Bilancio Squadre 2026: Alpecin-Premier Tech – Il duo Van der Poel-Philipsen continua a produrre, fioriscono i talenti Debruyne e Verstrynge – Amaro congedo per Groves

La Alpecin-Premier Tech si conferma una squadra molto interessante nell’ambito WorldTour, sebbene sia costruita soprattutto intorno a due capitani. Il bilancio della stagione è sicuramente positivo, con 21 vittorie complessive, tra cui spiccano le tre ottenute al Tour de France. Rispetto al 2025, senza dubbio, è mancato l’acuto nelle Classiche Monumento, dove il secondo posto di Mathieu van der Poel al Giro delle Fiandre è stato il risultato migliore. In ogni caso, i quarti posti del neerlandese alla Parigi-Roubaix e di un sorprendente Emiel Verstrynge alla Liegi-Bastogne-Liegi confermano l’ottimo feeling della squadra con gli appuntamenti più importanti della stagione. La pecca, se vogliamo, è la difficoltà nel portare le “seconde linee” a fare risultato, a maggior ragione in una stagione in cui qualche ingranaggio non ha funzionato.

TOP

Come di consueto, buona parte delle onde registrate dal sismografo stagionale della squadra diretta dai fratelli Roodhooft arrivano da quel che fa Mathieu van der Poel. Non è arrivato il successo di portata “maxi”, ma il neerlandese ha riportato il secondo posto al Fiandre, battuto solo dall’imprendibile amico-rivale Tadej Pogačar e il quarto posto alla Roubaix, giornata in cui è stato condizionato da una serie di problemi tecnici e durante la quale ha comunque dimostrato, una volta di più, un talento fuori dal comune. Al Tour de France è stato grandioso, con due vittorie (compresa quella epocale sui Campi Elisi) e negli altri (pochi) giorni di corsa ha portato a casa due vittorie al Giro del Lussemburgo, un successo dei suoi alla E3 Saxo Classic e anche la medaglia di bronzo al Mondiale di Montréal 2026. Insomma, quando vuole esserci, c’è sempre.

Dopo un 2025 un po’ meno redditizio rispetto agli anni passati, Jasper Philipsen è tornato a macinare punti e grandi prestazioni. Il belga è arrivato in doppia cifra di vittorie (10, appunto), mettendo la sua firma su una tappa del Tour de France e su due appuntamenti-cardine della stagione dei corridori veloci, la In Flanders Fields (ex Gent-Wevelgem) e la nuova, ma già ambita, Copenhagen Sprint. È forse stato meno continuo delle sue abitudini nelle brevi corse a tappe di inizio stagione e si è visto poco post-Tour, ma rimane un elemento fondamentale di questa squadra, anche “extra-volate”.

L’annata appena conclusa è stata quella della consacrazione per due ragazzi belgi che, a questo punto, sembrano avere bellissime speranze. Uno è Ramses Debruyne, che ha saputo esaltarsi sui percorsi più esigenti e logoranti delle corse a tappe (grande protagonista della Vuelta e in luce anche al Tour, prima di essere costretto al ritiro) e che ha fatto ottime cose nelle gare di un giorno, se si pensa al sesto posto dell’Europeo e allì’undicesimo de Il Lombardia. In termini di giornate “secche”, notevole quanto fatto vedere da Emiel Verstrynge, specialista del cross, che ha messo in fila il quinto posto alla Amstel Gold Race e il quarto alla Liegi-Bastogne-Liegi.

I risultati dei due giovani appena citati hanno fatto scalare un po’ più indietro, nella graduatoria dei più produttivi, un altro ragazzo di belle speranze, Tibor Del Grosso. Detto che forse dal neerlandese ci si poteva aspettare qualcosa in più dopo l’eccellente 2025, qualcosa di buono è comunque arrivato, se si pensa alla vittoria alla NXT Classic e alla serie di buoni piazzamenti fatti registrare nel calendario primaverile. Da vedere, però, se il processo di crescita potrà riprendere o se il livello raggiunto è già molto vicino al potenziale completo.

Un altro ragazzo poco più ventenne ha assaggiato per il primo anno la scena dei pro’, lasciando intravedere del talento. Senna Remijn è stato schierato in molte occasioni, anche su scala WorldTour, e non ha mancato di farsi notare, ottenendo qualche buon piazzamento e dando soprattutto l’idea di avere le qualità per starci a lungo, su quel livello. Fra i neopro’, buon impatto ha avuto il 21enne Sente Sentjens, più volte piazzato in corse di medio-alto livello. Parlando di giovani, può considerarsi soddisfatto della sua terza stagione da professionista Francesco Busatto, a cui è mancato solo il primo successo tra i grandi. Il 23enne però è stato più volte protagonista al Giro e ha colto qualche piazzamento qua e là, come la top 10 alla Cadel Evans Great Ocean Road Race. La scelta di correre anche la Vuelta forse non ha pagato, ma può aiutarlo nella sua crescita.

Buona stagione anche per Henri Uhlig, forse non il nome più altisonante della rosa ma in grado di conquistare un successo di tappa all’Etoile de Bessèges in avvio di stagione. Il tedesco, che ha poi trovato continuità soprattutto in primavera, non ha avuto un finale di stagione facile, ma ha dimostrato di poter stare tra i grandi. Tutto sommato può dirsi buona anche la stagione di Jensen Plowright, il quale ha avuto poche, pochissime occasioni di mettersi in mostra a livello personale ma è spesso andato vicino a un risultato importante, con un quarto e un sesto posto al Giro d’Italia e due podi al Giro di Danimarca, oltre a qualche top 10 alla Parigi-Nizza.

Niente di eclatante, ma tutti piazzamenti comunque apprezzabili. Nulla da recriminare anche sulla stagione di Michael Gogl, tra l’altro in grado di cogliere la prima vittoria da pro’ ai campionati nazionali austriaci, di Silvan Dillier e di Hugo Houle, sempre pronti a fare il loro lavoro da gregari. Da notare il grande impegno profuso da Jonas Rickaert, che con gli anni si sta specializzando nell’arte dell’attacco da lontano: nella stagione dell’esperto belga c’è stato anche da annotare il secondo posto al Campionato nazionale, gara sempre molto combattuta.

+++ Mathieu van der Poel
++ Jasper Philipsen
+ Ramses Debruyne

FLOP

Dopo essere stato per anni la terza punta del “tridente” Alpecin, Kaden Groves ha vissuto una stagione amara. La sorte con lui non è stata del tutto benevola, se si pensa ai problemi fisici avuti a inizio anno e la caduta che lo ha in pratica messo fuori dai giochi del Giro d’Italia fin dalla prima tappa. Il velocista resistente australiano non ha però mai avuto modo, nell’arco della stagione, di dare il suo contributo, tanto da chiudere il 2026 con il quasi incredibile totale di 2 punti UCI raccolti in tutta l’annata.

Finisce nuovamente nell’elenco dei corridori “rimandati” Johan Price-Pejtersen. Per lui c’era la speranza di far fruttare le sue doti di passista in un ambiente diverso da quelli vissuti nella prima parte della carriera, ma il biennio con questa maglia si è chiuso di fatto senza alcuna prestazione ragguardevole. Peraltro, fa specie che uno specialista delle cronometro abbia affrontato solo una prova contro il tempo in tutto il 2026 (settimo a Massa, al Giro d’Italia).

Poco da segnalare anche per Tobias Bayer. L’austriaco si è visto raramente nel cuore dell’azione delle corse affrontate, chiudendo il Giro d’Italia in maniera sostanzialmente anonima e proseguendo sulla linea delle passate stagioni, senza acuti da segnalare. Ora proverà a rilanciarsi con una maglia diversa, quella della EF Education-EasyPost, forse più adatte a quelle che sono le sue caratteristiche di corridore che sa spendersi su percorsi mossi.

Non è stata un’annata particolarmente soddisfacente per Gerben Thijssen, il quale non è riuscito ad aumentare il proprio bottino di vittorie nonostante abbia avuto qualche possibilità a propria disposizione. I diversi piazzamenti ottenuti in corse minori belghe, tra cui un quarto posto alla Ronde van Limburg, salvano il belga da una bocciatura ancora più netta, ma a 28 anni sarebbe lecito aspettarsi anche qualcosa di più da un corridore con le sue caratteristiche. Qualche cenno di miglioramento, rispetto agli anni da poco alle spalle, per Florian Sénéchal, visto nel cuore dell’azione più volte nelle gare di fine stagione, ma da lui si tende sempre ad aspettarsi qualcosa in più.

Non ce ne voglia, ma anche la stagione di Luca Vergallito non è stata sempre all’altezza delle aspettative. Rispetto ad altri corridori, l’italiano avrebbe anche più spazio per cercare gloria personale, ma in questo 2026 non è mai riuscito a cogliere piazzamenti davvero interessanti. Il 29enne si è fatto vedere con qualche fuga al Giro d’Italia, senza tuttavia riuscire mai a chiudere nei primi 20. Alla fine, il settimo posto nell’ultima tappa della Volta a Catalunya è il miglior risultato dell’anno: sicuramente poco per un corridore con le sue caratteristiche. Edward Planckaert ha fatto un passo indietro dal punto di vista della visibilità in corsa, rimanendo in ombra rispetto a quanto fatto nel 2025, mentre un altro veterano, Oscar Riesebeek, è stato meno utile, rispetto alle scorse stagioni per l’economia di squadra.

Non è stata troppo esaltante la seconda stagione da professionista di Gal Glivar, altro uomo che sulla carta avrebbe potuto (e forse dovuto) portare qualche punto importante alla squadra. Lo sloveno per la verità si è fatto vedere in qualche occasione, come alla Cadel Evans Great Ocean Road Race chiusa in ottava posizione, ma non ha mai dato l’impressione di poter competere per qualcosa di importante. Probabilmente è solo questione di tempo: a 24 anni ne ha ancora tanto a disposizione. Qualche lampo, compreso il secondo posto al Gp Monseré, ma complessivamente Simon Dehairs non è riuscito a dare continuità alla sua crescita, tanto da non convincere i Roodhooft a rinnovargli il contratto.

Poco da segnalare per il tedesco Maurice Ballerstedt e anche per il neopro’ Lennert Belmans, che a 23 anni non ha avuto un impatto stimabile con il WorldTour, ma che avrà in ogni caso tempo per adattarsi. Medesimo discorso per Aaron Dockx, mentre all’attivo di Lindsay De Vylder, ben più vivace in pista, ci sono tanti chilometri, ma zero spunti. Nelle note migliori della stagione di Johan Geens c’è il solo Giro d’Italia, portato a termine firmando anche qualche tentativo, poi infruttuoso, di fuga; il collega Tim Marsman ha fatto lo stesso al Tour (ma in questo caso senza fughe).

– Tobias Bayer
— Johann Price-Pejtersen
— Kaden Groves

Classifica UCI

La Alpecin-Premier Tech ha chiuso il 2026 al undicesimo posto della Classifica UCI a squadre, due posizioni più n basso rispetto al 2025 e confermando una discesa iniziata già nella scorsa stagione. I punti complessivamente raccolti sono 11606.72, comunque un numero maggiore, seppur di poco, rispetto all’anno scorso. Di seguito il dettaglio dei punti raccolti dai migliori 20 corridori in organico, quelli che concorrono al totale stagionale.

CORRIDORE NAZIONE PUNTI
PHILIPSEN Jasper
BEL
3665.62
VAN DER POEL Mathieu
NED
3404.62
DEBRUYNE Ramses
BEL
917.62
VERSTRYNGE Emiel
BEL
777.62
THIJSSEN Gerben
BEL
494
DEL GROSSO Tibor
NED
425
UHLIG Henri
GER
343
BUSATTO Francesco
ITA
295
PLOWRIGHT Jensen
AUS
240
GLIVAR Gal
SLO
198
DEHAIRS Simon
BEL
115
SENECHAL Florian
FRA
114
RICKAERT Jonas
BEL
92.62
PLANCKAERT Edward
BEL
85.62
GEENS Jonas
BEL
84
VERGALLITO Luca
ITA
81
REMIJN Senna
NED
77
SENTJENS Sente
BEL
68
GOGL Michael
AUT
65
HOULE Hugo
CAN
64

Miglior Momento

Non è stata stagione foriera di successi nelle Classiche del Nord, anche se il “solito” Mathieu van der Poel ne è stato comunque eccellente, oltre che sfortunato, protagonista. I successi, comunque, non sono mancati e, soppesandone qualità e, soprattutto, rilievo del palcoscenico su cui sono arrivati, viene facile indicare come momento più brillante della stagione quello legato all’ultima tappa del Tour de France. In quel contesto, reso ancora più particolare dalla recente introduzione del circuito “olimpico” di Montmartre, proprio Van der Poel ha sfoderato una azione a dir poco entusiasmante. Il neerlandese ha saputo fare la differenza anche rispetto a Tadej Pogačar, allungando l’attacco con un’ultima tirata memorabile, che gli ha permesso di resistere, per qualche centimetro al rientro degli altri uomini forti di giornata. Peraltro, la foto dell’arrivo è resa ancora più bella, per i colori della squadra belga, dal fatto che Jasper Philipsen chiude secondo, ma esultando per la vittoria del compagno…

Bilancio Alpecin-Premier Tech 2026

Volate - 7.2
Classiche - 7.5
Grandi Giri - 5

6.6

Van der Poel e Philipsen, Philipsen e Van der Poel: da lì non si scappa, anche perché la "terza punta", Kaden Groves è stato il grande assente della stagione. Le vittorie ci sono state (ma 18 su 21 sono dei due citati sopra), alcune memorabili, ma l'impressione è quella di una squadra che sta attraversando un processo di svecchiamento non ancora del tutto indirizzato. Di giovani in squadra ce ne sono tanti, alcuni promettono molto bene, ma servirà un cambio di passo nei prossimi mesi per fare in modo che la dipendenza dai due "colossi" non diventi vitale.

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