I Volti Nuovi del Gruppo, Gabriele Bessega: “Ho scelto la Polti VisitMalta per squadra e ambiente”

Anche Gabriele Bessega si prepara alla sua prima esperienza tra i professionisti. Il classe 2004 ha firmato il suo primo contratto da pro’ con la Polti VisitMalta, formazione con cui è cresciuto tra gli Under23 nel 2023 e 2024, prima di decidere di passare alla Biesse – Carrera Premac per un ultimo anno di maturazione tra i dilettanti. Il 21enne si è tolto diverse soddisfazioni tra gli Under, come le vittorie al Memorial Polese, alla Milano – Busseto e al GP General Store. Adesso il passaggio nella Polti VisitMalta insieme al gemello Tommaso è un nuovo, importante step nella sua carriera. La redazione di SpazioCiclismo ha intervistato Gabriele Bessega per la rubrica I Volti Nuovi del Gruppo, dove diamo voce a tutti i neoprofessionisti italiani.
Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di corridore sei?
Sono un corridore veloce, ma non mi classifico come un velocista puro. Sono un corridore un po’ da classiche, che tiene un po’ in salita e ha un buono spunto veloce.
A che età hai iniziato ad andare in bicicletta?
Ho iniziato da esordiente secondo anno.
Chi era il tuo idolo quando hai iniziato ad andare in bici?
Quando ho iniziato a seguire il ciclismo era il momento di Nibali, quindi i miei primi idoli sono stati lui e Sagan.
Passi professionista con la Polti VisitMalta, dove sei già stato nel 2023 e 2024 da Under23. Come mai hai scelto proprio la Polti per il tuo passaggio da professionista e perché nel 2025 hai sentito il bisogno di provare l’esperienza con la Biesse Carrera?
La scelta di non passare subito professionista nel 2025 è arrivata perché avevo ancora bisogno di fare un anno tra gli Under23. Mi serviva crescere ancora, quindi ho preferito fare un altro anno tra gli Under. Sapevo che avrei fatto gare di livello alla Biesse Carrera, con un calendario adatto alle mie caratteristiche. Infatti è andata bene. Poi ho scelto la Polti perché mi piace molto la squadra e l’ambiente. Mi è sembrata la scelta più giusta per iniziare la carriera da professionista.
Qual è il risultato di cui vai più fiero finora?
La vittoria di cui vado più fiero è il Polese. Avevo un po’ di pressione perché volevo vincerlo, è stato bello riuscirci. In generale forse il risultato che ricordo con più piacere è il quarto posto alla Corsa della Pace con la maglia della nazionale.
A livello mentale, com’è passare nell’arco di tre giorni dal Polese, dove eri favorito e hai vinto, al Laigueglia, una corsa dove hai affrontato corridori come Ayuso e Scaroni?
Ho fatto il Laigueglia per acquisire un po’ di esperienza e capire com’è il mondo dei professionisti, ovviamente non avevo ambizione di risultato. Quel giorno tra l’altro non sono stato bene, ho avuto problemi di salute e alla fine mi sono ritirato presto. È stata un po’ una batosta morale dopo la vittoria al Polese, però è stata un’esperienza molto utile.
Finora hai sempre corso nella stessa squadra di tuo fratello Tommaso. Quanto è importante per te e per lui essere sempre nello stesso team?
Fare tutto insieme rende tutto molto più facile e magari un po’ più leggero, a livello di sacrifici e di impegni. Guardando al futuro, se un giorno dovessimo separarci non sarà un problema. Ognuno farà la sua carriera. È sicuramente molto bello correre insieme, non lo cambierei mai, ma se un giorno dovessimo dividerci lo faremo senza nessun problema. Anche gli Yates a un certo punto hanno continuato la carriera in due squadre diverse e hanno fatto grandi cose da separati. In futuro non si sa mai.
Conosci già il tuo calendario di questa stagione?
Ad oggi la data del mio debutto è il 15 febbraio, alla Clasica de Almeria. Poi si vedrà strada facendo.
Che cosa ti aspetti da questa tua prima stagione da pro’?
Sicuramente all’inizio di crescere sia a livello di performance sia come gestione di impegni e di tutto quello che c’è intorno al professionismo. Poi se cresco abbastanza, mi piacerebbe pensare a qualche risultato a fine stagione.
Se tu potessi scegliere una vittoria in carriera, cosa sceglieresti?
Se devo sognare in grande, vincere l’ultima tappa del Tour de France sarebbe bellissimo. Ma anche vincere una Milano-Sanremo. Già partecipare a queste due grandi gare sarebbe un obiettivo importante per la mia carriera.
Manda un messaggio ai giovani nel ciclismo.
Sicuramente di crederci fino alla fine, fin quando si ha qualche speranza e si vede che è ancora fattibile. Bisogna fare di testa propria, ovviamente ascoltando il contorno ma prendendo decisioni che vengono da sé. Non bisogna abbattersi al primo ostacolo.
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