E3 Saxo Classic 2026, Mathieu Van Der Poel resiste alla rimonta degli inseguitori e cala il tris dopo un assolo di 42 km! 10° Matteo Trentin
Mathieu Van Der Poel trionfa con il brivido all’E3 Saxo Classic 2026. Dopo aver attaccato a una settantina di chilometri dall’arrivo ed essere rimasto da solo al comando ai -42 dalla conclusione, con circa un minuto di vantaggio, il fenomeno neerlandese ha rischiato nel finale di venir ripreso dai primi inseguitori, ma questi ultimi si sono guardati troppo quando il ricongiungimento sembrava ormai cosa fatta, già all’interno dell’ultimo chilometro. Il portacolori della Alpecin-Premier Tech è così riuscito a rilanciare nelle ultime centinaia di metri e a resistere per soli 3″, andando a cogliere il terzo successo consecutivo nella classica belga.
Secondo posto di giornata per Per Strand Hagenes (Visma | Lease a Bike), che ha superato allo sprint Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG), Stan Dewulf (Decathlon CMA CGM) e Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility). Il grosso del gruppo ha invece tagliato il traguardo con un ritardo di 24″, venendo regolato dal danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM). Decima piazza per il migliore degli italiani, Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team).
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
I primi 40 chilometri di gara sono un susseguirsi di azioni che non portano alcun frutto. Primi a scavare un distacco significativo sono a quel punto Bastien Tronchon (Groupama-FDJ United), Nickolas Zukowsky (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team) e Michiel Lambrecht (Team Flanders – Baloise), alle spalle dei quali riprendono gli scatti, che non permettono loro di aumentare il proprio margine. I tre riescono tuttavia a restare in testa, venendo così ripresi a 150 chilometri dall’arrivo da Stan Dewulf (Decathlon CMA CGM Team), Luke Durbridge (Team Jayco AlUla) e Sven Erik Bystrom (Uno-X Mobility).
Questi sei uomini respingono il rientro di Vojtech Kminek (Burgos Burpellet BH), Sean Flynn e Henri-Francois Renard-Haquin (Team Picnic PostNL), formando una fuga di giornata che finalmente ha il via libera del gruppo, condotto solo dalla Alpecin – Premier Tech, ancora una volta dall’infaticabile Silvan Dillier. Lo svizzero tiene così il distacco costantemente attorno ai 3’30”, mentre i corridori nel mezzo perdono progressivamente terreno, fino ad essere riassorbiti da un tentativo in contropiede che nasce a 90 chilometri dalla conclusione, composto da Edward Planckaert (Alpecin-Premier Tech), Oliver Naesen e Daan Hoole (Decathlon CMA CGM Team), Connor Swift (Ineos Grenadiers), Edward Theuns (Lidl-Trek), Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step) e Timo Kielich (Visma | Lease a Bike).
Da quel momento il gruppo è scosso da costanti scatti di comprimari, mentre aumenta sempre più la tensione in vista del Taaienberg, momento cruciale della corsa che Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG) deve prendere in coda al gruppo a causa di una foratura arrivata nel momento peggiore. Inizia così la bagarre tra i big in gruppo e il primo a muoversi è Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), ma lo scatto più deciso arriva ad opera di Mick Van Dijke (Red Bull – Bora – hansgrohe), seguito dal solo Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Premier Tech).
I due scavano un piccolo gap che gli permette di proseguire per riportarsi sui corridori nel mezzo, dove il fenomeno neerlandese ritrova il compagno Planckaert, pronto a mettersi al suo servizio. Si arriva così sul Boigneberg, dove il campione uscente alza ulteriormente il ritmo e resta rapidamente da solo, involandosi all’inseguimento dei fuggitivi del mattino, che in quel momento hanno ancora un minuto di vantaggio. Il loro destino tuttavia è segnato, finendo per essere ripresi a 45 chilometri dalla conclusione, mentre dietro di loro continuano scatti e contro scatti che ovviamente favoriscono la regolarità degli attaccanti.
Tra i più attivi all’inseguimento si segnalano Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG) e Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), mentre Tibor del Grosso (Alpecin-Premier Tech) si distingue per il suo lavoro da stopper. L’ultima accelerazione di MVDP arriva sul Paterberg, a 42 chilometri dal traguardo, dove in progressione stacca tutti gli ex fuggitivi, con Dewulf ultimo ad arrendersi, perdendo pochissimi secondi in cima. Il belga resta così nel mezzo, procedendo del suo passo una volta che capisce di non poter più rientrare, mentre dietro di lui gli altri compagni di avventura vengono progressivamente ripresi da un gruppo che non si organizza, ma prosegue ancora a corrente alternata.
Dal canto suo, invece, Van Der Poel va avanti del suo passo, con un vantaggio che arriva a toccare il minuto prima del Vecchio Quaremont. Qui in gruppo è Antonio Morgado (UAE Team Emirates XRG) a provare ad allungare, che per strada raccoglie Bystrom, mentre gli altri son ripresi da un gruppo che non tarda a rientrare anche sul portoghese. Provano così a uscire Mads Pedersen (Lidl-Trek) e Per Strand Hagenes (Visma | Lease a Bike), ai quali si accoda nuovamente Del Grosso. Il giovane neerlandese perde tuttavia l’attimo sul penultimo muro di giornata al successivo scatto del norvegese, al quale si accodano invece Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e Florian Vermeersch, terzetto che rapidamente va a riprendere Dewulf.
Quest’ultimo, all’attacco da tutto il giorno, si mantiene ovviamente per lo più passivo e riesce solo a dare qualche cambio, mentre gli altri tre si impegnano a fondo nell’inseguimento del battistrada, che entra negli ultimi 25 chilometri con un margine di 50″ su di loro e 1’10” su ciò che resta del gruppo, dal quale prova poi a uscire in solitaria Stuyven, che guadagna solo pochi metri e viene rapidamente ripreso. Van Der Poel supera senza problemi anche l’ultimo muro in programma, il Tiegemberg, ma in seguito vede il suo vantaggio sui quattro inseguitori calare a 35″, così come il plotone si avvicina a 50″, tirato soprattutto da uomini della Red Bull-Bora-hansgrohe e della Groupama-FDJ United.
Gli ultimi 15 chilometri sono un braccio di ferro tra Van Der Poel e i quattro alle sue spalle, che chilometro dopo chilometro mangiano secondi al neerlandese, transitando ai -10 con un gap di 22″ e ai -5 con soli 10″ da recuperare, mentre il gruppo riesce ad avvicinarsi al massimo a 30″. Il neerlandese comunque non molla, ma all’ultimo chilometro il ricongiungimento appare ormai cosa fatta, tanto che lo stesso corridore della Alpecin-Premier Tech sembra rialzarsi. A quel punto, però, anche dietro rallentano e, forse per paura di spendere energie che poi mancherebbero nello sprint finale, nessuno va a chiudere i pochi metri di buco con Van Der Poel, che trova invece la forza di rilanciare, riguadagnare qualcosina e andare a trionfare per soli 3″.
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