{"id":254187,"date":"2023-05-28T21:00:03","date_gmt":"2023-05-28T19:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=254187"},"modified":"2023-05-28T21:04:59","modified_gmt":"2023-05-28T19:04:59","slug":"pagelle-giro-ditalia-2023-roglic-testa-e-cuore-per-vincere-la-sfida-con-thomas-brilla-la-stella-di-milan-remco-va-via-sul-piu-bello-che-mondo-sarebbe-senza-pinot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/topflop\/pagelle-giro-ditalia-2023-roglic-testa-e-cuore-per-vincere-la-sfida-con-thomas-brilla-la-stella-di-milan-remco-va-via-sul-piu-bello-che-mondo-sarebbe-senza-pinot\/","title":{"rendered":"Pagelle Giro d&#8217;Italia 2023: Rogli\u010d testa e cuore per vincere la sfida con Thomas, brilla la stella di Milan &#8211; Remco va via sul pi\u00f9 bello; che mondo sarebbe senza Pinot?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Primo\u017e Rogli\u010d\u00a0(Jumbo-Visma), 10<\/strong>: Finisce in gloria il suo inseguimento al Trofeo Senza Fine. La cronoscalata del Lussari gli consegna quel GT che il destino gli aveva tolto al Tour del 2020 e che sembrava volergli togliere anche stavolta al momento del problema meccanico. Lo sloveno, per\u00f2, non si scompone, gestisce perfettamente lo sforzo, come ha fatto in tutto l\u2019arco delle tre settimane, anche quando c\u2019\u00e8 stato da fare i conti con qualche acciacco causato da una caduta e si prende la maglia rosa proprio quando conta di pi\u00f9. Aiutato anche da un meraviglioso pubblico sloveno, il classe \u201989 mette tutto quello che ha sulle ultime rampe e ora pu\u00f2 finalmente esultare e mettere nella sua bacheca quel trofeo che Nibali l\u2019aveva invitato a vedere a casa sua quando entrambi si lasciarono sfuggire Carapaz al Giro d\u2019Italia 2019. Probabilmente da allora il suo palmares si era gi\u00e0 arricchito a tal punto da farlo entrare di diritto tra i grandi della storia del ciclismo, oggi, per\u00f2, assume ufficialmente lo status di leggenda.<\/p>\n<p><strong>Geraint Thomas (Ineos Grenadiers), 9,5<\/strong>: Onore al vincitore, ma anche al secondo classificato. In un ciclismo in cui i giovani talenti sembrano farla da padrone, sono due corridori nati negli ormai lontanissimi anni \u201980 a giocarsi fino all\u2019ultimo il Giro d\u2019Italia, tanto che il gallese sogna a lungo di diventare il vincitore pi\u00f9 anziano della storia del Giro d\u2019Italia. Il sogno si infrange sulle ultime rampe del Lussari, ma il gallese incassa con eleganza la sconfitta complimentandosi con Roglic e tutta la Jumbo-Visma, chiudendo con classe tre settimane in cui spesso \u00e8 sembrato il pi\u00f9 forte. Dopo il podio dello scorso Tour arriva un altro piazzamento importante, che dimostra che a 37 anni \u00e8 probabilmente nel miglior momento di forma della sua carriera (persino meglio di quando vinse il Tour nel 2018, quando la nouvelle vague di fenomeni era ancora allo stato embrionale), peccato solo per non essere riuscito a capitalizzare. Senza la vittoria finale, poi, c\u2019\u00e8 qualche rimpianto in pi\u00f9 anche per quel secondo che a Cesena l\u2019ha separato da una vittoria di tappa che per la sua storia spesso sfortunata sulle strade del Giro avrebbe meritato.<\/p>\n<p><strong>Jonathan Milan (Bahrain Victorious), 9<\/strong>: Va oltre le aspettative, ma l\u2019impressione \u00e8 che avrebbe potuto fare addirittura di pi\u00f9. Il friulano mostra tutto il suo strapotere nelle volate, dove dimostra di essere il pi\u00f9 forte per distacco vincendo e San Salvo portandosi a casa anche la maglia ciclamino. Il classe 2000, per\u00f2, pu\u00f2 crescere ancora tanto, visto che alcune vittorie sfumano per un errore di posizionamento in volata, a volte imputabili direttamente a lui, che deve fare comunque ancora esperienza in questo tipo di corse, a volte al suo treno, che al netto di un buon Andrea Pasqualon (6,5) \u00e8 tutt\u2019altro che perfetto, probabilmente anche perch\u00e9 alcuni uomini servivano giustamente per proteggere gli uomini di classifica. Il ciclismo italiano ha dunque trovato un\u2019altra star di caratura internazionale dopo Filippo Ganna, con il quale il corridore della Bahrain condivide un oro olimpico ottenuto su pista con il quartetto e ora anche un futuro che si preannuncia pieno di successi di altissimo livello.<\/p>\n<p><strong>Joao Almeida (UAE Team Emirates), 9<\/strong>: Il portoghese continua a cresce anno dopo anno. Dopo il ritiro per Covid dello scorso anno, il lusitano si presenta al via di Fossacesia Marina con l\u2019obiettivo dichiarato di salire sul podio di Roma e ci riesce sfruttando la sua consueta regolarit\u00e0, ma non solo. Il classe \u201998, infatti, in questa edizione della corsa va anche all\u2019attacco e viene premiato nella tappa del Monte Bondone portandosi anche il primo successo in un GT. Fino alla fine sembra poter lottare anche per il successo finale, ma tra le Tre Cime di Lavaredo e il Monte Lussari deve concedere parecchi secondi ai due che lo precedono. Il futuro per\u00f2 \u00e8 tutto da sulla sua parte e con questo trend di crescita lo rivedremo presto a lottare per la vittoria.<\/p>\n<p><strong>Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), 8,5<\/strong>: Ancora una volta il francese regala spettacolo sulle strade del Giro. Una condotta di gara sempre aggressiva lo fa entrare nel cuore degli appassionati, che gridano il suo nome su tutte le salite dalla prima all\u2019ultima tappa, e gli permette di chiudere queste tre settimane con l\u2019esaltante bottino della vittoria nella classifica degli scalatori e di un quinto posto in classifica generale. La top 5 in quello che, salvo clamorosi e attualmente improbabili ripensamenti sul ritiro a fine anno, sar\u00e0 il suo ultimo Giro d\u2019Italia \u00e8 un risultato gi\u00e0 importante, anche se la ciliegina sulla torta sarebbe stata la vittoria di tappa sfiorata in un paio di occasioni. Situazione nelle quali il transalpino si \u00e8 mostrato spesso troppo generoso e forse anche un po\u2019 avventato tatticamente. Il suo modo di correre \u00e8 per\u00f2 quello che gli ha fatto conquistare tifosi non solo in Francia, ma in tutto il mondo, e che mondo sarebbe senza Thibaut? Adesso il prossimo obiettivo sar\u00e0 quello di aiutare il suo ex gregario Gaudu a salire sul podio del Tour de France, in modo da poter lasciare la nave Groupama con la sua sostituzione ai vertici del team gi\u00e0 avvenuta come farebbe ogni buon capitano.<\/p>\n<p><strong>Damiano Caruso (Bahrain Victorious), 8,5<\/strong>: Il corridore ragusano si conferma sempre pi\u00f9 uomo di altissima classifica nelle grandi corse a tappe. Tolti i tre saliti sul podio, l\u2019italiano \u00e8 nettamente il pi\u00f9 forte di tutti gli altri e \u00a0il quarto posto finale sta l\u00ec a dimostrarlo. Anche lui stesso, poi, rivendica quanto questo buon risultato sia importante anche per il ciclismo italiano, che esce molto bene da questo Giro d\u2019Italia. In termini personali, poi, per il classe \u201987 questo risultato \u00e8 quasi pari al podio finale ottenuto nel 2021, quando chiuse alle spalle del solo Egan Bernal e port\u00f2 a casa anche una tappa. In un Giro in cui l\u2019esperienza ha fatto la differenza, lui ha fatto valere la sua e i risultati sono stati estremamente positivi.<\/p>\n<p><strong>Derek Gee (Israel-PremierTech), 8,5<\/strong>: Da nome semisconosciuto al grande pubblico a idolo delle folle in tre settimane. Il corridore canadese \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 amati, perch\u00e9 \u00e8 andato sempre all\u2019attacco, senza mai fare calcoli, e sfiorando pi\u00f9 volte il successo finale, con ben 4 secondi posti (l\u2019unico che in stagione ne ha ottenuti di pi\u00f9 senza mai vincere \u00e8 Thibaut Pinot). I secondi posti, poi, sono arrivati anche nella classifica degli scalatori e in quella a punti, proprio a dimostrazione del fatto che, pianura o montagna, in fuga lui c\u2019era. L&#8217;ennesima beffa arriva l&#8217;ultimo giorno, con un volenteroso <strong>Toms Skujins<\/strong> (7) che gli soffia all&#8217;ultimo la classifica dei Traguardi Volanti. Il Giro ormai \u00e8 finito, ma lui probabilmente sar\u00e0 ancora in fuga in qualche angolo di Roma.<\/p>\n<p><strong>Remco Evenepoel (Soudal-QuickStep), 8<\/strong>: Cosa sarebbero state tre settimane con lui in corsa? Non lo sapremo mai, ma sappiamo quello che abbiamo visto nella prima, con due vittorie a crono (l\u2019ultima qualche ora prima del ritiro, quindi avendo gi\u00e0 il covid) e alcuni giorni in maglia rosa che sembravano poterne fare il favorito per il successo finale. Il covid, per\u00f2, lo colpisce proprio sul pi\u00f9 bello e, al netto di una gestione del ritiro che poteva essere gestita sicuramente meglio (ma pi\u00f9 da parte della squadra che da parte sua), lo porta a dover abbandonare la corsa per non rischiare conseguenze a lungo termine. La corsa stessa ne risente con una seconda settimana in cui la lotta per la generale \u00e8 anestetizzata, anche a causa di un maltempo che avrebbe potuto solo peggiorare la sua condizione fisica. Il feeling con il Giro, e in generale con le strade italiane, non sembra scattare, ma la speranza \u00e8 che il campione del mondo possa tornare in futuro per restare fino al traguardo della ventunesima tappa e giocarsi le sue carte per il successo finale fino alla fine.<\/p>\n<p><strong>Thymen Arensman (Ineos Grenadiers), 8<\/strong>: Subito un nuovo ingranaggio perfetto nel meccanismo Ineos. Il neerlandese parte dietro nelle gerarchie interne, ma una buona partenza e il ritiro di Geoghegan Hart lo portano a essere la prima alternativa a Geraint Thomas. La Ineos, per\u00f2, stavolta sceglie l\u2019approccio \u201cSky\u201d del decennio scorso e decide di usare anche lui e <strong>Laurens De Plus (7,5)<\/strong> per tenere chiusa la corsa e fare il ritmo in salita per fare selezione da dietro nel gruppo dei big, nonostante entrambi fossero comunque in una buona posizione di classifica. Con il senno di poi, provare a mandare il classe \u201999 in avanscoperta sarebbe potuta essere una mossa interessante, anche perch\u00e9 lui ha gi\u00e0 dimostrato in carriera di sapersi ben comportare nelle azioni a lunga gittata nelle grandi tappe di montagna, ma nonostante ci\u00f2 riesce a chiudere comunque con un ottimo sesto posto, che \u00e8 un ottimo biglietto di presentazione per il primo GT con il suo nuovo team.<\/p>\n<p><strong>Filippo Zana (Jayco-AlUla), 8<\/strong>: Anche lui \u00e8 tra i nomi che in questa edizione del Giro fanno sorridere il movimento italiano. La vittoria di tappa a Val di Zoldo \u00e8 un sogno che diventa realt\u00e0, con il campione italiano che si gestisce perfettamente sulle salite e alla fine batte Thibaut Pinot nello sprint decisivo, tornando a far brillare il tricolore in una tappa linea del Giro per la prima volta dai tempi di Vincenzo Nibali. Oltre alla vittoria di tappa, per\u00f2, il classe \u201999 \u00e8 spesso protagonista in salita per il lavoro al fianco del compagno Eddie Dunbar ed \u00e8 sempre uno degli ultimi gregari a staccarsi. Il triennale con una formazione WorldTour ci fa pensare che il team vuole esplorare tutti i suoi possibili margini di miglioramento e noi non vediamo l\u2019ora di assistere alla sua crescita.<\/p>\n<p><strong>Nico Denz (Bora-hansgrohe), 8<\/strong>: Il tedesco si ricorder\u00e0 per sempre questa edizione del Giro d&#8217;Italia 2023. Dopo aver sfiorato il successo di tappa nel 2018, quest&#8217;anno il classe 1994 riesce finalmente a centrare l&#8217;obiettivo sul traguardo di Rivoli e non contento si ripete due giorni dopo a Cassano Magnano. In una seconda settimana dove i big sono resti a darsi battaglia \u00e8 lui il vero mattatore, riuscendo a capitalizzare al meglio due fughe su due.<\/p>\n<p><strong>Sepp Kuss (Jumbo-Visma), 7,5<\/strong>: Il gregario che tutti vorrebbero avere. Lo statunitense a questo Giro si \u00e8 ritrovato ad alti livelli e lo ha fatto nella ruolo che gli \u00e8 pi\u00f9 consono. \u00c8 stato lui, infatti, l&#8217;angelo custode di Primoz Roglic nelle difficili frazioni alpine dell&#8217;ultima settimana, accompagnandolo nei momenti di difficolt\u00e0 (come sul Monte Bondone) e spianando la strada ai suoi attacchi nei giorni migliori, come gli avevamo gi\u00e0 visto fare nelle tre edizioni della Vuelta vinte dallo sloveno. Una parte della Maglia Rosa di Roglic \u00e8 anche sua.<\/p>\n<p><strong>Ben Healy (EF Education-EasyPost), 7,5<\/strong>: L&#8217;irlandese conferma quanto di buono fatto vedere ad aprile correndo un Giro da protagonista. Il classe 2000 forse pecca un po&#8217; di inesperienza sprecando tante energie in alcune frazioni per cercare di entrare in fuga, ma questo non gli impedisce di andare a prendersi la vittoria di tappa a Fossombrone con un assolo di quasi 50 chilometri. Nell&#8217;ultima settimana si spegne un po&#8217; ma prova comunque a lottare sulle grandi montagne per la Maglia Azzurra, rischiando anche di far arrabbiare tutto il gruppo con i suoi scatti fuori tempo nella frazione dolomitica delle Tre Cime di Lavaredo.<\/p>\n<p><strong>Andreas Leknessund (DSM), 7,5<\/strong>: Con cinque giorni in Maglia Rosa e un ottavo posto finali in classifica generale, il Giro del norvegese \u00e8 pi\u00f9 che positivo. Il classe 1999 \u00e8 infatti abile a cogliere l&#8217;occasione di andare ad indossare il simbolo del primato a Lago Laceno quando Remco Evenepoel si dichiara pronto a cederlo. Una volta persa la maglia decide comunque di testarsi in classifica generale per la prima volta in carriera, chiudendo con un bel piazzamento in top 10: l&#8217;impressione \u00e8 che in futuro possa ancora crescere ed ambire a risultati pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong>Alberto Dainese (DSM), 7,5<\/strong> : Ancora una volta dimostra al suo team che sbaglia a non avere fiducia in lui. A inizio anno, nonostante un ottimo 2022 con la vittoria di tappa al Giro a Reggio Emilia, la compagine neerlandese aveva scalzato il ruolo di velocista principe del team affidandolo a Sam Welsford. L\u2019australiano non era nella selezione del Giro, ma Dainese \u00e8 partito comunque dietro a <strong>Marius Mayrhofer (5,5)<\/strong> nelle gerarchie. Lo sprinter veneto deve cos\u00ec inizialmente soffrire, colpito anche da problemi fisici nella seconda settimana, che lo costringono a stringere i denti in salita, pensando anche al ritiro. La tenacia del classe \u201998, per\u00f2, viene premiata a Caorle, nella sua terra, dove arriva una splendida vittoria di tappa in volata. Quel giorno Mayrhofer \u00e8 molto bravo a lavorare per lui, rendendo ancora pi\u00f9 inspiegabile la scelta del team DSM di invertire in ruoli. Il contratto di Dainese \u00e8 in scadenza e dunque la speranza per lui \u00e8 che possa cambiare aria o che il suo team si renda conto, come \u00e8 ormai abbastanza chiaro a tutti, che il velocista pi\u00f9 forte della squadra \u00e8 lui.<\/p>\n<p><strong>Davide Bais (Eolo-Kometa), 7,5:<\/strong> Regala un\u2019altra impresa in alta quota alla Eolo-Kometa. Dopo la vittoria di Lorenzo Fortunato allo Zoncolan nel 2021, il classe \u201998 porta la formazione italiana a festeggiare in cima al Gran Sasso. Per qualche giorno indossa anche la maglia azzurra, per la quale resta in lotta quasi fino alla fine, ma nella terza settimana va comprensibilmente in calando. Il suo Giro per\u00f2 si poteva ormai gi\u00e0 dire pi\u00f9 che riuscito.<\/p>\n<p><strong>Mark Cavendish (Astana Qazaqstan), 7,5\u00a0<\/strong>Il suo Giro inizia con una condizione ancora tutta da trovare. Tappa dopo tappa, chilometro dopo chilometro e fatica dopo fatica trova il ritmo giusto e si affaccia all&#8217;ultima frazione, quella di Roma, con il morale in crescita e con una squadra tutta al suo servizio. A Roma, appunto, il velocista dell&#8217;Isola di Man sfodera l&#8217;azione perfetta e chiude nel migliore dei modi possibili la sua lunga esperienza sulle strade italiane, facendo felice anche la formazione kazaka, che aveva disperato bisogno di un acuto per nobilitare la sua stagione.<\/p>\n<p><strong>Brandon McNulty (UAE Team Emirates), 7<\/strong>: Una splendida vittoria che riscatta tante delusioni. Lo statunitense arriva al Giro in ottima forma, poi soffre, ma \u00e8 bravo a stringere i denti per poi riuscire a togliersi una grandissima soddisfazione. Cerca poi di mettersi anche al servizio del suo capitano, anche se nelle giornate in cui la sua squadra \u00e8 tra le migliori non \u00e8 fra i pi\u00f9 incisivi, contrariamente a <strong>Jay Vine<\/strong> (7), che dal canto suo non riesce a lasciare il segno in prima persona, ma \u00e8 fondamentale per la causa del team, per la quale sono anche completamente sacrificati anche <strong>Davide Formolo<\/strong> (6) e <strong>Diego Ulissi<\/strong> (6).<\/p>\n<p><strong>Pascal Ackermann (UAE Team Emirates), 7:\u00a0<\/strong>Nelle primissime volate in pratica non si vede, ma cresce in gambe e morale con il passare dei giorni, tanto da vincere sul traguardo di Tortona e accumulando altri piazzamenti di buona qualit\u00e0. Nell&#8217;ultima settimana mostra una condizione invidiabile, fungendo da supporto anche alla squadra in tappe poco adatte alle sue caratteristiche. Sfortunato nell&#8217;ultima volata, quando finisce contro le transenne (fortunatamente senza conseguenze).<\/p>\n<p><strong>Eddie Dunbar (Jayco-AlUla), 7<\/strong>: Aveva ragione lui. A gennaio la critica aveva accolto con qualche riserva la scelta del team di annunciarlo sin da subito come capitano unico al Giro d\u2019Italia, ma sia il corridore che la squadra avevano detto che fino a quel momento l\u2019unica cosa che gli era mancata era un\u2019occasione. Tolta quindi la concorrenza del team Ineos, il team Jayco-AlUla affida le chiavi del team all\u2019irlandese, che ripaga con tre settimane molto solide, che a due giorni dalla fine lo vedono ancora in quarta posizione nella generale. Tra le Tre Cime di Lavaredo e il Monte Lussari \u00e8 costretto a cedere qualcosa, ma la top 10 finale \u00e8 un grande risultato, soprattutto se consideriamo che questo era soltanto il suo secondo GT e il primo l\u2019aveva corso ormai quattro anni fa.<\/p>\n<p><strong>Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), 7<\/strong>: Un giorno per svoltare le sue tre settimane. Il colombiano soffre a lungo, per tanti motivi, primo tra tutti quello di rendersi conto che non \u00e8 ancora pronto per fare classifica a causa dei suoi limiti a cronometro. Nell\u2019ultimo giorno utile, per\u00f2, il sudamericano si inserisce nella fuga giusta e arriva in solitaria sul traguardo delle Tre Cime di Lavaredo, prendendosi un altro successo prestigioso come aveva gi\u00e0 fatto un anno fa a Lavarone. Nel suo futuro sogna ancora la classifica generale, ma se il presente \u00e8 vincere una tappa ogni anno non \u00e8 poi cos\u00ec male.<\/p>\n<p><strong>Einer Rubio (Movistar), 7<\/strong>: Il suo Giro \u00e8 molto simile a quello del suo connazionale. Anche lui non riesce a curare le ambizioni di classifica, ma anche lui ha una giornata da sogno che da sola vale le tre settimane, quella con l\u2019arrivo a Crans Montana. Bravo a disinteressarsi delle schermaglie tra Cepeda e Pinot (che forse gli hanno riportato alla memoria le sue discussioni con Thomas De Gendt in una fuga del Giro 2020), il colombiano dimostra anche una discreta maturit\u00e0 nella gestione della corsa. Alla fine arriva anche a un passo dalla top 10, che \u00e8 un risultato che riuscir\u00e0 sicuramente a migliorare in futuro dando continuit\u00e0 alle sue prestazioni.<\/p>\n<p><strong>Magnus Cort (EF Education-EasyPost), 7<\/strong>: Riesce sempre a sorprendere. Nelle giornate in cui te lo aspetteresti lui non si fa vedere, poi quando meno te lo aspetti te lo ritrovi tra i protagonisti: alzi la mano chi l\u2019aveva pronosticato sul podio di giornata alle Tre Cime di Lavaredo, cos\u00ec smascheriamo tutti i bugiardi. Il suo capolavoro \u00e8 per\u00f2 a Viareggio, quando dopo essere entrato nella fuga di giornata con Gee e Alessandro De Marchi resiste con loro al ritorno del gruppo e poi \u00e8 perfetto nella volata finale per prendersi un successo che lo porta nella ristretta \u00e9lite di corridori che hanno vinto almeno una tappa in tutti e tre i grandi giri.<\/p>\n<p><strong>Aur\u00e9lien Paret-Peintre (Ag2r Citro\u00ebn), 7<\/strong>: Il francese era arrivato a questa Corsa Rosa con due obiettivi: vincere una tappa e curare la classifica generale. Il primo risultato viene raggiunto subito a Lago Laceno, mentre per quanto riguarda il secondo non riesce ad andare oltre un quindicesimo posto, frutto anche di alcune giornate passate coraggiosamente in fuga.<\/p>\n<p><strong>Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck), 7<\/strong>: Il classe 1998 \u00e8 uno dei velocisti pi\u00f9 forti di questo Giro. Il neerlandese riesce, infatti, a piazzarsi nei primi tre in quattro frazioni (vincendo quella di Salerno), dimostrando anche una buona tenuta in salita nei finali pi\u00f9 impegnativi. Alcuni problemi di salute lo costringono pet\u00f2 ad alzare bandiera bianca dopo aver provato a tenere duro per alcuni giorni.<\/p>\n<p><strong>Mads Pedersen (Trek-Segafredo), 7<\/strong>: Il danese \u00e8 tra i grandi nomi attesi al via di questa edizione della Corsa Rosa e non delude le aspettative: nelle prime due settimane vince, infatti, a Napoli e conquista altri piazzamenti di prestigio nelle volate, che sembrano poterlo rilanciare in ottica maglia ciclamino, per la quale era considerato il favorito alla vigilia. Lascia poi la corsa prima dell\u2019inizio delle Alpi, quando il vantaggio di Milan \u00e8 gi\u00e0 consistente, ma la vittoria di Napoli gli permette di diventare un altro di quei corridori capaci di vincere tappe in tutti e tre i grandi giri, con l\u2019importante dettaglio che lui ci \u00e8 riuscito nel giro di meno di un anno.<\/p>\n<p><strong>Michael Matthews (Jayco-AlUla) 7:<\/strong> L&#8217;obiettivo principale, quello della vittoria di tappa, \u00e8 arrivato subito, con il guizzo di Melfi. Con l&#8217;andare delle tappe perde un po&#8217; di brillantezza ed \u00e8 meno presente nei finali a lui adatti (pur cogliendo un podio di giornata a Caorle), rimanendo cos\u00ec a debita distanza da Milan nella classifica della Maglia Ciclamino, a cui tutto sommato puntava e in cui deve accontentarsi del terzo posto.<\/p>\n<p><strong>Bruno Armirail (Groupama-FDJ), 6,5<\/strong>: \u00a0Due giorni in maglia rosa per ripagare le fatiche di una carriera. Sempre a lavorare per i compagni, come del resto ha fatto anche in questo Giro per Thibaut Pinot, il classe \u201994 centra la fuga giusta a Cassano Magnago e su gentile omaggio della Ineos Grenadiers conquista le insigne del primato. Pu\u00f2 godersi due giornate in rosa, prima di dover rientrare in ranghi, come lui stesso aveva spiegato quando aveva conquistato, facendo trasparire anche una grande umilt\u00e0. Alla fine torna a casa con un sedicesimo posto in classifica generale, ma soprattutto con tanta soddisfazione per tre settimane in cui ha dato una grande mano al capitano e ha vissuto un sogno rosa.<\/p>\n<p><strong>Ilan van Wilder (Soudal-QuickStep), 6,5<\/strong>: Tre settimane utili per crescere. Nella prima settimana \u00e8 il pi\u00f9 prezioso gregario di Evenepoel in salita, mentre dopo il ritiro del campione del mondo sceglie di restare sempre nel gruppo dei migliori per vedere fin dove pu\u00f2 resistere. Alla fine \u00e8 uno degli unici due corridori del suo team a restare in gara e pur senza compagni riesce a gestirsi sempre bene in salita, tanto da portarsi a casa un buon dodicesimo posto finale.<\/p>\n<p><strong>Lennard Kamna (Bora-hansgrohe), 6,5<\/strong>: Ha centrato la top 10, ma ne \u00e8 valsa davvero la pena? Probabilmente per lui e per la sua squadra s\u00ec, soprattutto dopo il ritiro di Alexander Vlasov, ma per noi che guardavamo la corsa sicuramente no. Il nono posto \u00e8 un risultato importante, il migliore in un GT nella carriera del tedesco, e la scelta di fargli fare classifica \u00e8 giusta, ma soprattutto in una corsa bloccata come quella di quest\u2019anno vedere in azione il grande attaccante dello scorso anno avrebbe fatto un gran bene allo spettacolo. Per difendere la posizione resta sempre al coperto e non lo si vede praticamente mai, con le prestazioni dell\u2019anno scorso (oltre alla vittoria sull\u2019Etna, anche il suo lavoro per Hindley nell\u2019ultima tappa in linea, decisivo per mandare in crisi Carapaz) \u00a0che probabilmente rimarranno nella memoria degli appassionati molto pi\u00f9 a lungo di questo ottimo, ma anonimo nono posto. Il risultato (per lui e il team) \u00e8 arrivato, ma a che prezzo (per noi)?<\/p>\n<p><strong>Marco Frigo (Israel &#8211; PremierTech), 6,5<\/strong>: Tanti tentativi, tre fughe riusciti e tre piazzamenti di prestigio per il giovane neoprofessionista italiano, che pi\u00f9 volte se l&#8217;\u00e8 giocata in salita con corridori sulla carta molto pi\u00f9 quotati di lui. Con un pizzico di fortuna in pi\u00f9, e magari anche qualche abilit\u00e0 in discesa in pi\u00f9, i risultati sarebbero potuti essere anche migliori, ma il suo primo Giro \u00e8 comunque decisamente riuscito.<\/p>\n<p><strong>Alessandro De Marchi (Team Jayco &#8211; AlUla), 6,5<\/strong>: Centra tre volte la fuga di giornata e due volte va vicinissimo al colpaccio che insegue da tutta la sua carriera. Oltre a queste azioni anche tanto lavoro al servizio dei suoi capitani, tanto in montagna quanto per puntare a successi parziali. Ancora una volta il corridore friulano dimostra cos\u00ec tutta la sua consistenza.<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Albanese (Eolo &#8211; Kometa), 6<\/strong>: Parte benissimo, mettendosi in mostra pi\u00f9 volte nel corso della prima settimana, cogliendo numerosi piazzamenti che tuttavia non riesce mai a convertire in qualcosa in pi\u00f9. Con il passare dei giorni fa pi\u00f9 fatica e si vede meno, ma non per questo smette di provarci.<\/p>\n<p><strong>Warren Barguil (Ark\u00e9a-Samsic), 6<\/strong>: Dopo aver rischiato di saltare la Corsa Rosa per una positivit\u00e0 al covid a pochi giorni dal via, il francese si presenta al via in condizioni precarie e non riesce mai realmente a riprendersi. Nel corso delle tre settimane prova spesso ad attaccare, senza risparmiarsi e riuscendo anche a superare una brutta caduta, proseguendo ad inseguire il suo obiettivo di vincere in ogni GT, ma non ci riuscir\u00e0, trovando un terzo posto come migliore risultato.<\/p>\n<p><strong>Fernando Gaviria (Movistar), 5,5: <\/strong>Indubbiamente ha dovuto fare i conti con la sfortuna e al suo attivo va segnalata la voglia di non mollare fino all&#8217;ultimo chilometro. Dal punto di vista delle volate, per\u00f2, il piatto alla fine piange, considerato che tutti i grandi nomi del settore presenti in corsa alla fine hanno lasciato il loro segno, meno lui. In pi\u00f9 di un&#8217;occasione, Roma compresa, pecca dal punto di vista tattico, rimanendo allo scoperto troppo presto.<\/p>\n<p><strong>Arne Marit (Intermarch\u00e9-Circus-Wanty), 5,5:\u00a0<\/strong>Era partito molto bene, mettendosi in luce e sfiorando il podio nella prima volata, a gruppo ancora &#8220;compatto&#8221;. Da l\u00ec in poi, per\u00f2, non \u00e8 riuscito a ripetersi incappando anche in un &#8220;quasi incidente&#8221; nella volata di Caorle. Pure nell&#8217;ultima opportunit\u00e0 a disposizione, quella di Roma, \u00e8 rimasto tagliato fuori dalla lotta per le posizioni che contano di pi\u00f9<\/p>\n<p><strong>Alberto Bettiol (EF Education-EasyPost), 5,5<\/strong>: Si fa notare, ma nel suo bilancio pesa la possibilit\u00e0 di vittoria non colta sul traguardo di Cassano Magnago, quando, dopo aver fatto parte della fuga buona, avrebbe probabilmente dovuto gestire meglio il finale, comunque piuttosto confuso. Anche a Rivoli, tappa in cui era andato all&#8217;attacco insieme a un gruppetto numeroso, non ha avuto poi il modo di lasciare il segno sotto il traguardo.<\/p>\n<p><strong>Simone Consonni (Cofidis), 5,5:\u00a0<\/strong>Nelle volate ci prova sempre, ma non va oltre un quinto posto come miglior risultato. Perde dopo poche tappe l&#8217;appoggio di Davide Cimolai, non riuscendo poi a lasciare il segno in un campo velocisti che qualche spazio lo lasciava, soprattutto nella seconda met\u00e0 della Corsa Rosa.<\/p>\n<p><strong>Bauke Mollema (Trek-Segafredo), 5<\/strong>: Qualche prova generosa, ma risultati davvero deludenti per l&#8217;esperto corridore neerlandese, che non ha mai trovato la tappa giusta per lasciare il segno e il suo miglior risultato, un quarto posto, \u00e8 arrivato a quasi due minuti dal vincitore. Tre settimane dunque piuttosto deludenti per lui, che nella crono del Lussari ieri ha confermato la sua condizione da &#8220;vorrei, ma non posso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Patrick Konrad (Bora-hansgrohe), 5<\/strong>: Con Kamna impegnato a difendere la classifica, spetterebbe a lui il ruolo di uomo d\u2019attacco. L\u2019austriaco riesce anche a centrare qualche fuga, ma nei fatti non entra mai nemmeno nella lotta per la vittoria.<\/p>\n<p><strong>Hugh Carthy (EF Education-EasyPost), 5<\/strong>: Alla fine non \u00e8 riuscito ad arrivare a Roma. Prima della tappa delle Tre Cime di Lavaredo ha sofferto di problemi di stomaco che l\u2019hanno costretto al ritiro, ma gi\u00e0 prima di quelli era ormai lontano dalla top 10. Riavvolgendo il nastro di sole tre settimane, lui stesso si vedeva tra i candidati al podio finale e viene dunque da s\u00e9 che il suo Giro d\u2019Italia \u00e8 da considerare insufficiente.<\/p>\n<p><strong>Jack Haig (Bahrain Victorious), 5<\/strong>: Alla fine \u00e8 lui l\u2019unico davvero deluso della squadra. Arrivato con ambizioni di classifica, l\u2019australiano mostra subito qualche piccola crepa, che poi diventa voragine nella terza settimana, quando \u00e8 sempre tra i primi uomini di classifica a staccarsi. Complice una caduta che lo condiziona, anche quando ormai \u00e8 fuori di classifica, non riesce nemmeno a dare una grande mano a Damiano Caruso, n\u00e9 riesce ad andare in fuga come il compagno Buitrago verso le Tre Cime di Lavaredo.<\/p>\n<p><strong>Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), sv<\/strong>: Nella prima cronometro era stato battuto solo da un fenomenale Remco Evenepoel. Alla vigilia della seconda prova contro il tempo, per\u00f2, il covid lo costringe al ritiro impedendogli di essere protagonista in questa edizione del Giro.<\/p>\n<p><strong>Alexander Vlasov (Bora-hansgrohe), sv<\/strong>: Come Remco Evenepoel \u00e8 costretto a lasciare la corsa prima dell&#8217;inizio della seconda settimana per via del covid (anche se nel suo caso la positivit\u00e0 \u00e8 emersa a ritiro gi\u00e0 avvenuto). In quel momento era in top 10, ma con la battaglia tra i big che non c&#8217;era ancora mai stata \u00e8 difficile immaginare quale risultato avrebbe potuto raggiungere.<\/p>\n<p><strong>Tao Geoghegan Hart (Ineos Grenadiers), sv<\/strong>: Il britannico era tra i pi\u00f9 attesi sulle grandi montagne, ma una brutta caduta lo ha costretto al ritiro dopo prima ancora che arrivassero le Alpi, quando era gi\u00e0 terzo in classifica generale, mostrando una ottima gamba.<\/p>\n<p><strong>Domenico Pozzovivo (Israel-PremierTech), sv<\/strong>: Il covid colpisce anche lui, che deve salutare la corsa prima della tappa di Viareggio, quando di fatto ancora non c&#8217;\u00e8 stata alcuna battaglia sul suo terreno preferito, la salita.<\/p>\n<p><strong>Rigoberto Uran (EF Education &#8211; EasyPost), sv<\/strong>: Non sembrava al meglio, anche se la sua esperienza gli avrebbe sicuramente potuto permettere di giocarsi le sue carte in terza settimana, ma il covid ferma anche lui.<\/p>\n<p><strong>Valerio Conti (Team Corratec &#8211; Selle Italia), sv<\/strong>: Doveva essere l&#8217;uomo di riferimento della sfortunata formazione professional italiana, che perde anche Stefano Gandin (7) autore di numerose fughe, ma una brutta caduta lo costringe a fermarsi dopo appena tre tappe. Resta comunque al fianco dei suoi giovani compagni per incitarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primo\u017e Rogli\u010d\u00a0(Jumbo-Visma), 10: Finisce in gloria il suo inseguimento al Trofeo Senza Fine. La cronoscalata del Lussari gli consegna quel GT che il destino gli aveva tolto al Tour del 2020 e che sembrava volergli togliere anche stavolta al momento del problema meccanico. 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