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Sky, la rinascita di Kwiatkowski: “2016 anno peggiore, ma ero certo di non aver perso il mio talento”

Marzo ha sancito la rinascita di Michal Kwiatkowski. Un talento cristallino del ciclismo mondiale, capace di vincere un Campionato del Mondo a 24 anni, di salire sul podio delle Classiche delle Ardenne e di sfiorare una top 10 al Tour de France. Ragazzo umile, consapevole delle sue straordinarie capacità, ma reduce da annate non semplici. Il capolavoro di Ponferrada 2014 sembrava rappresentare la definitiva consacrazione, tuttavia i mesi successivi fecero temere che l’atleta di Dzyalin si fosse perso per strada: dopo un buon inizio di 2015, con la vittoria della Amstel Gold Race, è entrato in un vortice di delusioni che lo hanno spinto a cambiare aria, passando dall’allora Omega Pharma – QuickStep al Team Sky. Passaggio che, tuttavia, non giovò immediatamente al polacco, poiché malgrado il successo al GP di Harelbeke, fece nuovamente fatica per trovare il miglior colpo di pedale. Questo, naturalmente, ha sollevato dei dubbi sulle sue condizioni fisiche e mentali, creando delle perplessità su un suo possibile ritorno ad alti livelli.

È proprio nei momenti più difficili che si scorge lo spessore umano e la capacità di reagire. Elementi che non sono mancati in Kwiatkowski, capace di voltare pagina e ripartire da zero. Fin dalle prime uscite si era inteso che la musica fosse cambiata: dopo l’esordio alla Vuelta a Andalucia, si è presentato alla Volta ao Algarve in buona forma, centrando subito un bel secondo posto nella classifica generale. Sono state le ultime due settimane a sancire il suo vero ritorno ad alti livelli, con una straordinaria campagna italiana. Prima il numero alla Strade Bianche, con vittoria in solitaria a Siena, poi l’ottima Tirreno-Adriatico, corsa da protagonista e, infine, il capolavoro della Milano – Sanremo. Battere Peter Sagan non è facile, specialmente se versa in uno stato di grazia, ma lui con grande intelligenza tattica ed una peculiare gestione delle forze ci è riuscito. “Ho azzardato nel finale, cercando di costringerlo a lanciare la volata lunga – spiega – Ho corso con lui fin dalle categorie giovani e fa sempre piacere giocarsi le gare con uno del suo spessore. La sua azione sul Poggio è stata impressionante”.

Un Kwiatkowski sorridente, consapevole di aver risposto sulla strada alle critiche e ai dubbi sul suo valore. “La scorsa stagione è stata la peggiore della mia carriera – ammette – Ma io non ho mai mollato, ero certo di non aver perso il mio talento. Voglio ringraziare la squadra per aver continuato a credere in me. Mi hanno sempre sostenuto”. Ottenere risultati di questo spessore aiuta, e l’ex-iridato ammette che non si sarebbe “mai aspettato di vincere insieme Strade Bianche e Sanremo”. “Qualcosa di incredibile – prosegue – In queste due settimane siamo andati davvero bene. Eravamo molto motivati prima di questa campagna italiana. Inoltre sono il primo polacco a vincere la Sanremo, questo rende tutto ancor più speciale, considerando che è la prima classica monumento della mia carriera”.

Questo sembra essere solo l’antipasto. Ora ci si sposterà in Belgio e in queste condizioni il polacco può candidarsi ad un ruolo da protagonista. È uno dei pochi in grado di difendersi bene sia sui muri delle Fiandre che sugli strappi delle Ardenne e questo senza dubbio è un valore aggiunto. Come avvenuto per la Sanremo, con la presenza di Elia Viviani, non sarà il capitano unico ma questo è considerato un vantaggio in quanto “permette di avere meno pressioni”, oltre a creare incertezza sulla gestione tattica della corsa. Kwiatkowski non ha dubbi ed è convinto che il 2017 sarà “una grande stagione” e i risultati confermano questa teoria. Per molti una vittoria alla Milano-Sanremo vale una carriera, ma per un corridore del suo spessore è giusto che sia il trampolino verso altri grandi risultati.

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