Tour de France 2021, Top/Flop del Giorno

© A.S.O./Charly Lopez

La nostra rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2021.

TOP

Nils Politt (Bora-hansgrohe): Primo successo in un GT (e secondo assoluto in carriera) per un corridore che ha saputo approfittare al meglio del cambiamento, obbligato, di strategia della sua squadra. Sfrutta al meglio la libertà concessagli dopo il ritiro di Peter Sagan e si va a prendere una grande vittoria, confermando le qualità che aveva fatto vedere alla Parigi – Roubaix del 2019 quando fu battuto dal solo Philippe Gilbert.

Harrison Sweeny (Lotto Soudal): All’attacco col gel in bocca. Il giovane australiano con la sua azione per poco non sorprende tutti, ma ha comunque il merito di portare via il quartetto buono. Per il suo compleanno (che è domani) si regala un podio di tappa al Tour de France dopo essere stato tra i protagonisti di giornata.

Imanol Erviti (Movistar): A 37 anni coglie il miglior risultato in carriera al Tour de France in dodici partecipazioni. Il secondo posto lo premia per una giornata all’attacco in cui ha fatto valere tutta la sua esperienza, riuscendo a non farsi mai sorprendere dagli scatti dei rivali. Undici anni dopo è andato vicino a vincere nuovamente in un Grande Giro, dopo le due tappe conquistate alla Vuelta.

FLOP

Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep): Anche oggi in fuga ma, poi, non riesce a raccogliere nulla. Il campione iridato, per caratteristiche e spunto veloce, sembrava essere il favorito tra i tredici che sono riusciti ad andare all’attacco. Ma, purtroppo per lui, perde il momento buono e si lascia sfuggire l’azione decisiva che permette a Politt, Erviti, Sweeny e Küng di andarsene.

Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux: Continua il Tour piuttosto anonimo della formazione belga. Da una squadra che all’ultimo Giro d’Italia avevamo ammirato spesso protagonista nelle fughe, riuscendo a cogliere anche uno splendido successo con Taco van der Hoorn a Canale, ci si aspettava più intraprendenza in tappe come quella di oggi. Non andare in fuga per difendere il proprio capitano, Louis Meintjes, sedicesimo a 32 minuti da Pogacar, appare francamente eccessivo, pur comprendendo l’importanza dei piazzamenti e dei punti WorldTour.

Stefan Küng (Groupama-FDJ): Lo svizzero è bravo a non farsi sorprendere quando nasce l’azione decisiva ed è il primo a capirne la pericolosità portandosi immediatamente sulle ruote di Sweeny. Peccato che poi perda contatto dagli altri tre a una quindicina di chilometri dal traguardo. Non ne aveva più e arriva stremato al traguardo.

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