{"id":76887,"date":"2019-01-02T18:00:16","date_gmt":"2019-01-02T17:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=76887"},"modified":"2019-01-02T18:44:59","modified_gmt":"2019-01-02T17:44:59","slug":"saluti-a-filippo-pozzato-talento-e-sregolatezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/saluti-a\/saluti-a-filippo-pozzato-talento-e-sregolatezza\/","title":{"rendered":"Saluti a&#8230; Filippo Pozzato: talento e sregolatezza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Filippo Pozzato<\/strong> \u00e8 stato uno di quei personaggi che il ciclismo non incontra spesso. Testa calda forse, ma professionista serio allo stesso tempo. Dedito al suo lavoro, ma non solo a quello. Dal punto di vista del talento, \u00e8 stato probabilmente uno dei pi\u00f9 puri che l\u2019Italia abbia avuto negli ultimi 20 anni, anche se, purtroppo per lui, \u00e8 riuscito a dimostrarlo solamente a tratti, per sua stessa ammissione. Pozzato di peli sulla lingua non ne ha mai avuti e non \u00e8 un caso che mediaticamente non fosse un ciclista come gli altri.<\/p>\n<p>I tatuaggi e il suo stile sempre alla moda lo hanno fatto risaltare anche al di fuori del contesto sportivo. Ha ricevuto molte critiche dai puristi del ciclismo, forse troppe, proprio per questo suo modo non comune di fare il ciclista, ma lui \u00e8 sempre andato per la sua strada a testa alta. Adesso che ha deciso di appendere la bicicletta al chiodo, dopo un\u2019annata travagliata con la Wilier-Selle Italia e un finale di carriera non proprio esaltante, vuole lavorare coi giovani e cercare di massimizzare le loro potenzialit\u00e0, cercando di evitare i suoi errori, con la speranza di creare in futuro una nuova squadra WorldTour italiana.<\/p>\n<p>Classe 1981, Pozzato si \u00e8 diplomato in una scuola professionale, ma poi ha deciso saggiamente di dedicare tutto se stesso al ciclismo. Tra gli juniores dimostra subito il suo talento: nel 1998 a Valkenburg vince la medaglia d\u2019argento nella prova in linea e il bronzo a cronometro. Per la <strong>Mapei-QuickStep<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 abbastanza e gli offre un contratto da professionista a partire dal 2000, permettendogli di saltare integralmente la categoria dei dilettanti. Nel gruppo giovani in cui \u00e8 stato inserito fanno parte anche altri talenti come Fabian Cancellara, Michael Rogers e Bernhard Eisel. L\u2019anno della consacrazione, l\u2019ultimo in Mapei, \u00e8 il 2002, nel quale raccoglie un bottino di 14 vittorie e comincia ad entrare nel giro della nazionale elite, a soli 21 anni.<\/p>\n<p>Il processo di crescita prosegue alla <strong>Fassa Bortolo<\/strong> di Giancarlo Ferretti, nella quale rimane due anni e con la quale comincia a portare a casa qualche risultato di prestigio. Dopodich\u00e9 inizia un lungo pellegrinaggio che lo riporta alla <strong>Quick-Step<\/strong> per due anni, alla <strong>Liquigas<\/strong> per altri due e tre alla <strong>Katusha<\/strong>. Tutto ci\u00f2 non lo aiuta a trovare una certa stabilit\u00e0 e i risultati spesso non sono in linea con le aspettative. Nel 2012 riparte dalla<strong> Farnese Vini<\/strong> di Luca Scinto, nella categoria Professional, con la quale si guadagna altri tre anni nel WorldTour con la<strong> Lampre-Merida<\/strong> a partire dal 2013. Dopo una buona prima stagione alla corte di Giuseppe Saronni, i risultati vengono a mancare e nel 2016 torna alla <strong>Southeast<\/strong> (poi Wilier Triestina), dove per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 in grado di ritrovare lo smalto dei giorni migliori, in un ciclismo che, secondo il suo parere, \u00e8 ormai troppo esasperato.<\/p>\n<h3>Le Gioie<\/h3>\n<p>Corridore da classiche, bravo a tenere sugli strappi e dotato di uno spunto veloce in grado di impensierire anche i migliori velocisti, il vicentino col passare degli anni si \u00e8 specializzato nelle corse del nord. Nel 2002 si rivela al mondo vincendo due tappe al <strong>Tour de l\u2019Avenir<\/strong>, mentre coi professionisti si aggiudica due tappe del <strong>Giro di Slovenia<\/strong>. \u00c8 per\u00f2 con la maglia della Fassa Bortolo che comincia a prendere confidenza coi palcoscenici pi\u00f9 importanti; nel 2003 trionfa al <strong>Trofeo Laigueglia<\/strong> e al Matteotti, ma soprattutto si aggiudica una tappa e la classifica generale della<strong> Tirreno-Adriatico<\/strong>. L\u2019anno seguente si ripete al Laigueglia, fa suo il <strong>Giro della Liguria<\/strong> e vince una tappa al <strong>Tour de France<\/strong>, anticipando in una volata a tre gli spagnoli Iker Flores e Francisco Mancebo.<\/p>\n<p>Nel 2005 non ingrana la marcia fino alla fine di luglio, quando vince la <strong>Classica di Amburgo<\/strong> in volata su Luca Paolini e Allan Davis. A questo successo fanno seguito quelli al <strong>Giro del Lazio<\/strong> e una tappa del <strong>Giro di Germania<\/strong>, al tempo corsa ProTour. Queste vittorie gli danno nuova linfa in vista del 2006 quando, in maglia Quick-Step, riesce finalmente ad essere protagonista nelle classiche del nord.<\/p>\n<p>Il colpaccio arriva per\u00f2 alla <strong>Milano-Sanremo<\/strong>, quando con un\u2019azione da finisseur, congeniata con i compagni Tom Boonen e Paolo Bettini, riesce a beffare il gruppo e centrare la vittoria pi\u00f9 prestigiosa della carriera. In cerca di pi\u00f9 spazio per le proprie ambizioni, l\u2019anno seguente sposa il progetto della Liquigas di Roberto Amadio, che si rivela subito felice con le vittorie al <strong>Tour du Haut-Var<\/strong> e, soprattutto alla <strong>Het Volk<\/strong>, dove riesce a beffare Flecha e l\u2019ex compagno Boonen. La terza vittoria stagionale arriva nella quinta tappa del Tour de France, grazie ad una volata imperiosa su Oscar Freire e Daniele Bennati, ma prima di terminare a stagione fa in tempo a trionfare anche al <strong>Trofeo Matteotti, GP di Prato<\/strong> e una tappa del <strong>Giro di Polonia<\/strong>.\u00a0L\u2019anno seguente raccoglie molti piazzamenti, tra i quali il secondo alla Milano-Sanremo vinta dall\u2019amico rivale Cancellara, ma le uniche vittorie sono arrivate al <strong>Giro della Provincia di Grosseto<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 2009, invece, rappresenta probabilmente l\u2019anno in cui riesce ad esprimersi sui pi\u00f9 alti livelli nelle classiche del nord e nel quale riesce a tenere un buon livello di forma durante un lungo arco di tempo. A fine marzo vince l\u2019<strong>E3 di Harelbeke<\/strong>, battendo in una volata a tre in favorito Tom Boonen e Maxim Iglinskiy. Qualche giorno dopo fa sua la prima tappa della Tre Giorni di La Panne e arriva alla settimana di Fiandre e Roubaix come uno dei favoriti. Alla Ronde non riesce a fare la differenza e rimane nel gruppo principale che si fa beffare da Stijn Devolder, chiudendo poi quarto la volata dei battuti. Nell\u2019Inferno del Nord \u00e8 tra i grandi protagonisti, ma quel giorno Boonen risulta intoccabile e il vicentino deve alla fine accontentarsi di un secondo posto che rimarr\u00e0 il miglior piazzamento sul pav\u00e9 della Roubaix. La stagione gli riserva comunque qualche altra soddisfazione, in particolare col trionfo al <strong>Campionato Nazionale di Imola<\/strong> che gli permette di conquistare la maglia tricolore. Nell\u2019autodromo Enzo e Dino Ferrari, Pozzato riusc\u00ec ad avere la meglio di Cunego e Paolini e nel finire della stagione riesce a far suo anche il Giro del Veneto e il Memorial Cimurri, dopo un buon quinto posto alla Clasica San Sebastian.<\/p>\n<p>Il 2010, invece, non va come avrebbe voluto, nonostante una vittoria di tappa al <strong>Giro d\u2019Italia<\/strong> con traguardo a Porto Recanati e una alla Vuelta a Burgos. Ancora peggio va l\u2019anno seguente, con un quinto posto alla Milano-Sanremo e la vittoria del GP Beghelli come unici acuti. Il nuovo inizio alla Farnese Vini gli d\u00e0 nuova linfa per le classiche del nord, nelle quali torna ad essere protagonista con un bel secondo posto al Giro delle Fiandre, venendo beffato ancora una volta da Boonen in volata. Alla Roubaix, invece, una caduta nel momento clou della corsa lo mette fuori gioco. L\u2019unica vittoria in maglia giallo-fluo \u00e8 quindi quella al <strong>GP Industria e Artigianato<\/strong> che ottiene a fine aprile.<\/p>\n<p>Le buone prestazioni con la formazione Professional spingono la Lampre-Merida a dargli un\u2019altra chance nel WorldTour e Pozzato risponde presente vincendo Trofeo Laigueglia, <strong>Coppa Agostoni<\/strong> e, soprattutto, il <strong>GP di Plouay<\/strong>, che risulter\u00e0 essere la sua ultima vittoria in carriera. Dal 2014 comincia un lungo tramonto che, salvo sporadici piazzamenti, lo porta alla Wilier Triestina nel 2017, nel pi\u00f9 classico dei remake usciti male.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7633\" aria-describedby=\"caption-attachment-7633\" style=\"width: 618px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7633 size-large\" src=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012-1024x678.jpg\" alt=\"\" width=\"618\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012-150x99.jpg 150w, https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012-300x199.jpg 300w, https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012-768x509.jpg 768w, https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012-310x205.jpg 310w, https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pozzato-Boonen-Ballan-Fiandre-2012.jpg 1050w\" sizes=\"auto, (max-width: 618px) 100vw, 618px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7633\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Sirotti<\/figcaption><\/figure>\n<h3>I Dolori<\/h3>\n<p>Gran parte dei suoi tifosi si aspettavano che da un anno all\u2019altro potesse esplodere e diventare il nuovo fenomeno per le classiche del ciclismo mondiale. Tuttavia, questo non \u00e8 mai successo e Pozzato ha vissuta la sua carriera con un\u2019altalena di alti e bassi, deludendo quando era pi\u00f9 atteso e sorprendendo invece quando non ce lo si sarebbe aspettato. Il vicentino ha probabilmente avuto troppi passaggi a vuoto durante la sua carriera, considerando soprattutto quello che riusciva a fare nel momento in cui tutto filava liscio nella sua preparazione alle corse. Nei primi anni da professionista aveva dimostrato di avere un motore non indifferente, che gli aveva permesso di fare il bello e cattivo tempo tra gli juniores. Per questo motivo, forse, qualche rimpianto su quello che sarebbe potuto essere e che invece \u00e8 stato solo parzialmente, sicuramente c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Guardando la sua scheda si nota subito come abbia cambiato diverse squadre, cosa insolita per un corridore che \u00e8 sempre stato considerato un capitano. Pozzato non \u00e8 mai riuscito a creare delle radici solide in una squadra, finendo spesso per rompere i rapporti con la dirigenza e cambiare casacca. Questo non lo ha aiutato a trovare una certa stabilit\u00e0 e continuit\u00e0, che lo avrebbero magari portato a credere maggiormente nei propri mezzi.<\/p>\n<p>Fin dai primi anni da professionista dimostra di avere la stoffa da vincente, ma quel salto di qualit\u00e0 tanto atteso tarda ad arrivare. Lo scioglimento della Mapei nel 2003 spezza un po\u2019 il suo processo di crescita e si trova a costretto a trovare nuovi lidi, prima alla Fassa Bortolo, poi alla Quick-Step e alla Liquigas e poi alla Katusha. Con tutte queste formazioni alterna risultati positivi ad altri meno, rivelandosi troppo incostante, anche a causa di qualche guaio fisico, in quelle che sarebbero dovute essere le sue corse, le classiche del nord.<\/p>\n<p>Il <strong>biennio 2010-2011<\/strong> in maglia Katusha \u00e8 probabilmente il peggiore per un allora 29enne Pozzato. La maglia tricolore non gli porta troppa fortuna nel secondo anno con la formazione russa, mentre ancora peggio va nel 2011 quando la rottura della clavicola lo tiene fuori per qualche settimana e il rapporto non idilliaco con il direttore sportivo <strong>Andrei Tchmil<\/strong> lo porta a lasciare la squadra al termine della stagione.<\/p>\n<p>Dopo due anni in cui sembra parzialmente ritrovarsi, dal <strong>2014<\/strong> non riesce pi\u00f9 a trovare un colpo di pedale che gli possa portare altre vittorie in bacheca. Complice un ciclismo molto cambiato rispetto ai suoi primi anni da professionista, il talento di Sandrigo non riesce a \u201crinnovarsi\u201d, sparendo poco a poco dagli ordini d\u2019arrivo. Alla fine \u00e8 costretto ad un anonimo e un po\u2019 triste addio al ciclismo, per un corridore che si pu\u00f2 dire sia stato tutto, tranne anonimo.<\/p>\n<h3>Palmar\u00e8s<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>2002<\/strong> (Mapei-Quick Step-Latexco)<br \/>\n11\u00aa tappa Vuelta a Cuba (Cronometro)<br \/>\nClassifica generale Vuelta a Cuba<br \/>\nGiro del Lago Maggiore<br \/>\nPrologo Tour de Normandie<br \/>\n2\u00aa tappa Tour de Normandie<br \/>\n3\u00aa tappa Tour de Normandie<br \/>\n5\u00aa tappa Tour de Normandie<br \/>\nTour du Lac L\u00e9man<br \/>\n4\u00aa tappa Giro di Slovenia<br \/>\n7\u00aa tappa Giro di Slovenia<br \/>\nPrologo Bohemia Tour<br \/>\n1\u00aa tappa Tour de l&#8217;Avenir (Cronometro)<br \/>\n5\u00aa tappa Tour de l&#8217;Avenir<br \/>\nDuo Normand (con Evgenij Petrov, Cronocoppie)<\/li>\n<li><strong>2003<\/strong> (Fassa Bortolo)<br \/>\nTrofeo Laigueglia<br \/>\nGiro dell&#8217;Etna<br \/>\n2\u00aa tappa Tirreno-Adriatico (Sabaudia &gt; Tarquinia)<br \/>\nClassifica generale Tirreno-Adriatico<br \/>\nTrofeo Matteotti<\/li>\n<li><strong>2004<\/strong> (Fassa Bortolo)<br \/>\nGiro della Liguria<br \/>\nTrofeo Laigueglia<br \/>\n7\u00aa tappa\u00a0Tour de France (Ch\u00e2teaubriant &gt; Saint-Brieuc)<\/li>\n<li><strong>2005<\/strong> (Quick Step-Innergetic)<br \/>\nHEW Cyclassics<br \/>\nGiro del Lazio<br \/>\n2\u00aa tappa Giro di Germania (Pegnitz &gt; Bodenmais)<\/li>\n<li><strong>2006<\/strong> (Quick Step-Innergetic)<br \/>\nMilano-Sanremo<br \/>\n3\u00aa tappa Tour of Britain<\/li>\n<li><strong>2007<\/strong> (Liquigas)<br \/>\nTour du Haut-Var<br \/>\nOmloop Het Volk<br \/>\n5\u00aa tappa Tour de France (Chablis &gt; Autun)<br \/>\nTrofeo Matteotti<br \/>\n6\u00aa tappa Tour de Pologne (Dzier\u017coni\u00f3w &gt; Jelenia G\u00f3ra)<br \/>\nGran Premio Industria e Commercio di Prato<\/li>\n<li><strong>2008<\/strong> (Liquigas)<br \/>\n1\u00aa tappa Giro della Provincia di Grosseto<br \/>\nClassifica generale Giro della Provincia di Grosseto<\/li>\n<li><strong>2009<\/strong> (Team Katusha)<br \/>\nE3 Prijs Vlaanderen<br \/>\n1\u00aa tappa Tre Giorni di La Panne (Middelkerke &gt; Zottegem)<br \/>\nCoppa Placci (valida come campionato italiano)<br \/>\nCampionato italiano, Prova in linea<br \/>\nGiro del Veneto<br \/>\nMemorial Cimurri<\/li>\n<li><strong>2010<\/strong> (Team Katusha)<br \/>\n12\u00aa tappa Giro d&#8217;Italia (Citt\u00e0 Sant&#8217;Angelo &gt; Porto Recanati)<\/li>\n<li><strong>2011<\/strong> (Team Katusha)<br \/>\nGran Premio Bruno Beghelli<\/li>\n<li><strong>2012<\/strong> (Farnese Vini)<br \/>\nGran Premio Industria e Artigianato<\/li>\n<li><strong>2013<\/strong> (Lampre-Merida)<br \/>\nTrofeo Laigueglia<br \/>\nCoppa Agostoni<br \/>\nGrand Prix de Ouest-France<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Filippo Pozzato \u00e8 stato uno di quei personaggi che il ciclismo non incontra spesso. 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