Presentazione Squadre 2026: EF Education-EasyPost – Con Healy e Powless a caccia di vittorie pesanti e c’è sempre Carapaz – Curiosità intorno al 18enne Agostinacchio
Si prospetta un’altra stagione da media classifica per la EF Education-EasyPost. La formazione statunitense ha sostanzialmente confermato l’organico precedente, con qualche veterano che si è ritirato e cinque nuovi innesti, ma nessun grande colpo. Sulla carta, quindi, i cambiamenti del CicloMercato non dovrebbero spostare gli equilibri del team. Ci si affiderà perciò alle pedine principali delle ultime stagioni, che potranno conquistare altre vittorie di peso, oltre che sulla crescita dei giovani. Nel 2025 complessivamente sono arrivati però solo dieci successi e servirà quindi un rilancio globale di diversi corridori per iniziare il nuovo triennio con un migliore slancio ed evitare di entrare nella lotta per la difesa della licenza WorldTour.
Gli uomini più attesi
Il nome in cima alla lista è indubbiamente quello di Ben Healy, entrato ormai stabilmente tra i corridori più forti del circuito. Il 25enne irlandese è reduce da una stagione in cui, oltre ai consueti attacchi spettacolari, è riuscito a conquistare molti risultati di rilievo. Sempre presente nelle classiche, con il terzo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi, il quarto alle Strade Bianche e il quinto alla Freccia Vallone, ha corso anche un ottimo Tour de France, con una vittoria di tappe e il nono posto nella classifica finale, a cui si è aggiunto il bronzo ai Mondiali. Nel 2026 ci si può quindi aspettare di rivederlo protagonista in tutte le corse principali e chissà che non possa arrivare anche il primo successo in una grande classica.
Successo che, con le dovute proporzioni, ha già trovato Neilson Powless, che nel 2025 è riuscito a imporsi alla Dwars door Vlaanderen in uno dei finali più incredibili di tutta la stagione. Lo statunitense è diventato ormai una garanzia in termini di risultati complessivi nelle corse di un giorno, dove negli ultimi dodici mesi ha collezionato tanti piazzamenti tra i migliori dieci. Nel 2026 sarà chiamato a confermare il trend positivo degli ultimi anni e continuare di fatto ad alternarsi con Healy nel ruolo di punto di riferimento del team, puntando magari anche ai successi parziali nei Grandi Giri e nelle altre corse a tappe.
Un altro elemento di spicco è ovviamente Richard Carapaz, che anche quest’anno sarà il principale uomo di classifica della formazione statunitense. L’ecuadoriano nel 2025 ha centrato il quinto podio in carriera nei Grandi Giri, chiudendo al terzo posto il Giro d’Italia, sprecando però allo stesso tempo la grande occasione di conquistare per la seconda volta la Maglia Rosa dopo il trionfo del 2019. Al di là della vittoria sfiorata, il risultato ha confermato che il 32enne ha ancora la capacità per lottare per il successo finale e anche nel 2026 cercherà di essere con i migliori in un Grand Tour.
La squadra è priva di velocisti puri, ma ci sono diverse ruote veloci in grado di conquistare successi parziali in diversi tipi di corse nell’arco della stagione. Partiamo da Marijn Van Den Berg, che è sempre uno dei più proficui in termini di punti complessivi conquistati e potrà cercare di lasciare il segno negli arrivi adatti agli sprinter, soprattutto in giornate abbastanza mosse, sia nelle brevi corse a tappe che nelle semiclassiche. Altro atleta che può sfruttare lo spunto veloce e una buona resistenza per centrare la vittoria è Vincenzo Albanese, che nel 2025 si è imposto in una tappa al Giro di Svizzera e ha ottenuto alcuni altri piazzamenti, ma al quale è mancata la continuità vista nel 2024.
Discorso e caratteristiche simili per il neo arrivato Luke Lamperti, reduce da un’annata abbastanza altalenante, e per l’estone Madis Mihkels, che ha trovato diversi risultati notevoli, tra cui il terzo posto alla Bruges-De Panne e le top-15 a Gand-Wevelgem e Parigi-Roubaix, ma che ancora difetta un po’ in costanza. Entrambi sono comunque ancora piuttosto giovani e hanno sicuramente margini di crescita, soprattutto nelle classiche, ed essendo ambedue piuttosto veloci e resistenti possono potenzialmente dire la loro in diverse occasioni.
Ci si aspetta che possa tornare a fare risultato nelle Classiche del Nord Kasper Asgreen, capace in passato di vincere gare del calibro di Giro delle Fiandre, E3 Saxo Classic e Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Da qualche anno il danese fatica a essere protagonista in queste gare, ma un buon piazzamento potrebbe comunque essere alla sua portata, soprattutto provando a muoversi in anticipo, cosa che nel 2025 gli ha permesso ad esempio di vincere una tappa al Giro d’Italia. Lo stesso potrebbero cercare di fare i connazionali Michael Valgren, anche lui con trascorsi di alto livello nelle corse di primavera, e Mikkel Honoré, quest’ultimo più nelle classiche vallonate che in quelle del pavé, oltre che nelle giornate altimetricamente più impegnative delle corse a tappe.
In tema di corridori potenzialmente protagonisti su percorsi mossi c’è anche Samuele Battistella, che arriva da un 2025 abbastanza incolore e che cercherà di migliorare il suo raccolto. Discorso simile per lo statunitense Sean Quinn, reduce da un’annata in cui ha potuto gareggiare pochissimo, ma che già in occasione della Vuelta ha fatto vedere segnali incoraggianti. A caccia di traguardi parziali e di glorie assortite, magari anche sotto forma di maglie di specialità, andrà il francese Alex Baudin, corridore che sa fare ottime cose nelle gare di un giorno e nelle brevi corse a tappe: negli anni passati gli è mancato forse l’ultimo passo per poter confezionare successi importanti, ma le qualità ci sono.
Qualità di spessore le ha fatte vedere anche Georg Steinhauser, che spera di essersi lasciato alle spalle i problemi fisici che lo hanno condizionato nel 2025. Il tedesco è attaccante di razza e ha già fatto vedere di avere classe e fondo da finalizzatore di qualità. Qualcosa in più, rispetto al recente passato, ci si attende inoltre da Jefferson Alexander Cepeda, che qualche anno fa era uno degli scalatori più interessanti dell’intero lotto e che nelle ultime due annate ha invece faticato a trovare il colpo di pedale giusto. Jardi Christian Van der Lee sembra invece aver imboccato una parabola di crescita, ma, a 24 anni e alla terza stagione nel WorldTour, il neerlandese, adatto a percorsi altimetricamente complessi, si trova di fronte a un periodo in cui bisogna iniziare a raccogliere qualcosa.
Nel settore delle speranze, che hanno però già diversi anni di attività al massimo livello, ci sono poi i due irlandesi Darren Rafferty e Archie Ryan, con quest’ultimo in particolare che ha fatto capire di poter ambire a risultati importanti e che però sembra difettare di continuità. La squadra, però, gli ha appena dimostrato grande fiducia, prolungandogli il contratto fino al 2027, cosa che potrebbe aiutarlo nella ricerca del massimo rendimento possibile. Dello stesso campo, quello delle speranze che devono ancora sbocciare del tutto, fanno parte anche il britannico Lukas Nerurkar e il canadese Michael Leonard, che arriva dalla Ineos dopo aver fatto vedere sprazzi interessanti, ma finora molto diradati nel tempo.
James Shaw e Harry Sweeny rimarranno con ogni probabilità corridori designati per il lavoro di squadra, anche se il secondo, in particolare, ha dato, nella stagione appena trascorsa, dimostrazioni di forza e temperamento che potrebbero anche consentirgli qualche giornata di libera uscita in più rispetto al passato. Max Walker avrà il compito di aumentare il livello delle sue prestazioni, riportandolo magari ai mesi in cui, con la maglia della squadra di sviluppo dell’Astana, aveva rubato l’occhio in più di un’occasione, soprattutto in finali veloci e disseminati di insidie. Alastair Mackellar proverà infine a proseguire il suo apprendistato, cercando magari di lasciare qualche segno più evidente della sua presenza in gruppo rispetto a quanto avvenuto nel corso della sua stagione da professionista.
Le giovani promesse
Inevitabile che fra i giovani più attesi ci sia Mattia Agostinacchio, che mette pedale fra i professionisti a 18 anni appena compiuti. Se nel ciclocross l’aostano è già una certezza a livello internazionale, arriva su strada passando direttamente dalle gare giovanili al piano più alto. Le qualità sembrano esserci, soprattutto su percorsi mossi e complicati, ma ci vorrà evidentemente del tempo per capire quale potrà essere il suo impatto fra i “grandi” e anche che tipo di utilizzo verrà messo in atto per lui dalla squadra.
Matthias Schwarzbacker ha rappresentato un vero colpo di CicloMercato, se si pensa che il ventenne slovacco ha lasciato casa UAE per unirsi alla causa EF. Rispetto al collega sopracitato ha già più esperienza nelle corse dei professionisti, oltre che due anni in più; passista vecchio stile, va molto forte a cronometro e sa reggere ritmi alti su tracciati esigenti. L’impressione è che, se tutto andrà bene, potrà subito lasciare qualche segno fra i “grandi”.
I tecnici della squadra hanno poi grande fiducia nei confronti di Noah Hobbs, che “sale” dalla squadra di sviluppo forte di una serie notevole di successi collezionati nell’arco del 2025, fra gare giovanili e di categoria .2. Il21enne britannico è un velocista resistente che contribuisce ad aumentare la profondità del reparto “finalizzatori” della squadra statunitense. Anche per lui, andrà misurato l’effetto del salto di categoria, ma le caratteristiche sembrano essere quelle giuste per risultare un fattore nell’arco della stagione.
Markel Beloki sta per iniziare la terza stagione da professionista, ma ha ancora solo vent’anni. Nelle due annate precedenti il figlio d’arte è stato gestito con attenzione certosina, ma con il passare del tempo le sue presenze ad alto livello hanno iniziato ad acquisire rilevanza. Il culmine di questo misurato processo di crescita si è avuto alla Vuelta a España 2025, il primo Grande Giro della carriera, portato a termine con un paio di presenze nelle prime pagine degli ordini d’arrivo di giornata. Da vedere se quello che sta per iniziare sarà l’anno della definitiva maturità.
Colby Simmons è un altro che ha già respirato l’aria del WorldTour, ma che deve ancora essere inquadrato in rapporto alle sue effettive potenzialità. Lo statunitense, 22 anni, ha fatto vedere di avere la grinta necessaria per andare all’attacco in corse di alto livello e per tenere botta quando le medie si alzano; servirà, però, una specializzazione più definita per ricavarsi il proprio spazio al massimo livello.
Organico EF Education-EasyPost 2026
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Potenziale Ef Education-EasyPost 2026
Volate - 6.1
Colline - 8.8
Montagne - 7.4
Pavé - 6.8
7.3
La squadra diretta da Jonathan Vaughters rimane su binari la cui direzione è nota: nessuna stella di caratura mondiale, ma tanti corridori che sanno come si vince e che possono giovarsi di un atteggiamento tattico abbastanza sbarazzino. Le possibilità di brillare non mancano, soprattutto se le punte più rappresentative dovessero essere assistite dalla giusta condizioni nei momenti più importanti della stagione, Inoltre, sbarcano fra i pro' alcuni giovanissimi da cui sarà lecito aspettarsi qualche sorpresa positiva, anche ai livelli più alti.
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










