© LaPresse - D'Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

NTT, Victor Campenaerts simula quota 4.700 metri in una tenda ipobarica: “Ti senti come se avessi preso EPO”

Uno dei principi cardine dell’alpinismo riguarda la cosiddetta “zona della morte”. Oltre una certa quota (all’incirca 8.000 metri sul livello del mare) l’ossigeno è così limitato che il corpo umano inizia letteralmente a morire. Però già sopra i 3.600 metri, assicurano gli esperti, dove i livelli di ossigeno sono inferiori del 40%, i nostri corpi sono messi a dura prova. Ci ha voluto provare Victor Campenaerts che, pur non andando fisicamente in quota, ha dormito nelle ultime tre settimane in una tenda ipobarica che ne riproduce le condizioni ambientali. Si tratta di una tenda in materiale plastico semplicemente installata attorno al letto di casa. I benefici dello stazionare in quota sono ben noti, tanto che è una pratica ormai comune tra i ciclisti in quanto i livelli ridotti di ossigeno inducono il corpo a produrre più globuli rossi (per sfuggire istintivamente al soffocamento), aumentando di conseguenza la resistenza e la capacità respiratoria.

Il belga della NTT ha raccontato la propria esperienza a Sporza, ammettendo di avere riprodotto addirittura le condizioni dei 4.700 metri di altitudine: “Ovviamente è estremamente elevata. Dal punto di vista medico, questa è l’altezza alla quale non stai ancora iniziando a morire. Se tu aumentassi, il tuo corpo inizierebbe a crollare perché è troppo pesante. Ma 4.700 metri è l’altitudine alla quale spingi il tuo corpo a produrre globuli rossi e hai ancora abbastanza energia per farlo“.

Durante il trattamento si è allenato pochissimo a causa della forte stanchezza, ma una volta terminato si è sentito molto meglio: “Dato che hai prodotto così tanti globuli rossi, sei in grado di sentirti come un corridore che ha preso EPO. Solo che io ho pedalato a malapena per tre settimane, mentre un corridore che ha preso l’EPO avrebbe corso duramente”.

La tenda non è comunque finita in soffitta, ora Campenaerts affronterà l’ultimo blocco di allenamento impostandola a un’altitudine più bassa: “Voglio iniziare l’ultimo blocco di allenamento verso la stagione con un ematocrito senza precedenti“, ha affermato. In passato altri ciclisti hanno ammesso l’uso, con i casi più recenti dichiarati da Bradley Wiggins e Jens Debusschere.

Bisogna ricordare che, nonostante siano autorizzate dalla WADA, che tuttavia nel 2006 voleva vietarle, e utilizzate da molti atleti professionisti (in altri sport si registra in passato l’utilizzo da parte di campioni come Novak Djokovic, Romelu Lukaku e Cristiano Ronaldo), le tende ipobariche destano preoccupazione, data la natura artificiale dell’induzione dei cambiamenti fisiologici nel corpo. Viene infatti utilizzato un compressore per ridurre la quantità di ossigeno all’interno della tenda per simulare l’altura e riprodurre artificialmente la tecnica del resting high/training low (riposare in alto, allenarsi in basso) praticato dagli atleti di resistenza durante i ritiri in montagna. L’Italia è l’unico paese al mondo in cui questa pratica è considerata doping  (legge 376/2000), mentre anche in Norvegia ne è vietato l’utilizzo.

Scarica l'App ufficiale di SpazioCiclismo!



• SpazioCiclismo è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, per restare sempre aggiornato sulle ultime notizie di ciclismo seguici qui

Trova le migliori offerte di Amazon dedicate al ciclismo!
Ascolta SpazioTalk!
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.