Visma | Lease a Bike, Wilco Kelderman: “Oggi è molto difficile ottenere risultati di spicco. Ho iniziato a correre in modo più aggressivo”
Wilco Kelderman riflette sulla propria lunga carriera , avendo appena concluso la sua quindicesima stagione da professionista. Il neerlandese all’età di 35 anni non ha alcuna intenzione di pensare al ritiro e vuole continuare a dare il proprio contributo alla Visma | Lease a Bike. In questa stagione è arrivata la grande soddisfazione di poter indossare la maglia di campione nazionale, con una vittoria che ha rappresentato la sua prima da professionista in una corsa in linea. In questo periodo Kelderman e la moglie Rebecca stanno aspettando il terzo figlio, motivo per cui ha rinunciato a partecipare ai Mondiali, ma è pronto a tornare in corsa nella prossima stagione con un rinnovato atteggiamento.
In un una lunga intervista a WielerFlits ha fatto un bilancio della stagione, complicata dalla frattura della clavicola per la caduta al Giro d’Italia: “È un peccato non aver corso molto in alta montagna: praticamente solo al Giro di Svizzera. Mi dispiace non aver avuto l’occasione di dimostrare il mio valore in un Grande Giro. Di conseguenza, mi sono concentrato maggiormente sulle Classiche e sulle corse a tappe più brevi. Quest’anno la mia condizione era davvero ottima. Tuttavia, oggi è molto difficile ottenere risultati di spicco, perché a volte ci si trova a correre con un ruolo di supporto”.
Poi tutto è cambiato con la vittoria ai Campionati Nazionali: “Ero in ottima forma. Con tutti i sacrifici che si fanno e le scelte che si devono affrontare, è gratificante quando tutto viene ripagato ai Campionati Nazionali. Per tutto l’anno ho sentito che l’intervento chirurgico ne era valsa la pena. Quando provi dolore continuamente, la cosa inizia a pesarti psicologicamente. E non è affatto piacevole”.
Il cambio di allenatore, con l’arrivo del norvegese Espen Aareskjold ha comportato un cambio di atteggiamento in corsa: “Ha cambiato il mio modo di vedere le corse. Espen punta molto sull’aspetto mentale; mi chiede spesso come voglio gestire le situazioni, “Ho iniziato a correre in modo più aggressivo, cercando di adottare un approccio ‘tutto o niente’. In realtà, mi pento di non aver corso in modo più aggressivo in passato. Se potessi tornare indietro, avrei corso con meno prudenza. È sicuramente qualcosa che ho imparato quest’anno. Ora è arrivata una vittoria. Ed è fantastico poter indossare quella maglia per un anno grazie a questo successo”.
Un rinnovato entusiasmo che allontana quindi l’ipotesi ritiro, con il contratto con il team che scade il prossimo anno, ma non sembra essere una data di fine: “Sono incredibilmente motivato. Mi piace ancora molto allenarmi e stare in gruppo con la squadra. Per quanto mi riguarda, di certo non finirà tutto dopo il 2027. Non so ancora per quanto tempo vorrò continuare. In un certo senso è un bene, perché significa che non ci penso continuamente. Fisicamente, credo di poter ancora competere ad alti livelli per qualche anno. Noto che il mio rendimento non cala; quest’anno i miei dati di potenza sono stati addirittura migliori rispetto alle stagioni passate. Il problema non sarà quello. Ma, naturalmente, entrano in gioco altri fattori. Se perdi il piacere di farlo e il ciclismo inizia a sembrare un lavoro perché non riesci più a dare il meglio di te, allora è il momento di fare delle riflessioni”.
Per la prossima stagione il neerlandese vorrebbe anche puntare alle classiche delle Ardenne, mentre a livello di GT potrebbe fare il Giro d’Italia: “In squadra sta crescendo una nuova generazione di giovani desiderosi di correre il Tour. Io ho il vantaggio di essere versatile su ogni tipo di terreno; questo fa di me un corridore adatto ai Grandi Giri. Tuttavia, non do per scontato che la squadra mi convocherà ancora per il Tour. Amo molto anche il Giro!”
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