{"id":76377,"date":"2018-12-30T16:30:25","date_gmt":"2018-12-30T15:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=76377"},"modified":"2018-12-30T16:14:27","modified_gmt":"2018-12-30T15:14:27","slug":"saluti-a-damiano-cunego-il-piccolo-principe-mai-diventato-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/saluti-a\/saluti-a-damiano-cunego-il-piccolo-principe-mai-diventato-re\/","title":{"rendered":"Saluti a&#8230; Damiano Cunego, il Piccolo Principe mai diventato re"},"content":{"rendered":"<p>Il ciclismo professionistico saluta il suo Piccolo Principe. <strong>Damiano Cunego<\/strong> ha concluso la sua ultima stagione nello sport che lo ha visto protagonista di grandi imprese, con un talento cristallino esploso in giovane et\u00e0 e forse ridimensionatosi con il passare degli anni. Il veronese ha scritto pagine importantissime nella storia delle due ruote italiane, dal Giro d&#8217;Italia 2004 conquistato alle spese del suo capitano Gilberto Simoni ai tanti successe nelle classiche conquistati nel primo decennio degli anni duemila. Argento dietro al compagno di squadra Alessandro Ballan nel 2008, dopo quell&#8217;annata ha faticato a imporsi nelle annate successive, pagando i progressivi cambiamenti all&#8217;interno della disciplina. Impossibile definire un corridore con il suo palmar\u00e8s un incompiuto, ma il dibattito su quanto avrebbe potuto conquistare rimane aperto.<\/p>\n<p>Scalatore dall&#8217;ottimo spunto, le sue accelerazioni in salita negli anni migliori erano in grado di tagliare le gambe anche ai rivali pi\u00f9 temibili. La sua ottima capacit\u00e0 di recupero gli ha permesso di farsi valere nelle corse a tappe, oltre a essere un formidabile cacciatore di classiche sui terreni pi\u00f9 impegnativi. Le Ardenne e il Lombardia sono competizioni che gli hanno portato grandi soddisfazioni in carriera, forse ancora di pi\u00f9 dei Grand Tour, in cui comunque ha ottenuto risultati notevoli.<\/p>\n<p>Salito in sella soltanto a sedici anni, il veneto mostra il suo talento cristallino gi\u00e0 nel 1999, quando a diciotto anni si laurea campione del mondo juniores in linea nella sua Verona. Il suo passaggio tra i professionisti avviene tre anni dopo, quando la Saeco decide di dargli una possibilit\u00e0. Decisione di cui la societ\u00e0 non ha modo di pentirsi, con due vittorie nella prima stagione nel Giro d&#8217;Oro e Giro del Medio Brenta. Le sue qualit\u00e0 convincono la formazione a portarlo al Giro d&#8217;Italia nel 2003, dove per la prima volta fa esperienza in un Grand Tour. A fine stagione si impone in Cina, al Tour of Qinghai Lake, dove conquista una tappa e la classifica generale.<\/p>\n<p>Il 2004 \u00e8 il suo anno di grazia. Ad aprile si impone in due frazioni del <strong>Giro del Trentino<\/strong>, dominando la classifica generale. Poco dopo fa suo il <strong>GP Industria &amp; Artigianato &#8211; Larciano<\/strong>, dimostrando di meritare la sua seconda convocazione al <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong>. La Saeco lo porta nel ruolo di gregario di Gilberto Simoni, alla caccia del suo terzo sigillo sulla corsa rosa. Vincitore di ben quattro tappe e nettamente superiore agli avversari, sfrutta una condizione perfetta per conquistare la maglia rosa a meno di 23 anni. Ad agosto trionfa al GP Nobili Rubinetterie, per poi presentarsi come outsider al mondiale in linea di Verona. Davanti al proprio pubblico, Cunego prova l&#8217;attacco nel finale ma non ha le gambe per fare la differenza, chiudendo nono. Il suo riscatto arriva due settimane dopo al Lombardia, che vince in una volata a cinque assicurandosi la sua prima monumento. Il grandi del ciclismo capiscono cos\u00ec di dover considerare il Piccolo Principe alla stregua di un gran rivale.<\/p>\n<p>L&#8217;anno successivo lo vede capitano della <strong>Lampre-Caffita<\/strong>. La sua preparazione gli porta risposte molto positive, con il successo di tappa al <strong>Giro di Romandia<\/strong> che gli permette di conquistare la maglia di leader, persa soltanto nella cronometro finale. Con il compagno di squadra Simoni a suo servizio, si prepara a difendere la maglia rosa al Giro d&#8217;Italia, dove a causa di una mononucleosi finisce presto fuori classifica, mettendosi a lavorare per il trentino. Rientrato dopo lo stop forzato, riesce a imporsi nel <strong>GP Nobili Rubinetterie<\/strong> e al <strong>Trofeo Melinda<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche il 2006 si apre con i migliori auspici, tra tappa e classifica generale alla <strong>Settimana Internazionale Coppi<\/strong> <strong>e Bartali<\/strong>, seguita dal <strong>Giro d&#8217;Oro<\/strong> e dal successo al <strong>Giro del Trentino<\/strong> nella seconda tappa e nella graduatoria complessiva. \u00c8 poi terzo alla Liegi-Bastogne-Liegi, battuto solo da Valverde e Bettini. La cronometro individuale al <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong> gli costa caro, con un passivo di sette minuti da Ullrich e sei minuti e mezzo da Ivan Basso. Riesce comunque a chiudere quarto, a quasi 20 minuti dal vincitore. Al Tour de France sale sul podio di Parigi con la maglia bianca di miglior giovane, terminando dodicesimo nella generale (undicesimo dopo la squalifica di Landis).<\/p>\n<p>Nonostante un nuovo dominio al Giro del Trentino (con due tappe e la classifica) e un altra top ten alla Liegi (in cui arriva settimo), il Giro non gli sorride particolarmente, con un quinto posto senza acuti. Dopo una Vuelta a Espa\u00f1a anonima, si impone al <strong>GP Bruno Beghelli<\/strong> prima di rinascere completamente al <strong>Lombardia<\/strong>, dove batte Ricc\u00f2 e Samuel Sanchez conquistando per la seconda volta la classica delle foglie morte. Nel 2008 un cambio di programma porta una serie di risultati esaltanti. Escluso il Giro d&#8217;Italia per preparare il Tour de France, Cunego si presenta in gran condizione ad aprile, vincendo una tappa nel Giro dei Paesi Baschi e facendo una grande campagna sulle Ardenne, con il successo all&#8217;<strong>Amstel Gold Race<\/strong> davanti a Frank Schleck e Valverde e un ottimo terzo posto alla Freccia Vallone. Fuori dalla lotta con i migliori alla Grande Boucle, si ritira a seguito di una caduta e rinuncia alle successive Olimpiadi. Torna in forma il mese successivo, guadagnandosi la convocazione al mondiale di <strong>Varese<\/strong>, dove conquista la medaglia d&#8217;argento regolando il gruppo alle spalle del connazionale Alessandro Ballan. Fa bottino pieno al <strong>Lombardia<\/strong>, in cui si impone per la terza volta in carriera diventando il terzo pi\u00f9 vincente della storia, dietro soltanto a Fausto Coppi e Alfredo Binda.<\/p>\n<p>I risultati nelle classiche convincono il veneto a cambiare la propria preparazione e a puntare maggiormente sulle corse da un giorno. L&#8217;incoraggiante partecipazione alla <strong>Settimana Internazionale Coppi e Bartali<\/strong>, con successo di tappa e nella generale, lo presentano al meglio sulle Ardenne, dove lotta sempre con i migliori senza riuscire nel colpo grosso: \u00e8 terzo all&#8217;<strong>Amstel Gold Race<\/strong>, quinto alla <strong>Freccia Vallone<\/strong> e settimo alla <strong>Liegi-Bastogne-Liegi<\/strong>. Quest&#8217;ultimo sar\u00e0 l&#8217;ultima top ten in una monumento nella carriera. Fuori classifica al Giro d&#8217;Italia e secondo al campionato nazionale, si riscatta cogliendo due successi alla Vuelta a Espa\u00f1a. Al mondiale di Mendrisio \u00e8 poi ottavo. Il 2010 \u00e8 invece avaro di soddisfazioni, con qualche piazzamento di tappa al Giro d&#8217;Italia e al Tour de France e altre due top ten sulle Ardenne, senza tuttavia trovare alcuna vittoria.<\/p>\n<p>Il 2011 gli riserva il miglior risultato in carriera al Tour de France, con il sesto posto a pi\u00f9 di 6 minuti da Cadel Evans. Prima ancora, Cunego torna a vincere al <strong>Giro di Sardegna<\/strong>, per poi ripetersi al <strong>Giro dell&#8217;Appennino<\/strong> e in una frazione del <strong>Giro di Romandia<\/strong>. Gli ultimi tre anni in Lampre gli portano solo altri due successi di tappa, uno al <strong>Giro del Trentino 2012<\/strong> e uno alla<strong> Settimana Ciclistica Internazionale Coppi e Bartali 2013<\/strong>. Dopo un 2014 povero di soddisfazioni, complici alcune cadute, il veronese decide di passare in una Continental Pro, la <strong>Nippo Vini Fantini<\/strong>, nella speranza di rilanciarsi. Il suo primo anno nella nuova formazione sembra dargli nuova linfa, ma nonostante i suoi numerosi attacchi il suo Giro d&#8217;Italia si conclude con una frattura alla clavicola. Dopo l&#8217;operazione e lo stop, ritorna con diverse top ten nelle classiche italiane, a <strong>Tre Valli Varesine<\/strong>, Milano-Torino e Giro dell&#8217;Emilia. Nel 2016 concentra le sue attenzioni sulla corsa rosa, a cui partecipa con il duplice obiettivo di vincere una tappa e la classifica di miglior scalatore. Riesce a competere solo per il secondo, indossando la maglia azzurra per tredici giorni prima di venire superato da Mikel Nieve proprio nella ventesima frazione, l&#8217;ultima con delle salite. Nel 2017 l&#8217;ultima vittoria della sua carriera, in una tappa del <strong>Tour of Qinghai Lake<\/strong>, prima di ritirarsi dopo un 2018 senza acuti.<\/p>\n<h2>GIOIE<\/h2>\n<p>Sono numerose le grandi soddisfazioni che Damiano Cunego si \u00e8 tolto in carriera. La pi\u00f9 grande \u00e8 probabilmente lo splendido successo al <strong>Giro d&#8217;Italia 2004<\/strong>, dove partiva con il semplice ruolo di gregario ma \u00e8 riuscito a imporsi con il passare delle tappe su un esperto corridore come Gilberto Simoni. Una corsa iniziata sotto i migliori auspici, con la vittoria nella seconda tappa in linea con arrivo a Pontremoli, e proseguita a suon di successi, gi\u00e0 a cominciare da Montevergine di Mercogliano, dove ha indossato la prima maglia rosa della sua carriera. L&#8217;acuto pi\u00f9 bello \u00e8 arrivato sull&#8217;arrivo di Falzes, dove il veronese ha coronato una fuga di quasi 60 chilometri iniziata sul Furcia con tappa e maglia. Due giorni dopo, a Bormio 2000, imponeva il suo sigillo definitivo resistendo all&#8217;ammutinamento di un Simoni ferito nell&#8217;orgoglio e agli attacchi dei principali rivali, calando un poker storico. Il successo al Giro d&#8217;Italia a 22 anni rimane probabilmente l&#8217;apice di un&#8217;esperienza da professionista di altissimo livello.<\/p>\n<p>Il nome di Damiano Cunego rimarr\u00e0 legato anche e soprattutto al <strong>Giro di Lombardia<\/strong>. Dalla volata nello stesso 2004 su Boogerd e Basso allo splendido attacco sul San Fermo nel 2008 passando per lo sprint a due Riccardo Ricc\u00f2 nel 2007, il comune denominatore della classiche delle foglie morte in quegli anni era il veronese con le braccia alzate sul traguardo. Implacabile negli sprint in un gruppo ristretto, rapidissimo nelle accelerazioni sugli strappi pi\u00f9 duri, il classe &#8217;81 era imbattibile per gli avversari.<\/p>\n<p>Tra i grandi risultati, non va dimenticato il sigillo sull&#8217;<strong>Amstel Gold Race 2008<\/strong>, a conferma di un potenziale sulle Ardenne forse mai completamente esploso. Il terzo posto alla <strong>Liegi-Bastogne-Liegi del 2006<\/strong>, accompagnato da altre due top ten in carriera, certificano una regolarit\u00e0 quasi mai accompagnata dal guizzo giusto nelle corse belghe, dove comunque era uno degli uomini da marcare. A questi vanno aggiunti i sigilli in diverse corse da un giorno, italiane ed europee, oltre a successi di tappa nelle corse da una settimana (Romandia e Paesi Baschi su tutti) e ai sigilli sulla Vuelta a Espa\u00f1a. Impressionante infine il suo rapporto con il Giro del Trentino, conquistato tre volte con sei vittorie di tappa.<\/p>\n<h2>DOLORI<\/h2>\n<p>Nel libro dei rimpianti di Damiano Cunego sono due i capitoli con maggiore spazio: il <strong>Tour de France 2006<\/strong> e il mondiale di <strong>Varese 2008<\/strong>. Alla Grande Boucle l&#8217;italiano si era presentato con poche ambizioni di classifica, riuscendo comunque a conquistare la maglia bianca di miglior giovane e l&#8217;undicesimo posto in classifica generale. La grande occasione \u00e8 sfumata nella quindicesima tappa, con l&#8217;arrivo sull&#8217;Alpe d&#8217;Huez concesso ai fuggitivi di giornata. Sulle durissime pendenze dell&#8217;ascesa finale rimasero in due, lui e Frank Schleck, con il lussemburghese in grado di guadagnare una decina di secondi soltanto negli ultimi chilometri per poi involarsi verso il successo finale. Considerando le caratteristiche dei due, una volata avrebbe quasi certamente sorriso al veronese, che non ha pi\u00f9 avuto un&#8217;occasione cos\u00ec ghiotta per vincere una frazione alla Grande Boucle, unico Grand Tour con il numero zero alla voce &#8220;successi di tappa&#8221;.<\/p>\n<p>Parlare di rimpianto per un argento mondiale pu\u00f2 sembrare un azzardo, eppure \u00e8 la reazione dello stesso Cunego sul traguardo di Varese a far capire le sensazioni dell&#8217;atleta per quella che \u00e8 stata vista pi\u00f9 come un&#8217;occasione persa che per una medaglia guadagnata. Nella rassegna iridata lombarda, <strong>Alessandro Ballan<\/strong> trov\u00f2 lo scatto giusto a tre chilometri dall&#8217;arrivo, riuscendo a resistere al ritorno degli avversari anche grazie al lavoro dei compagni di squadra, bravissimi a rompere i cambi. Cunego si aggiudic\u00f2 la volata dei battuti, con un gesto di stizza che ben mostr\u00f2 le sue sensazioni sull&#8217;arrivo. Probabilmente nel finale era il corridore con la gamba migliore, ma per motivi tattici non pot\u00e9 seguire la sparata del connazionale, accontentandosi di chiudere in seconda posizione. Non sapremo mai come sarebbe andata diversamente.<\/p>\n<p>Sono poi tante le occasioni che avrebbero forse potuto svoltare la seconda parte della carriera del veronese. Fin dal <strong>Giro d&#8217;Italia 2005<\/strong>, in cui una mononucleosi gli imped\u00ec di difendere la sua maglia rosa e di partecipare al successivo Tour de France. Nel 2012 il Principe partecip\u00f2 alla corsa rosa in appoggio a Michele Scarponi, trovando comunque la possibilit\u00e0 di ritagliarsi la fuga giusta sullo Stelvio: la giornata di grazia di Thomas De Gendt gli neg\u00f2 la gioia del successo, mai pi\u00f9 arrivato dopo la scorpacciata del 2004. Gli ultimi rimpianti sono nella sua avventura con la Nippo-Vini Fantini, prima con la frattura alla clavicola che gli tolse l&#8217;opportunit\u00e0 di lottare per una vittoria di tappa nel finale del <strong>Giro d&#8217;Italia 2015<\/strong>, poi con la maglia azzurra sfumata soltanto nell&#8217;ultima frazione in linea nel 2016, a causa di un Mikel Nieve entrato nella lotta solo dopo lo sfortunato epilogo dell&#8217;avventura di Mikel Landa. L&#8217;ultima grande delusione \u00e8 il mancato invito da parte dell&#8217;organizzazione alla corsa rosa di quest&#8217;anno, negandogli la possibilit\u00e0 di salutare in maniera adeguata la competizione che lo ha lanciato nei grandi.<\/p>\n<h2>PALMARES<\/h2>\n<p>1999<\/p>\n<p>Campionato del mondo, Prova in linea juniores<\/p>\n<p>2002<\/p>\n<p>Giro d&#8217;Oro<\/p>\n<p>Giro del Medio Brenta<\/p>\n<p>2003<\/p>\n<p>5\u00aa tappa\u00a0Tour of Qinghai Lake\u00a0(Uuzhu)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Tour of Qinghai Lake<\/p>\n<p>2004<\/p>\n<p>1\u00aa tappa\u00a0Giro del Trentino\u00a0(Marcena di Rumo)<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Giro del Trentino\u00a0(Roncone)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Giro del Trentino<\/p>\n<p>Giro dell&#8217;Appennino<\/p>\n<p>Gran Premio Industria e Artigianato<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Novi Ligure\u00a0&gt;\u00a0Pontremoli)<\/p>\n<p>7\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Frosinone\u00a0&gt;\u00a0Montevergine di Mercogliano)<\/p>\n<p>16\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(San Vendemiano\u00a0&gt;\u00a0Falzes)<\/p>\n<p>18\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Cles\u00a0&gt;\u00a0Bormio 2000)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Giro d&#8217;Italia<\/p>\n<p>Memorial Marco Pantani<\/p>\n<p>Gran Premio Fred Mengoni<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Due Giorni Marchigiana<\/p>\n<p>Gran Premio Nobili Rubinetterie<\/p>\n<p>Giro di Lombardia<\/p>\n<p>2005<\/p>\n<p>3\u00aa tappa\u00a0Tour de Romandie\u00a0(Aigle\u00a0&gt;\u00a0Anz\u00e8re)<\/p>\n<p>Gran Premio Nobili Rubinetterie<\/p>\n<p>Trofeo Melinda<\/p>\n<p>Japan Cup<\/p>\n<p>2006<\/p>\n<p>Giro d&#8217;Oro<\/p>\n<p>3\u00aa tappa\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali\u00a0(Scandiano\u00a0&gt;\u00a0Fiorano Modenese)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Giro del Trentino\u00a0(Castel Tesino\u00a0&gt;\u00a0Cles)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Giro del Trentino<\/p>\n<p>Gran Premio Industria e Artigianato<\/p>\n<p>2007<\/p>\n<p>1\u00aa tappa\u00a0Giro del Trentino\u00a0(Terlago)<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Giro del Trentino\u00a0(Predaia)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Giro del Trentino<\/p>\n<p>4\u00aa tappa\u00a0Giro di Germania\u00a0(Singen\u00a0&gt;\u00a0Sonthofen)<\/p>\n<p>Gran Premio Bruno Beghelli<\/p>\n<p>Giro di Lombardia<\/p>\n<p>2008<\/p>\n<p>5\u00aa tappa\u00a0Vuelta al Pa\u00eds Vasco\u00a0(Vitoria Gasteiz\u00a0&gt;\u00a0Orio)<\/p>\n<p>Gran Premio Primavera<\/p>\n<p>Amstel Gold Race<\/p>\n<p>Giro di Lombardia<\/p>\n<p>Japan Cup<\/p>\n<p>2009<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali\u00a0(Faenza)<\/p>\n<p>3\u00aa tappa\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali\u00a0(Serramazzoni)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali<\/p>\n<p>8\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a\u00a0(Alzira\u00a0&gt;\u00a0Alto de Aitana)<\/p>\n<p>14\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a\u00a0(Granada\u00a0&gt;\u00a0Sierra de la Pandera)<\/p>\n<p>2011<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Giro di Sardegna\u00a0(Porto Rotondo\u00a0&gt;\u00a0Nuoro)<\/p>\n<p>Giro dell&#8217;Appennino<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Tour de Romandie\u00a0(Romont\u00a0&gt; Romont)<\/p>\n<p>2012<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Giro del Trentino\u00a0(Mori\u00a0&gt;\u00a0Sant&#8217;Orsola Terme)<\/p>\n<p>2013<\/p>\n<p>3\u00aa tappa\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali\u00a0(Zola Predosa\u00a0&gt;\u00a0Piane di Mocogno)<\/p>\n<p>2017<\/p>\n<p>6\u00aa tappa\u00a0Tour of Qinghai Lake\u00a0(Qilian Shan\u00a0&gt;\u00a0Dadongshu Hill Puerto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ciclismo professionistico saluta il suo Piccolo Principe. 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