{"id":678,"date":"2017-01-17T19:30:21","date_gmt":"2017-01-17T18:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/cyclingpro.net\/wptstms\/spaziociclismo\/?p=678"},"modified":"2018-04-14T15:25:50","modified_gmt":"2018-04-14T13:25:50","slug":"saluti-frank-schleck-lultimo-rappresentate-dinastia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/saluti-a\/saluti-frank-schleck-lultimo-rappresentate-dinastia\/","title":{"rendered":"Saluti a Fr\u00e4nk Schleck&#8230; l&#8217;ultimo rappresentate di una dinastia"},"content":{"rendered":"<div id=\"bloc_58999\" class=\"bloc_content bloc_type_1\">\n<div class=\"content_bloc_area\">\n<p>Dopo pi\u00f9 di 13 anni tra i professionisti far\u00e0 un certo effetto non vedere pi\u00f9 il nome Schleck in mezzo al gruppo. Andy si \u00e8 ritirato nel 2014, mentre ora \u00e8 arrivato il turno di\u00a0<strong>Fr\u00e4nk Schleck<\/strong>. Poco importa se le ultime stagioni sono state quasi totalmente avare di risultati per il lussemburghese, poich\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 che lui, insieme al fratello minore, hanno segnato e caratterizzato il panorama ciclistico per almeno un quinquennio, risultando una delle coppie di fratelli pi\u00f9 forte di sempre.<br \/>\nNato a Lussemburgo il 15 aprile 1980, Fr\u00e4nk \u00e8 figlio d&#8217;arte, visto che il padre<strong> Johny Schleck<\/strong> \u00e8 stato professionista e anche fedele gregario di Eddy Merckx dal 1965 al 1974; pertanto la passione per il ciclismo non poteva che essere una logica conseguenza. Da under23 corre per la squadra slovena\u00a0De Nardi-Pasta Montegrappa, con la quale mette subito in luce le sue qualit\u00e0 di scalatore, formando una grande coppia con il connazionale Kim Kirchen e guadagnandosi il posto da stagista con la\u00a0Festina\u00a0nel 2001 e con la\u00a0CSC\u00a0nel 2002.\u00a0Bjarne Riis\u00a0intravede un grande talento in lui e gli permette di passare professionista con la CSC a partire dal 2003, per un proficuo sodalizio che durer\u00e0 fino al 2010. Con la squadra danese, il lussemburghese raccoglier\u00e0 gran parte dei risultati pi\u00f9 prestigiosi della sua carriera e far\u00e0 inoltre da ponte per l&#8217;approdo del talentuoso fratello minore in squadra. Con lui passer\u00e0 alla\u00a0<strong>Leopard-Trek\u00a0<\/strong>a partire dal 2011, correndo su alti livelli la prima stagione, ma iniziando un inarrestabile declino dal 2012 in poi, che ha portato al ritiro prima Andy e quest&#8217;anno Fr\u00e4nk. Cadute, infortuni e un non chiaro caso di doping hanno fortemente compromesso le sue ultime stagioni da professionista, che non hanno reso onore alla carriera di un corridore di enorme talento che, tuttavia, avrebbe forse potuto raccogliere qualcosa in pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"bloc_59000\" class=\"bloc_content bloc_type_1\">\n<h2 class=\"\">Le Gioie<\/h2>\n<div class=\"content_bloc_area\">\n<p>Durante la sua carriera si \u00e8 affermato pian piano come uno degli scalatori pi\u00f9 forti dell&#8217;intero circus, anche se la sua incostanza gli ha probabilmente precluso di portare a casa risultati di maggior spessore di quelli che realmente \u00e8 riuscito ad ottenere. La sua esplosivit\u00e0 nelle brevi salite, inoltre, lo ha reso uno degli uomini di punta anche per le classiche, in particolare quelle delle Ardenne, nelle quali ha collezionato molteplici piazzamenti.<br \/>\nLa grande chance di passare tra i grandi gli viene concessa da Bjarne Riis, che ne coglie le caratteristiche da grimpeur e lo getta nella mischia. Nel 2003, sua prima stagione con la CSC, si limita ad apprendere i trucchi del mestiere in una compagine che presentava tra gli altri Tyler Hamilton e Carlos Sastre, mostrandosi comunque competitivo nel finale di stagione nelle strade italiane, con piazzamenti nei dieci al Giro della Provincia di Lucca e alla Milano-Torino. L&#8217;anno seguente ha pi\u00f9 libert\u00e0 per provare a dire la sua e coglie diversi piazzamenti in classiche di secondo piano, ma al <strong>mondiale di Verona<\/strong>, chiuso al decimo posto e vinto da Oscar Freire, dimostra di poter essere pericoloso anche nelle corse di primissimo piano. Nel 2005 comincia a raccogliere risultati di un certo peso anche nelle corse a tappe, piazzandosi secondo al Giro del Mediterraneo alle spalle del compagno Jens Voigt e concludendo poi alla settimo posto una corsa dura come la Parigi-Nizza. Dopo un Giro d&#8217;Italia sotto le aspettative, Fr\u00e4nk Schleck si riscatta alla grande nel mese di giugno, terminando al quarto posto il Giro di Svizzera, vinto da Aitor Gonzalez e ricco di stelle in piena preparazione al Tour, e vincendo la prima corsa tra i professionisti, il\u00a0<strong>campionato nazionale lussemburghese in linea<\/strong>, anticipando l&#8217;ex compagno Kim Kirchen e il fratello Andy, in rampa di lancio verso il grande ciclismo. Il finale di stagione non \u00e8 da meno, con il corridore della CSC che viene beffato solamente da Paolo Bettini al Campionato di Zurigo e da Gilberto Simoni al <strong>Giro dell&#8217;Emilia<\/strong>. Al\u00a0<strong>Giro di Lombardia<\/strong>\u00a0arriva poi la definitiva conferma del salto di qualit\u00e0 del 25enne lussemburghese, che conclude per la prima volta sul podio una classica monumento, proprio alle spalle di Bettini e Simoni.<br \/>\nIl 2005 sar\u00e0 solo l&#8217;antipasto di quanto riuscir\u00e0 a fare la stagione seguente, che si riveler\u00e0 essere uno degli anni pi\u00f9 prolifici in termini di risultati della sua carriera, con piazzamenti in praticamente ogni corsa al quale ha preso parte. La prima parte di 2006, dopo un incoraggiante quinto posto alla Parigi-Nizza, \u00e8 incentrata sulle classiche delle Ardenne, dove stupisce tutti conquistando in solitaria l&#8217;<strong>Amstel Gold Race<\/strong>, dopo un attacco a sorpresa negli ultimi chilometri. Alla Freccia Vallone e alla Liegi si conferma poi corridore adatto a questi terreni, piazzandosi rispettivamente al quarto e settimo posto. A luglio partecipa per la prima volta al\u00a0<strong>Tour de France\u00a0<\/strong>e ai nastri di partenza di Strasburgo si presenta con l&#8217;ambizione di far bene, reduce da un buon sesto posto al Giro di Svizzera ma anche dalla beffa dei campionati nazionali, durante i quali gli \u00e8 stato negato il bis da Kirchen. A Parigi concluder\u00e0 con un soddisfacente decimo posto finale, ma il vero capolavoro lo confezioner\u00e0 nella 15esima tappa con arrivo sull&#8217;Alpe d&#8217;Huez\u00a0quando, grazie a una bella fuga da lontano, riuscir\u00e0 a staccare negli ultimi chilometri Damiano Cunego e involarsi trionfante verso l&#8217;ambito e storico traguardo. Nel 2007 si conferma su alti livelli, senza tuttavia riuscire a piazzare la stoccata decisiva in appuntamenti di primo piano. Sulle Ardenne dimostra nuovamente di essere uno degli uomini di punta, in quanto riesce ad ottenere la top10 in tutti e tre le manifestazioni, con il terzo posto alla Liegi, alle spalle di Di Luca e Valverde, come risultato migliore. Al Giro di Svizzera, corsa con la quale ha sempre avuto un buon feeling, vince la tappa con arrivo sul\u00a0Triesenberg-Maldun\u00a0e indossa la maglia di leader della generale per due tappe, prima di crollare nella tappa di Crans-Montana. Al Tour non riesce a ripetere quanto fatto l&#8217;anno precedente, ma nonostante ci\u00f2 \u00e8 autore di un pregevole finale di stagione, con il trionfo al\u00a0<strong>Giro dell&#8217;Emilia<\/strong>\u00a0davanti a Rebellin e Horner. Stagione di sostanza anche il 2008: all&#8217;Amstel il solo Cunego gli nega il bis, mentre alla Liegi coglie il secondo terzo posto consecutivo, venendo battuto in volata da Valverde e Rebellin. Il bis arriva invece ai campionati nazionali, che ne mette in luce una condizione fisica invidiabile in vista del Tour. Alla Grande Boucle, infatti, si presenta al via con un grande colpo di pedale, sfiora la vittoria di tappa a Super Besse e Hautacam, ma pu\u00f2 comunque consolarsi con la conquista della\u00a0<strong>maglia gialla<\/strong>\u00a0al termine della frazione di Prato Nevoso. Indossa il simbolo del primato per due frazioni, fino all&#8217;assolo irresistibile di Sastre sull&#8217;<strong>Alpe d&#8217;Huez<\/strong>, che mette una seria ipoteca sul Tour. Nelle ultime tappe il maggiore degli Schleck paga le fatiche delle prime due settimane e arretra fino alla comunque soddisfacente quinta posizione. I primi mesi del 2009 rappresentano poi il miglior inizio di stagione della sua carriera, con la vittoria di tappa al\u00a0<strong>Giro di California<\/strong>\u00a0a febbraio davanti a Nibali e il secondo posto in generale dietro a Luis Leon Sanchez alla Parigi-Nizza, con tre podi di tappa annessi. Il suo ottimo stato di forma viene per\u00f2 bruscamente interrotto da una caduta all&#8217;Amstel Gold Race, che gli preclude di fare risultato sulle Ardenne. Tempo qualche settimana e Fr\u00e4nk Schleck \u00e8 di nuovo nel pieno della forma, vince il\u00a0<strong>Giro di Lussemburgo<\/strong>\u00a0e si presenta ai cancelli di partenza del Tour con i gradi di capitano insieme al fratello. Contador si rivela tuttavia inattaccabile, con Fr\u00e4nk che decide di dare spazio a Andy, in lotta per la maglia bianca e per il podio. I due fratelli provano a pi\u00f9 riprese a mettere in difficolt\u00e0 il madrileno e proprio il maggiore riesce anche a vincere la tappa di\u00a0Le Grand-Bornand, battendo in volata il capitano dell&#8217;Astana e il fratello minore. A Parigi \u00e8 tuttavia Contador a trionfare, con pi\u00f9 di quattro minuti su Andy, secondo, e pi\u00f9 di sei su Fr\u00e4nk, quinto, poi quarto con la squalifica di Armstrong.<br \/>\nTutt&#8217;altro inizio nel 2010, visto che il lussemburghese per sei mesi fa fatica a trovare il colpo di pedale e anche sulle Ardenne non brilla. A giugno comincia a carburare, vince una tappa nella corsa di casa, si laurea per la terza volta campione nazionale in linea e finalmente riesce a portarsi a casa il tanto amato\u00a0Giro di Svizzera, grazie alla vittoria a\u00a0Schwarzenburg\u00a0e una buona crono finale. Al Tour si vede costretto al ritiro dopo appena tre tappe, a causa di una brutta caduta nella frazione di Arenberg, lasciando al solo fratello l&#8217;onere di contrastare Contador. Il mirino si sposta quindi per la prima volta seriamente sulla\u00a0Vuelta a Espa\u00f1a, durante la quale \u00e8 sempre tra i migliori in salita senza per\u00f2 avere la forza per fare la differenza. A Madrid chiude quinto che, cos\u00ec come al Tour l&#8217;anno prima, diventer\u00e0 quarto con la squalifica di Mosquera.<br \/>\nIl 2011 lo vedr\u00e0 lasciare la corte di Riis dopo otto anni, per accasarsi alla Leopard-Trek in compagnia del fido fratello. Di fatto sar\u00e0 anche l&#8217;ultimo anno in cui riuscir\u00e0 ad esprimersi su alti livelli, salvo qualche exploit molto isolato. In quella stagione vince il\u00a0Criterium International, dominando la tappa con arrivo in cima al\u00a0<strong>Col de l&#8217;Ospedale<\/strong>, e va vicinissimo a vincere la\u00a0<strong>Liegi-Bastogne-Liegi<\/strong>. La gioia di alzare le braccia alla Doyenne gli viene negata solamente da uno strepitoso Philippe Gilbert, bravo a resistere al forcing dei fratelli Schleck sulla Roche aux Focons e beffarli nella volata ristretta. A giugno, dopo l&#8217;ennesima top10 al Giro di Svizzera, cala il poker ai campionati nazionali e si presenta al via della Grande Boucle con la ferma intenzione di interrompere il dominio di Contador, affaticato dopo l&#8217;estenuante Giro d&#8217;Italia. Fr\u00e4nk e soprattutto Andy sono tra i favoritissimi per la vittoria finale, ma entrambi dopo due settimane di corsa non si sono praticamente mai fatti vedere. Il capolavoro lo firmano per\u00f2 nella 18esima tappa con arrivo sul\u00a0<strong>Galibier<\/strong>: Andy attacca sull&#8217;Izoard a 60km dal traguardo scavando un solco enorme su tutti gli avversari per la classifica e aggiudicandosi la tappa, mentre Fr\u00e4nk fa da stopper e negli ultimi metri stacca tutti a sua volta, firmando una doppietta storica in una delle cime pi\u00f9 prestigiose per la storia del ciclismo. Con Evans a poco pi\u00f9 di un minuto in generale, il giorno seguente gli Schleck sono chiamati a guadagnare ulteriore terreno sull&#8217;Alpe d&#8217;Huez, per porre il maggior divario possibile in vista della crono di Grenoble. I sogni di gloria tuttavia durano poco perch\u00e9 Evans resiste e nella prova contro il tempo rifila pi\u00f9 di tre minuti ad entrambi, sfilando la maglia gialla ad Andy e relegando i fratelli al secondo e terzo posto. Per Fr\u00e4nk sar\u00e0 il miglior piazzamento in un Grande Giro ma, vista come si era messa la corsa, qualche rimpianto sicuramente se lo porter\u00e0 ancora dietro. Dal 2012 inizier\u00e0 il calvario per i lussemburghesi: Fr\u00e4nk riuscir\u00e0 a togliersi qualche soddisfazione solo con il secondo posto al solito Giro di Svizzera nel 2012, il quinto successo ai campionati nazionali in linea nel 2014 e, il canto del cigno, lo splendido successo dopo una lunga fuga in cima all&#8217;<strong>Alto Ermita de Alba<\/strong>\u00a0alla Vuelta a Espa\u00f1a 2015.<\/p>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"bloc_59001\" class=\"bloc_content bloc_type_3\"><\/div>\n<div id=\"bloc_59002\" class=\"bloc_content bloc_type_1\">\n<h2 class=\"\">I Dolori<\/h2>\n<div class=\"content_bloc_area\">\n<p>Cadute e infortuni sono all&#8217;ordine del giorno per i ciclisti professionisti e anche il lussemburghese ha dovuto spesso fare i conti con la sfortuna, dovendo rivedere i propri obiettivi o addirittura reinventarsi una stagione. Gli appassionati si ricorderanno sicuramente la sua incredibile caduta al\u00a0<strong>Giro di Svizzera 2008<\/strong>\u00a0quando, in testa alla corsa e lanciato in discesa, arriv\u00f2 lungo ad una curva, oltrepass\u00f2 il guard-rail e fin\u00ec in un bosco, facendo temere il peggio per un attimo. Alla fine per\u00f2 se la cav\u00f2 solamente con qualche graffio.<br \/>\nPer lui per\u00f2 le cose cominciano veramente ad andare a rotoli a partire dal 2012. Gli viene imposto dalla squadra di partecipare al\u00a0<strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong>\u00a0a causa del forfait dell&#8217;ultimo minuto di Jakub Fuglsang, ma fin da subito si capisce che la forma non \u00e8 quella dei tempi migliori e dopo 11 tappe abbandona la corsa per alcuni fastidi al ginocchio in seguito ad una caduta. Al Tour si presenta come capitano unico visto il brutto infortunio occorso al fratello, ma il 17 luglio l&#8217;UCI comunica di aver trovato tracce di un agente diuretico, lo\u00a0<strong>xipamide<\/strong>, nel campione di urine prelevato al lussemburghese in un controllo antidoping risalente al 14 luglio precedente. La RadioShack-Nissan lo esclude immediatamente dalla corsa e l&#8217;agenzia antidoping lussemburghese lo\u00a0<strong>squalifica fino al 14 luglio 2013<\/strong>. Dal canto suo, Fr\u00e4nk ha sempre negato tutto: \u201cNon trovo spiegazioni per giustificare questo test positivo. Chieder\u00f2 che venga effettuato il test sul campione B. Se anche le controanalisi saranno positive, presenter\u00f2 una denuncia contro ignoti per avvelenamento\u201d &#8211; afferm\u00f2 pochi giorni dopo la notizia della sua positivit\u00e0. Costretto quindi a saltare il Tour 2013, decide di tornare alle corse solamente nel 2014 in maglia Trek. Nonostante i numerosi proclami, tuttavia non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a tornare competitivo nei Grandi Giri, dovendosi accontentare di alcuni piazzamenti in corse di secondo piano. Nel suo ultimo anno, inoltre,\u00a0si rompe la <strong>clavicola<\/strong>\u00a0a fine aprile e questo infortunio gli scombussola i piani per il resto della stagione, che si riveler\u00e0 poi essere disastrosa.<\/p>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"bloc_59003\" class=\"bloc_content bloc_type_1\">\n<h2 class=\"\">Palmares<\/h2>\n<div class=\"content_bloc_area\">\n<p><strong>2005 (Team CSC, una vittoria)<\/strong><br \/>\nCampionati lussemburghesi, Prova in linea<br \/>\n<strong>2006 (Team CSC, due vittorie)<\/strong><br \/>\nAmstel Gold Race<br \/>\n15\u00aa tappa Tour de France (Gap &gt; L&#8217;Alpe d&#8217;Huez)<br \/>\n<strong>2007 (Team CSC, due vittorie)<\/strong><br \/>\n3\u00aa tappa Tour de Suisse (Nauders &gt; Triesenberg\/Malbun)<br \/>\nGiro dell&#8217;Emilia<br \/>\n<strong>2008 (Team CSC, una vittoria)<\/strong><br \/>\nCampionati lussemburghesi, Prova in linea<br \/>\n<strong>2009 (Team Saxo Bank, quattro vittorie)<\/strong><br \/>\n8\u00aa tappa Tour of California (Rancho Bernardo &gt; Escondido)<br \/>\n3\u00aa tappa Tour de Luxembourg (Wiltz &gt; Diekirch)<br \/>\nClassifica generale Tour de Luxembourg<br \/>\n17\u00aa tappa Tour de France (Bourg-Saint-Maurice &gt; Le Grand-Bornand)<br \/>\n<strong>2010 (Team Saxo Bank, quattro vittorie)<\/strong><br \/>\n2\u00aa tappa Tour de Luxembourg (Schifflange &gt; Differdange)<br \/>\n3\u00aa tappa Tour de Suisse (Sierre &gt; Schwarzenburg)<br \/>\nClassifica generale Tour de Suisse<br \/>\nCampionati lussemburghesi, Prova in linea<br \/>\n<strong>2011 (Team Leopard-Trek, tre vittorie)<\/strong><br \/>\n1\u00aa tappa Crit\u00e9rium International (Porto Vecchio &gt; Col de l&#8217;Ospedale)<br \/>\nClassifica generale Crit\u00e9rium International<br \/>\nCampionati lussemburghesi, Prova in linea<br \/>\n<strong>2014 (Trek Factory Racing, una vittoria)<\/strong><br \/>\nCampionati lussemburghesi, Prova in linea<br \/>\n<strong>2015 (Trek Factory Racing, una vittoria)<\/strong><br \/>\n16\u00aa tappa Vuelta a Espa\u00f1a (Luarca &gt; Ermita de Alba\/Quir\u00f3s)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo pi\u00f9 di 13 anni tra i professionisti far\u00e0 un certo effetto non vedere pi\u00f9 il nome Schleck in mezzo al gruppo. 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