Visma | Lease a Bike, Jonas Vingegaard cade in discesa in allenamento per cercare di distanziare un amatore

Jonas Vingegaard ha subito una caduta in allenamento mentre veniva disturbato da un ciclista amatore. Il campione danese si trova attualmente in Spagna, per la precisione nei dintorni di Malaga, per allenarsi in vista dell’esordio stagionale previsto con l’UAE Tour a metà febbraio. La caduta è stata confermata dalla sua squadra tramite i social media, che ha però rassicurato sulle condizioni del corridore, sottolineando come i danni riportati non siano gravi. Già prima della comunicazione ufficiale da parte della Visma | Lease a Bike, sull’app Strava circolavano alcune voci sull’incidente, nate da un post di un amatore spagnolo che affermava di aver pedalato vicino al 29enne poco prima della caduta.

“Jonas Vingegaard è caduto lunedì durante un allenamento”, ha scritto il team neerlandese su X sottolineando che il proprio leader “fortunatamente sta bene e non ha riportato ferite gravi.” La squadra ha però colto l’occasione per lanciare anche un appello ai numerosi appassionati che ogni giorno incontrano e pedalano accanto ai professionisti. “In generale, come squadra, vogliamo esortare tutti gli appassionati di ciclismo a mettere sempre la sicurezza al primo posto – commenta la compagine giallonera – Per la vostra sicurezza e quella degli altri, vi chiediamo di lasciare spazio ai corridori durante gli allenamenti e di garantire loro il più possibile tranquillità e libertà di movimento.”

Il motivo di questo appello è legato proprio a quanto emerso su Strava, dove un amatore, Pedro García Fernandez, ha pubblicato un post in cui afferma di aver pedalato a ruota del corridore della Visma | Lease a Bike poco prima che quest’ultimo finisse a terra. “Si può essere professionisti rimanendo anche umili. Jonas è caduto dopo aver tentato di staccarmi nella discesa di Fuente de la Reina. Mi sono fermato per chiedergli come stesse, ma era arrabbiato perché lo stavo seguendo in discesa. Stava andando molto forte per distanziarmi ed è finito a terra”, ha scritto lo spagnolo.

A quelle parole ha replicato anche un altro testimone: “Vi ho visti entrambi superarmi in discesa come se fosse l’ultima curva. Ho trovato Jonas vicino al guardrail e aveva il volto sanguinante in due punti […] Mi è sembrato che fosse sotto pressione e che stesse affrontando la discesa a una velocità eccessiva su una strada che non conosceva molto bene”. Nel commento si sottolinea però anche come i professionisti meritino rispetto e spazio, riconoscendo che sono sì responsabili di sé stessi, ma ricordando che il ciclismo è il loro lavoro, un’attività in cui rischiano non solo la propria carriera, ma talvolta anche la vita, per cui andrebbero rispettati e bisognerebbe lasciargli spazio.

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