{"id":75640,"date":"2018-12-23T15:39:06","date_gmt":"2018-12-23T14:39:06","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=75640"},"modified":"2018-12-23T15:39:06","modified_gmt":"2018-12-23T14:39:06","slug":"saluti-a-igor-anton-orgoglio-basco-sulle-salite-piu-dure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/saluti-a\/saluti-a-igor-anton-orgoglio-basco-sulle-salite-piu-dure\/","title":{"rendered":"Saluti a&#8230; Igor Anton, orgoglio basco sulle salite pi\u00f9 dure"},"content":{"rendered":"<p>Uno scalatore puro, caparbio lottatore e all&#8217;occorrenza generoso gregario. <strong>Igor Anton<\/strong> lascia il ciclismo professionistico all&#8217;et\u00e0 di 35 anni, abbandonando proprio con la <strong>Vuelta a Espa\u00f1a<\/strong>, corsa che gli ha dato le maggiori soddisfazioni in carriera. L&#8217;ormai ex corridore della <strong>Dimension Data<\/strong> si \u00e8 congedato dal pubblico che lo ha sostenuto nei suoi quattordici anni di corse, tutti passati all&#8217;interno di una formazione World Tour. Corridore simbolo dei Paesi Baschi per buona parte della sua carriera, negli ultimi anni \u00e8 stato uno dei nomi principali all&#8217;interno del progetto della formazione africana, che gli ha lasciato carta bianca per mettersi in mostra in fuga.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile capire se quella dello spagnolo sia la storia di un talento che non ha mai raccolto quanto avrebbe potuto o di uno scalatore in grado di cogliere tutte (o quasi) le occasioni presentategli dalla carriera. Le soddisfazioni non sono mancate, soprattutto alla <strong>Vuelta a Espa\u00f1a<\/strong> e in qualche circostanza al <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong>, ma la quasi totale assenza dalle top ten dei Grand Tour per un corridore con le sue qualit\u00e0 lascia aperti diversi interrogativi. Lo stesso discorso vale per le rare apparizioni nelle classiche pi\u00f9 impegnative, dove non \u00e8 mai riuscito ad andare oltre alla sesta posizione della Liegi Bastogne Liegi del 2010 (risultato comunque onorevole) pur essendo per anni tra i migliori grimpeur in gruppo.<\/p>\n<p>Scalatore puro, Anton ha costruito la sua carriera sui risultati ottenuti su salite lunghe e impegnative, non avendo lo spunto per imporsi in volata su un gruppo ristretto di corridori. Poco avvezzo alle cronometro, le corse contro il tempo gli hanno tolto la possibilit\u00e0 di competere concretamente per un risultato nelle corse da una settimana, con qualche sporadica eccezione, tra cui spicca il terzo posto al Giro di Svizzera 2008.<\/p>\n<p>Il suo nome rimane legato all&#8217;<strong>Euskaltel-Euskadi<\/strong>, formazione strettamente basca che lo ha lanciato nel mondo del professionismo nel 2005, dopo sei mesi da stagista. Dopo un anno di assestamento tra i grandi, il talento dello scalatore si \u00e8 mostrato al mondo del ciclismo nel finale del 2006, con la prima vittoria di tappa alla <strong>Vuelta a Espa\u00f1a<\/strong> e il successo all&#8217;<strong>Escalada de Montjuich<\/strong>, nella cronoscalata e nella generale. L&#8217;anno successivo conferma le sue qualit\u00e0 in salita vincendo in fuga una tappa del <strong>Giro di Romandia<\/strong>, per poi chiudere in ottava posizione la Vuelta. Sembra l&#8217;inizio di una promettente carriera da uomo di classifica, sar\u00e0 il suo miglior risultato.<\/p>\n<p>Negli anni successivi si mette spesso al servizio dei capitani, come Mikel Astarloza e Samuel Sanchez. Il suo ritmo regolare in salita gli permette di essere un elemento prezioso per i leader, che se lo tengono stretto per i loro obiettivi principali. Nelle occasioni che gli vengono concesse, porta a casa una tappa al <strong>Giro di Svizzera 2008<\/strong> e conquista la Subida Urkiola l&#8217;anno successivo. Il 2010 \u00e8 il suo anno d&#8217;oro: una maggiore libert\u00e0 gli permette di cercare il successo di tappa con maggiore frequenza, e i risultati non tardano ad arrivare: si impone in una frazione della <strong>Vuelta a Castilla y Leon<\/strong> e in una del <strong>Giro di Romandia<\/strong>, poco dopo essersi piazzato quarto alla Freccia Vallone. Nel finale di stagione torna grande protagonista nella <strong>Vuelta a Espa\u00f1a<\/strong>, dove si impone in due tappe e indossa la maglia rossa, salvo poi doversi ritirare da leader dopo una caduta.<\/p>\n<p>L&#8217;anno dopo inizia con i migliori auspici, con un quinto posto alla Freccia Vallone. La sua giornata di gloria arriva al <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong>, dove attacca sulla salita finale e porta a casa probabilmente il successo pi\u00f9 significativo della sua carriera. A settembre corona poi la splendida stagione con un&#8217;altra vittoria alla Vuelta, imponendosi in fuga a <strong>Bilbao<\/strong>. Nel 2012 si ripresenta alla corsa di casa per curare la classifica, chiudendo in nona posizione.\u00a0\u00c8 l&#8217;ultimo risultato degno di nota della sua carriera in un Grand Tour, anche perch\u00e9 la sua avventura alla Euskaltel-Euskadi \u00e8 agli sgoccioli, a causa della chiusura della squadra per l&#8217;addio dello sponsor. Passato alla <strong>Movistar<\/strong> nel 2014, Anton trova il suo ultimo successo con la nuova squadra nel 2015, quando conquista prima tappa e classifica generale della <strong>Vuelta Asturias<\/strong>. Per il resto si mette a servizio dei suoi capitani, trovando poche occasioni per mettersi in mostra.\u00a0\u00c8 rimasto famoso il suo gesto sul Mortirolo nel 2015, quando aiut\u00f2 Alberto Contador, amico ma capitano di un&#8217;altra formazione, tirando per qualche minuto per permettergli di recuperare terreno sulla coppia Astana che lo aveva distanziato a seguito di una foratura.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo capitolo della sua carriera viene scritto con la maglia della <strong>Dimension Data<\/strong>. Con la formazione africana ha di nuovo campo libero per mettersi in mostra con qualche fuga da lontano, ma non riesce pi\u00f9 a centrare il colpo grosso. Qualche piazzamento nella generale della Vuelta a Burgos e diverse azioni generose a Giro d&#8217;Italia e Vuelta a Espa\u00f1a lo tengono sempre al centro dell&#8217;attenzione degli appassionati, senza tuttavia portargli il quindicesimo sigillo in carriera.<\/p>\n<h2>GIOIE<\/h2>\n<p>Il nome di Igor Anton verr\u00e0 legato soprattutto alla <strong>Vuelta a Espa\u00f1a<\/strong>, in cui \u00e8 riuscito a essere protagonista pi\u00f9 volte in carriera. Il Grand Tour spagnolo lo ha lanciato tra i grandi nel 2006, con la fuga vincente sull&#8217;<strong>Osservatorio Astronomico di Calar Alto<\/strong>, gestendo perfettamente le energie in un gruppo di 27 corridori per poi involarsi solitario negli ultimi 5 chilometri, resistendo al ritorno degli uomini di classifica. L&#8217;occasione di una vita nella corsa di casa arriva nel 2010, dove con due vittorie di tappa e una condizione invidiabile conquista la maglia rossa, che indossa fino alla quattordicesima tappa. L&#8217;anno dopo il suo ultimo grande successo, con un&#8217;altra azione da lontano portata a termine a <strong>Bilbao<\/strong>, con una quarantina di secondi di margine su Marzio Bruseghin. Nella competizione da tre settimane ottiene le sue uniche top ten, giungendo ottavo nel 2007 e nono nel 2012.<\/p>\n<p>Nonostante questo, il pi\u00f9 grande sigillo della carriera dello spagnolo rimane la trionfale cavalcata sullo <strong>Zoncolan<\/strong> nel 2011. Il Giro d&#8217;Italia di quell&#8217;anno era un feudo di Alberto Contador, con l&#8217;iberico nettamente in vantaggio su Vincenzo Nibali e Michele Scarponi (poi vincitore dopo la squalifica del pistolero). Riassorbita la fuga, lo sparo di Joaquim Rodriguez a sette chilometri dall&#8217;arrivo accende la miccia tra i grandi, con Anton prima e Contador poi a rispondere a &#8220;Purito&#8221;. A quel punto l&#8217;azione che da sola varrebbe una carriera per l&#8217;uomo dell&#8217;<strong>Euskaltel-Euskadi<\/strong>, che spinge ai -6 km dal traguardo e guadagna in maniera consistente. Alle sue spalle la maglia rosa protegge la sua azione, scegliendo di non tirare e rispondendo alle varie sollecitazioni, per poi muoversi solo nell&#8217;ultimo chilometro. Troppo tardi per pensare di riprendere Anton, che chiude con mezzo minuto di vantaggio sul connazionale e amico Contador.<\/p>\n<p>Non adattissimo per caratteristiche alle corse da un giorno, troppo esplosive per uno scalatore puro come lui, l&#8217;iberico riesce comunque a piazzarsi sesto alla Liegi Bastogne Liegi 2010, oltre alle due top five alla Freccia Vallone (2010 e 2011).<\/p>\n<h2>DOLORI<\/h2>\n<p>Come detto, non \u00e8 facile capire quanto della carriera di Anton possa essere considerato un possibile obiettivo mancato e quanto invece dipenda dall&#8217;avere trovato di fronte corridori con maggiori qualit\u00e0. Il pi\u00f9 grande rimpianto \u00e8 sicuramente costituito dalla<strong> Vuelta a Espa\u00f1a 2010<\/strong>, corsa che ha dovuto abbandonare nel corso della quattordicesima tappa, quando aveva 45 secondi di vantaggio su <strong>Vincenzo Nibali<\/strong>, poi vincitore della corsa. La caduta con conseguente frattura al gomito gli ha negato l&#8217;opportunit\u00e0 di giocarsi il miglior piazzamento in carriera nella classifica generale, se non addirittura la vittoria finale. La lunga cronometro individuale di pi\u00f9 di 40 chilometri in programma pochi giorni dopo realisticamente gli avrebbe fatto perdere molto terreno, ma i numerosi arrivi in salita gli avrebbero dato l&#8217;occasione di mettersi ulteriormente in mostra e provare a guadagnare sugli avversari, con l&#8217;ottima condizione fisica palesata in quelle settimane.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 grande dolore per il corridore pu\u00f2 essere stato anche l&#8217;addio dello sponsor <strong>Euskaltel-Euskadi<\/strong> nel 2013, quando \u00e8 stato costretto a cercare un&#8217;altra formazione. Orgoglioso basco, il cambio di divisa non gli ha permesso di chiudere la carriera nella squadra che gli ha permesso di crescere e con la quale ha avuto i giorni migliori della sua vita professionistica. N\u00e9 con la <strong>Movistar<\/strong> n\u00e9 con la <strong>Dimension Data<\/strong>, prima per motivi tattici e poi senza l&#8217;appoggio di una squadra di altissimo livello, \u00e8 pi\u00f9 riuscito a esprimersi ai suoi massimi livelli, correndo i suoi ultimi anni senza grandissimi acuti.<\/p>\n<p>Con due top ten alla Vuelta e nessun piazzamento in classifica negli altri GT, Anton ha probabilmente ottenuto meno delle sue potenzialit\u00e0 nelle grandi corse a tappe, anche se spesso non ha avuto la possibilit\u00e0 di mettersi in mostra perch\u00e9 al servizio dei suoi capitani. Nonostante questo, la sua pedalata agile in salita rimarr\u00e0 sempre nella memoria dei veri appassionati di questo sport, e non solo dei baschi.<\/p>\n<h2>PALMARES<\/h2>\n<p>2004<\/p>\n<p>5\u00aa tappa, 1\u00aa semitappa,\u00a0Volta Ciclista Internacional a Lleida\u00a0(Les\u00a0&gt;\u00a0El Pont de Suert)<\/p>\n<p>2006<\/p>\n<p>16\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a\u00a0(Almer\u00eda\u00a0&gt;\u00a0Calar Alto)<\/p>\n<p>2\u00aa prova\u00a0Escalada a Montju\u00efc<\/p>\n<p>Escalada a Montju\u00efc<\/p>\n<p>2007<\/p>\n<p>5\u00aa tappa\u00a0Tour de Romandie\u00a0(Charmey\u00a0&gt;\u00a0Morgins)<\/p>\n<p>2008<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Tour de Suisse\u00a0(Langnau im Emmental\u00a0&gt;\u00a0Flums)<\/p>\n<p>2009<\/p>\n<p>Subida a Urkiola<\/p>\n<p>2010<\/p>\n<p>3\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Castilla y Le\u00f3n\u00a0(Le\u00f3n\u00a0&gt;\u00a0Ponferrada)<\/p>\n<p>6\u00aa tappa\u00a0Tour de Romandie\u00a0(Sion\u00a0&gt;\u00a0Sion)<\/p>\n<p>4\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a\u00a0(Malaga\u00a0&gt;\u00a0Valdepe\u00f1as)<\/p>\n<p>11\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a\u00a0(Vilanova i la Geltr\u00fa\u00a0&gt;\u00a0Andorra\/Vallnord)<\/p>\n<p>2011<\/p>\n<p>14\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Lienz\u00a0&gt;\u00a0Monte Zoncolan)<\/p>\n<p>19\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a\u00a0(Noja\u00a0&gt;\u00a0Bilbao)<\/p>\n<p>2015<\/p>\n<p>1\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Asturias\u00a0(Oviedo\u00a0&gt;\u00a0Pola de Lena)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Vuelta a Asturias<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno scalatore puro, caparbio lottatore e all&#8217;occorrenza generoso gregario. 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