{"id":1599,"date":"2017-01-29T20:55:00","date_gmt":"2017-01-29T19:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/cyclingpro.net\/wptstms\/spaziociclismo\/?p=1599"},"modified":"2017-01-29T20:55:00","modified_gmt":"2017-01-29T19:55:00","slug":"saluti-michael-rogers-tuttofare-sempre-vincente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/uncategorized\/saluti-michael-rogers-tuttofare-sempre-vincente\/","title":{"rendered":"Saluti a&#8230; Michael Rogers, il tuttofare sempre vincente"},"content":{"rendered":"<p>Questioni di cuore fanno avvicinare alla propria vocazione, cos\u00ec come possono porne fine. Lo sa bene <strong>Michael Rogers<\/strong>, giunto in Europa a sedici anni dall&#8217;Australia per inseguire un sogno che, a 36 anni, si \u00e8 esaurito a causa di un problema cardiaco. Nato il 20 dicembre del 1979 a Barham, nel Nuovo Galles del Sud, Rogers si trasferisce nel Vecchio Continente alternando l\u2019attivit\u00e0 su strada con quella su pista. Le <strong>tre maglie iridate contro il tempo<\/strong> testimoniano la sua spiccata propensione verso le cronometro e rappresentano i punti pi\u00f9 alti della sua carriera, ottenute dal 2003 al 2005 in maglia <strong>Quick Step.<\/strong> Lo stesso gruppo sportivo gli ha aperto le porte al professionismo nel <strong>2001<\/strong>, quando la squadra si chiamava Mapei &#8211; Quick Step. Nel 2002 comincia la stagione nel vivaio della <strong>Mapei<\/strong>, per poi passare di nuovo alla corazzata italiana a fine agosto: l&#8217;australiano non cambia casacca fino al 2006, anno in cui approda alla <strong>T-Mobile<\/strong> di Jan Ullrich. La sua presenza nel team tedesco \u00e8 confermata anche per l&#8217;anno seguente, mentre nel 2008 firma con la <strong>Columbia<\/strong>, formazione statunitense nata sulle ceneri della T-Mobile. Frenato dalla mononucleosi nella prima parte della stagione, nei due anni e mezzo seguenti realizza stagioni di alto profilo in forza alla squadra americana, che vede dal 2007 l\u2019entrata dello sponsor Htc. Nel biennio 2011 &#8211; 2012 corre per il <strong>Team Sky<\/strong>: se il primo anno \u00e8 stata una stagione sfortunata, non altrettanto si pu\u00f2 definire il secondo, in cui sorprende per costanza di rendimento. Nel 2013 si accasa alla <strong>Saxo Bank \u2013 Tinkoff<\/strong> (poi Tinkoff-Saxo e Tinkoff), gruppo sportivo con il quale corre fino al termine della sua carriera: il <strong>25 aprile 2016<\/strong> infatti, in seguito a un\u2019<strong>aritmia cardiaca<\/strong> diagnosticata in seguito al ritiro dal Dubai Tour a febbraio, annuncia il ritiro dal ciclismo professionistico.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LE GIOIE<\/h2>\n<p>Cresciuto non lontano da Canberra, Michael si trasferisce in Europa nel 1995 grazie al supporto dell\u2019Australian Insititute of Sport, per il quale corre da dilettante, e muove i suoi primi passi nel ciclismo su pista seguito da Charlie Walsh. Ottiene risultati importanti in campo giovanile nelle specialit\u00e0 dello Scratch, della Corsa a punti e dell\u2019Inseguimento, individuale e a squadre. Nel 1999 viene ingaggiato dalla Mapei Espoirs, che gli offre nel 2000 l\u2019opportunit\u00e0 di correre in qualit\u00e0 di stagista tra le fila di una squadra di primissimo piano. I primi squilli arrivano nel 2000, quando viene schierato da una rappresentativa nazionale australiana al Tour Down Under, Rogers si distingue cogliendo il suo <strong>primo successo<\/strong> in una gara professionistica nella seconda tappa della competizione e vestendo per due giorni la maglia di leader della classifica generale. L&#8217;ascesa non si ferma qua perch\u00e8 in agosto prende parte alle <strong>Olimpiadi<\/strong> di Sydney con la nazionale australiana di inseguimento su pista, raggiungendo il quinto posto finale: un\u2019esperienza, quella olimpica, che Michael ripeter\u00e0 per altre tre volte in carriera. L\u2019anno seguente arriva il momento del grande salto: dalla Mapei Espoirs passa alla Mapei &#8211; Quick Step, esordendo come professionista. L\u2019australiano si mette in mostra cogliendo due secondi posti al GP Eddy Merckx e al Duo Normand: le buone prestazioni contro il tempo, fra le quali quella nella gara normanna, gli permettono di disputare il Mondiale a cronometro di Lisbona, che conclude in ventunesima posizione. Nel <strong>2002<\/strong> avvia la stagione tra le fila della Mapei \u2013 Quick Step \u2013 Laxteco, la seconda squadra della Mapei, ma le vittorie al Tour Down Under a gennaio e al Tour de Beauce a giugno gli aprono di nuovo le porte alla prima squadra: l\u2019ottavo posto al campionato del mondo a cronometro e le due top ten al GP des Nations e alla Chrono des Herbiers testimoniano la sua crescita nelle prove contro le lancette.\u00a0 La consacrazione non tarda ad arrivare: nel <strong>2003<\/strong> Rogers compie il definitivo <strong>salto di qualit\u00e0<\/strong> che gli permette di essere annoverato come uno dei pi\u00f9 talentuosi passisti e cronomen in circolazione. In forza alla Quick Step, vive una primavera ricca di soddisfazioni nelle brevi corse a tappe, con la vittoria al Giro del Belgio a maggio, al Giro di Germania e alla Route du Sud a giugno: risultati che rivelano le sue discrete doti di scalatore e una ammirevole costanza.\u00a0 Viene schierato al via del Tour de France per la prima volta terminandolo in quarantaduesima posizione, ma soprattutto il 10 ottobre, ai Campionati mondiali svoltisi in Canada, ottiene la <strong>maglia iridata a cronometro<\/strong>, precedendo i tedeschi Peschel e Ritz. Una vittoria che non \u00e8 maturata sulla strada, perch\u00e9 il verdetto \u00e8 stato consegnato un anno pi\u00f9 tardi in seguito all\u2019ammissione da parte del primo classificato David Millar dell\u2019uso di sostanze dopanti. La conferma, tuttavia, non tarda ad arrivare e nel 2004 si laurea nuovamente Campione del mondo contro il tempo. Inizia la stagione cogliendo un buon ottavo posto alla Parigi &#8211; Nizza e un discreto sesto posto al Giro del Lussemburgo, prima di concentrarsi sul Tour de France, che termina in ventiduesima posizione, migliorando il piazzamento dell\u2019anno passato.\u00a0 Dopo il Tour, Michael \u00e8 impegnato sulle strade di Atene nella <strong>gara Olimpica a cronometro: <\/strong>termina la gara in quarta posizione, ma in seguito alla squalifica di Tyler Hamilton, avvenuta nel 2012, gli viene assegnata la medaglia di bronzo. Rogers prende la sua rivincita a Verona, dove coglie il successo nel Mondiale a cronometro precedendo Rich di 1 minuto e 12 secondi.\u00a0 Si sa che, tuttavia, non c\u2019\u00e8 due senza tre, e la tripletta arriva nel 2005: sulle strade di Madrid Michael diventa il primo ciclista a cogliere <strong>tre successi consecutivi<\/strong> in un <strong>prova iridata contro il tempo<\/strong>.<br \/>\nLe buone abitudini \u00e8 bene non perderle, e Rogers lo sa: come negli anni precedenti, in primavera \u00e8 impegnato in brevi gare a tappe e i risultati che ottiene lo proiettano come uno dei migliori in queste prove: la sua escalation inizia col nono posto alla Settimana Coppi&amp;Bartali e termina con il secondo posto al Giro di Svizzera, passando per le top ten ottenute alla Volta a Catalunya e alla Vuelta a Pais Vasco. Al Tour non riesce a migliorarsi e conclude la Gran Boucle in quarantunesima posizione, per poi riscattarsi parzialmente al Tour of Britain, che termina in terza posizione nella classifica generale, prima di cogliere il terzo alloro a cronometro e il secondo posto alla Chrono des Herbiers.\u00a0 Nel 2006 l\u2019australiano approda alla T-Mobile: la squadra tedesca permette a Rogers di correre per la prima volta il <strong>Giro d\u2019Italia<\/strong>. Una volta tenute le prime posizioni della generale grazie a una cronometro individuale e una cronosquadre, perde terreno alla seconda tappa di Montagna a Passo Lanciano e si ritira alla dodicesima frazione. A luglio si presenta ai nastri di partenza del Tour de France in supporto a Jan Ullrich: il tedesco, uno dei principali pretendenti alla vittoria della corsa, viene fermato prima del via a causa dello scoppio del caso legato all\u2019Operacion Puerto. Rogers affianca cos\u00ec Kloeden in qualit\u00e0 di capitano per la squadra tedesca, supportando comunque il tedesco in salita: non brilla particolarmente, ma riesce comunque a portare a casa un ottimo nono posto, testimoniando la sua crescita nelle gare di tre settimane. Il finale di stagione risulta pi\u00f9 amaro per Michael: alla cronometro iridata di Salisburgo non va oltre all\u2019ottavo posto, lasciando il testimone a Fabian Cancellara. La campagna primaverile dell\u2019anno seguente non si dimostra al livello di quella degli anni passati a parte il secondo posto al Giro di Catalogna e, dopo il ritiro al Tour de Suisse, si frattura una clavicola al Tour durante l\u2019ottava tappa e nel finale di stagione non prende neppure parte ai Campionati mondiali. La sfortuna lo accompagna anche nella prima met\u00e0 del 2008: Rogers infatti \u00e8 preda della <strong>mononucleosi<\/strong> fino al mese di maggio.\u00a0 Approdato alla <strong>Columbia<\/strong>, squadra nata sui resti della T-Mobile dopo l\u2019abbandono dello sponsor teutonico, non prende parte a nessun grande giro, facendo segnare come primo grande risultato della stagione il quinto posto alle Olimpiadi di Pechino nella gara a cronometro, preceduto da un discreto secondo posto al Sachsen Tour, che ha concluso dietro colui che a settembre si sarebbe laureato nuovo Campione del mondo contro il tempo a Varese, Bert Grabsch. L\u2019inverno a cavallo tra il 2008 e il 2009 regala al passista australiano una condizione tale che gli permette di vincere nel mese di gennaio il <strong>campionato australiano a cronometro<\/strong>, mentre si piazza al secondo e al sesto posto rispettivamente alla prova in linea e al Tour Down Under.\u00a0 Al Tour of California, nel mese di febbraio, dimostra i suoi miglioramenti in salita classificandosi al terzo posto nella tappa regina e anche nella generale: si piazza anche al Giro dei Paesi Baschi, concluso al terzo posto, ma ottiene il suo migliore risultato in una gara di tre settimane al <strong>Giro d\u2019Italia 2006<\/strong>, che conclude al sesto posto, riuscendo a tenere testa ai migliori della generale in tappe cruciali quali quelle con arrivo al Blockhaus, ad Alpe di Siusi o a Pinerolo, prima di perdere terreno sull\u2019ultimo arrivo in salita al Vesuvio e senza brillare nella cronometro conclusiva di Roma, dove sulla carta era fra i favoriti. In seguito ad una seconda parte di stagione opaca, Rogers torna a brillare nel 2010 ottenendo grandi risultati nelle brevi corse a tappe: le vittorie al Tour of California e alla Vuelta a Andalucia, conquistate senza vittorie parziali ma grazie a una straordinaria <strong>costanza<\/strong> in corsa, sono condite dai podi al Giro di Romandia e al Criterium International e dal sesto posto alla Tirreno \u2013 Adriatico, risultati che fanno di questa stagione una delle migliori dell\u2019australiano. In seguito a un Tour sotto le aspettative, giunge quinto nella prova a cronometro ai mondiali svoltisi non lontano dalla sua casa natale a Geelong. In un\u2019intervista rilasciata a termine della stagione, dichiara che la stagione appena conclusa sarebbe stata l\u2019ultima in cui si sarebbe preparato per una gara di tre settimane, per focalizzarsi sulle brevi gare a tappe.<br \/>\nCon la rassegna iridata del 2010 si conclude la sua avventura con la Htc: Micheal infatti passa al <strong>Team Sky<\/strong>, ma l\u2019approccio con la nuova squadra non \u00e8 dei migliori. A causa di una ricaduta della <strong>mononucleosi<\/strong>, la sua stagione si chiude con all\u2019attivo una quarantina di giorni di corsa senza risultati degni del suo spessore.\u00a0 La malattia, per\u00f2, rende Rogers pi\u00f9 forte: nel 2012 ottiene una sequenza di prove positive in brevi gare a tappe e si rivela un valido gregario per la conquista del Tour de France da parte di <strong>Bradley Wiggins<\/strong>. A gennaio si piazza quarto al Tour Down Under, nel mese di Marzo sale sul podio al Criterium International, conclude in quinta posizione il Tour de Romandie a fine aprile, vince il mese successivo la Bayern Rundfahrt grazie a una grande prova a cronometro nella tappa conclusiva e si piazza alle spalle del capitano Wiggins nella generale del Giro del Delfinato. Al termine della stagione si chiude un altro capitolo della carriera dell\u2019australiano e dalla Sky passa in forza alla Saxo &#8211; Tinkoff diretta da Bjarne Riis. Rogers raggiunge i primi risultati di rilievo nel mese di maggio al Tour of California, terminato in seconda posizione alle spalle di Tejay Van Garderen. Corre il Tour de France in supporto al capitano Alberto Contador, ma lo spagnolo non concretizza al meglio il lavoro dell\u2019australiano, terminando la corsa ai piedi del podio. La stagione sembra concludersi nel migliore dei modi con la vittoria alla <strong>Japan Cup<\/strong>, ma poche settimane dopo viene annunciata la sua <strong>positivit\u00e0 al clenbuterolo<\/strong>, riscontro ottenuto proprio con un test effettuato dopo la corsa in terra nipponica. La questione si risolve nell\u2019Aprile del 2014 e Rogers viene scagionato dall\u2019UCI dal momento che \u00e8 stata provata l\u2019assunzione involontaria della sostanza, entrata nell\u2019organismo dell\u2019atleta per via di una contaminazione alimentare avvenuta in terra cinese. La storia si ripete e, se si pu\u00f2 affermare qualcosa sulla carriera di Michael \u00e8 che quando tocca il fondo, la risalita \u00e8 rapida e trionfale. Schierato al via del Giro d\u2019Italia dopo quasi sette mesi lontano dalle corse, coglie due importanti successi di tappa: il primo nella frazione con arrivo a Savona grazie ad un allungo in discesa nel finale, il secondo, senza dubbio pi\u00f9 epico, in cima allo <strong>Zoncolan<\/strong> al termine di una fuga. Un successo che ha un grande significato simbolico e rappresenta\u00a0 il culmine della sua risalita dopo il limbo della sospetta positivit\u00e0. L\u2019appetito vien mangiando &#8211; o meglio, vincendo &#8211;\u00a0 e a luglio, dopo una buona Route du Sud terminata sul podio, coglie un importante successo parziale al Tour, terminando in solitaria davanti a tutti la tappa con arrivo a <strong>Bagneres de Luchon<\/strong> al termine di una lunga fuga. La doppietta Giro &#8211; Tour rientra nei programmi dell\u2019australiano anche l\u2019anno seguente, dove viene schierato al via di entrambe le corse in supporto al capitano Alberto Contador. Rogers non coglie soddisfazioni personali, ma grazie al suo lavoro lo spagnolo conquista la vittoria alla <em>corsa rosa<\/em>. Ogni storia d\u2019amore \u00e8 destinata a finire e quando un cuore matto si frappone tra i desideri e la realizzazione di questi, non ci si pu\u00f2 che rassegnare. Cos\u00ec, dal termine della terza frazione del Dubai Tour 2016, Michael Rogers non \u00e8 pi\u00f9 salito in sella e ha definitivamente attaccato la bici al chiodo ad aprile. Un addio annunciato in grande stile con una profonda lettera pubblica che ripercorre le gioie e i ricordi di un\u2019intensa carriera.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">I DOLORI<\/h2>\n<p>Fra le macchie nella storia di Rogers salta all\u2019occhio la presunta positivit\u00e0 al <strong>clenbuterolo<\/strong> registrata il 20 ottobre del 2013. La vittoria alla Japan Cup era per l\u2019australiano il ritorno al successo dopo un anno e mezzo senza alzare le braccia al cielo, ma si \u00e8 dimostrata l\u2019inizio di un incubo. Alla fine dell\u2019aprile del 2014 l\u2019UCI ha riscontrato un\u2019alta possibilit\u00e0 che la sostanza proibita fosse stata assunta dall\u2019atleta attraverso il consumo di carne: pochi giorni prima dell\u2019arrivo in Giappone, Michael ha disputato il Tour of Beijing e non era un segreto che nei mattatoi cinesi fosse somministrata la droga agli animali per aumentarne le prestazioni in occasione di eventi e corse fra animali di diverse fattorie. Per quanto riguarda il capitolo doping, alla fine del 2012, in corrispondenza all\u2019addio con il Team Sky, circol\u00f2 la voce che l\u2019australiano non avesse rinnovato perch\u00e9 si sarebbe rifiutato di firmare una <strong>direttiva interna<\/strong> della quadra inglese circa la <strong>lotta al doping<\/strong> in cui ogni atleta si sarebbe impegnato ad affermare la propria estraneit\u00e0 all\u2019uso di sostanze dopanti in passato. In seguito Rogers sment\u00ec questa voce, aggiungendo che i motivi che lo hanno portato al divorzio con la Sky erano altri. Dal punto di vista strettamente <strong>sportivo<\/strong>, a parte al Giro d\u2019Italia del 2006 e al Tour del 2009, Rogers non \u00e8 mai riuscito a far valere le sue capacit\u00e0 di buon passista scalatore dotato di grande costanza durante le corse di tre settimane, fermandosi a puntare sulle gare a tappe di una settimana, che, nel corso della sua carriera, si sono ritagliate un posto privilegiato nei suoi programmi stagionali. Inoltre, l\u2019australiano non ha mai preso parte alla Vuelta a Espana.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">IL PALMARES<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2000<\/strong>\u00a0(Mapei Quickstep Under-23)<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Tour Down Under\u00a0(Adelaide\u00a0&gt;\u00a0Goolwa)<\/p>\n<p><strong>2002<\/strong>\u00a0(Mapei Quickstep-Latexco , tre vittorie)<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Tour Down Under\u00a0(Hahndorf\u00a0&gt;\u00a0Strathalbyn)<br \/>\nClassifica generale\u00a0Tour Down Under<br \/>\nClassifica generale\u00a0Tour de Beauce<\/p>\n<p><strong>2003<\/strong>\u00a0(Quick Step-Davitamon, sei vittorie)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Giro del Belgio<br \/>\n6\u00aa tappa\u00a0Giro di Germania\u00a0(Bretten, cronometro)<br \/>\nClassifica generale\u00a0Giro di Germania<br \/>\n3\u00aa tappa\u00a0Route du Sud\u00a0(Saint-Gaudens\u00a0&gt;\u00a0Montr\u00e9jeau, cronometro)<br \/>\nClassifica generale\u00a0Route du Sud<br \/>\nCampionati del mondo, Prova a cronometro<\/p>\n<p><strong>2004<\/strong>\u00a0(Quick Step-Davitamon, una vittoria)<\/p>\n<p>Campionati del mondo, Prova a cronometro<\/p>\n<p><strong>2005<\/strong>\u00a0(Quick Step-Davitamon, una vittoria)<\/p>\n<p>Campionati del mondo, Prova a cronometro<\/p>\n<p><strong>2006<\/strong>\u00a0(T-Mobile Team, una vittoria)<\/p>\n<p>3\u00aa tappa\u00a0Regio-Tour\u00a0(Schopfheim\u00a0&gt;\u00a0Wehr)<\/p>\n<p><strong>2009<\/strong>\u00a0(Team Columbia-HTC, una vittoria)<\/p>\n<p>Campionati australiani, Prova a cronometro<\/p>\n<p><strong>2010<\/strong>\u00a0(Team HTC-Columbia, due vittorie)<\/p>\n<p>Classifica generale\u00a0Vuelta a Andaluc\u00eda<br \/>\nClassifica generale\u00a0Tour of California<\/p>\n<p><strong>2012<\/strong>\u00a0(Sky Procycling, tre vittorie)<\/p>\n<p>2\u00aa tappa\u00a0Bayern-Rundfahrt\u00a0(Penzberg\u00a0&gt;\u00a0Kempten)<br \/>\n4\u00aa tappa\u00a0Bayern-Rundfahrt\u00a0(Feuchtwangen, cronometro)<br \/>\nClassifica generale\u00a0Bayern-Rundfahrt<\/p>\n<p><strong>2014<\/strong>\u00a0(Tinkoff-Saxo, tre vittorie)<br \/>\n11\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Collecchio\u00a0&gt;\u00a0Savona)<br \/>\n20\u00aa tappa\u00a0Giro d&#8217;Italia\u00a0(Maniago\u00a0&gt;\u00a0Monte Zoncolan)<br \/>\n16\u00aa tappa\u00a0Tour de France\u00a0(Carcassonne\u00a0&gt;\u00a0Bagn\u00e8res-de-Luchon)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questioni di cuore fanno avvicinare alla propria vocazione, cos\u00ec come possono porne fine. 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