{"id":231017,"date":"2023-01-10T19:45:22","date_gmt":"2023-01-10T18:45:22","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=231017"},"modified":"2023-01-10T21:12:47","modified_gmt":"2023-01-10T20:12:47","slug":"saluti-a-giovanni-visconti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/saluti-a\/saluti-a-giovanni-visconti\/","title":{"rendered":"Saluti a&#8230; Giovanni Visconti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giovanni Visconti\u00a0<\/strong>appende la bici al chiodo dopo aver dato tanto al ciclismo italiano. Il corridore siciliano, pur forse non rispettando le grandissime aspettative che si erano create su di lui a livello giovanile, ha avuto comunque una delle migliori carriere azzurre di questo secolo, vincendo 34 gare in carriera, di cui oltre la met\u00e0 sul suolo italiano. Il classe &#8217;83, corridore abile in salita e nelle corse di un giorno dal profilo pi\u00f9 selettivo, ha in bacheca successi prestigiosi, come due tappe del Giro d&#8217;Italia e tre titoli di campione italiano, oltre alla maglia di miglior scalatore proprio della corsa rosa.<\/p>\n<p>Giovanni Visconti si fa conoscere subito dal mondo del ciclismo, conquistando prima il titolo di campione italiano U23 e poi quello di campione europeo U23 a soli 20 anni nel 2003. Diretto da Luca Scinto e Angelo Citracca, due direttori sportivi che incontrer\u00e0 spesso nell&#8217;arco della sua carriera, anche nel 2004 brilla a livello giovanile, vincendo due tappe del Giro delle Regioni, una delle quali davanti a Vincenzo Nibali, amico-rivale con cui ha incrociato spesso strade e destini, a partire dal trasferimento dalla Sicilia alla Toscana in giovanissima et\u00e0 per seguire la strada del ciclismo. Dopo la vittoria anche del GP Kranj e del Giro delle Fiandre U23 arriva la chiamata della Domina Vacanze per fargli firmare il primo contratto da professionista. Il primo anno da pro&#8217; \u00e8 senza successi anche, se dopo un iniziale periodo di ambientamento arrivano alcuni piazzamenti nelle gare del calendario italiano.<\/p>\n<p>Nel 2006, con la Domina Vacanze che intanto \u00e8 stata comprata dalla tedesca Milram, arriva il primo successo del corridore italiano alla Coppa Sabatini, che segue i podi al Trofeo Melinda e al Gp Larciano. Le buone prestazioni del 2006 gli valgono la chiamata per l&#8217;anno successivo della QuickStep, dove incontra Paolo Bettini, il campione del mondo che molti rivedono nelle gesta di Visconti (un paragone che probabilmente gli \u00e8 stato di intralcio pi\u00f9 che di aiuto durante la carriera), e fa il suo debutto al Giro d&#8217;Italia, ottenendo anche il secondo posto nella tappa con arrivo a Comano Terme. Qualche settimana dopo, per\u00f2, a Genova si laurea campione italiano e con la maglia tricolore indosso riesce subito ad esultare vincendo una tappa del Brixia Tour. Dopo aver chiuso in top 10 la Classica di San Sebastian, torna a brillare nel finale di stagione, vincendo nuovamente la Coppa Sabatini e chiudendo in top 10 anche il Lombardia. Nel 2008 apre l&#8217;anno con un secondo posto nella terza tappa alla Ruta del Sol alle spalle di Petacchi, che sar\u00e0 poi squalificato e quindi costretto a cedere la vittoria al connazionale, ma il momento da sogno della stagione arriva al Giro d&#8217;Italia, quando riesce a indossare la maglia rosa. Nella tappa di Peschici si inserisce in una fuga che accumula un vantaggio enorme sul gruppo e cos\u00ec si guadagna le insigne del primato, che riuscir\u00e0 poi a tenere fino al termine della quattordicesima tappa. Uscito di classifica, Visconti prova ad andare a caccia di tappe e sfiora nuovamente il successo nella tappa di Varese sul percorso del mondiale che poi vincer\u00e0 Ballan, chiudendo la tappa al secondo posto, a oltre un minuto dal vincitore Jens Voigt, che era andato via a un terzetto di inseguitori italiani a 35 chilometri dall&#8217;arrivo.<\/p>\n<p>Nel resto della stagione non riesce a difendere il titolo di campione nazionale, chiudendo comunque con l&#8217;argento alle spalle del vincitore Filippo Simeoni e poi ottiene la vittoria al GP de Fourmies, che in quel momento \u00e8 la prima vittoria fuori dai confini italiani (la tappa della Ruta del Sol gli verr\u00e0 assegnata pi\u00f9 avanti), oltre a vari piazzamenti, tra cui il quarto posto al Lombardia e il secondo alla Japan Cup con cui saluta la QuickStep. Nel 2009, infatti, Visconti torna in Italia, nuovamente alla corte di Scinto e Citracca, firmando con lo ISD Cycling Team, formazione della quale \u00e8 l&#8217;uomo di riferimento assoluto. Il primo successo con la nuova maglia arriva in una tappa del Giro di Slovenia, dopo aver partecipato anche al Giro, riuscendo a ottenere per\u00f2 solo un paio di piazzamenti in top 10. I risultati arrivano per\u00f2 sul finire di stagione con i trionfi alla Coppa Agostoni, al Trofeo Melinda e al Gp Larciano e i secondi posti a Coppa Sabatini e GP Beghelli.<\/p>\n<p>Nel 2010 apre l&#8217;anno con una vittoria in Sardegna e conquistando la sua prima corsa a tappe al Giro di Turchia, di cui riesce anche a vincere due frazioni. Dopo essere stato costretto a saltare il Giro d&#8217;Italia, visto che la sua squadra non \u00e8 invitata, Visconti riesce a riconquistare il titolo di campione nazionale a Conegliano, dopo aver vinto anche la frazione inaugurale del Giro di Lussemburgo. La prima gioia con la maglia tricolore riconquistata per\u00f2 arriva solo nel 2011, con la vittoria del GP Regio Insubrica e poi di una tappa della Settimana Coppi e Bartali. Al Giro d&#8217;Italia esulta in maglia tricolore anche sul traguardo della diciassettesima tappa, ma la giuria lo declassa al terzo posto per aver spostato Diego Ulissi (che otterr\u00e0 poi la vittoria a tavolino) che a suo dire non gli aveva lasciato spazio a sufficienza vicino alle transenne scagliandosi anche contro il toscano in un dopo tappa polemico.<\/p>\n<p>A giugno, per\u00f2, pu\u00f2 tornare a festeggiare, confermando il titolo di campione nazionale, vincendo stavolta nella sua Sicilia, ad Aci Catena. Dopo la vittoria del GP Arnaghese e di una tappa alla Settimana Ciclistica Lombarda, nel finale di stagione ottiene qualche piazzamento sparso, tra cui il settimo posto al Lombardia, prima di passare al WorldTour con la maglia della Movistar nel 2012. La prima vittoria con la maglia della squadra spagnola arriva alla Klasika de Amorebieta, ma il siciliano sembra incontrare pi\u00f9 difficolt\u00e0 del previsto, anche per motivi extraciclistici e independenti dalla sua volont\u00e0, come dimostra quanto accaduto al Giro d&#8217;Italia. Nella notte prima della quindicesima frazione con partenza da Busto Arsizio nella sua stanza di hotel si avverte una forte scossa di terremoto (quello che lascer\u00e0 tanti danni soprattutto in Emilia-Romagna) e Visconti \u00e8 uno dei pi\u00f9 scossi dalla situazione ed il primo a saltare fuori dalla stanza avvertendo il pericolo.<\/p>\n<p>Il mattino successivo il tre volte campione italiano parte per la tappa, ma a gara in corso viene colpito da un attacco di panico, che lo costringe ad abbandonare la corsa. Per scacciare i fantasmi torna in gara a inizio luglio e a fine mese alza anche le braccia al cielo, vincendo al Circuito de Gexto. Il siciliano, per\u00f2, riesce a ritrovare davvero s\u00e9 stesso nel 2013 quando, dopo una difficile campagna primaverile, riesce finalmente a esultare al Giro d&#8217;Italia. La giornata del riscatto \u00e8 quella dello sconfinamento in Francia con arrivo sul Col de Galibier, dove Visconti arriva in solitaria nel mezzo di una bufera di neve, scacciando i fantasmi dell&#8217;anno precedente. Due giorni dopo, ormai entrato in fiducia, il classe &#8217;83 si impone anche nella tappa di Vicenza, ancora una volta arrivando da solo sul traguardo, inaugurando per\u00f2 un lungo periodo senza successi.<\/p>\n<p>Nel 2014 fa il suo debutto al Tour de France (rester\u00e0 la sua unica partecipazione al GT francese), dove si mette in mostra in occasione della diciassettesima tappa che chiude al secondo posto piazzandosi tra il vincitore di giornata Rafal Majka, che poi porter\u00e0 a casa anche la maglia pois, e il dominatore di quell&#8217;edizione della Grande Boucle, la vecchia conoscenza Vincenzo Nibali. Nel 2015 decide di tornare alla corsa rosa, dove trova una continuit\u00f2 mai avuta prima, che gli consente di restare in classifica fino all&#8217;inizio della terza settimana, ma soprattutto di guadagnarsi la maglia azzurra di miglior scalatore andando spesso all&#8217;attacco e conquistando vari GPM. La partecipazione alla Vuelta, invece, al netto di un quarto posto nella tappa di Murcia, non lo vede protagonista in prima persona, ma al servizio dei compagni Nairo Quintana ed Alejandro Valverde, che chiudono la corsa rispettivamente in quarta e settima posizione nella generale.\u00a0 Nel 2016 riesce finalmente a interrompere un digiuno lungo tre anni riconquistando la Klasika de Amorebieta, sfruttando la superiorit\u00e0 numerica del suo team. Al Giro d&#8217;Italia sfiora un altro successo di tappa, arrendendosi solo a Mikel Nieve verso il traguardo di Cividale del Friuli, ma prima che finisca la stagione fa in tempo ad esultare ancora vincendo la tappa del Giro di Toscana con arrivo a Montecatini Terme.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 l&#8217;ultimo successo in maglia Movistar, visto che nel 2017 c&#8217;\u00e8 il passaggio alla Bahrain Merida, squadra nata quell&#8217;anno intorno alla figura di Vincenzo Nibali. Proprio insieme al corregionale partecipa al Giro d&#8217;Italia, ma se lo Squalo dello Stretto sale sul podio finale, il corridore nato a Torino si ritira nel corso della ventesima tappa, al termine di tre settimane in cui non \u00e8 riuscito a lasciare il segno, pur provandoci, come nella tappa di Peschici, quando viene battuto solo dall&#8217;ex compagno Gorka Izagirre sul traguardo che nove anni prima gli aveva regalato la possibilit\u00e0 di indossare la maglia rosa. Dopo vari piazzamenti, tra cui un podio di giornata alla Vuelta, arriva anche la prima vittoria con la maglia della compagine asiatica grazie alla vittoria del Giro dell&#8217;Emilia con Vincenzo Nibali (che poi vincer\u00e0 il Lombardia) a completare la doppietta Bahrain. Nel 2018 \u00e8 protagonista gi\u00e0 all&#8217;inizio della stagione con il quinto posto alla Strade Bianche, ma il suo mirino \u00e8 puntato ancora una volta sul Giro d&#8217;Italia. E ancora una volta, per\u00f2, Visconti si ferma a un secondo posto di tappa, battuto stavolta in volata da Enrico Battaglin sul traguardo siciliano di Santa Ninfa. Dopo aver sfiorato il titolo di campione nazionale, battuto solo in volata da Elia Viviani, il siciliano torna al successo al Giro d&#8217;Austria, di cui porta a casa ben tre tappe.<\/p>\n<p>Nel finale di stagione \u00e8 ancora protagonista nelle classiche italiane, ma senza mai vincere, e quindi i successi austriaci sono gli ultimi in maglia Bahrain, visto che nel 2019 torna ancora una volta di Scinto e Citracca firmando con la Neri Sottoli-Selle Italia &#8211; KTM. Il primo anno con la formazione Professional italiana si apre con la vittoria della classifica scalatori della Settimana Coppi e Bartali\u00a0 e il quinto posto nella generale al Giro di Sicilia. La squadra non viene invitata al Giro d&#8217;Italia e cos\u00ec in estate si concentra sulle brevi corse a tappe, vincendo una frazione del Giro di Slovenia davanti alla coppia UAE composta da Diego Ulissi e dal fenomeno emergente Tadej Pogacar e una frazione del Giro d&#8217;Austria.\u00a0 Un altro giovane fenomeno del momento \u00e8 Egan Bernal, fresco vincitore con record di precocit\u00e0 (che sar\u00e0 poi battuto proprio da Pogacar) del Tour de France, che \u00e8 costretto ad arrendersi a uno splendido Visconti sul traguardo del Giro della Toscana. Nel 2020 \u00e8 grande protagonista del Giro d&#8217;Italia, chiudendo al secondo posto la tappa con arrivo sull&#8217;Etna, battuto solo da Jonathan Caicedo. Visconti prova allora a dare nuovamente la caccia alla maglia di miglior scalatore conquistata cinque anni prima, iniziando una bella lotta con Ruben Guerreiro, che cede la maglia all&#8217;italiano dopo la quindicesima tappa. Il portoghese, per\u00f2, se la riprende due giorni dopo, quando Visconti non riesce a entrare nella fuga, afflitto da una tendinite che lo costringer\u00e0 persino a lasciare la corsa prima del via della terzultima tappa.<\/p>\n<p>Nel 2021 il suo passaggio alla Bardiani-Csf-Faizan\u00e9 \u00e8 il grande colpo di CicloMercato italiano dell&#8217;anno, con la formazione dei Reverberi che spera di utilizzarlo come chioccia per i tanti giovani corridori del team. Visconti si cala perfettamente nella parte, ma a marzo, durante l&#8217;Istrian Trophy arriva una microfrattura al piede (con la quale corre comunque la Milano-Sanremo e la Per Sempre Alfredo), rallenta la sua corsa. Il siciliano recupera comunque in tempo per il Giro d&#8217;Italia, dove per\u00f2 fa fatica a entrare nelle azioni del mattino, almeno fino alla tappa di Bagno di Romagna, dove entra nella fuga e chiude al quinto posto. La svolta non arriva e l&#8217;unica piccola soddisfazione per Visconti arriva nell&#8217;ultima tappa di montagna quando, dopo essere andato in fuga (alla fine della corsa rosa saranno quattro per lui), vince il primo GPM di giornata, ma in serata ai nostri microfoni per la prima volta inizia a parlare apertamente di ritiro, spiegando che l&#8217;estate sar\u00e0 decisiva per la sua decisione. Afflitto dai problemi fisici, per\u00f2, Visconti corre pochissimo nel resto della stagione, ma i Reverberi non vogliono perdere un uomo squadra cos\u00ec prezioso e cos\u00ec a fine stagione si decide di andare avanti insieme per un altro anno.<\/p>\n<p>Il 2022 si apre con vari ritiri e cos\u00ec Visconti capisce che \u00e8 arrivato il momento di mettere fine a carriera. L&#8217;8 marzo, nel corso della seconda tappa della Tirreno-Adriatico, decide di ritirarsi dopo essere passato dai due paesi in cui ha vinto la prima corsa da dilettante e la prima da professionista, chiudendo cos\u00ec idealmente il cerchio. Il giorno dopo annuncia ufficialmente il ritiro, spiegando che ormai soffriva da mesi, ma dicendosi comunque orgoglioso di quanto fatto nel ciclismo, aggiungendo di non essere un campione (come pi\u00f9 volte ha ripetuto) e sottolineando pi\u00f9 avanti di &#8220;non essere diventato il nuovo Bettini&#8221; (un paragone che gli ha portato pressioni extra fino alla fine della carriera), ma come ha detto lui stesso, \u00e8 stato Visconti e, aggiungiamo noi, essere Visconti significa poter andare avanti a testa alta per la gestione dei tanti momenti difficili della carriera e, anche senza il palmares del fuoriclasse, vuol dire comunque essere un campione per i bei successi ottenuti, per la caparbiet\u00e0, per la classe e, infine, per gli insegnamenti ai giovani, futuro del ciclismo italiano, che in futuro potranno dire: &#8220;L&#8217;ho imparato da Visconti&#8221;.<\/p>\n<h3>Le Gioie<\/h3>\n<p>Le soddisfazioni pi\u00f9 grandi della sua carriera il siciliano se le \u00e8 sicuramente tolte in Italia. Tre volte campione nazionale, il classe 1983 in pi\u00f9 occasioni \u00e8 stato protagonista anche al <strong>Giro d&#8217;Italia<\/strong>. Spesso costretto a lavorare per i capitani, infatti, \u00e8 comunque riuscito pi\u00f9 volte a mettersi in mostra in prima persona. Nel 2008, per esempio, si toglie la soddisfazione di indossare per otto giorni la Maglia Rosa, mentre nel 2013 coglie ben due successi di tappa. Anche nel 2015 sar\u00e0 grande protagonista, conquistando la Maglia Azzurra di leader della classifica degli scalatori.<\/p>\n<p>Visconti ha poi spesso primeggiato anche nelle classiche italiane di fine stagione, come<strong> Coppa Agostoni, Coppa Sabatini<\/strong>\u00a0e <strong>Giro dell&#8217;Emilia<\/strong>, conquistato nel 2017 con una bella azione da lontano. L&#8217;unica corsa a tappe che l&#8217;azzurro \u00e8 riuscito a portarsi a casa \u00e8, invece, il <strong>Giro di Turchia<\/strong>, conquistato nel 2010 dopo due vittorie di tappa. Il suo ultimo successo risale al 2019, ma \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 emozionanti: a settembre, infatti, vince il <strong>Giro di Toscana<\/strong> imponendosi davanti a Egan Bernal che a luglio aveva appena vinto il Tour de France, mentre lui si trovava in ospedale per le conseguenze di una caduta al Giro d&#8217;Austria.<\/p>\n<p>Il trentanovenne ha chiuso la sua carriera con 35 vittorie da professionista, che non sono certo poche, ma a queste soddisfazioni possono essere aggiunte anche quelle che gli hanno regalato i suoi capitani. Visconti, infatti, ha corso spesso a fianco di campioni importanti come Paolo Bettini ad inizio carriera, poi Alejandro Valverde quando stava arrivando al culmine della sua carriera e Vincenzo Nibali negli anni della maturit\u00e0. Con Nibali in particolare ha saputo costruire un grande rapporti di amicizia e stima. Rivali per via delle origini condivise (uno di Palermo e l&#8217;altro di Messina), i due si sono trovati a correre da avversari sin da giovanissimi, proseguendo poi nelle categorie dilettantistiche in Toscana, dove il ciclismo \u00e8 uno sport molto sentito. Una rivalit\u00e0 che ha portato a grandi battaglie e litigi (Nibali nella sua biografia racconta di una corsa in cui si sono addirittura fermati per fare a botte), ma che poi \u00e8 sbocciata in una amicizia fatta di rispetto reciproco.<\/p>\n<h3>I Dolori<\/h3>\n<p>Momenti difficili nella sua carriera ovviamente non sono mancati. Tra i pi\u00f9 complicati a livello fisico e psicologico sicuramente quanto successo nel 2012, con i primi episodi di attacchi di panico che lo hanno segnato, portandolo al ritiro dal Giro d&#8217;Italia e condizionandolo anche in futuro. Un mostro che purtroppo \u00e8 tornato ad affacciarsi anche in momenti successivi, costringendolo a vivere giornate molto complicate, inevitabilmente con conseguenze &#8211; dirette o indirette &#8211; su prestazioni e carriera.<\/p>\n<p>Altro episodio che lo ha molto segnato risale ai suoi primi anni di carriera, quando l&#8217;amato Franco Ballerini non lo include nei titolari della nazionale malgrado un forfait dell&#8217;ultima ora. Convinto che sarebbe arrivato il suo turno, l&#8217;allora campione italiano vive piuttosto male l&#8217;esclusione da una corsa che sentiva di poter vivere da protagonista &#8211; il mondiale \u00e8 quello di Varese, nel 2007, su un traguardo che aveva mostrato di apprezzare.<\/p>\n<p>Due situazioni dalle quali ha comunque saputo far emergere il suo carattere combattivo e coraggioso, ma anche umile e disposto al sacrificio per i compagni. Quella di Visconti \u00e8 la storia di un ragazzo, un ciclista e un uomo che ha saputo vincere, combattere e cadere con grande dignit\u00e0. Come dimostrato fino ai suoi ultimi giorni, quando saluta il gruppo senza nascondersi, ma a testa alta, consapevole di s\u00e9 stesso e di quello che \u00e8 stato e che rester\u00e0.<del><\/del><\/p>\n<h3>Palmar\u00e8s<\/h3>\n<ul>\n<li>2006\u00a0<small>(Team Milram, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Coppa Sabatini<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2007\u00a0<small>(Quick Step-Innergetic, tre vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Campionati italiani, Prova in linea<\/dd>\n<dd>2\u00aa tappa\u00a0Brixia Tour\u00a0(Esine\u00a0&gt;\u00a0Breno)<\/dd>\n<dd>Coppa Sabatini<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2008\u00a0<small>(Quick Step, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Grand Prix de Fourmies<\/dd>\n<dd>3\u00aa tappa\u00a0Vuelta a Andaluc\u00eda\u00a0(Otura\u00a0&gt;\u00a0Ja\u00e9n)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2009\u00a0<small>(ISD-Neri, quattro vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>2\u00aa tappa\u00a0Giro di Slovenia\u00a0(Kamnik\u00a0&gt;\u00a0Lubiana)<\/dd>\n<dd>Coppa Agostoni<\/dd>\n<dd>Trofeo Melinda<\/dd>\n<dd>Gran Premio Industria e Commercio di Prato<\/dd>\n<dd>\n<ul>\n<li>2010\u00a0<small>(ISD-Neri, sei vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Classica Sarda Olbia-Pantogia<\/dd>\n<dd>3\u00aa tappa\u00a0Presidential Cycling Tour of Turkey\u00a0(Bodrum\u00a0&gt;\u00a0Marmaris)<\/dd>\n<dd>4\u00aa tappa\u00a0Presidential Cycling Tour of Turkey\u00a0(Marmaris\u00a0&gt;\u00a0Pamukkale)<\/dd>\n<dd>Classifica generale\u00a0Presidential Cycling Tour of Turkey<\/dd>\n<dd>1\u00aa tappa\u00a0Tour de Luxembourg\u00a0(Lussemburgo\u00a0&gt;\u00a0Hesperange)<\/dd>\n<dd>Campionati italiani, Prova in linea<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2011\u00a0<small>(Farnese Vini-Neri Sottoli, cinque vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Gran Premio Regio Insubrica<\/dd>\n<dd>5\u00aa tappa\u00a0Settimana Internazionale di Coppi e Bartali\u00a0(Fiorano Modenese\u00a0&gt;\u00a0Sassuolo)<\/dd>\n<dd>Campionati italiani, Prova in linea<\/dd>\n<dd>Gran Premio Industria Commercio Artigianato Carnaghese<\/dd>\n<dd>4\u00aa tappa\u00a0Settimana Ciclistica Lombarda\u00a0(Gorle\u00a0&gt;\u00a0Bergamo)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2012\u00a0<small>(Movistar Team, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Gran Premio Primavera<\/dd>\n<dd>Circuito de Getxo<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2013\u00a0<small>(Movistar Team, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>15\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Cesana Torinese\u00a0&gt;\u00a0Les Granges du Galibier)<\/dd>\n<dd>17\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Caravaggio\u00a0&gt;\u00a0Vicenza)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2016\u00a0<small>(Movistar Team, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Gran Premio Primavera<\/dd>\n<dd>1\u00aa tappa\u00a0Giro di Toscana\u00a0(Arezzo\u00a0&gt;\u00a0Montecatini Terme)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2017\u00a0<small>(Bahrain-Merida, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Giro dell&#8217;Emilia<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2018\u00a0<small>(Bahrain-Merida, tre vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>2\u00aa tappa\u00a0\u00d6sterreich-Rundfahrt\u00a0(Feldkirch\u00a0&gt;\u00a0Fulpmes\/Telfes)<\/dd>\n<dd>4\u00aa tappa\u00a0\u00d6sterreich-Rundfahrt\u00a0(Kitzb\u00fchel\u00a0&gt;\u00a0Pr\u00e4graten am Gro\u00dfvenediger)<\/dd>\n<dd>8\u00aa tappa\u00a0\u00d6sterreich-Rundfahrt\u00a0(Scheibbs\u00a0&gt;\u00a0Wels)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2019\u00a0<small>(Neri Sottoli, tre vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>4\u00aa tappa\u00a0Tour of Slovenia\u00a0(Nova Gorica\u00a0&gt;\u00a0Aidussina)<\/dd>\n<dd>3\u00aa tappa\u00a0\u00d6sterreich-Rundfahrt\u00a0(Kirchschlag\u00a0&gt;\u00a0Frohnleiten)<\/dd>\n<dd>Giro di Toscana<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<dl>\n<dd>\n<dl>\n<dd>\n<dl>\n<dd>\n<dl>\n<dd>\n<div><\/div>\n<div>\n<dl>\n<dd>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Visconti\u00a0appende la bici al chiodo dopo aver dato tanto al ciclismo italiano. 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