Doping, AMA rivela che la Federciclismo britannica ha condotto test segreti sui propri atleti

L’Agenzia Mondiale Antidoping rivela che la Federazione britannica ha effettuato test privati sui propri ciclisti nel febbraio 2011. Con la complicità della Agenzia Britannica Antidoping, British Cycling ha raccolto campioni di alcuni dei suoi atleti e li ha fatti analizzare in un laboratorio privato con l’oibiettivo di tracciare eventuale presenza di nandrolone, uno steroide anabolizzante vietato dal regolamento antidoping. Una pratica questa contraria alle leggi antidoping internazionali, anche considerando che a effettuare i prelievi sono stati membri della federazione e non dell’agenzia antidoping (altra pratica vietata).

Effettuati in un laboratorio non accreditato, i risultati di questi test non sono stati poi trasmessi alla UKAD (l’agenzia antidoping britannica), come era stato peraltro già garantito ai corridori stessi. L’inchiesta dell’AMA, iniziata in seguito a delle anticipazioni giornalistiche, tuttavia ha mostrato che almeno un impiegato dell’Agenzia, alla quale i risultati non sarebbe stati effettivamente inviati, era al corrente di questi test.

Il direttore della cellula investigativa che si è occupata del caso Gunter Younger ha commentato spiegando che si tratta di “comportamenti potenzialmente illeciti”, da parte di British Cycling e UKAD, ma che nessuna sanzione sarà presa in quanto le persone coinvolte non fanno più parte di queste istanze, le quali hanno nel frattempo dato garanzie riguardo la non ripetizione di questi comportamenti.

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