Tudor, Julian Alaphilippe tra passato e presente: “So che non sono ancora da buttare, anche se a volte fatico ad accettare di non riuscire a seguire i migliori”
Julian Alaphilippe ancora in gruppo e fiducioso verso i nuovi talenti del ciclismo attuale. Il campione francese, vincitore di due Mondiali, una Milano-Sanremo, una Strade Bianche e numerose tappe al Tour de France (ci fermiamo qui perché la lista sarebbe fin troppo lunga), è stato ospite questa settimana del programma Bistrot Vélo. Qui ha parlato dei suoi principali obiettivi per la stagione e si è anche lasciato andare a dichiarazioni sul futuro della sua carriera e sulle nuove leve, come il giovane campione Paul Seixas. Il corridore della Tudor Pro Cycling ha già affrontato la Strade Bianche, sta correndo la Tirreno-Adriatico e parteciperà a fine mese alla Milano-Sanremo, in una parte di stagione tutta italiana.
“È davvero una settimana importante in vista di Milano-Sanremo. Per quanto riguarda i risultati, è sempre bello divertirsi e provare ad andare a vincere”, ha dichiarato il classe 1992 riferendosi alla Corsa dei due Mari, nella quale l’obiettivo è duplice: “Prima di tutto sarebbe fantastico provare a ottenere il miglior risultato possibile e magari vincere una tappa. E ovviamente finalizzare la preparazione per Milano-Sanremo. La cosa positiva della Tirreno-Adriatico è che il livello è molto alto, le tappe sono piuttosto lunghe. E poi restiamo in Italia, quindi si evitano trasferimenti. Mi piace concatenare Strade Bianche, Tirreno e Sanremo. È anche per questo che ero dispiaciuto di non poter partecipare alle Strade quando correvo la Parigi-Nizza”.
A seguire sarà dunque il momento della classicissima, che si preannuncia un’aspra battaglia tra i grandi campioni del momento. Alaphilippe tuttavia mantiene i piedi per terra, consapevole dei propri limiti attuali: “L’obiettivo è cercare di arrivare alla Cipressa nella migliore posizione possibile, senza passare il limite, e provare a fare il miglior finale possibile. Ma da quello che ho visto, non è possibile seguire Tadej Pogačar, e non ho intenzione di rovinarmi la corsa cercando di farlo […] Ho vissuto stagioni in cui correvo per vincere; oggi non è più realmente così”.
Una riflessione sulla “sua” Strade Bianche non può mancare, dove il francese non è riuscito a imporsi come avrebbe voluto: “L’unico rimpianto che ho è che ho faticato a gestire lo sforzo. Mi sono fatto prendere troppo dall’entusiasmo. Fatico ancora ad accettare che per me sia difficile seguire i migliori in questo tipo di sforzo. Ho davvero voluto dare il massimo per non avere rimpianti, anche se la ragione avrebbe voluto che andassi al mio ritmo. Ma ho voluto restare con loro e sono rimasto un po’ troppo a lungo al limite, e questo mi è costato caro perché dopo ho fatto fatica a prendere la fuga uscita dopo Sante Marie. La mia corsa è stata complicata, le cose non sono andate bene, e il risultato è stato sette minuti persi.”
Si passa poi alla giovane rivelazione di quella giornata, il giovane enfant prodige suo connazionale, Paul Seixas: “È incredibile avere questa generazione. Li vedo di buon occhio perché so quanto sia difficile. Alla Strade Bianche ero ben piazzato, sentivo che stavo per crollare, e avevo Paul subito dietro: gli ho detto ‘vai, prendi la posizione’. Lui aveva le gambe per farlo, io no. Sono solo molto contento quando vedo queste cose. Spero che questi ragazzi realizzino grandi cose, se lo meritano, hanno il motore. Bisogna godersi questa gioventù che arriva. È bello, siamo fortunati”.
Parlando del futuro, in particolare dei prossimi Mondiali in Canada, lui che di maglie iridate ne ha conquistate due, ha dichiarato: “Penso ci siano buone possibilità che sia il mio ultimo Mondiale. Se sarò selezionato, ovviamente, ma il CT conosce la mia motivazione. Montréal l’ho sempre adorata, sa che può sempre contare su di me. So che non sono ancora da buttare…. Ma è strano quando altri corridori mi dicono che mi guardavano al Tour de France. Ci si rende conto di quanto il tempo passi in fretta”.
Infine, giustamente orgoglioso di quanto raccolto nel corso della sua lunga carriera ha aggiunto un augurio ai giovani emergenti che possono ora cercare di emulare le sue imprese: “Sono contento di quello che ho realizzato nella mia carriera. Quello che ho vissuto è tutto ciò che auguro a Paul, Romain e alla nuova generazione. È uno sport magnifico.”
| Crea la tua squadra per il FantaTirreno-Adriatico 2026: montepremi minimo di 1.250€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










