Giro d’Italia 2026, la polemica di Tim Torn Teutenberg: “È stata una barzelletta. Andavamo a 50 km/h e non guadagnavamo sulla fuga”

Rabbia e amarezza in casa Lidl-Trek per un’altra occasione sfumata al Giro d’Italia 2026. Jonathan Milan era tra i più attesi nella volata di Milano, ma questa volta è arrivata la beffa direttamente dalla fuga. I quattro partiti nelle prime fasi di corsa, sono riusciti a tener botta e a giocarsi il successo, con i velocisti rimasti a battagliare per il quinto posto. Tutto questo malgrado il grande lavoro delle squadre: oltre alla Lidl-Trek, che da subito ha fatto l’andatura chiamando in causa anche l’uomo di classifica Derek Gee-West, anche la Soudal Quick-Step e la Unibet Rose Rockets si sono spese l’intero giorno per chiudere sui battistrada. Ma non è stato sufficiente.

Dopo il traguardo, Jonathan Milan è apparso piuttosto rassegnato. Ancora a secco di vittorie, il velocista azzurro vede ridursi sempre più le possibilità di lasciare il segno sulla corsa. “La fuga è stata impressionante – commenta ai microfoni di Eurosport dopo l’arrivo – Noi andavamo a tutta, c’è stato grande impegno per andare a chiudere, ma niente. Ringrazio la squadra che si è prodigata, anche con Derek, ma non siamo riusciti a chiudere sulla fuga”.

Tra i più attivi nell’inseguimento c’è stato Tim Torn Teutenberg. Il giovane passista tedesco è tra i componenti del treno di Milan e dopo il traguardo si è lasciato andare a una polemica: “Credo che tutti coloro che seguono il ciclismo, siano consapevoli che quella di oggi sia stata una barzelletta. Un esempio, negativo, di come si possa influenzare l’andamento di una corsa“, commenta senza giri di parole ai microfoni di Eurosport. Il corridore della Lidl – Trek non riesce a capacitarsi di come i quattro battistrada siano riusciti a tener dietro un gruppo che ha viaggiato a 50 km/h. “Penso che ci sia stato l’aiuto delle moto, troppo vicine ai fuggitivi. Questo ha alterato il finale. Penso che si debba aprire un discorso serio su come i mezzi impattino sulla corsa”, conclude.

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