Kern Pharma, nessuna schiarita sul futuro della squadra spagnola: “Ogni giorno che passa è un peso, ma i sogni non hanno data di scadenza”
Da un lato c’è la determinazione nel tirar fuori il massimo dalla possibilità di essere in gara alla Vuelta a España 2026, vetrina importantissima per una Professional. Dall’altro, in casa Kern Pharma, c’è però la preoccupazione per un futuro che si fa sempre più complicato, giorno dopo giorno. La struttura spagnola perderà infatti a fine stagione il sostegno dello sponsor principale, l’azienda farmaceutica che le ha dato denominazione fin dalla sua creazione, che risale al 2020, e al momento non ha trovato soluzioni che ne possano garantire la continuità operativa, almeno a livello Professional.
La situazione incerta sta portando diversi corridori a guardare altrove, anche se, a oggi, solo uno ha già ufficialmente trovato un’altra soluzione: è Unai Iribar, che partirà in direzione Caja Rural-Seguros RGA. Sembrano però solo da annunciare i trasferimenti di Urko Berrade ed Iván Ramiro Sosa alla Ef Education-EasyPost, di Marc Brustenga alla Caja Rural-Seguros RGA, di Iván Cobo e Diego Uriarte alla Movistar e di Ibon Ruiz alla Bahrain Victorious.
“I sogni non hanno una data di scadenza e noi vogliamo continuare a sognare di essere una squadra partita da zero e arrivata al massimo – le parole di Juanjo Oroz, direttore generale della squadra, in un’intervista concessa ad AS – Stiamo cercando di tenere separato l’aspetto sportivo da quello societario, in modo che i ragazzi possano esprimersi al meglio in gara, considerando che non ti capita tutti i giorni di essere alla Vuelta“.
Prospettive future? “Stiamo lavorando duramente – aggiunge Oroz – Vogliamo mantenere la struttura attuale, ma soprattutto, che sia a livello Professional o più in basso, vogliamo continuare a fare quello che stiamo facendo. La priorità è mantenere la categoria attuale. Altrimenti, potremo scendre a livello Continental e se non sarà possibile nemmeno questo, punteremo a mantenere la squadra U23 (che c’è già, la Finisher – ndr). Non nego che sia un periodo molto difficile, ma non ci arrendiamo. Ogni giorno che passa è un peso, ma, allo stesso tempo, vedo ogni nuova giornata come un’opportunità“.
Il cielo all’orizzonte, comunque, rimane grigio, anche se l’UCI si sta mostrando molto paziente con la formazione spagnola: “Noi abbiamo compilato già i documenti che potevamo compilare, in modo da essere già pronti per la Professional in caso si riesca a trovare un contratto entro ottobre. Altrimenti, scenderemo di livello. Comunque, non so se una vittoria alla Vuelta possa cambiare le cose. Io dico sempre ai corridori che non è un successo a definirli, ma è il percorso che fanno. E questa squadra è definita dal percorso che abbiamo fatto e non da quello che abbiamo vinto o potremo vincere“.
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