Soudal Quick-Step, Jasper Stuyven riflette sul nuovo anno: “Un ambiente che sembra casa, voglio essere competitivo tutta la stagione”

Jasper Stuyven riflette sulla imminente stagione con la maglia della Soudal Quick-Step. Dopo una lunga militanza tra le fila della Lidl-Trek, il vincitore della Milano-Sanremo 2021 ha deciso di voltare pagina ed affrontare una nuova sfida, con un trasferimento formalizzato a ottobre che gli riapre prospettive quasi dimenticate nella formazione statunitense e del quale è tornato a parlare anche pochi giorni fa. Uno sguardo al passato, ma con un’ampia veduta su sogni e obiettivi del presente e futuro, quello che lo vede approcciarsi a una nuova annata, la sua 13ª da professionista, la prima con una nuova maglia.
“È molto bello essere in una squadra belga, ovviamente è tutto un po’ diverso, ma è bello stare in un ambiente che sembra immediatamente casa, perché tra l’altro parli molto nella tua lingua madre con molte persone, corridori, staff – questo il primo pensiero di Jesper Stuyven, che poi prosegue – Sono in giro ormai da diversi anni perciò conosco un po’ di corridori e staff, ci siamo visti in giro, perciò non lo sento come un ambiente completamente nuovo. Penso che connettermi con l’ambiente di un team belga mi può far sentire a mio agio abbastanza rapidamente”.
Inevitabile una domanda sul passato, quando il classe 1992 si trovava ad affrontare il Wolfpack da avversario. “Ci sono stati anni in cui era difficile affrontarli, ed altri in cui eravamo magari più fiduciosi di batterli, ma è una formazione che, specialmente nelle gare che correvo o dove lottavo anche per la vittoria, bisognava sempre tenere in considerazione e guardare come un valido avversario, e questo riguarda tanto le classiche quanto gli sprint o altre gare – sottolinea Stuyven, che poi chiosa – Parliamo di un team di grande tradizione, che ho sempre rispettato, capace di influenzare l’andamento della gara in ogni momento e bisogna tenerlo a mente sempre”.
Non mancano ovviamente parole riguardo le aspettative di una stagione che lo vedrà tornare a dire la sua in prima persona dopo che negli ultimi anni si è trovato a giocare un ruolo secondario con l’esplosione di Mads Pedersene e la crescita costante di Jonathan Milan che hanno finito per togliergli spazio, relegandolo a un ruolo diverso nello scacchiere immaginato dalla sua dirigenza. “Le classiche sono ovviamente un grande obiettivo per la prima parte della stagione – evidenzia il fiammingo – Spero di raggiungere sogni e obiettivi e lottare per podi e vittorie in quelle corse più importanti”. Circa il ruolo in cui gradirebbe vedersi per la stagione, Stuyven risponde così: “Di sicuro penso che, con alcuni sprinter veloci nel team, mi piacerebbe offrir loro il mio aiuto e la mia esperienza, che va dalle tappe nella Tirreno-Adriatico, Parigi-Nizza, al vincere frazioni nei Grandi Giri. E ho questa ambizione per me stesso ancora di provare a conquistare vittorie nei Grandi Giri”.
Traspare emozione poi all’interrogativo sulla classica del pavé preferita, con una risposta radicata nella storia sportiva in giovane età del corridore di Lovanio: “La Parigi-Roubaix, e anche se sono belga non dirò Fiandre, e c’è una ragione facile da spiegare – motiva Stuyven – Da junior sono stato campione del mondo, e non so se sia ancora così oggigiorno, ma all’epoca era la stessa mattina della gara del World Tour, ed essere un belga ed indossare la maglia arcobaleno e correre su alcuni di quei settori con tantissimi spettatori, anche tanti belgi, con il tifo che ricevi e vincere da 18enne è stato travolgente”.
L’intervista approfondisce poi un punto già accennato in precedenza dallo stesso Jasper Stuyven, ossia la condivisione della sua esperienza con i corridori più giovani. Il 33enne medita sul come il ruolo differisca ad esempio di quello di un insegnante che sta di fronte a loro, ma come questa comunque passi con l’allenamento, con il gareggiare, e con la condivisione di opinioni. “Mi è stato chiesto che cosa avessi imparato a mia volta da altri corridori – racconta il belga – Ma non è facile indicare con esattezza certe cose in particolare”. In sintesi, l’esperienza certo aiuta, ma sta poi ai giovani far tesoro o meno dei vari consigli.
Infine, due battute sulla sua partecipazione al treno degli sprinter e sul raggiungimento della soddisfazione personale. Circa la prima, l’ex Lidl-Trek sottolinea come “sapere che hai una buona mano di carte da poter giocare è sempre bello e ti offre una grande motivazione, e non vedo l’ora di mettere le cose in pratica con i ragazzi”. Sulla seconda ribadisce: “Essere ben piazzato nelle classiche, vincere frazioni dei Grandi Giri, ed essere competitivo lungo tutto l’arco della stagione”. E alla possibilità della squadra di aspettarsi più regali di cioccolato, alludendo alla sua attività parallela di ‘chocolatier’, Stuyven sorride sornione, ricordando come la Pasqua cada sempre nel periodo delle classiche.
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