Il Lombardia 2026, fenomenale Paul Seixas: stacca tutti sul Civiglio e vince la prima Monumento della carriera – terzo posto per Giulio Ciccone, top 10 per Scaroni e Zana
Paul Seixas vince Il Lombardia 2026. Il corridore della Decathlon CMA CGM Team conquista la prima Monumento della carriera, al termine di uno splendido assolo. Con una progressione inesorabile, il francese ha staccato tutti sul Civiglio, giungendo tutto solo sul traguardo di Como. Secondo posto per un ottimo Enric Mas (Movistar Team), ancora sul podio della Classica delle Foglie Morte, mentre Giulio Ciccone si congeda dalla Lidl-Trek con un terzo posto. I tre sono arrivati uno a uno, con il primo gruppo inseguitori, giunto a 1’20”, che è stato regolato da grande deluso di giornata, Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe) che deve accontentarsi del quarto posto. Tra gli italiani da segnalare anche l’ottavo posto di Christian Scaroni (XDS Astana Team) e il nono di Filippo Zana (Soudal Quick-Step). Con questo successo, Paul Seixas diventa il più giovane di sempre ad aver vinto un’edizione de Il Lombardia.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Partita con qualche minuto di ritardo per la protesta dei corridori riguardante la mancanza di sicurezza nelle gare, la corsa fa registrare una gran bagarre nelle fasi iniziali per via dei tanti corridori che provano a inserirsi nella fuga buona. Primo ad allungare è Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), che tuttavia viene presto ripreso a seguito di altri attacchi, con diverse squadre molto attive nel cercare di portar via il tentativo giusto. Una di queste è il Team Jayco AlUla, che sulla prima salita di giornata, quella di Bocche del Gavarno, vede prima avvantaggiarsi Alessandro Covi e poi Michael Matthews, ma nessuno dei due riesce a prendere il largo. Covi ci riprova poi sulle prime rampe del Selvino e con lui si sgancia un drappello di una decina di uomini, ma la UAE Team Emirates XRG non lascia spazio e va subito a chiudere.
Con anche la NSN Cycling Team a provarci con diversi corridori, poco dopo si avvantaggia un gruppetto più consistente, composto da 23 unità: Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech), Edoardo Zambanini e Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Sylvain Moniquet e Louis Rouland (Cofidis), Michael Leonard (EF Education-EasyPost), Maxime Decomble (Groupama-FDJ United), Sam Oomen (Lidl-Trek), Simone Gualdi (Lotto-Intermarché), Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), George Bennett, Moritz Krestchy e Pau Marti (NSN Cycling Team), Maximilian Schachmann (Soudal Quick-Step), Michael Matthews e Alessandro Covi (Team Jayco AlUla), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike), Sergio Meris (Unibet Rose Rockets), Simone Velasco (XDS Astana Team), Simon Dalby e Johannes Kulset (Uno-X Mobility).
La presenza di alcuni nomi importanti porta nuovamente la UAE a reagire e ad andare ad annullare il tentativo, ma subito dopo allunga un quartetto, che riesce a prendere un po’ di margine. A comporlo sono Michael Leonard (EF Education-EasyPost), Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Andréa Mifsud (Team Polti VisitMalta), Johannes Kulset (Uno-X Mobility), raggiunti in seguito anche da Maxime Decomble (Groupama-FDJ United) e, verso la cima della salita, da un sestetto formato da Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), Sylvain Moniquet (Cofidis), Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), George Bennett e Pau Marti (NSN Cycling Team). A quel punto, il plotone rallenta e il vantaggio dei battistrada sale fino a superare i venti secondi, ma un nuovo allungo, a opera di Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), porta a una nuova accelerazione.
Il belga si riporta sui fuggitivi lungo la discesa seguente, che però vede anche il gruppo avvicinarsi moltissimo, tanto che Julien Bernard (Lidl-Trek) e Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike) riescono a loro volta a riaccodarsi velocemente al drappello di testa dopo aver fatto la differenza. Al comando diventano così in 14 (nonostante una foratura di Kulset, che però riesce a non perdere contatto) e il loro vantaggio inizia finalmente a salire, portandosi prima sopra al minuto e, lungo il Colle di Berbenno, oltre i due minuti. Alle loro spalle, sono UAE Team Emirates XRG, Red Bull-Bora-hansgrohe, Decathlon CMA CGM e Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team a mettere ciascuna un uomo in testa al gruppo a tirare, anche se in seguito sono principalmente le prime due squadre a impegnarsi nell’inseguimento.
Il gap scende a 1’35” dopo la successiva discesa e torna poi a salire a 2’15” lungo il GPM di Valpiana, ma raggiunge il proprio massimo nel tratto pianeggiante che segue la salita e anticipa l’ascesa di Giovenzana, arrivando a toccare i 3’10”. In salita è la UAE Team Emirates XRG a prendere in mano le operazioni con Pavel Sivakov e il vantaggio diminuisce leggermente. Tra l’altro qualche nome grosso inizia a sfilarsi, tra questi Michael Matthews (Team Jayco – AlUla), ma anche Bauke Mollema (Lidl – Trek), all’ultimo Lombardia della carriera. Nella discesa successiva il gruppo si spezza in un tratto in due tronconi, ma tornano tutti prontamente sotto.
I corridori arrivano quindi sulle sponde del Lago di Como e a Bellagio, sul Ghisallo, la corsa si infiamma. Davanti rompe gli indugi O’Connor che porta via prima Leemreize e poi Leonard. La fuga esplode e alla fine scollinano davanti in sette. Oltre ai tre già citati, anche Vervaeke, Moniquet, tra i più brillanti in salita, Bennett e Bernard. Anche in gruppo si inizia a far sul serio. Tira prima Jan Christen (UAE Team Emirates – XRG) e poi si mette davanti Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe), il cui ritmo fa male e screma notevolmente il gruppo. Nell’ultimo tratto di salita c’è il primo attacco. Louis Barré (Team Visma | Lease a Bike) accelera e lancia Matteo Jorgenson, sul quale si riportano Brandon McNulty (UAE Team Emirates – XRG), Quinn Simmons (Lidl – Trek) e Christian Scaroni (XDS Astana Team).
Il quartetto, che trova sulla strada Masnada reduce dalla fuga, scollina il Ghisallo con una 15ina di secondi di vantaggio, ma il gruppo non si disunisce e va a chiudere nel tratto in fondovalle. La situazione si cristallizza nuovamente fino a Como. I sette battistrada tornano ad avere un minutino di vantaggio, mentre dietro restano in 40 circa. Quando si inizia a salire verso il San Fermo della Battaglia per la prima volta, le cose cambiano nuovamente. Tra i battistrada salta Leemreize, mentre dietro è ancora Giulio Pellizzari, in modalità stakanovista, a fare il ritmo. Il forcing del marchigiano fa male a Juan Ayuso (Lidl-Trek), Lenny Martinez (Bahrain – Victorious), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), ma soprattutto a Primoz Rogliç (Red Bull – BORA hansgrohe) e Jorgenson. Quest’ultimo, tuttavia, riesce a rientrare nel tratto in discesa e si preoccupa di fare un po’ di ritmo ai piedi della salita successiva, il Civiglio.
La resa dei conti è imminente. Adam Yates (UAE Team Emirates – XRG) approccia in testa la penultima salita di giornata, mentre davanti Leonard resta solo al comando. Il britannico fa un bel ritmo e il gruppo dei migliori perde pezzi, ma dopo 500 metri sale in cattedra Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team). Il campioncino francese non scatta, ma si mette in testa a fare il suo passo. Ed è un passo micidiale: uno dopo l’altro, i corridori non riescono a seguirlo. Il primo a saltare è Remco Evenepoel (Red Bull – BORA hansgrohe), seguito da McNulty e anche Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG). Con il francese restano solo Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) e Giulio Ciccone (Lidl – Trek), ma è questione di tempo prima che Seixas resti da solo al comando. Senza scattare, ma con una progressione micidiale, con un ulteriore cambio di ritmo nel tratto più duro del Civiglio.
Pidcock paga dazio e rimbalza indietro, mentre Ciccone stringe i denti, ma viene raggiunto da un ottimo Enric Mas (Movistar Team) che ha evitato di andare fuori giri per seguire l’avversario, scegliendo di procedere regolare. Il vantaggio di Seixas sale rapidamente, mentre dietro gli altri corridori provano a limitare i danni. Un pimpante Filippo Zana (Soudal – Quick-Step) è il primo a riportarsi su Pidcock, ma da dietro rinvengono anche Ben Healy (EF Education – EasyPost) e Oscar Onley (Netcompany INEOS). Si arriva così in cima al Civiglio e nel tratto in discesa la situazione si cristallizza.
Ai piedi dell’ultimo San Fermo della Battaglia, Seixas ha un vantaggio rassicurante nei confronti di Ciccone e Mas, gli immediati inseguitori, mentre dietro si forma un gruppetto con McNulty, Healy, Onley, Pidcock, Evenepoel, Zana, Scaroni, Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Jarno Widar (Lotto Intermarché) e Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling). In salita Mas ne ha di più e stacca Ciccone, mentre dietro il drappello dei dieci prova a rientrare nella lotta per il podio. Ci provano Healy e Pidcock, ma nessuno ha la forza per far la differenza, anzi, da dietro rientra uno stoico Pello Bilbao (Bahrain – Victorious), che nell’ultima corsa della carriera si gioca una top ten.
Il finale è una festa per Paul Seixas che nella discesa del San Fermo della Battaglia gestisce le energie e le curve, consapevole di aver solo da perdere e sul traguardo di Como può celebrare la prima Monumento della carriera. Sul podio Enric Mas e Giulio Ciccone, due vecchie conoscenze della top 3 della Classica delle Foglie Morte.
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