Bilancio Squadre 2026: Groupama-FDJ United – Qualche lampo con Grégoire e con i più giovani ma la tendenza è negativa: si inizia già a pensare alla “salvezza”?

Il 2026 della Groupama-FDJ United non entrerà negli annali del ciclismo internazionale. La formazione francese si è attestata su una dimensione non di primissimo piano, portando a casa una dozzina di vittorie (due su scala WorldTour) e qualche risultato di peso, rimanendo però lontano dalla “crema” del gruppo. Le sorti della squadra diretta da Thierry Corvec, subentrato allo storico “capo” Marc Madiot, si sono poggiate soprattutto su un manipolo di giovani francesi, capaci di sfoderare prestazioni molto interessanti, per quanto isolate. Sono però mancati alcuni dei corridori più “pesanti” dell’organico, che hanno così portato a un raccolto complessivo abbastanza scarno ed a tante corse importanti passate via senza lasciare tracce.

TOP

Romain Grégoire si conferma anche quest’anno l’uomo di riferimento della squadra, capace da solo di conquistare un quarto dei punti UCI ottenuti dalla formazione francese. Il 23enne manca ancora una volta il successo di peso, ma porta comunque a casa tre belle vittorie, la Drôme Classic, una tappa al Giro di Svizzera e il campionato nazionale, ed è soprattutto l’unico rappresentante del team a potersela giocare con i migliori nelle corse più importanti. Nelle classiche arrivano infatti tre quarti posti tra Strade Bianche, Freccia del Brabante e Amstel Gold Race, oltre a un nono posto alla Freccia Vallone e due settimi a Liegi-Bastogne-Liegi e Bretagne Classic, più altre top-10 in gare di un giorno minori. Unico flop della sua annata è il Tour de France, dove nonostante alcune fughe non riesce a ottenere risultati importanti, ma neppure lui può fare i miracoli.

Alle spalle del campione francese si sono comunque messi in evidenza alcuni giovani, a partire da Thibaud Gruel, che ha confermato le belle cose fatte vedere nel 2025. Il 22enne ha conquistato solo una vittoria, imponendosi nella prima tappa della Route d’Occitanie, ma ha ottenuto numerosi piazzamenti lungo tutta la stagione, sia in brevi gare a tappe che in eventi di un giorno. Soprattutto, però, sono arrivate le prime importanti esperienze nelle classiche del Nord, corse nelle quali, viste le sue caratteristiche di corridore veloce e resistente, potrebbe puntare a far bene nel prossimo futuro.

Sicuramente molto positiva la prima annata tra i professionisti di Maxime Decomble, che ha fatto vedere buone cose soprattutto a cronometro, ma non solo. Subito vicino alla vittoria all’Etoile de Bessèges, chiuso in terza posizione, il classe 2005 ha accumulato esperienze importanti correndo corse WorldTour come la Volta a Catalunya, il Giro dei Paesi Baschi, il Giro di Romandia e il Tour Auvergne – Rhône-Alpes e nel finale di stagione ha trovato i primi successi conquistando la crono e la classifica finale del Tour Poitou-Charentes. Terzo al Giro di Slovacchia, il francese ha colto il medesimo risultato (ma con la maglia della nazionale) nella prova contro il tempo degli Europei di Ljubljana ed è poi stato protagonista della fuga di giornata a Il Lombardia, sua prima classica Monumento.

Il plurivincitore del team in questa annata è stato però Ewen Costiou, capace di raccogliere in tutto quattro successi, anche se in corse di secondo piano. Il 23enne si è imposto in una tappa e nella classifica finale sia dell’Étoile de Bessèges, sia del Tour du Limousin, mentre per il resto ha un po’ faticato a mettersi in mostra, anche se sono da sottolineare il nono posto ottenuto all’Amstel Gold Race e le varie fughe tentate al Tour de France. Discorso simile per Bastien Tronchon, che si è visto poco ma quando lo ha fatto è riuscito a cogliere una vittoria di tappa alla Vuelta a España, che può essere considerato il successo più importante del team in questo 2026. Il GT spagnolo è stato l’highlight della stagione del 24enne, capace di centrare altri quattro piazzamenti nella top-10 (sui 7 totali da lui ottenuti quest’anno).

Non ancora sui livelli toccati in passato, ma Rémi Cavagna è riuscito a riproporre un rendimento di buona qualità, soprattutto quando impegnato nelle cronometro. A parte le gioie ottenute con le varie staffette, con la maglia della nazionale francese, sono arrivati alcuni piazzamenti importanti, compreso il terzo posto nella prova di Massa al Giro d’Italia e anche il titolo nazionale di specialità, che gli mancava dal 2023. Gli anni in cui era protagonista anche nelle Classiche sono ormai lontani, ma il periodo più buio, quello passato alla Movistar, sembra comunque alle spalle.

Per quel che riguarda le classifiche generali nei Grandi Giri e nelle corse a tappe più impegnative non sono arrivati grandi risultati, ma Guillaume Martin e Clément Berthet hanno comunque tenuto (abbastanza) alta la bandiera della compagine francese. Il primo ha sfiorato la top-10 a Volta a Catalunya, Giro dei Paesi Baschi e Vuelta a España e l’ha centrata al Tour Auvergne – Rhône-Alpes, confermandosi corridore solido, ma molto poco vincente, come dimostra anche il non essere riuscito a concretizzare le numerose fughe nelle quali si è inserito sia nel GT spagnolo, che al Tour de France. Il secondo, che ha vissuto una stagione un po’ complicata, ha chiuso all’ottavo posto la Vuelta e nel finale ha anche colto buoni piazzamenti nelle classiche italiane, compresa la top-15 a Il Lombardia.

Stagione trascorsa soprattutto all’attacco per Clément Braz Afonso, che è entrato in numerosissime fughe e, pur non riuscendo a concretizzare i tanti chilometri trascorsi allo scoperto con un successo, ha portato a casa parecchi buoni piazzamenti e importanti punti UCI, sia in gare a tappe che in corse di un giorno. Qualcosa di buono lo si è visto anche da parte di Clément Russo, che soprattutto al Tour de France si è messo in evidenza conquistando cinque top-10 di tappa, risultando così uno dei migliori elementi del team nel Grande Giro di casa.

Tanti attacchi e qualche buon piazzamento nella stagione di Lorenzo Germani, che si è confermato corridore combattivo e determinato, anche se, complessivamente, il raccolto è stato meno rilevante rispetto a quello del 2025. In termini di piazzamenti, lo stesso rilievo può valere per Brieuc Rolland, capace di farsi vedere su diversi traguardi, soprattutto alla fine di percorsi movimentati, ma, dato il precedente rendimento stagionale, ci si poteva aspettare anche qualcosa in più.

Pur senza particolari spunti, è stata una prima stagione nel WorldTour abbastanza positiva per Axel Huens, che soprattutto nelle corse di un giorno ha ottenuto qualche buon piazzamento, svolgendo per intero la campagna del Nord e sfiorando la top-10 alla In Flanders Fields e la top-20 al Giro delle Fiandre. Discorso simile per Matteo Milan, approdato quest’anno tra i professionisti. Il giovane velocista dovrà ancora maturare esperienza, e questa prima annata nella massima categoria gli sarà sicuramente servita in tal senso. Non sono mancati i momenti in cui è riuscito a centrare buoni risultati, ma per ora non è ancora arrivato quel guizzo che potesse permettergli di lasciare il segno.

+++ Romain Gregoire
++ Thibaud Gruel
+ Maxime Decomble

FLOP

Si parlava di corridori rilevanti che sono mancati e, una volta di più, l’emblema di questo dato è David Gaudu. Alle soglie dei 30 anni (compiuti da poco), il corridore francese ha vissuto un’altra annata contraddittoria, ma questa volta i passaggi a vuoto non sono stati bilanciati dalle giornate di grazia. Rimasto fuori da tutte le formazioni per i Grandi Giri, ha raccolto un paio di piazzamenti fra i primi 10 di giornata fra UAE Tour e Parigi-Nizza e poi è fondamentalmente sparito. Al netto di eventuali problemi occorsi nell’arco dell’anno e non resi pubblici, la carriera dell’atleta francese sembra giunta a un punto di svolta che potrebbe essere definitivo. Ovviamente, la speranza, della squadra e degli appassionati, è di rivederlo battagliero e competitivo già a partire dalle prossime settimane.

Notevolmente sotto tono anche Valentin Madouas, altro corridore che è quasi un’istituzione in questa squadra e che però, a partire dal prossimo gennaio, vestirà colori diversi. Per lui c’è stato qualche piazzamento da seconda pagina nel periodo delle Classiche di primavera e poco altro; davvero poco per un corridore capace, nemmeno troppo tempo fa, di salire sul podio di corse importanti come il Giro delle Fiandre, la Strade Bianche e anche la prova in linea dei Giochi olimpici.

Rémy Rochas ha corso tantissimo (88 giorni-gara nell’arco dell’anno, compresi due Grandi Giri), ma ha raccolto davvero poco, pensando anche a quello che era stato capace di fare nelle scorse stagioni. Il battagliero attaccante è riuscito molto raramente a trovare tempi e modi per lasciare il segno, non risultando in alcuna occasione fra i primi 10 di giornata. Attualmente è senza contratto per la prossima stagione.

Senza particolari guizzi si è chiusa anche la stagione del velocista Paul Penhoët. Anche quest’anno non sono mancati i piazzamenti di rilievo, tra cui un terzo e un nono posto al Giro d’Italia, e il bottino di punti UCI del 24enne francese è stato notevole, tuttavia non è riuscito a mettere la firma su alcuna corsa. In altre occasioni ha mostrato spunti interessanti, senza però riuscire a lasciare il segno in una stagione dai toni chiaroscuri, terminata la quale lo vede al momento senza una squadra per il 2027.

Il giovane neozelandese Lewis Bower era partito molto bene, con un terzo posto in una tappa al Tour Down Under, ma con l’andare del tempo di lui si sono perse le tracce. Ribalta molto relativa anche per due decani della squadra francese, Rudy Molard (che si ritira proprio alla fine di questa stagione) e Quentin Pacher, che in passato erano stati capaci di brillare su percorsi mossi e arrivi incerti, ma che nel 2026 si sono visti molto raramente. Il percorso di crescita di Tom Donnenwirth, che oggi ha 28 anni e che è arrivato tardi al professionismo, sembra essersi arrestato, mentre il lussemburghese Kevin Geniets ha vissuto quella che è stata probabilmente la stagione meno fruttuosa della sua carriera da professionista.

Josh Kench, anch’egli neozelandese, ha invece vissuto una bella giornata sulle strade del Giro d’Italia (sesto posto a Verbania), ma quello è rimasto l’unico momento da protagonista della sua annata.  Poco da segnalare per Cyril Barthe, in scena senza momenti da ricordare anche al Giro d’Italia, per Olivier Le Gac (idem, rispetto al compagno appena citato, parlando della Vuelta) e per Enzo Paleni, che è stato un po’ più vivace in termini di tentativi di attacco, soprattutto sulle strade della Vuelta, non riuscendo però a raccogliere granché.

La volontà non è certo mancata neppure allo svizzero Johan Jacobs, visto di frequente in azioni da fuga della prima ora; anche nel suo caso, però, di risultati significativi non ne sono arrivati. Primo anno da pro’, infine, di pura esperienza e di chilometraggio da assorbire per Titouan Fontaine.

– Rémy Rochas
— Valentin Madouas
— David Gaudu

Classifica UCI

La Groupama-FDJ United prosegue anche in questo 2026 la parabola discendente iniziata da un paio di stagioni, attestandosi alla posizione numero 20 della Classifica a squadre UCI, con 9328.92 punti, e scendendo così di altri due posti rispetto all’anno precedente. Un piazzamento che deve iniziare a far suonare qualche campanello di allarme e che già nel 2027 imporrà alla compagine transalpina un cambio di rotta per evitare di restare invischiati nella lotta per non retrocedere dal WorldTour al termine del 2028. Di seguito i 20 corridori che hanno contributo a formare il totale della formazione francese nell’arco di questa annata.

CORRIDORE NAZIONE PUNTI
GREGOIRE Romain
FRA
2432
GRUEL Thibaud
FRA
825
BERTHET Clément
FRA
775
PENHOET Paul
FRA
609
MARTIN GUYONNET Guillaume
FRA
549
HUENS Axel
FRA
511
BRAZ AFONSO Clément
FRA
510
COSTIOU Ewen
FRA
482.71
TRONCHON Bastien
FRA
453
DECOMBLE Maxime
FRA
427
CAVAGNA Rémi
FRA
377.37
RUSSO Clément
FRA
348.71
MOLARD Rudy
FRA
213.71
MADOUAS Valentin
FRA
185
PACHER Quentin
FRA
159.71
DONNENWIRTH Tom
FRA
118
ROLLAND Brieuc
FRA
116
GAUDU David
FRA
98.71
KENCH Joshua
NZL
73
MILAN Matteo
ITA
65

Miglior Momento

Tra le 12 vittorie stagionali della compagine francese, quella più importante e sicuramente più inattesa è stata quella ottenuta da Bastien Tronchon nella decima tappa della Vuelta a España. In una volata piuttosto caotica, andata in scena sul traguardo in leggera ascesa di Elche de la Sierra, il 24enne francese è sbucato negli ultimissimi metri andando a superare i due corridori che avevano provato ad anticipare nel finale, per mettersi infine alle spalle tre nomi importanti come Magnus Cort, Thibau Nys e Wout van Aert, conquistando così il successo più importante della sua carriera.

Bilancio Groupama-FDJ United 2026

Volate - 5.1
Classiche - 5.3
Grandi Giri - 5.8

5.4

Stagione in grigio per la squadra francese, che ha raccolto sì un numero in doppia cifra di vittorie, ma che è stata sotto i riflettori complessivamente in poche occasioni, soprattutto quando il livello delle corse affrontate si alzava. Sono mancati, in particolare, alcuni corridori importanti, che non hanno offerto il contributo che ci si poteva aspettare. Di contro, alcuni giovani francesi hanno dimostrato freschezza e talento: toccherà a loro il compito di tenere la squadra a distanza di sicurezza rispetto alle zone "pericolose" della classifica triennale UCI.

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