Jumbo-Visma, Tom Dumoulin: “Il periodo di pausa mi ha aperto gli occhi, ora riesco a godermi la vita”

© Jumbo - Visma

Tom Dumoulin racconta i suoi ultimi mesi. Il corridore della Jumbo-Visma ha raccontato in una lunga intervista alla versione neerlandese di ESPN il periodo di pausa dal ciclismo che aveva deciso di prendere lo scorso inverno e che è durato fino a giugno, con il ritorno al Giro di Svizzera. La farfalla di Maastricht ha raccontato tutto il periodo difficile che ha preceduto quella decisione, che secondo lui inizia con l’infortunio al Giro d’Italia 2019, fino all’argento olimpico di Tokyo e alla nuova prospettiva con la quale ora guarda alla vita e al ciclismo.

 

Ero pronto a dichiarare fosse finita – ha esordito parlando di un eventuale ritiro definitivo dalle corse – Sarei stato comunque molto felice riguardando alla mia carriera. Non sarebbe stata lunga quanto quella degli altri ciclisti, ma sarei stato comunque contento delle mie prestazioni. In quel periodo non solo ero contento delle mie prestazioni, ma lo ero anche come persona e in quel momento quella era la cosa più importante. Quella è sempre la cosa più importante”

 

L’ex Sunweb ha quindi parlato di un sovrallenamento a partire dalla caduta del Giro 2019, con la voglia di farsi trovare sempre pronto sia fisicamente che mentalmente per i nuovi obiettivi. Nella preparazione invernale tutto questo è venuto fuori e il corpo non è riuscito più a ricaricarsi costringendolo a staccare la spina, dopo essersi sentito svuotato nel fisico quanto nella testa.

Durante la pausa ha trascorso il suo tempo facendo passeggiate e chiacchierando con la moglie e gli amici più stretti: “Parlavamo in generale della vita e di quello che volevo, ma finalmente mi sono interessato anche alle altre persone. Ci sono stati periodi della mia vita in cui pensavo solo ai miei obiettivi nel ciclismo e questo ha reso difficile mantenere i rapporti con gli altri. Avevo degli amici, ma era difficile mostrare interesse in quello che facevano loro. Mi sono sentito finalmente come una persona normale, è stato bello”

Dopo aver ritrovato se stesso, il neerlandese ha ritrovato anche i risultati, come il già citato argento nella crono di Tokyo 2020, ma non vuole sbilanciarsi ancora sugli obiettivi futuri, spiegando che in passato più che la pressione durante i GT, sentiva tutta la pressione dell’avvicinamento: “Non posso dire molto dei miei piani futuri. È una domanda che mi farò in inverno. Voglio ancora lottare per la classifica generale e per i GT? Non lo so ancora”.

Alla fine il classe ’90 ha spiegato come grazie alla pausa che si è preso in primavera riesce ora a vedere le cose in una nuova ottica: “Sono davvero fortunato a fare quello che faccio e ad averne le capacità fisiche. Mi sento privilegiato e non credo di averla mai vista in questo modo in passato. Per qualche anno passavo da un obiettivo all’altro e questa era la mia vita, senza guardarmi a destra o a sinistra. Era necessario e a volte anche buono, ma questo periodo mi ha aperto gli occhi, devo godermi di più la vita intorno a me”.

Il vincitore del Giro 2017 sembra anche aver trovato il modo giusto per farlo: “In futuro avrò bisogno di un maggiore equilibrio tra il ciclismo e la mia vita privata. Di certo così ho capito di più di me nel mondo del ciclismo e nel mondo in generale. A chi si trova ad affrontare gli stessi problemi che avevo io dico: fate un passo indietro e godetevi la vita”.

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