Tour de France 2021, Matej Mohoric trionfa nella fuga dei fenomeni – All’attacco anche Van Der Poel, Van Aert e Nibali

© A.S.O./Charly Lopez

Matej Mohoric conquista la tappa più lunga del Tour de France 2021. Uno splendido successo quello del portacolori della Bahrain – Victorious, che parte nella fuga del mattino nata da una azione di Mathieu Van Der Poel e Wout Van Aert, nella quale sono entrati anche Vincenzo Nibali e Simon Yates. Partito a 90 chilometri dal traguardo, nel finale lo sloveno stacca tutti  e si impone in solitaria davanti a Jasper Stuyven, ultimo ad arrendersi, e Magnus Cort Nielsen, che regola il gruppetto dei primi inseguitori. Ovviamente, Mathieu Van Der Poel conserva e rafforza la sua Maglia Gialla.

La tappa più lunga degli ultimi venti anni non spaventa il gruppo, che sin dal momento in cui il direttore di corsa dà il via si lancia a velocità sostenuta. Primo a provarci è Victor Campenaerts (Qhubeka-Nexthash), ma tutti i tentativi iniziali si annullano a vicenda. Sono in molti a provarci, con anche alcuni nomi di spessore, tra i quali anche Wout Van Aert (Jumbo-Visma). Inizialmente rimasto al coperto, con il passare dei chilometri Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Fenix) comincia a seguire il suo eterno rivale. La sua presenza rovina i piani di chi vuole attaccare e ancor di più quando anche Julian Alaphilippe (Decueninck-QuickStep) si riporta sul gruppetto che sta provando ad uscire.

L’appuntamento con la sorprendente fuga è tuttavia solo rimandato, con i due grandi nomi del ciclocross che promuovono un tentativo molto interessante all’uscita di Bourges. Con una serie di scatti e controscatti si forma un gruppo di 29 corridori al comando, in cui, oltre ai due dominatori delle ruote grasse, ci sono anche Kasper Asgreen (DQT), Vincenzo Nibali (TFS), Søren Kragh Andersen (DSM), Toms Skujiņš (TFS), Ruben Guerreiro (EFN), Matej Mohorič (TBV), Jan Bakelants (IWG), Xandro Meurisse (AFC), Franck Bonnamour (BBK), Magnus Cort Nielsen (EFN), Hugo Houle (APT), Simon Yates (BEX), Boy Van Poppel (IWG), Philippe Gilbert (LTS), Dylan van Baarle (IGD), Dorian Godon (ACT), Brent Van Moer (LTS), Christophe Laporte (COF), Victor Campenaerts (TQA), Jasper Stuyven (TFS), Patrick Konrad (BOH), Imanol Erviti (MOV), Petr Vakoč (AFC), Mark Cavendish (DQT), Harrison Sweeny (LTS) e Mike Teunissen (TJV).

La UAE Team Emirates che aveva ricucito in fretta sui tentativi precedenti questa volta non riesce a reggere l’onda d’urto. Non bastano infatti gli sforzi dei vari Davide Formolo, Rui Costa, Marc Hirschi, Mikkel Bjerg, Vegard Stake Laengen e Rafal Majka a impedire alla fuga di guadagnare. Dieci secondi diventano così rapidamente venti, trenta, quaranta e continuano a crescere senza che la squadra di Tadej Pogacar possa impedirlo. Vano anche l’intervento della TotalEnergies, tra le poche squadre rimaste fuori dalla fuga di giornata. Il distacco continua così a salire in maniera esponenziale, fino a sfiorare i cinque minuti in vista del traguardo volante, dove Mark Cavendish si prende 20 preziosi punti in ottica maglia verde. L’approccio tuttavia vede il gruppetto degli attaccanti perdere intesa, con Philippe Gilbert che decide di rilanciare subito dopo lo sprint.

A restare fuori da questa accelerazione sono Cavendish, Van Baarle, Skujins, Godon e, soprattutto Guerreiro. Mentre gli altri riescono ad organizzarsi per rientrare, il portoghese perde l’attimo, e a metà corsa è ormai tagliato fuori dal tentativo. Con la nuova spinta la fuga riesce così a tornare a guadagnare terreno, recuperando velocemente il minuto perso in precedenza, presentandosi dunque a 110 chilometri dall’arrivo con un margine di 5’25”. Nei chilometri successivi, dopo che Guerreiro è stato riassorbito dal gruppo, il vantaggio dei battistrada sale fino a oltre 6’30” ai piedi della prima salita di giornata, con il plotone tirato sempre dalla UAE.

Il vantaggio arriva a sfiorare i 7 minuti in coincidenza con il GPM, dove Matej Mohoric passa per primo davanti a Brent Van Moer. Dopo lo scollinamento i due provano a tirare dritto e riescono ad arrivare ai piedi del GPM successivo con un 1’ di vantaggio sul gruppo maglia gialla, dove l’intesa sembra venire meno, favorendo anche un leggero recupero del gruppo principale, che si avvicina a circa 5’. Si tratta solo di un attimo, però, visto che allo scollinamento il plotone perde un altro minuto.

In discesa si susseguono gli attacchi, con anche Vincenzo Nibali molto attivo, ma l’azione buona è quella di Jasper Stuyven e Victor Campenaerts, che si riportano sulla coppia di testa. Si forma così un quartetto al comando, che arriva con 1’30” sul gruppo ai piedi del successivo GPM, dove il gruppo giungerà con un ritardo di 7’30”, il che spinge gli uomini del Team Total Energies a portarsi nuovamente in testa e a dare manforte alla UAE Team Emirates. Lungo la salita, Victor Campenaerts non riesce a tenere il passo degli altri e si stacca quasi subito, mentre dietro un attacco di Vincenzo Nibali comincia a creare selezione, anche se è poi Franck Bonnamour a provare a lanciarsi in un inseguimento solitario dopo lo scollinamento. Il gruppo giunge invece al GPM con un ritardo di 6’35” e ridotto ormai a una sessantina di unità, ma senza Nairo Quintana (Arkéa-Samsic), staccato lungo l’ascesa.

Ai piedi della penultima salita Bonnamour viene ripreso, con gli inseguitori che transitano con 1’25” di ritardo dai battistrada. Dopo aver perso Meurisse e Teunissen, il gruppo Maglia Gialla vede lo scatto di Konrad, che sul Signal d’Uchon prova a far valere le sue qualità di scalatore. L’austriaco tuttavia non riesce a fare la differenza, venendo così ripreso da Asgreen, Cort Nielsen, Bonnamour e Skujins che scattano dopo la salita, che nel tratto più duro ha visto l’accelerazione di Van Der Poel, Van Aert e Nibali.

Tutte le azioni successive non bastano tuttavia per andare a riprendere Mohoric, che continua ad allungare rispetto a coloro che erano con lui, tenendo un ritmo che gli permette di conservare un vantaggio consistente su tutti gli altri inseguitori, compresi Van Der Poel e Van Aert, che successivamente riescono a staccare Nibali sull’ultima salita di giornata, rientrando su coloro che erano nel mezzo, ad eccezione di Stuyven, battuto dal solo Mohoric.

Più indietro conclude invece il siciliano, che comunque guadagna più di due minuti sul gruppo di Pogacar e degli altri big, rimasti quasi tutti assieme, ad eccezione di Primoz Roglic che mostra le sofferenze sin dalla penultima salita, perdendo così quasi quattro minuti. Vano invece il bello e solitario tentativo di Richard Carapaz, che dopo essere partito sul penultimo GPM, guadagnando fino a 40 secondi, viene ripreso a pochi metri dal traguardo dopo un lungo sforzo solitario. A vanificarlo non Pogacar né la sua UAE Team Emirates, ma il lavoro di Movistar ed EF Education Nippo

Risultato Tappa 7 Tour de France 2021

Classifica Generale Tour de France 2021

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