{"id":55465,"date":"2018-05-27T20:45:44","date_gmt":"2018-05-27T18:45:44","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=55465"},"modified":"2018-05-31T07:58:19","modified_gmt":"2018-05-31T05:58:19","slug":"pagelle-giro-ditalia-2018-froome-da-lode-dumoulin-si-conferma-bennett-e-viviani-quasi-pari-flop-uae-e-israel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/giro-2018\/pagelle-giro-ditalia-2018-froome-da-lode-dumoulin-si-conferma-bennett-e-viviani-quasi-pari-flop-uae-e-israel\/","title":{"rendered":"Pagelle Giro d&#8217;Italia 2018: Froome da lode, Dumoulin si conferma &#8211; Bennett e Viviani quasi pari &#8211; Flop UAE  e Israel"},"content":{"rendered":"<p><strong>Chris Froome (Sky), 10 e lode<\/strong>: Non solo il Giro lo vince, ma come lo vince \u00e8 qualcosa che tutti coloro che lo hanno vissuto ricorderanno per sempre (al netto della possibile squalifica, l&#8217;impresa verso Bardonecchia resta scolpita nella memoria). Partito malissimo, aggiungendo una caduta ad una forma volontariamente ancora claudicante, il Keniano Bianco ha il merito di non voler mollare, mentre tutti intorno a lui sembrano non aspettare altro. Rimane, fatica, lotta, cade, perde, risorge, cede, fino al capolavoro lanciato sul Colle delle Finestre. Ha gi\u00e0 vinto quattro Tour e una Vuelta, ma questa vittoria (seppur con una Spada di Damocle pendente) \u00e8 il suo capolavoro.<\/p>\n<p><strong>Tom Dumoulin (Team Sunweb), 9<\/strong>: Sulla sua strada trova pi\u00f9 forte di lui e deve inchinarsi, ma lo fa con grande dignit\u00e0, lottando fino alla fine senza mai mollare, anche quando energie non ne ha pi\u00f9. Se qualcuno poteva avere dei dubbi che lo scorso anno potesse essere stato un momento di grazia, il campione uscente dimostra che nei GT ormai bisogna fare decisamente i conti con lui, un corridore che in salita fai fatica a staccare e che a cronometro ti batte. Ormai, \u00e8 un riferimento della disciplina.<\/p>\n<p><strong>Elia Viviani (QuickStep &#8211; Floors), 9<\/strong>: Il velocista della QuickStep &#8211; Floors \u00e8 il re delle volate in questa edizione del Giro. Quattro i successi a partire dai due in Israele. L&#8217;unica giornata no \u00e8 sul traguardo di Imola, ma Viviani si riesce a riscattare nel migliore dei modi il giorno dopo quando fa sua la tappa di Nervesa della Battaglia. Fin dalla prima tappa in linea inoltre mostra grande interesse per la maglia ciclamino, andando poi ad indossare questa prestigiosa maglia anche sul traguardo finale di Roma, dove deve arrendersi a Bennett, pur festeggiando la conquista della classifica a punti.<\/p>\n<p><strong>Richard Carapaz (Movistar), 8,5<\/strong>: L&#8217;ecuadoriano \u00e8 la vera rivelazione di questo #Giro101. Capitano di una squadra spagnola alla partenza molto contestata per l&#8217;assenza dei suoi tre moschettieri, il sudamericano da subito corre con grande attenzione, ben scortato dagli esperti compagni. Con il passare dei giorni migliora, anche se inizialmente viene sottovalutato, tanto da essere lasciato andare a Montevergine di Mercogliano, dove con uno scatto perentorio si prende anche tappa e secondi preziosi. Fino all&#8217;ultimo in lotta per Maglia Bianca e podio, ci prova come pu\u00f2.<\/p>\n<p><strong>Simon Yates (Mitchelton-Scott), 8,5<\/strong>: Venuto con grandi ambizioni, ci va davvero vicino. Dominatore assoluto delle prime due settimane e mezzo, correndo da padrone in salita e limitando in maniera sorprendente a cronometro, il giovane britannico sembrava ormai in grado di respingere tutti gli assalti, ma un crollo vertiginoso gli toglie tutto. Nel suo borsino restano comunque tre tappe, una quarta regalata e tanta consapevolezza. E scusate se \u00e8 poco.<\/p>\n<p><strong>Sam Bennett (Bora &#8211; Hansgrohe), 8,5<\/strong>: L&#8217;irlandese purtroppo trova sulla sua strada Viviani in questa Corsa Rosa, altrimenti chiss\u00e0 dove sarebbe potuto arrivare. Il bilancio alla fine parla di tre vittorie ed altri cinque podi. In alcune tappe poteva forse ottenere di pi\u00f9, visto che non \u00e8 riuscito a fare la sua volata alla perfezione, ma il bilancio finale rimane ovviamente molto positivo.<\/p>\n<p><strong>Miguel Angel Lopez (Astana), 8<\/strong>: Il colombiano forse brilla meno di quanto ci si poteva aspettare in salita, con un inizio abbastanza sofferente, ma alla fine chiude sul podio, continuando a crescere mentre gli altri intorno a lui saltano. Certo, senza quei cedimenti improvvisi sarebbe forse anche fuori dai cinque, ma il demerito \u00e8 degli altri, non certo suo. Unica pecca del suo Giro resta la tappa mancata, anche se forse ancor di pi\u00f9 il tatticismo esasperante con cui si \u00e8 spesso rifiutato di collaborare. Anche se, alla resa dei conti, ha avuto lui (e soprattutto quella vecchia volpe di Giuseppe Martinelli), portandosi a casa anche la Maglia Bianca.<\/p>\n<p><strong>Mikel Nieve (Mitchelton &#8211; Scott), 8<\/strong>: Giro da incorniciare per lo spagnolo. Fino al traguardo di Bardonecchia supporta nel migliore dei modi Chaves e soprattutto Yates, rimanendo sempre al suo fianco. Dopo il crollo del suo capitano per\u00f2 ha carta bianca e risponde presente nel migliore dei modi imponendosi nella penultima tappa della Corsa Rosa dopo una bella azione da lontano.<\/p>\n<p><strong>Pello Bilbao (Astana), 7,5<\/strong>: A crono costruisce, in salita cementifica. Da bravo manovale il basco non si fa notare pi\u00f9 di tanto, lavorando a testa bassa, senza clamore. Intorno a lui i grandi nomi attaccano e saltano, mentre lui prosegue la sua opera invisibile ma cos\u00ec efficace. Alla fine chiude in sesta posizione una prestazione di grande solidit\u00e0, in cui ha anche lavorato per il capitano designato in alcuni frangenti. Fuori dalla lotta per le primissime posizioni, sar\u00e0 il primo degli altri.<\/p>\n<p><strong>Davide Formolo (Bora &#8211; Hansgrohe), 7.5<\/strong>: Formolo si ricorder\u00e0 a lungo la giornata dell&#8217;Etna. Quel mancato cambio della ruota costa infatti caro allo scalatore italiano che quel giorno perde 5 minuti. Rimpianti che aumentano vedendo l&#8217;andamento in salita con il corridore della Bora &#8211; Hansgrohe \u00e8 sempre con i migliori. Alla fine centra la Top10 in generale che era l&#8217;obiettivo alla partenza, ma senza la tappa dell&#8217;Etna il risultato poteva esser sicuramente migliori.<\/p>\n<p><strong>Jos\u00e9 Gon\u00e7alves (Katusha &#8211; Alpecin), 7.5<\/strong>: Il portoghese prima di questo Giro era visto come un corridore veloce in grado di difendersi bene sulle brevi salite. In queste tre settimane per\u00f2 il corridore della Katusha &#8211; Alpecin si riscopre uomo da Grandi Giri, chiudendo la corsa con uno splendido quattordicesimo posto nella generale.<\/p>\n<p><strong>Jack Haig (Mitchelton &#8211; Scott), 7.5<\/strong>: Gi\u00f2 l&#8217;anno scorso alla Vuelta l&#8217;australiano aveva fatto un ottimo lavoro al servizio dei capitani. Quest&#8217;anno Haig ha confermato tutte le sue qualit\u00e0 visto che spesso \u00e8 lui a fare il ritmo in salita, frazionando il gruppo.<\/p>\n<p><strong>Patrick Konrad (Bora-hansgrohe), 7,5<\/strong>: Un altro che compie la sua opera in silenzio, senza voler strafare, con calma e la pazienza di un&#8217;ape operaia. Fin dall&#8217;inizio fluttua intorno alla decima posizione, senza clamore, senza spiccare, ma correndo sempre con grande regolarit\u00e0. Quella che gli permette di restare a galla, conscio dei suoi limiti, mentre davanti e intorno a lui gli avversari esplodono.<\/p>\n<p><strong>Sam Oomen (Team Sunweb), 7,5<\/strong>: Non si vede molto, dovendo soprattutto lavorare per il suo capitano, ma con il passare dei giorni emerge sempre pi\u00f9. Regolarmente uno degli ultimi gregari a cedere il passo, \u00e8 autore di un ottimo finale in crescendo, confermando che in futuro potr\u00e0 sicuramente puntare a risultati importanti nei GT.<\/p>\n<p><strong>Wout Poels (Sky), 7.5<\/strong>: Altro Grande Giro solido per il corridore della Sky. Sempre al servizio di Chris Froome \u00e8 lui a frantumare il gruppo sullo Zoncolan, favorendo poi la vittoria del suo capitano. Bravo ad aiutare Froome anche il giorno dopo quando il britannico vive una giornata molto difficile. Nell&#8217;ultima settimana \u00e8 sempre presente tanto da chiudere la generale al dodicesimo posto, nonostante il suo ruolo di gregario, subito davanti ad un altro elemento molto prezioso, <strong>Sergio Henao<\/strong> (7), mentre meno brillante \u00e8 stato <strong>David de la Cruz<\/strong> (6,5), che comunque ha saputo fare il suo nello scacchiere Sky, cos\u00ec come un sempre presente e completo <strong>Salvatore Puccio<\/strong> (7).<\/p>\n<p><strong>Domenico\u00a0Pozzovivo (Bahrain-Merida), 7,5<\/strong>: Assolutamente perfetto, anche se forse a tratti troppo remissivo, il corridore lucano sembrava destinato a coronare il suo sogno di podio, con la possibilit\u00e0 anche di regalarsi una bellissima favola. Tutto si stravolge invece sul Colle delle Finestre, dove perde le ruote dei migliori e deve dire addio alle sue giustificate ambizioni. A 35 anni, resta comunque il suo miglior Giro della carriera. Nella botte piccola il vino invecchia ancora meglio&#8230;<\/p>\n<p><strong>Maximilian Schachmann (QuickStep &#8211; Floors), 7.5<\/strong>: Il tedesco sar\u00e0 da seguire con grande attenzione in futuro. Al suo primo Grande Giro si comporta molto bene, soprattutto nella prima settimana. Da dimenticare la seconda settimana invece, complice alcuni problemi fisici, prima del riscatto a Prato Nevoso, nella diciottesima tappa della Corsa Rosa quando centra una splendida vittoria dopo una bella fuga da lontano.<\/p>\n<p><strong>Enrico Battaglin (Lotto NL &#8211; Jumbo), 7,5<\/strong>: Il corridore italano ritorna grande protagonista. Dopo un avvio di stagione abbastanza anonimo il portacolori della Lotto NL &#8211; Jumbo sfiora il colpaccio a Caltragirone quando per\u00f2 si deve accontentare del terzo posto. Si prende la sua rivincita il giorno dopo, battendo nettamente tutti gli avversari sul traguardo di Santa Nifa. Dopo il successo non si accontenta e prova il bis, centrando due quarti posti fra cui quello sorprendente sul traguardo di Montevergine di Mercogliano, quando \u00e8 uno dei pochi non scalatori a rimanere in gruppo, a conferma di un talento poliedrico che pochi possono vantare.<\/p>\n<p><strong>Matej Mohoric (Bahrain &#8211; Merida), 7,5<\/strong>: L&#8217;ex Campione del Mondo continua la sua stagione super. Anche al Giro conferma tutte le sue qualit\u00e0, lavorando alla perfezione sia per Pozzovivo che per pilotare nei finali allo sprint Bonifazio. Ciliegina sulla torta la vittoria di Gualdo Tadino dopo una bella azione nel finale. Si dimostra fra i gregari pi\u00f9 preziosi a tutto tondo, riuscendo anche a dire la sua in prima persona quando ne ha l&#8217;occasione.<\/p>\n<p><strong>George Bennett (LottoNL-Jumbo), 7<\/strong>: Prestazione convincente del neozelandse che torna sui livelli del 2016 quando si piazz\u00f2 nella Top10 della Vuelta. Malgrado un inizio in cui sembra al livello dei migliori, il portacolori della Lotto NL &#8211; Jumbo non ha giornate con veri e propri acuti, ma, malgrado il calo successivo, neanche grandi giornate di crisi e alla fine chiude la corsa all&#8217;ottavo posto della generale.<\/p>\n<p><strong>Carlos Betancur (Movistar), 7<\/strong>: Il colombiano sulla carta era l&#8217;uomo di punta della Movistar per la classifica generale. Nelle prime due settimane le prestazioni sono anche abbastanza buone, facendo corsa parallela con Carapaz. Nell&#8217;ultima settimana poi decide di sacrificarsi proprio per il pi\u00f9 giovane compagno, chiudendo comunque la corsa nella Top15.<\/p>\n<p><strong>Giulio Ciccone (Bardiani-CSF), 7<\/strong>: Questo Giro d&#8217;Italia fa segnare importanti conferme e passi in avanti per il 23enne azzurro. Migliora il proprio piazzamento in classifica generale rispetto al 2017 e, soprattutto, dimostra solidit\u00e0 quando la strada sale. Vicino al successo nella penultima tappa di Cervinia, riesce anche a battagliare con i big sullo Zoncolan, facendo ben sperare per il futuro.<\/p>\n<p><strong>Marco Frapporti (Androni &#8211; Sidermec), 7<\/strong>: Un Giro all&#8217;attacco per il\u00a0corridore della Androni &#8211; Sidermec. Tantissimi i chilometri all&#8217;attacco per\u00a0il lombardo che vince di conseguenza il Premio Fuga Pinarello. Ennesima dimostrazione di cuore e gambe non comuni.<\/p>\n<p><strong>Fausto Masnada (Androni Giocattoli-Sidermec), 7<\/strong>: Il primo Giro d&#8217;Italia del giovane italiano \u00e8 assolutamente positivo. In classifica chiude tra i migliori cinque italiani, riuscendo soprattutto anche a farsi vedere in fuga, cos\u00ec come tutta la Androni. Non pu\u00f2 che migliorare.<\/p>\n<p><strong>Ben O&#8217;Connor (Dimension Data), 7<\/strong>: Dopo un ottimo avvio di stagione il giovane neoprofessionista della Dimension Data si comporta bene anche al Giro. Con il crollo di Meintjes si ritrova con i gradi di capitano nella squadra sudafricana e risponde presente. Alla partenza della diciottesima tappa era infatti dodicesimo in classifica generale a soli 45 secondi dalla Top10, un piazzamento che era alla portata di O&#8217;Connor visto il crollo di Yates e Dennis. Una caduta in discesa per\u00f2 interrompe il sogno, con il corridore costretto al ritiro. Da seguire con grande attenzione in futuro.<\/p>\n<p><strong>Thibaut Pinot (Groupama &#8211; FDJ), 7<\/strong>: Giro molto particolare per il francese. Per due settimane rimane in lotta per il podio, ma l&#8217;ultima settimana per lui si rivela molto difficile. Dopo una cronometro negativa delude anche a Prato Nevoso, prima di rilanciarsi il giorno dopo quando sul traguardo di Bardonecchia quando risale al terzo posto della generale. Nella penultima tappa per\u00f2 un vero e proprio crollo che lo fa uscire dalla Top10 e lo costringe a non ripartire il giorno dopo nell&#8217;ultima tappa per via della polmonite.<\/p>\n<p><strong>Sebastien Reichenbach (Groupama-FDJ), 7<\/strong>: \u00c8 il gregario pi\u00f9 fedele di Pinot e, se il capitano non fosse crollato proprio a un passo dal podio, gran parte del merito sarebbe stato suo. Pi\u00f9 volte \u00e8 lui l&#8217;ultimo dei gregari a staccarsi dai big quando parte la bagarre, rivelandosi fondamentale soprattutto nel giorno del Colle delle Finestre, a conferma di poter essere a sua volta competitivo sulle tre settimane.<\/p>\n<p><strong>Tim Wellens (Lotto FixAll), 7<\/strong>: Il belga centra il suo secondo successo in\u00a0carriera al Giro con una splendida vittoria a Caltagirone. Prova il bis ad\u00a0Imola, ma complice alcuni problemi di salute \u00e8 costretto a chiudere in\u00a0anticipo la sua Corsa Rosa. Si conferma un gran bel cacciatore di tappe.<\/p>\n<p><strong>Niccol\u00f2 Bonifazio (Bahrain &#8211; Merida), 6,5<\/strong>: Nonostante non arrivi la\u00a0vittoria il suo bilancio a fine Giro \u00e8 tutto sommato abbastanza positivo. Nelle\u00a0volate di gruppo \u00e8 spesso e volentieri uno dei protagonisti, centrando tre podi. Deve ancora crescere, ma considerando che si \u00e8 trovato di fronte due corridori in grandissima forma, non c&#8217;era forse molto pi\u00f9 che potesse fare.<\/p>\n<p><strong>Valerio Conti (UAE Team Emirates), 6,5<\/strong>: Il corridore romano \u00e8 una delle poche note positive in casa UAE Team Emirates in questo Giro insieme a <strong>Marco Marcato<\/strong> (6,5 anche per lui). Spesso e volentieri all&#8217;attacco, conferma ancora una volta buone qualit\u00e0 in salita, anche se non riesce a portare a casa un risultato di prestigio.<\/p>\n<p><strong>Luis Leon Sanchez (Astana), 6,5<\/strong>: Tantissimo lavoro per il capitano, spesso facendo male al gruppo, ma anche tanti tentativi di attacco. Uno dei corridori pi\u00f9 in vista di questa edizione del Giro per la sua costante grinta e presenza nelle posizioni di vertice. Personalmente non riuscir\u00e0 a concludere quanto sperato, ma il suo impegno per la squadra viene premiato col bel risultato del capitano.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), 6,5<\/strong>: Tantissima fatica per il siciliano che svolge al meglio i suoi compiti di gregariato, che sia per attaccare o per difendere, riuscendo anche a farsi notare in prima persona. In particolare \u00e8 protagonista nella sua isola, dove conquista un secondo posto di tappa non privo di rimpianti.<\/p>\n<p><strong>Alexandre Geniez (AG2R La Mondiale), 6,5<\/strong>:\u00a0 Il corridore francese non si vede mai nelle tre settimane di corsa, tanto che solo ad Osimo \u00e8 riuscito a piazzarsi nella Top5 di tappa. Nonostante ci\u00f2 il portacolori della AG2R La Mondiale fa una corsa molto solida, chiudendo la classifica generale a ridosso della Top10. Un risultato importante, pensando soprattutto al suo rendimento nelle ultime due stagioni al Giro, non riuscendo a chiudere la corsa nel 2016 e nel 2017.<\/p>\n<p><strong>Mattia Cattaneo (Androni &#8211; Sidermec), 6,5<\/strong>: Il lombardo sperava in un Giro diverso. La frattura della clavicola rimediata alla Coppi e Bartali condiziona il suo percorso di avvicinamento e nelle prime settimane di corsa non riesce a mettersi in mostra come voleva. Con il passare delle tappe per\u00f2 la situazione migliora e prova diverse fughe da lontano con l&#8217;obiettivo di vincere una tappa. Ci va molto vicino a Prato Nevoso, quando perde contatto solo nei metri finali e taglia il traguardo al terzo posto.<\/p>\n<p><strong>Alessandro De Marchi (BMC), 6<\/strong>: Un Giro all&#8217;attacco per il Rosso di Buja. Prova spesso ad entrare nelle fughe da lontano, ma purtroppo per lui il gruppo non gli lascia mai spazio. Tanta fatica, ma purtroppo risultato praticamente inesistente.<\/p>\n<p><strong>Manuel Belletti (Androni-Sidermec), 6<\/strong>: Non c&#8217;\u00e8 molto spazio per un corridore come lui, ma ci prova in continuazione, gettandosi nella mischia come e quando pu\u00f2, sia nelle volate che provando l&#8217;azione da lontano. Contribuisce con coraggio a rendere un successo il Giro della sua squadra.<\/p>\n<p><strong>Kenny Elissonde (Sky), 6<\/strong>: Inizialmente il francese non si vede praticamente mai, complice anche alcuni problemi al ginocchio, ma alla distanza viene fuori ed \u00e8 lui a piazzare l&#8217;accelerazione finale che mette in rampa di lancio il suo capitano sul Colle delle Finestre. A piccole dosi, ma fondamentali.<\/p>\n<p><strong>Jakub Mareczko (Wilier &#8211; Selle Italia): 5,5<\/strong>: Dopo i due secondi posti dell&#8217;anno scorso, il velocista italo-polacco inizia il suo Giro con l&#8217;obiettivo di far sua una tappa. Alla prima occasione centra il secondo posto, ottenendo poi altri due piazzamenti nella Top6 sia a Eliat che a Praia al Mare. Sul Gran Sasso vive una giornata difficile, staccandosi subito, chiudendo cos\u00ec in anticipo la sua Corsa Rosa. Una pecca non da poco.<\/p>\n<p><strong>Rohan Dennis (BMC), 5,5<\/strong>: L&#8217;australiano non sembra ancora pronto a puntare a fare classifica in un Grande Giro. Vince la cronometro di Rovereto e a Gerusalemme ci va vicino, ma anche lui si deve arrendere ai tapponi alpini. Resiste fino a Prato Nevoso, ma poi crolla definitivamente tra Bardonecchia e Cervinia chiudendo a quasi un&#8217;ora da Froome.<\/p>\n<p><strong>Robert Gesink (LottoNL-Jumbo), 5,5<\/strong>: Prova pi\u00f9 volte la fuga e chiude in crescendo con un incoraggiante secondo posto a Cervinia. Dopo un inizio di stagione complicato \u00e8 un bottino comunque onorevole, anche se non basta per poter considerare sufficienti le sue tre settimane.<\/p>\n<p><strong>Darwin Atapuma\u00a0<\/strong><strong>(UAE Team Emirates), 5<\/strong>: Il colombiano non si vede mai nelle tre settimane di corsa. Se nella prima parte della corsa questo era in parte giustificato dal suo ruolo in supporto ad Aru lo stesso non si pu\u00f2 dire per la seconda parte della Corsa Rosa, dopo che il suo capitano \u00e8 uscito di classifica. Anche in queste tappe finali non \u00e8 infatti mai riuscito a farsi trovare fra i protagonisti.<\/p>\n<p><strong>Gianluca Brambilla (Trek &#8211; Segafredo), 5<\/strong>: Parte con l&#8217;idea di puntare ad un buon risultato in classifica generale. Nei primi arrivi in salita perde per\u00f2 un po&#8217; troppo terreno e quindi \u00e8 costretto a rivedere i suoi piani. Prova allora a mettersi in mostra con qualche fuga da lontano, ma non riesce a lasciare il segno neanche con delle azioni dalla lunga distanza. Ha il merito comunque di provarci appena possibile.<\/p>\n<p><strong>Esteban Chaves (Mitchelton &#8211; Scott), 5<\/strong>: Giro dai due volti per il colombiano. Nella prima settimana di corsa in Italia \u00e8 uno dei grandi dominatori, come testimonia la bella vittoria sull&#8217;Etna. La seconda settimana per\u00f2 si apre nel peggiore dei modi per lui, vivendo una giornata da incubo che lo porta a perdere minuti su minuti, uscendo di classifica. La situazione non cambia nelle giornate successive con il colombiano che perde terreno ogni volta che c&#8217;\u00e8 anche un breve strappetto, riuscendo a dare ben poco contributo alla causa del capitano. \u00c8 comunque rimasto sino alla fine, sempre soffrendo ma sempre stringendo i denti.<\/p>\n<p><strong>Ben Hermans (Israel Cycling Academy), 5<\/strong>: Partito con importanti ambizioni di classifica, crolla subito alle prime difficolt\u00e0. Non si vede mai tra i primi e, pur tentando fortuna in fuga, non riesce a lasciare il segno.<\/p>\n<p><strong>Tony Martin (Katusha &#8211; Alpecin), 5<\/strong>: La speranza del tedesco era quella di vestirsi di rosa dopo la crona inaugurale. Quel giorno per\u00f2 Martin delude un po&#8217; le aspettative, chiudendo la tappa al nono posto. Si prova a riscattare nella crono di Rovereto e quel giorno la prova \u00e8 sicuramente migliore, anche se sulla sua strada trova un super Dennis che gli nega la soddisfazione. Nel mezzo anche qualche tentativo di allungo, mai andati a buon fine.<\/p>\n<p><strong>Sacha Modolo (EF &#8211; Drapac), 5<\/strong>: Al via del Giro ci si aspettava qualcosa in pi\u00f9 dal velocista italiano. A Eliat sfiora il successo di tappa, ma alla fine quello sar\u00e0 l&#8217;unico podio centrato nell&#8217;edizione numero 101 della Corsa Rosa.<\/p>\n<p><strong>Jarlinson Pantano (Trek &#8211; Segafredo), 5<\/strong>: Il colombiano era uno degli uomini pi\u00f9 attesi nel caso di fuga da lontano in tappe di montagna o collina. In realt\u00e0 il portacolori della Trek &#8211; Segafredo qualche attacco lo prova, ma senza mai dare l&#8217;impressione di poter dire la sua.<\/p>\n<p><strong>Nicolas Roche (BMC), 5<\/strong>: Alla partenza del Giro partiva come co-capitano di Dennis e si poteva pensare ad un suo piazzamento finale nei primi 15. Fin dalle prime tappe per\u00f2 Roche fatica pi\u00f9 del dovuto, perdendo minuti su minuti prima del ritiro nella quindicesima tappa.<\/p>\n<p><strong>Kristian Sbaragli (Israel Cyclin Academy), 5<\/strong>: Il velocista toscano aveva\u00a0una grande occasione in questo Giro con pochi grandi sprinters al via. Il\u00a0risultato non \u00e8 quello sperato, complice anche molta sfortuna in alcune tappe, con Sbaragli che centra solo un piazzamento nei primi 10.<\/p>\n<p><strong>Michael Woods (EF-Drapac), 5<\/strong>: Ci si aspettava una prestazione che confermasse l&#8217;ottima Vuelta 2017 disputata dal canadese e invece non riesce a lasciare il segno. Solo Wellens gli impedisce il successo di tappa a Caltagirone e per met\u00e0 Giro riesce anche a rimanere nelle parti alte della classifica. Tenta un attacco azzardatissimo a Sappada e poi scompare del tutto, chiudendo il Giro a oltre un&#8217;ora da Froome.<\/p>\n<p><strong>Diego Ulissi (UAE Emirates), 4,5<\/strong>: Impalpabile il Giro d&#8217;Italia del 28enne toscano. Mai in corsa per un successo di tappa, si accontenta di una buona regolarit\u00e0 che lo porta a concludere questa edizione nei primi trenta. Forse in alcune circostanze chiuso dalla presenza di Aru, ci si aspettava sicuramente di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Louis Meintjes (Dimension Data), 4<\/strong>: Altra prova da dimenticare per il\u00a0sudafricano. Rimbalza sul primo arrivo in salita della corsa e nelle\u00a0successive frazioni la situazione non migliora. Corsa molto negativa che si conclude con un ritiro anticipato.<\/p>\n<p><strong>Fabio Aru (UAE Team Emirates), 4<\/strong>: Giro da dimenticare per il corridore sardo. Gi\u00e0 nella cronometro inaugurale le sensazioni non sono delle migliori visto che perde forse pi\u00f9 di quanto ci si aspettava. Brutte sensazioni confermate anche nei primi arrivi in salita quando perde ulteriore terreno. Il crollo definitivo fra Zoncolan e Sappada quando sembra volersi ritirare. Stringe i denti e con una buona cronometro manda buoni segnali in vista magari di un attacco da lontano per vincere una tappa. Un attacco che per\u00f2 non arriva visto che nella terz&#8217;ultima tappa sale in ammiraglia pochi chilometri dopo il via. Qualcosa non \u00e8 andato, da capire cosa.<\/p>\n<p><strong>Andrea Guardini (Bardiani &#8211; CSF), s.v.<\/strong>: Ritorno al Giro da incubo per il\u00a0corridore della Bardiani &#8211; CSF. Gi\u00e0 in Israele Guardini non \u00e8 al meglio\u00a0tanto da non riuscere a disputare lo sprint nella seconda e nella terza tappa. Con l&#8217;arrivo in Italia la situazione non migliora, ma anzi peggiora\u00a0con il velocista italiano costretto ad alzare bandiera bianca dopo un un attacco febbrile.<\/p>\n<p><strong>Edoardo Zardini (Wilier &#8211; Selle Italia), s.v.<\/strong>: Molto attivo nelle tappe siciliane della Corsa Rosa. Nella giornata dell&#8217;Etna prova una fuga da\u00a0lontano, ma in una caduta poco prima dell&#8217;imbocco della salita finale si procura una frattura della clavicola, chiudendo cos\u00ec con largo anticipo il\u00a0suo Giro.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Fonzi (Wilier &#8211; Selle Italia), 10<\/strong>: Per il secondo anno consecutivo il portacolori della Wilier &#8211; Selle Italia \u00e8 la maglia nera della Corsa Rosa. Un obiettivo che porta a termine con impegno, riuscendo a chiudere in coda alla corsa anche quando passa la giornata in fuga, quasi una missione per lui. Il suo \u00e8 un voto comunque anche simbolico per premiarlo, cos\u00ec come gli altri 148 corridori che hanno portato a termine le tre settimane di corsa. Che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 una piccola grande impresa.<\/p>\n<p><strong>Adam Hansen (Lotto-FixALL), 20<\/strong>: Come il numero di GT consecutivi a cui partecipa, portandoli tutti a termine. Non c&#8217;\u00e8 altro da dire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chris Froome (Sky), 10 e lode: Non solo il Giro lo vince, ma come lo vince \u00e8 qualcosa che tutti coloro che lo hanno vissuto ricorderanno per sempre (al netto della possibile squalifica, l&#8217;impresa verso Bardonecchia resta scolpita nella memoria). 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