento, il 24enne non pensa di riuscire a trovare una nuova squadra, pur mantenendo ancora una minima speranza.

“Mi rendo conto che i posti nel gruppo dei professionisti costano caro, dopo che in due anni diverse squadre hanno chiuso, e dopo un anno sfortunato ho pochi risultati da mostrare – le parole del belga, sempre a Het Nieuwsblad – Alla Vuelta Andalucia le cose erano invece andate bene e speravo in una primavera brillante, ma tutto è stato compromesso da una brutta caduta nella tappa finale. Una volta ripresomi, sono stato colpito dal Covid. Le disgrazie non sono finite lì, perché alla Famenne Ardenne Classic sono stato una delle vittime della famigerate ‘cacca di mucca’, che mi hanno causato un’infezione batterica […] In segreto spero che si concretizzi ancora qualcosa, ma ovviamente le possibilità sono scarse. Senza un nuovo contratto da professionista, l’intenzione è quella di iniziare un altro lavoro a gennaio“.

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