{"id":230580,"date":"2023-01-06T21:34:26","date_gmt":"2023-01-06T20:34:26","guid":{"rendered":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/?p=230580"},"modified":"2023-01-06T21:57:02","modified_gmt":"2023-01-06T20:57:02","slug":"saluti-a-richie-porte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/saluti-a\/saluti-a-richie-porte\/","title":{"rendered":"Saluti a&#8230; Richie Porte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Richie Porte <\/strong>chiude una carriera lunga tredici anni sapendo di aver dato sempre tutto. L&#8217;australiano \u00e8 stato uno dei migliori corridore da corse a tappe (soprattutto di una settimana) della sua generazione, combinando bene la sua capacit\u00e0 di andare in salit\u00e0 e le sue qualit\u00e0 a cronometro. A fine carriera \u00e8 riuscito a salire anche sul podio del Tour de France, ma i risultati di rilievo sarebbero potuti essere di pi\u00f9 se spesso non si fosse messa di mezzo la sfortuna, con cadute e forature a fermarlo spesso nei momenti meno opportuni (emblematici in questo senso la foratura al Giro 2015, che gli \u00e8 poi costata due minuti per una penalit\u00e0, e lo scontro con la moto al Tour 2017, quello reso celebre dalla corsa a piedi di Chris Froome, a sua volta coinvolto nell&#8217;incidente). Il trentacinquenne ha inoltre dimostrato anche un grande spirito di squadra, mettendosi spesso al servizio dei compagni quando ce n&#8217;\u00e8 stato il bisogno.<\/p>\n<p>Dopo gli inizi a livello giovanile con la Praties, la carriera da professionista del tasmaniano inizia direttamente dal WorldTour con la firma con la maglia della Saxo-Bank nel 2010. Dopo un brevissimo periodo di ambientamento, il classe &#8217;85 ottiene la prima vittoria ad aprile in una prova a cronometro del Giro di Romandia e il mese successivo si fa conoscere subito dal grande pubblico con la partecipazione al Giro d&#8217;Italia. Con il sesto posto nella crono inauguale si prende la maglia bianca di miglior giovane, che lascer\u00e0 momentaneamente solo per indossare la maglia rosa dopo essersi inserito nella fuga bidone della tappa con arrivo a L&#8217;Aquila che sconvolge l&#8217;intera classifica. Dopo qualche giorno in rosa, Porte deve cedere le insigne del primato, ma dimostra comunque di essere un buon corridore anche in salita e per qualche giorno sogna il podio. Alla fine deve cedere il passo a corridori pi\u00f9 pronti e pi\u00f9 forti di lui, ma riesce a non sprofondare, chiudendo al settimo posto, prendendosi una top 10 in un GT alla prima stagione da professionista, e vincendo la maglia bianca di miglior giovane.<\/p>\n<p>A fine anno sfiora il podio nella prova a cronometro dei mondiali, confermandosi uno specialista della disciplina. Non \u00e8 un caso, infatti, che i due successi stagionali del 2011 arrivano in due tappe a cronometro, in un anno in cui debutta anche al Tour, oltre a tornare a Giro, senza per\u00f2 fare classifica in nessuna delle due occasioni. Nel 2012 arriva il passaggio all&#8217;emergente Team Sky, a cui si presenta con una vittoria di tappa e della classifica generale della Volta ao Algarve. Dopo avergli fatto fare esperienza in tante brevi corse a tappe, la squadra lo porta al Tour dove \u00e8 una delle pedine al servizio di Bradley Wiggins, in un&#8217;edizione che vede salire sul podio anche l&#8217;altro compagno Chris Froome, e alla Vuelta, dove si fa vedere in occasione della tappa con arrivo sulla Bola del Mundo, chiusa alle spalle del solo Denis Menchov. Il 2013 \u00e8 una delle migliori stagioni della carriera, che si apre con i primi successi in corse WorldTour, grazie alle vittorie di due tappe e della generale della Parigi-Nizza, seguite a ruota dalla vittoria del crono del Crit\u00e9rium International e di una tappa del Giro dei Paesi Baschi. Anche quando non vince, per\u00f2, Porte si piazza, come nelle due brevi corse a tappe appena citate, chiuse al secondo posto. Secondo posto che ottiene anche al Giro del Delfinato alle spalle del compagno Chris Froome, gi\u00e0 lanciatissimo verso la vittoria del Tour. Alla Grande Boucle, il kenyano bianco prende la maglia gialla nella prima vera tappa difficile, con Porte a scortarlo in seconda posizione, magari pensando a una doppietta finale. Gi\u00e0 dal giorno successivo \u00e8 al totale servizio del compagno, di cui diventa un fido scudiero, scortandolo su arrivi importanti come quello dell&#8217;Alpe d&#8217;Huez.<\/p>\n<p>Il 2014 si apre con un successo sulle strade di casa, nella tappa del Tour Down Under con arrivo a Wilunga Hill, salita che gli dar\u00e0 tantissime soddisfazioni nel corso della carriera. L&#8217;occasione della vita sembra poter essere quella del Tour 2014 con il capitano Chris Froome costretto al ritiro dopo la sesta tappa e a lasciargli dunque i gradi di capitano. Risalito fino al secondo posto della generale, per\u00f2, l&#8217;australiano crolla nella tappa di Chamrousse sotto i colpi di un indomito Vincenzo Nibali e finisce addirittura fuori classifica a met\u00e0 della seconda settimana. Nel 2015 apre l&#8217;anno laureandosi campione nazionale a cronometro e trionfando di nuovo a Wilunga Hill, iniziando una primavera piena di successi tra Volta ao Algarve, Parigi-Nizza, Giro di Catalogna e Giro del Trentino (delle ultime tre vince anche la classifica generale), che lo fanno arrivare al Giro d&#8217;Italia, grande obiettivo stagionale, come uno dei favoriti per la vittoria finale. La prima settimana \u00e8 incoraggiante, ma nella tappa di Forli \u00e8 vittima di una foratura proprio prima del finale e il connazionale Simon Clarke, appartenente ad un&#8217;altra squadra e fuori classifica, gli cede la sua ruota, eventualit\u00e0 giudicata irregolare dal regolamento UCI, che gli valgono due minuti di penalit\u00e0 in classifica, che si aggiungono ai 47&#8243; persi su strada dalla maglia rosa Alberto Contador. Qualche giorno dopo, nella tappa di Jesolo, resta coinvolto in una caduta, che lo porta prima ad uscire di classifica e poi ad abbandonare la corsa, dando appuntamento al Tour. Alla Grande Boucle non cura la classifica, ma ottiene comunque due secondi di tappa e si rivela ancora una volta una pedina fondamentale per il successo finale del compagno Chris Froome.<\/p>\n<p>Subito dopo il Tour, in cerca anche di maggiore gloria personale, Porte firma con il team BMC per la stagione successiva. L&#8217;anno si apre con l&#8217;ormai consueta vittoria a Wilunga Hill e con una serie di piazzamenti nelle corse a tappe di una settimana nel corso dell&#8217;avvicinamento al Tour de France. Il momento chiave della Grande Boucle \u00e8 quando lui insieme a Bauke Mollema e alla maglia gialla Chris Froome stanno salendo verso il Mont Ventoux, ma una delle moto presenti in corsa \u00e8 costretta ad inchiodare a causa del pubblico e Porte non pu\u00f2 evitare il tamponamento, portandosi dietro i due compagni di avventura. Anche se la direzione di corsa decider\u00e0 di annullare i distacchi (decisione di cui beneficier\u00e0 soprattutto Chris Froome), Porte resta ammaccato nel fisico e fa fatica anche i giorni successivi. Il tasmaniano, per\u00f2, capisce la situazione e decide di mettersi sulla difensiva e con una terza settimana molto regolare riesce ad arrivare al traguardo di Parigi al quinto posto della generale, quello che fino a quel momento \u00e8 il suo miglior risultato in un GT.<\/p>\n<p>Nel finale di stagione partecipa alle Olimpiadi di Rio, ma cade al penultimo passaggio sulla discesa che poi nel finale vedr\u00e0 finire in terra anche un Vincenzo Nibali lanciato verso una medaglia, e si procura la frattura della clavicola, che lo costringe ovviamente a saltare la prova a cronometro, dove sembrava in grado di lottare quantomeno per il podio. Nel 2017 trova subito la condizione andandosi a prendere ancora un successo a Wilunga Hill, che stavolta, combinato a un&#8217;altra vittoria di tappa, gli vale anche la vittoria della classifica generale del Tour Down Under per la prima volta in carriera. Inizia cos\u00ec il solito avvicinamento al Tour de France con una vittoria di tappe a Parigi-Nizza e Giro del Delfinato e il trionfo nella generale del Giro di Romandia (uniche tre corse che disputa tra quelle australiane di gennaio e il Tour de France di luglio). Alla vigilia della Grande Boucle sui forum degli appassionati e tra gli addetti ai lavori capita spesso di leggere frasi come &#8220;Questo \u00e8 l&#8217;anno di Richie Porte&#8221;, ma dopo un buon inizio tutti i suoi sogni si infrangono nella discesa dal Mont du Chat, quando per un suo errore finisce fuori strada e dopo essere finito nell&#8217;erba finisce dall&#8217;altro lato della strada ed \u00e8 anche investito dall&#8217;incolpevole Dan Martin. Dopo il ritiro dal Tour, il ritorno alle corse \u00e8 prima della fine dell&#8217;anno, alla Japan Cup, per poter iniziare a preparare senza preoccupazioni ulteriori il 2018, che si apre ancora una volta con il successo a Wilunga Hill, che per\u00f2 stavolta non gli vale il successo nella generale, nonostante chiuda con lo stesso tempo del vincitore finale Daryl Impey.<\/p>\n<p>La prima parte di stagione segue il solito schema, con alcune brevi corse a tappe per l&#8217;avvicinamento al Tour, e arrivano un successo di tappa e della classifica generale del Giro di Svizzera. Al Tour fa in tempo a vincere la cronosquadre con il suo team, ma la sua avventura nel GT francese, come l&#8217;anno precedente, si interrompe alla nona tappa per una brutta caduta, stavolta di gruppo, avvenuta nelle prime fasi della tappa. L&#8217;infortunio si rivela comunque meno grave del previsto e Porte \u00e8 quindi al via della Vuelta, dove per\u00f2 non riesce mai a essere protagonista, chiudendo in maniera anonima la sua parentesi con la BMC. Nel 2019, il classe &#8217;85 passa alla Trek-Segafredo e si presenta con il solito biglietto da visita: la vittoria a Wilunga Hill. Anche nel nuovo team, per\u00f2, il suo programma non cambia con il Tour come grande obiettivo stagionale, senza per\u00f2 ottenere nessun successo nell&#8217;avvicinamento. Alla Grande Boucle riesce a non prendere rischi e ad arrivare fino al traguardo di Parigi dopo le grandi paure dei due anni precedenti, ma il risultato finale non \u00e8 quello sperato, visto che chiude undicesimo, ma comunque lontano dalla top 10.<\/p>\n<p>Il 2020, che per molti corridori della sua generazione si riveler\u00e0 un incubo, \u00e8 invece l&#8217;anno che gli d\u00e0 le soddisfazioni pi\u00f9 importanti. La stagione si apre con il secondo posto beffa a Wilunga Hill, ma la vittoria della generale del Tour Down Under, arrivato anche grazie alla vittoria di tappa a Paracombe. Porte non sembra in gran forma quando a met\u00e0 marzo la pandemia interrompe la Parigi-Nizza in corso d&#8217;opera, ma al rientro dalla lunga interruzione dovuta al covid la situazione \u00e8 cambiata. L&#8217;australiano apre infatti la seconda parte di stagione con un bel secondo posto alla Mont Ventoux D\u00e9nivel\u00e9 Challenge e poi ottiene il risultato della vita al Tour de France, dove cresce con il passare dei giorni ed \u00e8 autore di una grandiosa terza settimana, che culmina nel terzo posto nella cronoscalata della Planche des Belles Filles, che gli vale il podio di Parigi e una foto in compagni di Pogacar e Roglic che ora \u00e8 in bella mostra sulle pareti di casa sua. Raggiunto quello che era ormai diventato il grande obiettivo della sua carriera, Porte decide di tornare alla Ineos Grenadiers (nuovo nome del vecchio team Sky) per il finale di carriera. Nel 2021 sembra poter essere ancora competitivo ad alti livelli, vincendo un Giro del Delfinato in cui la superiorit\u00e0 della sua squadra \u00e8 schiacchiante, ma al Tour non riesce a riconfermarsi, facendo fatica anche ad aiutare il compagno Richard Carapaz nelle tappe di montagna. Dopo aver annunciato di aver chiuso la sua esperienza al Tour, partecipa anche per l&#8217;ultima volta ai Giochi e si proietta poi al 2022, ultimo anno della carriera, con il Giro d&#8217;Italia come corsa pi\u00f9 importante del calendario.<\/p>\n<p>Dopo un inizio in cui si trova spesso sul filo della top 10, l&#8217;australiano comincia a sentirsi sempre meno bene e alla fine \u00e8 costretto al ritiro, senza nemmeno riuscire ad arrivare all&#8217;ultima tappa per salutare il pubblico nell&#8217;arena di Verona. Il classe &#8217;85 sceglie allora il Tour of Britain per salutare il suo pubblico, ma anche questa volta ci riesce solo a met\u00e0, perch\u00e9 la morte della regina Elisabetta interrompe la corsa quando \u00e8 ancora in corso di svolgimento. Richie Porte non \u00e8 quindi riuscito a salutare il suo pubblico come avrebbe voluto, ma siamo sicuri che quando guarda quella foto di Parigi appesa dentro casa riesca ancora a sentire tutte quelle emozioni indelebili del podio dei Campi Elisi.<\/p>\n<h3><strong>Le gioie<\/strong><\/h3>\n<p>Per trovare il momento pi\u00f9 bello della carriera bisogna partire quasi dalla fine. Il podio al Tour de France 2020 \u00e8 un risultato straordinario, non solo per il suo valore assoluto, ma anche per il momento della carriera e per il valore degli avversari contro cui l&#8217;ha ottenuto. Lui stesso alla fine della corsa ha parlato di &#8220;sentirsi sulla luna&#8221; e di potersi anche ritirare dopo aver ottenuto il risultato inseguito per tutta la carriera.<\/p>\n<p>Carriera che aveva avuto un inizio da sogno, con quella fuga bidone dell&#8217;Aquila che, pur non avendogli portato il successo di tappa, gli aveva regalato la maglia rosa al suo debutto in un GT, alla prima stagione da professionista. Alla fine di quell&#8217;edizione della corsa rosa \u00e8 stato premiato con la maglia bianca di miglior giovane, che ha fatto subito capire al grande pubblico che si trovava al cospetto di un corridore che sarebbe stato protagonista anche negli anni successivi.<\/p>\n<p>Infine, per valore affettivo, \u00e8 impossibile considerare successi come gli altri quelli di Wilunga Hill, salita con cui si \u00e8 venuto a creare un feeling particolare e che di sicuro \u00e8 stata importante anche per fargli fare breccia nel cuore soprattutto dei suoi tifosi di casa.<\/p>\n<h3><strong>I Dolori<\/strong><\/h3>\n<p>Le cadute e la sfortuna in generale hanno spesso condizionato in negativo le annate di Richie Porte. Le cadute al Tour 2017 e 2018 in maglia BMC, quando sembrava essere un serio pretendente quantomeno al podio sono spesso considerate l&#8217;emblema della sua sfortuna, pur essendo completamente diverse tra loro, visto che nel primo caso non era esente da colpe, mentre nel secondo si \u00e8 trovato in una situazione sfortunata, anche se poi le conseguenze nel corso della stagione sono state minori.<\/p>\n<p>Anche nel Tour del 2016, chiuso al sesto posto, non \u00e8 mancata la sfortuna, visto il tempo perso per situazioni che non avrebbe potuto evitare, come la caduta sul Mont Ventoux e una foratura nei giorni precedenti che gli \u00e8 costata quasi due minuti (facendogli, di fatto, perdere il podio). Nonostante le poche partecipazioni, anche al Giro d&#8217;Italia la sfortuna (accompagnata per\u00f2 da una sua leggerezza) gli ha fatto visita. L&#8217;occasione \u00e8 la corsa rosa del 2013, quando, mentre era terzo in classifica, \u00e8 stato vittima di una foratura nel finale della decima tappa e si \u00e8 fatto aiutare dal connazionale Simon Clarke nel cambio ruote, ricevendo una sanzione di due minuti in classifica. Nella tredecsima tappa \u00e8 poi vittima di una caduta e quindi alla fine deve anche ritirarsi rinunciando a un piazzamento che sembrava comunque alla portata prima della caduta.<\/p>\n<h3>Palmar\u00e8s<\/h3>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<dl>\n<dd>\n<dl>\n<dd>\n<dl>\n<dd>\n<dl>\n<dd>\n<div><\/div>\n<div>\n<dl>\n<dd>\n<div><\/div>\n<div>\n<dl>\n<dd>\n<div>\n<ul>\n<li>2010 <small>(Team Saxo Bank, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>3\u00aa tappa Tour de Romandie (Moudon &gt; Moudon, cronometro)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2011 <small>(Saxo Bank-Sungard, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>4\u00aa tappa Vuelta a Castilla y Le\u00f3n (Zamora &gt; Zamora, cronometro)<\/dd>\n<dd>5\u00aa tappa Post Danmark Rundt (Helsing\u00f8r &gt; Helsing\u00f8r, cronometro)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2012 <small>(Sky Procycling, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>3\u00aa tappa Volta ao Algarve (Castro Marim &gt; Alto do Malh\u00e3o)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Volta ao Algarve<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2013 <small>(Sky Procycling, cinque vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>5\u00aa tappa Parigi-Nizza (Ch\u00e2teauneuf-du-Pape &gt; La Montagne de Lure)<\/dd>\n<dd>7\u00aa tappa Parigi-Nizza (Nizza &gt; Col d&#8217;\u00c8ze, cronometro)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Parigi-Nizza<\/dd>\n<dd>2\u00aa tappa Crit\u00e9rium International (Porto Vecchio &gt; Porto Vecchio, cronometro)<\/dd>\n<dd>5\u00aa tappa Vuelta al Pa\u00eds Vasco (Eibar &gt; Beasain)<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<div>\n<ul>\n<li>2014 <small>(Team Sky, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>5\u00aa tappa Tour Down Under (McLaren Vale &gt; Willunga Hill)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2015 <small>(Team Sky, nove vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Campionati australiani, Prova a cronometro<\/dd>\n<dd>5\u00aa tappa Tour Down Under (McLaren Vale &gt; Willunga Hill)<\/dd>\n<dd>4\u00aa tappa Volta ao Algarve (Tavira &gt; Alto do Malh\u00e3o)<\/dd>\n<dd>4\u00aa tappa Parigi-Nizza (Varennes-sur-Allier &gt; Croix de Chaubouret)<\/dd>\n<dd>7\u00aa tappa Parigi-Nizza (Nizza &gt; Col d&#8217;\u00c8ze, cronometro)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Parigi-Nizza<\/dd>\n<dd>Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya<\/dd>\n<dd>2\u00aa tappa Giro del Trentino (Dro &gt; Brentonico)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Giro del Trentino<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2016 <small>(BMC Racing Team, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>5\u00aa tappa Tour Down Under (McLaren Vale &gt; Willunga Hill)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2017 <small>(BMC Racing Team, sei vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>2\u00aa tappa Tour Down Under (Stirling &gt; Paracombe)<\/dd>\n<dd>5\u00aa tappa Tour Down Under (McLaren Vale &gt; Willunga Hill)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Tour Down Under<\/dd>\n<dd>7\u00aa tappa Parigi-Nizza (Nizza &gt; Col de la Couillole)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Tour de Romandie<\/dd>\n<dd>4\u00aa tappa Crit\u00e9rium du Dauphin\u00e9 (La Tour-du-Pin &gt; Bourgoin-Jallieu, cronometro)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2018 <small>(BMC Racing Team, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>5\u00aa tappa Tour Down Under (McLaren Vale &gt; Willunga Hill)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Tour de Suisse<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2019 <small>(Trek-Segafredo, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>6\u00aa tappa Tour Down Under (McLaren Vale &gt; Willunga Hill)<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2020 <small>(Trek-Segafredo, due vittorie)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>3\u00aa tappa Tour Down Under (Unley &gt; Paracombe)<\/dd>\n<dd>Classifica generale Tour Down Under<\/dd>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>2021 <small>(Ineos Grenadiers, una vittoria)<\/small><\/li>\n<\/ul>\n<dl>\n<dd>Classifica generale Crit\u00e9rium du Dauphin\u00e9<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Richie Porte chiude una carriera lunga tredici anni sapendo di aver dato sempre tutto. 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