EF Education-EasyPost, l’ex fondista Gavin Sherry entra nel vivaio dopo pochi mesi come ciclista e nel 2027 farà il salto tra i pro’

Da fondista a ciclista professionista in meno di un anno: può essere riassunta così la traiettoria sportiva di Gavin Sherry, nuovo innesto della EF Education-EasyPost. Fino a pochi mesi fa, il 22enne statunitense era infatti un atleta specializzato nelle distanze lunghe e nella corsa campestre, ma una serie di infortuni gli hanno fatto scoprire il ciclismo e, tra la fine della scorsa stagione e l’inizio di questa, lo hanno portato a partecipare alle prime gare, appartenenti al calendario nazionale. Il classe 2004 ha subito ottenuto buoni risultati e, a maggio, è stato quindi convocato nella selezione USA Under-23 che in Europa ha partecipato prima alla Corsa della Pace e poi all’Oberösterreich Rundfahrt, chiuse rispettivamente all’11° e al 2° posto finale.
Piazzamenti che, assieme alla ventesima posizione conquistata nella prova in linea élite dei campionati nazionali, hanno attirato l’attenzione di diversi team e, soprattutto, della compagine diretta da Jonathan Vaughters, che ha deciso di mettere sotto contratto Sherry per fargli disputare la seconda parte di stagione con la maglia del proprio vivaio, la EF Education-Aevolo. Il 22enne, che già negli scorsi giorni ha esordito con i nuovi colori alla Kreiz Breizh Elites (gara francese di categoria UCI 2.2), passerà poi professionista in prima squadra a partire dal prossimo 1° gennaio.
“Sono davvero entusiasta di entrare a far parte della EF Education-Aevolo – le parole di Sherry – Uno dei principali motivi che mi hanno spinto a scegliere questa squadra è la presenza di Jonathan Vaughters come figura di riferimento e leader. Siamo una squadra internazionale, ma avere quell’influenza americana è davvero fantastico. Mi sembra un ottimo modo per avvicinarmi alle gare europee, dato che sono ancora alle prime armi in questo sport“.
Il neo ciclista statunitense ha poi spiegato come è arrivato al ciclismo: “Tornando agli inizi, sono stato reclutato a Stanford per praticare corsa campestre e atletica leggera. Al liceo avevo ottenuto buoni risultati come fondista, e quella era la strada che mi era stata indicata. Volevo diventare un professionista, ma mi sono infortunato durante il primo, il secondo e il terzo anno di università. Non riuscivo a mettere insieme un programma di allenamento consistente e mi ritrovavo costretto a ripartire sempre da zero; tuttavia, durante il terzo anno ho svolto gran parte del mio allenamento incrociato in bicicletta, e pedalare nella Bay Area, in California, è un’esperienza assolutamente meravigliosa. La mia prima volta in bicicletta da quelle parti mi ha cambiato la vita. Prima di allora, avevo trascorso tantissime ore sui rulli, pedalando senza sosta in una stanza buia ascoltando musica. Passare da quello a stare all’aperto e pedalare sulle colline è stato come se, all’improvviso, stessi facendo la cosa più bella del mondo”.
“Da lì è sbocciata la mia passione – ha proseguito il 22enne – Ho iniziato ad appassionarmi sempre di più al ciclismo e nel 2025 sono arrivato al punto in cui ho deciso che ero pronto per gareggiare a livello nazionale. Ho partecipato a un paio di gare di categoria 5 e, in pratica, ho staccato tutti nella cronometro, divertendomi un mondo. Ho partecipato ad alcune gare di gruppo, una delle quali si chiamava Spectrum Ride, dove un gruppo di persone pedala praticamente come se fosse il loro ultimo giorno di vita. Da lì è esploso tutto. Sono entrato a far parte di una squadra di club chiamata Team Cycle Sport. E sono con loro dallo scorso inverno. Sono arrivato alla categoria 1 entro la primavera, poi ho partecipato a Redlands (corsa a tappe del calendario nazionle, ndr) e Tanner Putt di USA Cycling mi ha invitato alle gare Under-23 in Europa. Quella è stata la mia introduzione alle gare europee e all’Europa in generale“.
Nonostante la poca esperienza in gruppo, Sherry passerà già tra i professionisti tra pochi mesi e il suo obiettivo in questo periodo sarà cercare di migliorarsi e di capire che tipo di corridore potrà diventare: “Non sono ancora del tutto sicuro di come mi evolverò. So di essere forte sulle salite da 10 a 15 minuti. Penso di poter fare bene anche sulle salite più lunghe, ma non ho ancora avuto modo di metterlo alla prova. Sto lavorando sulla mia esplosività per gli scatti da due a cinque minuti. Non mi vedo in uno sprint di gruppo, ma se si tratta di una piccola fuga allora penso di avere una possibilità. Direi che, nel complesso, sono uno scalatore, ma so che ci sono molti aspetti su cui voglio migliorare. Devo fare più esperienza possibile, e sono ancora sbalordito dal fatto che la squadra mi abbia dato questa opportunità. Sono al settimo cielo. È un sogno che si avvera“.
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