E3 Saxo Classic 2026, qualche assenza di peso non fiacca lo spirito degli organizzatori: “Non c’è Pogačar? Non siamo offesi – Poi, se si presenta si sa già chi vince”
Venerdì 27 marzo va in scena la E3 Saxo Classic 2026. È una delle gare più attese del periodo delle Classiche del Nord, per via di un percorso decisamente selettivo e caratterizzato dalla presenza di alcuni dei muri che sono ormai simbolo del ciclismo su strada. Il campo partenti di questa edizione è di sicuro interesse, ma va registrata anche qualche assenza di spessore, soprattutto se si pensa ai nomi più rilevanti del panorama mondiale. In pratica, c’è “solo” Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), che peraltro ha vinto le ultime due edizioni, mentre Tadej Pogačar (UAE Emirates XRG) aveva già da tempo ufficializzato un programma stagionale che non prevedeva la presenza ad Harelbeke.
Inoltre, non c’è nemmeno Wout van Aert (Visma|Lease a Bike), che è uscito bene dalla Milano-Sanremo 2026 di qualche giorno fa, ma che ha preferito saltare la E3 Saxo Classic, vinta nel 2022 e nel 2023, per presentarsi al via della In Flanders Fields 2026 di domenica 29 marzo. Il ricordo della fantastica sfida a tre andata in scena proprio nell’edizione vinta da Va Aert rimarrà quindi tale, almeno per quest’anno.
Gli organizzatori della gara belga, comunque, prendono la questione con un certo distacco. Parlando di Pogačar, lo sloveno si è presentanto al via della E3 solo in quel 2023 sopra citato: “Quando partecipa lui, la corsa è molto diversa rispetto a quando non lo fa – le parole di Jacques Coussens raccolte da WielerFlits – La sua squadra sceglie di farlo correre il meno possibile, quasi esclusivamente nelle Monumento. Ma poi, quando corre, si sa già chi vince. Quindi non ci sentiamo offesi per la sua assenza”.
Il dirigente belga sottolinea un aspetto generale: “Pogačar sta alimentando questa tendenza, allenarsi tanto e correre di meno, nel gruppo. L’idea è ‘meno gare faccio e più posso concentrarmi sui miei grandi obiettivi. Ma la differenza con gli altri è che lui poi questi grandi obiettivi li centra – il pensiero di Coussens – Se vuoi imitarlo, devi essere fortissimo e sono pochissimi quelli che ci riescono. A volte sembra che i corridori più forti tendano a evitarsi a vicenda e questo non è molto bello”.
Coussens aggiunge: “È un peccato per il ciclismo che non ci siano altre sfide oltre alle Monumento. Se ci fosse stato un grande scontro fra i campioni da noi, prima del Giro delle Fiandre, tutto l’ambiente ne sarebbe stato contento. Ma dobbiamo anche non farne una questione non troppo grossa. Magari Pogačar e Van Aert non vengono quest’anno, ma lo faranno l’anno prossimo. E poi la nostra corsa non dipende da uno-due corridori. Abbiamo comunque un campo partenti di altissimo livello”.
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