{"id":261173,"date":"2023-07-24T00:00:55","date_gmt":"2023-07-23T22:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=261173"},"modified":"2023-07-24T09:40:16","modified_gmt":"2023-07-24T07:40:16","slug":"pagelle-tour-de-france-2023-vingegaard-impeccabile-pogacar-oltre-il-limite-philipsen-padrone-delle-volate-ciccone-fa-felice-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/tour-2023\/pagelle-tour-de-france-2023-vingegaard-impeccabile-pogacar-oltre-il-limite-philipsen-padrone-delle-volate-ciccone-fa-felice-litalia\/","title":{"rendered":"Pagelle Tour de France 2023: Vingegaard impeccabile, Poga\u010dar oltre il limite &#8211; Philipsen padrone delle volate, Ciccone fa felice l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma)<\/strong>, <strong>10 e lode<\/strong>: Perfetto, dall&#8217;inizio alla fine del Tour. Il danese si conferma il miglior interprete di grandi giri attualmente in circolazione con tre settimane senza alcun cedimento, correndo costantemente a un livello eccezionale. Il colpo decisivo lo piazza con una cronometro individuale, che rimane anche l&#8217;unica sua vittoria di tappa di questa edizione, e finisce per piegare la resistenza del rivale per la Maglia Gialla sfruttandone al massimo la giornata negativa. L&#8217;uomo di Hillerslev \u00e8 al terzo podio consecutivo al Tour de France ed \u00e8 ancora tutto sommato giovane: con questo Tour potrebbe essere iniziata l&#8217;era-Vingegaard.<\/p>\n<p><strong>Jasper Philipsen<\/strong> <strong>(Alpecin-Deceuninck), 10:<\/strong> Sconfitto solo l&#8217;ultimo giorno, lo sprinter belga domina gli sprint e la classifica a punti portandosi a casa quattro tappe e la prestigiosa Maglia Verde dimostrandosi non solo il pi\u00f9 forte velocista del momento, ma anche un corridore capace di fare molto pi\u00f9 che sprintare, senza snaturarsi e perdere il suo spunto veloce. Dopo i due successi della passata edizione, ribadisce ancora una volta come la sua squadra non dipenda solo da un uomo (che comunque ha dato un grandissimo contributo anche per questo risultato).<\/p>\n<p><strong>Tadej Poga\u010dar<\/strong> <strong>(UAE Team Emirates),<\/strong> <strong>9<\/strong>: A pedivelle ferme si pu\u00f2 dire che quel che ha fatto lo sloveno, dopo l&#8217;infortunio accusato alla Liegi-Bastogne-Liegi e il conseguente complicato percorso di avvicinamento al Tour, \u00e8 stato straordinario. Con il rivale danese ha messo in scena a pi\u00f9 riprese un duello memorabile, fra attacchi, contrattacchi e punzecchiature agonistiche. Alla fine, paga la crisi di un giorno e deve accontentarsi, per il secondo anno consecutivo, del posto d&#8217;onore sul podio di Parigi. Chiude comunque con due vittorie di tappa, due secondi posti di giornata e altrettanti terzi, oltre che con la Maglia Bianca e con il quarto podio consecutivo al Tour de France: impossibile non considerarlo un bilancio eccezionale.<\/p>\n<p><strong>Adam Yates (UAE Team Emirates), 8,5<\/strong>: Pur lavorando per il suo capitano, per il quale da subito \u00e8 pronto a sacrificarsi, il britannico riesce a ritagliarsi uno spazio importante sin dal primo giorno, conquistando tappa e leadership. Con indosso la Maglia Gialla \u00e8 comunque da subito al servizio dello sloveno e non esita dare tutto per lui ogni volta che \u00e8 possibile, diventando l&#8217;ultimo lanciatore di un gruppo in cui tutti hanno risposto ben presenti, dagli scalatori <strong>Rafal Majka (8)<\/strong> e <strong>Marc Soler (7)<\/strong>, discontinuo ma prezioso nel giorno della grande crisi, ai passisti come <strong>Matteo Trentin (7,5)<\/strong> e <strong>Mikkel Bjerg (7,5)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Mads Pedersen (Lidl-Trek), 8,5<\/strong>: Vincitore a Limoges, pluripiazzato e onnipresente, non solo per s\u00e9 ma anche al servizio del team assieme ad uno splendido <strong>Mattias Skjelmose (7,5)<\/strong>, l&#8217;ex campione del mondo ribadisce le qualit\u00e0 che non a caso gli permettono di indossare l&#8217;iride sulle maniche e il collo. La generosit\u00e0 \u00e8 il tocco in pi\u00f9 per un corridore che forse senza spendere cos\u00ec tanto per gli altri avrebbe anche potuto raccogliere qualcosina in pi\u00f9 in prima persona.<\/p>\n<p><strong>Giulio Ciccone (Lidl-Trek), 8<\/strong>: Arriva al Tour per riscattare la delusione di un Giro che gli \u00e8 stato tolto ancor prima di poter partecipare e ci riesce benissimo. Partito senza alcuna ambizione di classifica, pronto ad allontanarsi dalle zone alte per togliersi qualsiasi pressione inutile, l&#8217;abruzzese prova da subito a mettersi in mostra e coglie un bel secondo posto gi\u00e0 il quinto giorno, cominciando cos\u00ec a strizzare l&#8217;occhio a quello che sar\u00e0 poi il suo grande obiettivo, la Maglia a Pois. Per quella decide di sacrificare qualsiasi altra cosa, correndo con la grande aggressivit\u00e0 e determinazione che lo caratterizzano fino a centrare un obiettivo tutt&#8217;altro che semplice.<\/p>\n<p><strong>Felix Gall (AG2R Citro\u00ebn), 8:\u00a0<\/strong>La consacrazione ad altissimo livello per un corridore di cui si diceva gi\u00e0 un gran bene. Va in fuga due volte e raccoglie un terzo posto sui Pirenei e una memorabile vittoria sulle Alpi, imponendosi un traguardo prestigioso come quello di Courchevel. Chiude con il punto esclamativo, rimanendo con Vingegaard e Poga\u010dar sull&#8217;ultima salita del Tour e andando a prendersi un altro secondo posto di giornata. Entra nella Top 10 finale e garantisce alla sua squadra un bilancio generale pi\u00f9 che positivo.<\/p>\n<p><strong>Carlos Rodriguez (INEOS Grenadiers), 8:\u00a0<\/strong>Al primo Tour della carriera, finisce, giorno dopo giorni per assumere i gradi di capitano unico di una squadra molto blasonata. Lui tiene botta alla grande e accarezza anche il sogno-podio dopo la grande vittoria ottenuta in solitaria sul traguardo di Morzine, momento da incorniciare per lui. Il 22enne spagnolo accusa per\u00f2 un calo nell&#8217;ultima settimana e perde qualche posizione in classifica generale, dimostrando per\u00f2 grande caparbiet\u00e0 a seguito della caduta in cui \u00e8 rimasto coinvolto nella penultima tappa.<\/p>\n<p><strong>Sepp Kuss (Jumbo-Visma), 8<\/strong>: Senza le cadute degli ultimi giorni avrebbe sicuramente centrato il suo miglior risultato in classifica in un GT, specialit\u00e0 nella quale ha sempre scortato i suoi capitani quantomeno sul podio finale, dimostrandosi spesso e volentieri il gregario pi\u00f9 forte in salita, non solo del suo team, ma dell&#8217;intero gruppo. Capace di fare la differenza e mandare in difficolt\u00e0 tutti i rivali del suo capitano \u00e8 stato l&#8217;ultima freccia dopo che i primi colpi venivano assestati da <strong>Christophe Laporte (8)<\/strong> fino alla consegna dell&#8217;arco da parte quasi sempre di <strong>Wilco Kelderman (7)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Adrien Petit (Intermarch\u00e9-Circus-Wanty), 8<\/strong>: Il ciclismo e lo sport sono fatti di vincitori e di grandi imprese per ottenere il successo, ma c&#8217;\u00e8 spazio anche per la sofferenza e il coraggio. Sono questi ad aver caratterizzato il Tour de France del corridore francese, coinvolto nella maxi-caduta della tappa di La Morzine, riportando una profonda ferita per la quale era stato gi\u00e0 messo in ambulanza per essere trasportato in ospedale. Lui invece \u00e8 risalito in sella, si \u00e8 fatto curare sul posto e ha corso per un&#8217;altra settimana.<\/p>\n<p><strong>Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), 7,5<\/strong>: Tra i corridori pi\u00f9 amati della sua generazione, il francese saluta il pubblico della Grande Boucle con tre settimane delle sue, alternando grandi prestazioni a delusioni. Alla fine coglie tre top10, sfiorando quella nella generale a cui non si \u00e8 mai interessato, ma quello che conta per lui e con lui \u00e8 tutt&#8217;altro: \u00e8 l&#8217;emozione che regala con il suo modo di correre, con la sua gentilezza e sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), 7,5: <\/strong>Una vittoria di tappa e un ennesimo piazzamento nei dieci che ne conferma ancora una volta la solidit\u00e0 e l&#8217;affidabilit\u00e0. Se forse ad un certo punto sembrava poter anche ambire a qualcosa di pi\u00f9, riscatta comunque pi\u00f9 che bene la delusione di non essere riuscito a brillare nei suoi Paesi Baschi, da dove la corsa partiva.<\/p>\n<p><strong>Wout van Aert (Jumbo-Visma), 7,5: <\/strong>Per la prima volta dopo quattro edizioni a questa parte non vince neanche una tappa, ma la sua regolarit\u00e0 ed ecletticit\u00e0 sono ancora una volta evidenti a tutti. In un paio di occasioni avrebbe meritato anche maggiore supporto dalla sua squadra, in particolare dal suo capitano, ma lui con grande signorilit\u00e0 sorvola la cosa ed \u00e8 comunque pronto a sacrificarsi per la causa senza colpo ferire. Da buon padre e marito lascia poi giustamente in anticipo.<\/p>\n<p><strong>Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck), 7,5<\/strong>: Forse tra qualche anno la casella zero nelle vittorie di questo Tour potrebbe essere rimpianto, ma quel che ha fatto in queste tre settimane in cui comunque era evidentemente non al meglio \u00e8 stato un esempio di straordinaria generosit\u00e0, mettendosi regolarmente al servizio della squadra per un obiettivo che ha saputo mettere prima delle sue ambizioni personali.<\/p>\n<p><strong>Michael Woods (Israel-Premier Tech), 7,5:<\/strong> Una splendida vittoria di tappa che ancora una volta conferma le sue grandi qualit\u00e0, scoperte purtroppo troppo tardi. Il canadese ottiene cos\u00ec un successo emozionante, per come \u00e8 arrivato e per quello che significa per lui, provando poi spesso a ripetersi, anche se non ritrova pi\u00f9 la gamba di quel giorno di gloria.<\/p>\n<p><strong>Simon Yates (Team Jayco AlUla), 7,5:\u00a0<\/strong>Torna a brillare in una corsa di tre settimane dopo una serie di esperienze deludenti e lo fa in una gara complessivamente di altissimo livello. Inizia benissimo, perde qualche secondo per via di un episodio sfortunato e poi rimane sempre fra i migliori, chiudendo in crescendo come testimoniano l&#8217;ottima cronometro e le ottime prove sfoderate nelle ultime due tappe di montagna.<\/p>\n<p><strong>Michal Kwiatkowski (INEOS Grenadiers), 7,5<\/strong>: Tornato a vincere al Tour de France al termine di una masterclass in come si vince in fuga, per tutto il resto del tempo \u00e8 a pieno servizio dei suoi capitani, su qualsiasi terreno e in qualsiasi momento, che sia per le borracce, per scortarli in pianura o per rilanciarli in salita. Un altro campione del mondo che lo \u00e8 anche al di l\u00e0 del singolo risultato.<\/p>\n<p><strong>Kasper Asgreen (Soudal-QuickStep), 7,5<\/strong>: Fedele al fianco del capitano designato, si ritrova libero nel finale di corsa e ne approfitta nel modo migliore, scaricando anche il peso di un Tour sfortunato per il suo team. Una vittoria capolavoro e un&#8217;altra sfiorata in due giorni che valgono tre settimane.<\/p>\n<p><strong>Matej Mohori\u010d (Bahrain-Victorious), 7,5<\/strong>: Tra i pi\u00f9 presenti nei tentativi di fuga, non centra spessissimo l&#8217;obiettivo, ma quando lo fa raccoglie un terzo e un primo posto. Nel giorno del successo dimostra poi una profondit\u00e0 e uno spessore umano che valgono ancor pi\u00f9 della vittoria ottenuta.<\/p>\n<p><strong>Victor Campenaerts (Lotto Dstny), 7,5:<\/strong> Anche se a volte le sue azioni sembrano pi\u00f9 votate a strizzare l&#8217;occhio al pubblico e alla telecamera, il belga \u00e8 indubbiamente uno dei corridori pi\u00f9 in vista di questa edizione, animando spesso e volentieri le fasi di corsa pi\u00f9 monotone. Quasi sempre il primo a muoversi, ci sono anche un paio di occasioni in cui mette in scacco gli avversari e, pur non vincendo, dimostra che il suo nuovo status gli calza a pennello.<\/p>\n<p><strong>Jai Hindley (Bora-hansgrohe), 7,5<\/strong>: Dopo la bella vittoria di tappa che lo rilancia a seguito di un inizio difficile, l&#8217;australiano sembra lanciato verso la bagarre per il podio con i favori del pronostico, poi finisce a terra il giorno della maxi-caduta e non ha pi\u00f9 modo di giocarsi le sue carte fino in fondo, dovendo concludere con l&#8217;amaro in bocca di non sapere come sarebbe andata. Appuntamento rimandato.<\/p>\n<p><strong>Jordi Meeus (Bora-hansgrohe), 7,5<\/strong>: Dopo alcuni buoni piazzamenti, centra il colpo grosso nell&#8217;ultimo giorno. Nella volata forse pi\u00f9 importante e pi\u00f9 sentita di tutta la corsa riesce dove non era riuscito nessuno in tre settimane: battere Jasper Philipsen in volata. Per il 25enne belga un successo che potrebbe dargli un altro status, compiendo un ulteriore passo nella direzione intrapresa prepotentemente nelle ultime due stagioni.<\/p>\n<p><strong>Ben O&#8217;Connor (AG2R Citro\u00ebn), 7: <\/strong>Arriva per fare il capitano e rilanciarsi dopo un anno difficile, ma sin dalle prime tappe \u00e8 di nuovo fuori dai giochi. Si reinventa gregario e lo fa splendidamente, offrendo un supporto fondamentale al suo nuovo leader, senza dimenticare numerosi raid offensivi che lo portano a salire due volte sul podio di tappa.<\/p>\n<p><strong>Ion Izagirre (Cofidis), 7<\/strong>: Vince una splendida tappa e poi non ritrova pi\u00f9 quel livello, malgrado sia tra coloro che spesso provano a muoversi quando la strada sale. Non proprio regolarissimo, aggiunge comunque un&#8217;altra prestigiosa linea al suo buon palmar\u00e8s.<\/p>\n<p><strong>Wout Poels (Bahrain-Victorious), 7<\/strong>: Non si vede moltissimo, lavorando soprattutto per la squadra, ma quando ha dei momenti liberi ci prova, riuscendo a centrare due fughe, concretizzandone una nel migliore dei modi. Tra i gregari pi\u00f9 forti della sua generazione, era venuto nella sua nuova squadra per avere pi\u00f9 spazio e in questo Tour \u00e8 riuscito finalmente a coronare le sue ambizioni.<\/p>\n<p><strong>Victor Lafay (Cofidis), 7:<\/strong> Splendido il primo giorno, vincitore il secondo, lascia per certi versi con l&#8217;amaro in bocca perch\u00e9 ci si poteva da quel momento aspettare ancora qualcosa di pi\u00f9. Ma lui \u00e8 cos\u00ec, genio e sregolatezza, e d&#8217;altro canto se quelle prestazioni fossero arrivate alla fine sarebbe stato un successo comunque. Quindi, il suo Tour \u00e8 un successo. Peccato per la conclusione sfortunata con una brutta caduta il penultimo giorno.<\/p>\n<p><strong>Alberto Bettiol (EF Education &#8211; EasyPost), 6,5<\/strong>: Non riesce mai a concretizzare, ma il corridore toscano \u00e8 tra i pi\u00f9 attivi di questo Tour de France, mancando spesso la fortuna nel centrare l&#8217;azione di giornata o comunque il movimento giusto al momento giusto. L&#8217;impressione \u00e8 che chiuda in crescendo, fisicamente e mentalmente, dando segnali importanti in vista dei mondiali.<\/p>\n<p><strong>Egan Bernal (INEOS Grenadiers), 6,5:<\/strong> Nessuno, a partire da lui, sapeva cosa aspettarsi da questo Tour de France per il vincitore dell&#8217;edizione 2019. Ad appena 26 anni si converte in uomo di esperienza per i suoi ancor pi\u00f9 giovani compagni, catapultati capitani. Si mette cos\u00ec al loro pieno servizio, correndo tre settimane di sacrifici, ma preziose per il morale e per comprendere meglio chi pu\u00f2 ancora essere quel corridore che ad appena 22 anni conquistava la Grande Boucle.<\/p>\n<p><strong>Mark Cavendish (Astana Qazaqstan), 6,5<\/strong>: L&#8217;obiettivo era quello di scrivere la storia in quanto a vittorie di tappa, ma il velocista dell&#8217;Isola di Man ha dovuto arrendersi alla sfortuna e a una clavicola rotta. Nelle volate disputate fino a quel momento aveva raccolto un quinto, un sesto e, soprattutto, un secondo posto che aveva fatto ben sperare per il prosieguo della gara. Sulla carta era il suo ultimo Tour, chiss\u00e0 che non voglia ripensarci.<\/p>\n<p><strong>Julian Alaphilippe (Soudal-QuickStep), 6,5<\/strong>: Non \u00e8 quello dei tempi migliori, almeno nelle gambe, ma la testa c&#8217;\u00e8 ancora tutta. Generoso e intraprendente come pochi in questo Tour, finisce con l&#8217;essere il corridore che passa pi\u00f9 in tempo in fuga nel corso delle tre settimane, a dimostrazione di una voglia e di una grinta ancora ben presenti.<\/p>\n<p><strong>Bryan Coquard (Cofidis), 6,5<\/strong>: Piazzato pi\u00f9 volte, ancor pi\u00f9 spesso va all&#8217;attacco per provare a lasciar il segno anche in tappe non proprio ideali per le ruote veloci.<\/p>\n<p><strong>Krists Neilands (Israel-PremierTech), 6,5<\/strong>: Anche lui \u00e8 fra i pi\u00f9 attivi di questa edizione, uscendone con un credito non da poco con la sfortuna.<\/p>\n<p><strong>Tom Pidcock (Ineos Grenadiers), 6,5<\/strong>: Ad una prima met\u00e0 di alto livello corrisponde una seconda fase di sofferenza, nella quale trova comunque modo per provare ad attaccare e mettersi al servizio del team quando necessario. L&#8217;esame per diventare uomo da classifica non \u00e8 chiaramente superato, ma \u00e8 stato un primo tentativo di apprendistato, dal quale pu\u00f2 ripartire.<\/p>\n<p><strong>Luca Mozzato (Ark\u00e9a-Samsic), 6,5<\/strong>: Altro Tour all&#8217;insegna dell&#8217;esperienza per il velocista azzurro che conferma i buoni piazzamenti ottenuti lo scorso anno, pur non avendo grande supporto nei momenti chiave.<\/p>\n<p><strong>Pierre Latour (TotalEnergies), 6,5<\/strong>: Simbolo assoluto di chi non molla, anche quando il tuo stesso corpo e la tua mente ti dicono di fermarti. Bloccato nelle discese, continua ad affrontarle con la speranza che un giorno tutto questo possa passare.<\/p>\n<p><strong>Guillaume Martin (Cofidis), 6<\/strong>: Corsa generosa da parte del grimpeur transalpino che raccoglie cos\u00ec una Top10 anche un po&#8217; fortunosa, pur se non immeritata. Fa il suo e lo fa bene, la sensazione per\u00f2 \u00e8 che dopo qualche anno potrebbe anche provare a giocarsi diversamente le sue carte per provare a diversificare gli obiettivi.<\/p>\n<p><strong>Neilson Powless (EF Education &#8211; EasyPost), 6<\/strong>: Ormai \u00e8 un corridore affermato e ci si poteva aspettare di pi\u00f9. Forse non al meglio della condizione, trova comunque il modo per emergere correndo due settimane da protagonista nella lotta per la maglia a pois.<\/p>\n<p><strong>Dylan Groenewegen (Team Jayco-AlUla), 6<\/strong>: Due podi e qualche piazzamento non possono bastare ad uno come lui, arrivato alla Grande Boucle con ben altre ambizioni. Se il bilancio negli sprint puri \u00e8 negativo, a mitigare la delusione il fatto che comunque \u00e8 tra i pi\u00f9 presenti alle spalle del cannibale Philipsen, nonch\u00e9 la sua propensione ad attaccare e provarci anche in tappe in cui un tempo si sarebbe lasciato defilare. Segno di fame e di una condizione forse non cos\u00ec malvagia.<\/p>\n<p><strong>Warren Barguil (Ark\u00e9a-Samsic), 6<\/strong>: Trova sempre qualcuno di pi\u00f9 forte sulla sua strada, ma non smette mai di provarci, provando la fuga ad ogni occasione utile.<\/p>\n<p><strong>Alexey Lutsenko (Astana Qazaqstan), 5,5<\/strong>: Dopo due top 10 consecutive costruite con regolarit\u00e0 e costanza, stavolta il campione kazako stecca, non trovando mai la gamba dei giorni migliori. Ci prova comunque spesso e volentieri, confermando tuttavia che in queste tre settimane c&#8217;era pi\u00f9 di testa che di fisico.<\/p>\n<p><strong>Peter Sagan (TotalEnergies), 5,5<\/strong>: Il suo ultimo Tour purtroppo conferma la sua dimensione attuale, quella di un corridore che ha dato tantissimo e che probabilmente ormai non ha pi\u00f9 quella voglia e quel fuoco dentro che ti permettono di dare quel di pi\u00f9 che riusciva a dare. Niente di male, dobbiamo comunque ringraziarlo perch\u00e9 parte del ciclismo e dei ciclisti moderni son merito suo.<\/p>\n<p><strong>Alexander Kristoff (Uno-X Pro Cycling), 5,5<\/strong>: Arrivato per portare la formazione norvegese in un&#8217;altra dimensione, fallisce l&#8217;appuntamento pi\u00f9 importante della stagione, nel quale il campione europeo non riesce mai davvero a farsi notare, soffrendo spesso nelle retrovie di un gruppo dal quale invece si suoi giovani compagni\u00a0 fuoriescono spesso e volentieri raccogliendo alla fine due podi con <strong>Tobias Halland Johannessen (6,5)<\/strong> e <strong>Jonas Abrahamsen (6,5)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Rigoberto Uran (EF Education &#8211; EasyPost), 5,5<\/strong>: Quando riesce, seppur a fatica, si inserisce in fuga, ma non \u00e8 mai realmente protagonista, subendo la corsa anche l\u00ec.<\/p>\n<p><strong>David Gaudu (Groupama-FDJ), 5,5<\/strong>: Arrivato con grandissime ambizioni che hanno scaturito non pochi problemi in squadra, stecca completamente le sue tre settimane, con pochissimi alti, che al massimo son medi, e molti pi\u00f9 bassi. Alla fine raccoglie un nono posto, lontanissimo dal podio ma anche da coloro che lo precedono con cui non \u00e8 mai realmente in competizione. Un risultato che non pu\u00f2 che stargli stretto.<\/p>\n<p><strong>Biniam Girmay (Intermarch\u00e9-Circus-Wanty), 5,5<\/strong>: Dopo lo splendido Giro 2022 questo Tour doveva essere quello della consacrazione, invece si vede solo in qualche sprazzo, forse non proprio quando te lo aspetti (e questo \u00e8 positivo), ma mancando invece alcune delle occasioni che sembravano invece decisamente pi\u00f9 adatte a lui (nota dolente su cui lavorare).<\/p>\n<p><strong>Magnus Cort (EF Education &#8211; EasyPost), 5<\/strong>: Tra i cacciatori di tappa pi\u00f9 temuti, stavolta resta a secco, ma soprattutto lo fa senza mai riuscire davvero ad avvicinarsi al suo obiettivo, al termine di tre settimane di vorrei ma non posso,<\/p>\n<p><strong>Mikel Landa (Bahrain-Victorious), 5<\/strong>: Arrivato con grandissime ambizioni ad una corsa che sembrava perfetta per lui, il basco non trova mai la giusta gamba e soffre per tutto il tempo, malgrado provi a scrollarsi di dosso l&#8217;inerzia negativa.<\/p>\n<p><strong>Daniel Martinez (Ineos Grenadiers), 5<\/strong>: Arrivato per essere il capitano della corazzata britannica \u00e8 il primo a perdere terreno, senza pi\u00f9 ritrovarsi fino allo sfortunato ritiro. Ma ormai la rotta era segnata.<\/p>\n<p><strong>Caleb Ewan (Lotto Dstny), 4<\/strong>: Se il problema \u00e8 fisico o mentale non \u00e8 dato saperlo, ma \u00e8 chiaro che qualcosa non va.<\/p>\n<p><strong>Romain Bardet (Team dsm-firmenich), sv<\/strong>: Rallentato da problemi di salute, viene buttato fuori da una caduta proprio quando cerca di rilanciarsi.<\/p>\n<p><strong>Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), sv<\/strong>: Il Tour era il grande obiettivo della sua stagione, ma la sua corsa \u00e8 durata meno di una tappa. A terra dopo un centinaio di chilometri, ha concluso la prima giornata di gara, ma \u00e8 stato costretto al ritiro.<\/p>\n<p><strong>Fabio Jakobsen (Soudal-QuickStep), sv:<\/strong> Un piazzamento nell&#8217;unica volata che riesce a disputare, poi una brutta caduta e tanta sofferenza fino al ritiro<\/p>\n<p><strong>Matteo Jorgenson (Movistar), sv<\/strong>: Arrivato gi\u00e0 in condizioni precarie, una ulteriore caduta le peggiora e deve poi ritirarsi dopo qualche giorno a barcamenarsi come possibile.<\/p>\n<p><strong>Enric Mas (Movistar), sv:\u00a0<\/strong>Vedi quanto detto per Carapaz, con rimpianti forse anche maggiori, visto quello che aveva fatto vedere in salita lo spagnolo sul finire della scorsa stagione. Invece, il suo Tour \u00e8 durato meno di un giorno.<\/p>\n<p><strong>Louis Meintjes (Intermarch\u00e9-Circus-Wanty), sv<\/strong>: Stava facendo una corsa in linea con le sue aspettative fino al momento del ritiro.<\/p>\n<p><strong>Michael M\u00f8rk\u00f8v (Soudal-QuickStep), 10<\/strong>: Completamente votato alla causa del team e del suo capitano Fabio Jakobsen, al fianco del quale corre fino al momento del suo ritiro. Prosegue cos\u00ec la sua Grande Boucle affiancando come pu\u00f2 gli altri leader del suo team, chiudendo ultimo, ma comunque portando\u00a0 termine le tre settimane. Simbolo di tutti coloro che soffrono in coda, ma non mollano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma), 10 e lode: Perfetto, dall&#8217;inizio alla fine del Tour. Il danese si conferma il miglior interprete di grandi giri attualmente in circolazione con tre settimane senza alcun cedimento, correndo costantemente a un livello eccezionale. 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