Presentazione Squadre 2026: Groupama – FDJ United – Non c’è più Madiot, ma si rimane a trazione francese con Gaudu, Grégoire e Martin
La Groupama-FDJ United si presenta alla stagione 2026 con un organico in parte rinnovato, mantenendo però inalterati i propri punti di riferimento. Alcuni nomi di grande esperienza, come quello di Stefan Küng, hanno salutato la formazione, lasciando spazio soprattutto a giovani promesse chiamate a raccoglierne l’eredità. L’identità francese del team resta ben salda, così come la filosofia di fondo, basata sull’investire nella crescita interna e sul costruire risultati nel medio-lungo periodo, anche se nella dirigenza si è registrato un cambiamento significativo. Il ruolo di general manager infatti non sarà più ricoperto da Marc Madiot, fondatore della squadra, bensì da Thierry Cornec. Ciò porterà inevitabilmente cambiamenti importanti all’interno della formazione francese, dalla quale però lo storico direttore generale non uscirà del tutto, rimarrà infatti nel team anche se con un incarico fortemente ridimensionato. Dopo un 2025 non particolarmente esaltante, più per il peso specifico dei successi che per il numero complessivo, la squadra sarà nuovamente chiamata a compiere un salto di qualità. La prossima stagione rappresenterà dunque una riprova di quanto costruito finora, dove sarà importante riuscire a raccogliere ciò che è stato seminato, al fine di guadagnare certezze e provare a invertire una tendenza che, negli ultimi anni, non è stata pienamente positiva.
Gli uomini più attesi
Su Romain Grégoire sono riposte aspettative importanti. Il 2003 francese è sempre più al centro del progetto del team e la prossima stagione potrebbe rappresentare finalmente quella del definitivo salto di qualità. La sua crescita nell’ultimo anno è stata netta, con sei vittorie all’attivo e piazzamenti di assoluto rilievo al Tour de France, alla Freccia Vallone e all’Amstel Gold Race. Risultati che hanno confermato la sua predisposizione per le Classiche e per le gare vallonate in generale, supportata da una buona tenuta in salita e da uno spunto veloce. È mancata soltanto la stoccata decisiva, ma i presupposti sono tali da rimandare con fiducia le attese al 2026.
Le aspettative saranno rivolte anche a David Gaudu, al quale però verrà chiesto di ritrovare quella continuità che negli ultimi anni è spesso mancata. I risultati, anche di rilievo, non sono mai del tutto venuti meno, ma per ambire a traguardi ancora più importanti la costanza diventa un fattore imprescindibile, come dimostrato dall’andamento della sua ultima Vuelta a España, al termine di una stagione complessa, anche per gli infortuni subiti. A 29 anni rappresenta ormai un punto di riferimento per i compagni più giovani e nella prossima stagione potrà contare su una squadra spesso costruita attorno a lui, soprattutto in ottica classifica generale nei Grandi Giri. Starà a lui saper sfruttare al meglio queste opportunità.
Un altro corridore di grande rilievo nella formazione francese sarà Valentin Madouas, chiamato però a riscattarsi dopo un’annata non particolarmente soddisfacente. La stagione passata si è infatti chiusa con alcuni piazzamenti, ma senza quel guizzo decisivo negli appuntamenti più importanti. Nel 2026 avrà l’opportunità di provare a invertire la tendenza emersa lo scorso anno, andando alla ricerca di una vittoria di peso che, al momento, manca nel suo palmarès e che rappresenterebbe un passaggio fondamentale nella sua carriera. Tra i corridori dai quali ci si attende ancora qualcosa in più figura anche Guillaume Martin che finora non è riuscito a raccogliere pienamente quanto il suo potenziale lascerebbe intendere. Nella sua prima stagione con la Groupama, dopo gli anni in Cofidis, il classe ’93 ha comunque messo a segno due successi, oltre a diversi piazzamenti nelle corse più adatte alle sue caratteristiche, senza però raccogliere risultati di peso. Anche lui nel 2026 sarà chiamato a fare un passo ulteriore, provando a trasformare la consueta regolarità in un risultato più significativo.
Insieme a loro sarà chiamato a riscattarsi anche Rémi Cavagna, reduce da un’annata complessivamente sottotono. Il corridore francese, dopo un inizio di stagione che aveva lasciato ben sperare, ha poi vissuto un anno piuttosto anonimo. I segnali migliori sono comunque arrivati nelle prove a cronometro, specialità di cui è ottimo interprete, anche se è rimasto lontano dai livelli mostrati negli anni passati. Resta da capire se, dopo il primo anno nel team, riuscirà a ritrovare una sua dimensione e a tornare competitivo non solo nelle gare contro il tempo, ma anche nelle Classiche del Nord, terreno sul quale in passato aveva dimostrato di avere ottime carte da giocare e nel quale ha sempre detto di voler provare a sfondare.
Per quanto riguarda le ruote veloci, Paul Penhoët è stato il corridore che nel corso della stagione ha mostrato le cose migliori, sia in termini di continuità sia per il peso dei risultati. Pur non avendo mai alzato le braccia al cielo, la sua presenza nelle top10, anche in contesti di rilievo, è stata una costante per tutta la stagione. Il colpaccio non è ancora arrivato, ma ha confermato di possedere le caratteristiche di un buon velocista, capace di tenere bene anche su percorsi mossi: chissà che questa non possa essere l’annata del definitivo salto di qualità.
Ci si può attendere qualcosa di buono anche dal 22enne bretone Ewen Costiou che, dal 2023 al 2025, ha militato nella ormai scomparsa Arkéa B&B Hotels, mettendo in mostra ottime qualità soprattutto in salita e su percorsi mossi. Nel 2025 ha centrato una vittoria al Tour du Limousin e si è fatto notare anche in occasione del Tour de France. Per lui, l’approdo in un ambiente rinnovato potrebbe rappresentare un’ulteriore occasione di crescita.
Nelle gare di un giorno avrà spazio il nuovo arrivo, Axel Huens, sul quale sono riposte aspettative tutt’altro che marginali. Il 24enne si prepara al salto nel WorldTour dopo due stagioni alla Unibet Tietema Rockets. Le sue doti di corridore veloce e resistente gli hanno permesso di ottenere diversi piazzamenti in alcune corse di un giorno, lasciando intravedere margini di crescita interessanti. A provare a ritagliarsi spazio ci saranno inoltre Cyril Barthe, capace di raccogliere nel corso dell’anno qualche piazzamento discreto ma senza particolari acuti, e Kevin Geniets che, pur svolgendo prevalentemente un ruolo di supporto, potrebbe cercare occasione per qualche tentativo di risultato personale, soprattutto nelle corse di un giorno, per le quali ha dimostrato una buona propensione tanto fisica quanto mentale.
Fiducia è riposta nel britannico Tom Donnenwirth che, nonostante i 27 anni, ha alle spalle una carriera professionistica relativamente breve, ma è stato comunque capace di conquistare una vittoria tra i pro’ e di mettersi in evidenza in più occasioni, mostrando spiccate qualità di velocità e resistenza. Caratteristiche che, in vista della prossima stagione, lasciano ben sperare. Attenzione rivolta anche nei nuovi arrivi Bastien Tronchon e Clément Berthet, entrambi provenienti dalla Decathlon AG2R La Mondiale. Il primo, nel corso della scorsa stagione, ha confermato le proprie abilità su percorsi impegnativi, centrando anche un successo in una classica di prestigio come la Tro-Bro Léon. Al suo primo anno nella nuova formazione sarà chiamato a dare continuità al positivo percorso di crescita intrapreso e, auspicabilmente, a compiere un ulteriore passo in avanti. Anche Berthet, classe ‘97, pur non avendo ancora ottenuto una vittoria da professionista, si è sempre dimostrato un corridore affidabile e costante, capace nella scorsa stagione di collezionare diversi piazzamenti e dal quale ci si attende un’ulteriore crescita.
Rémy Rochas si è dimostrato capace di garantire regolarità e di ottenere discreti piazzamenti anche in competizioni di rilievo; un ulteriore passo in avanti sarebbe però auspicabile, soprattutto alla luce di quanto mostrato negli anni passati, nei quali si è spesso sacrificato per i propri capitani, ma se dovesse avere maggiore spazio potrebbe cercare qualcosa in più per sé. Buoni piazzamenti e segnali di miglioramento per un altro uomo sovente votato al sacrificio per i compagni, l’azzurro Lorenzo Germani che, pur non avendo ancora raccolto risultati di grande peso, gode della fiducia della squadra, pronta a sostenerne il percorso di crescita anche in virtù della sua giovane età. Stessa cosa anche per il coetaneo Enzo Paleni, il quale nella stagione appena conclusa non ha ottenuto risultati di rilievo ma il 2026 potrebbe rappresentare un anno di ulteriore crescita sul terreno a lui più adatto, le corse a tappe. Ci si aspetta un anno di crescita anche dal nuovo arrivato Josh Kench, classe 2001, capace di mettersi in evidenza sia nelle brevi corse a tappe sia nelle gare di un giorno. Dopo un anno trascorso prevalentemente a competere in Asia, il britannico sarà chiamato a misurarsi nel panorama europeo.
Il 22enne Brieuc Rolland ha invece mostrato segnali incoraggianti nel suo primo anno da professionista, mettendosi in luce come scalatore capace di azioni di buon livello, in particolare nelle frazioni più impegnative. La stagione è stata per lui già un palcoscenico di discreti piazzamenti, ma soprattutto una palestra in vista del futuro, dal quale ci si può attendere ancora di più. Sulla stessa linea si colloca anche Clément Braz Afonso che, grazie a diversi attacchi, è riuscito a ottenere alcuni buoni piazzamenti; anche per lui il tempo è dalla sua parte e lascia spazio a ulteriori margini di miglioramento. Restando in tema di giovani che hanno già avuto modo di esprimersi ad alti livelli, non si può non citare Thibaud Gruel, capace di ottenere vittorie da professionista e diversi piazzamenti di rilievo, arrivati anche alla sua prima partecipazione a un Grande Giro, la Vuelta a España. Dotato di una spiccata predisposizione per i percorsi selettivi e di un ottimo spunto veloce, qualora riuscisse a dare continuità a quanto mostrato nel 2025 potrebbe puntare a traguardi importanti.
A mettere a disposizione della squadra la propria esperienza saranno invece Rudy Molard e Quentin Pacher. Entrambi si esprimono al meglio nelle corse di un giorno con percorsi duri e selettivi; sebbene l’età, con entrambi ormai oltre i trent’anni, rappresenti un fattore da considerare, non è escluso che possano ancora ritagliarsi qualche occasione per ottenere risultati, oltre a svolgere il loro prezioso lavoro al servizio dei compagni. Nelle gare di un giorno potrebbero inoltre andare a caccia di piazzamenti, soprattutto attraverso azioni da lontano, anche Johan Jacobs e Clément Russo, con quest’ultimo in grado di giocarsi eventualmente qualche volata, oltre a svolgere un prezioso lavoro a supporto dei compagni, così come Olivier Le Gac.
Le giovani promesse
Anche quest’anno la formazione transalpina si presenta con un organico ricco di giovani, dai quali ci si attende un percorso di crescita e l’acquisizione di un bagaglio di esperienza da poter capitalizzare nel futuro. Dalla squadra Devo arrivano Maxime Decomble e Titouan Fontaine, entrambi classe 2005. Il primo si è messo in luce nel corso della stagione, mostrando numeri importanti e qualità che, in prospettiva, potrebbero rivelarsi molto interessanti. Tra gli Under-23, il 20enne ha dimostrato di essere un corridore piuttosto completo: solido a cronometro, efficace in salita e competitivo anche nelle corse di un giorno su percorsi mossi. In vista della prossima stagione ci si può attendere qualche segnale incoraggiante. Per Fontaine, invece, non sono arrivati risultati particolarmente rilevanti nell’ultimo anno, anche se si era già messo in evidenza nella categoria juniores in diverse specialità. Per lui, giovanissimo, il passaggio tra i professionisti rappresenterà soprattutto un’importante opportunità di crescita e di accumulo di esperienza in ottica futura.
Promosso dal team di sviluppo alla prima squadra già a metà 2025, anche Lewis Bower, classe 2004, ha mostrato caratteristiche interessanti da velocista resistente, raccogliendo diversi risultati, seppur in contesti non di primissimo piano. Forte di un primo bagaglio di esperienza nel WorldTour, il britannico potrebbe compiere ulteriori passi in avanti e ritagliarsi qualche occasione nella prossima stagione. Ultimo ma non meno importante, Matteo Milan, fratello minore di Jonathan, ha scelto di passare professionista con la formazione francese dopo il percorso nel vivaio della Lidl-Trek. Il classe 2003 ha messo in mostra spiccate doti da velocista, collezionando diverse vittorie, e nei tre anni di contratto firmati ci si attende da lui un percorso di crescita significativo.
Organico Groupama – FDJ United 2026
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Potenziale Groupama-FDJ United 2026
Volate - 5.2
Montagne - 6.7
Colline - 8.6
Pavé - 4.8
6.3
La linea su cui la squadra francese vuole muoversi rimane quella tracciata da tempo: molta attenzione ai talenti di "casa", fiducia ai corridori che escono dal settore di sviluppo e l'intento di provare a incidere nelle occasioni che il calendario potrà offrire. Non sembrano esserci in rosa corridori che garantiscano vittorie e presenza costante ad altissimo livello, ma le soluzioni per essere protagonisti non mancano, soprattutto nelle brevi corse a tappe e su percorsi movimentati. Sarà importante, però, raccogliere risultati al momento opportuno, per evitare poi di trovarsi in situazioni complicate, in termini di classifica triennale UCI.
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