Ineos Grenadiers, Omar Fraile annuncia il ritiro a fine anno: “Questo sport sta diventando sempre più impegnativo”

Omar Fraile annuncia la decisione di ritirarsi dal ciclismo al termine del 2025. Lo spagnolo, che nei prossimi giorni sarà al Giro dei Paesi Baschi, saluta così il gruppo dopo 14 anni tra i professionisti, di cui 10 nel WorldTour e quattro con la maglia della Ineos Grenadiers, a cui approdò dopo altrettante stagioni in maglia Astana e due nella Dimension Data. Primo approdo era invece stata la Caja Rural – Seguros, con cui aveva corso dal 2013 al 2015, anno in cui ottenne i primi due successi da professionista con le vittorie a Giro dell’Appennino e Quattro Giorni di Dunkerque. Corridore resistente e veloce, è nelle fughe dalla distanza che ha costruito la sua carriera, conquistando anche due tappe nei GT, al Giro d’Italia 2017 e al Tour de France 2018. Campione nazionale spagnolo nel 2021, nel 2023 ha ottenuto sinora la sua ultima vittoria, alla Vuelta a Andalucia.
“È tempo di dire ‘agur’ alla mia vita di ciclista professionista – scrive sui social il 34enne basco – Sono stato professionista per 14 anni, di cui 10 nel World Tour. Di questo periodo porto con me dolci ricordi e molte persone meravigliose, che ricorderò sempre con affetto. Questa decisione arriva nel momento più bello della mia vita, soprattutto dal punto di vista familiare grazie a mia moglie Nerea e ai miei due figli, Peio e Xabi. Hanno reso questa decisione un po’ più facile. Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile lasciare la mia casa e viaggiare. Soprattutto da dicembre, quando la nascita del mio secondo figlio Peio ha reso tutto ancora più difficile. Il ciclismo è cambiato molto in questi ultimi anni. Passiamo molto tempo fuori casa. Questo sport sta diventando sempre più impegnativo, perché l’allenamento e l’alimentazione sono sempre più specifici. Tutto questo ha reso le cose troppo complicate per me”.
Approdato in una delle squadre di riferimento del gruppo, aveva cambiato un po’ ruolo in questi anni, diventando un riferimento per i propri capitani grazie alla propria duttilità, anche se questo inevitabilmente lo ha allontanato dai riflettori: “Nelle ultime stagioni ho realizzato un altro sogno, entrando a far parte della migliore squadra del mondo, Ineos Grenadiers. È una squadra superlativa in cui mi sono sentito benvenuto fin dalla prima pedalata. Ho imparato molto dai miei compagni di squadra, ad esempio il nuovo ruolo di gregario. Andare in pensione correndo per la migliore squadra del mondo è un grande privilegio e un altro mio sogno”.
Ovviamente, non manca la voglia di cercare di lasciare il segno per questo suo anno conclusivo, con una corsa ben precisa in mente in cui salutare il pubblico, quella che peraltro gli permetterebbe di entrare in un club molto ristretto della storia, ovvero dei vincitori di tappa di ogni GT: “In questa ultima stagione da professionista. Darò il 100% in ogni gara a cui prenderò parte e spero di dare l’addio alla Vuelta a España, una corsa molto speciale per me perché mi permetterebbe di salutare tutti i tifosi baschi, il cui sostegno è stato importantissimo nel corso della mia carriera”.
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