CicloMercato, Alex Carera spiega l’evoluzione nelle trattative: “Ecco come sono cambiate le cose negli ultimi cinque anni”
L’ultima sessione di CicloMercato ci ha regalato una lunga serie di contratti rescissi in anticipo. Da Giulio Ciccone a Filippo Ganna, fino a Richard Carapaz, sono tanti gli atleti di primo piano che cambieranno maglia il prossimo anno, malgrado la durata dell’accordo con i loro team fosse di durata maggiore. Una tendenza che negli ultimi anni è andata via via rafforzandosi, andando a ridisegnare tutta la geografia delle trattative. Una pratica che, inevitabilmente, ha modificato anche il compito dei procuratori che hanno ampliato il campo delle trattative.
A spiegare cosa sta accadendo ci ha pensato Alex Carera, uno dei veterani tra gli agenti nel mondo delle due ruote, intervistato da La Gazzetta dello Sport. “Anzitutto, la durata media dei contratti si è allungata – spiega – Se gli anni di contratto sono solo due e ci sono problemi, non si deve aspettare tanto per la scadenza, non vale neppure la pena scontrarsi. Si sta un anno con il broncio e poi si cambia. Se invece gli anni sono cinque è molto diverso“. Ma la grande differenza rispetto a qualche stagione fa è legata alla struttura delle squadre. “Fino a 5,6 anni fa, nella maggior parte dei casi i proprietari delle squadre erano i team manager, ora sono gli sponsor stessi – prosegue Carera – C’è visione manageriale, più a lungo termine. Per questo si è più aggressivi sul mercato, per dare valore all’investimento annuo sul ciclismo”. E la sensazione è che questi scenari possano riproporsi con maggiore frequenza negli anni a venire.
| Crea la tua Fantasquadra per la stagione di Ciclocross: montepremi fino a 2.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |












