mercoledì , 26 aprile 2017
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Pagelle Milano – Sanremo 2017: Sagan merita quanto Kwiatkowski, che delusione GVA e Cavendish

Michal Kwiatkowski, 10: Fa tutto quel che deve fare alla perfezione, facendo della lucidità la sua arma vincente. Sul Poggio rientra per il rotto della cuffia, dosando le energie, dà il minimo di cambi necessari per non indispettire Sagan in pianura, per poi prenderne al ruota nel finale. Freddo sino alla volata conclusiva, nella quale ancora una volta sovrasta il ben più veloce rivale giocando d’astuzia.

Peter Sagan, 10: Azione praticamente perfetta dello slovacco, che decide di muoversi in prima persona sul Poggio scombinando i piani di tutti. Purtroppo per lui, due corridori riescono a riprenderlo e se li porta appresso sino al traguardo, malgrado un contributo abbastanza scarno. Da solo tiene a bada il resto del gruppo, ma si sfianca nella lotta, finendo per farsi beffare in volata. Corre da vero campione, a testa alta, anche nella sconfitta.

Julian Alaphilippe, 9: In salita è lui a rientrare su Sagan e forse in quel tratto spendo leggermente troppo, non riuscendo più a recuperare. Il terzo posto è comunque per lui un risultato straordinario, riuscendo a salire sul podio alla sua prima partecipazione alla Classicissima. Corridore sempre più completo, ha già un solido presente, ma soprattutto un futuro sempre più roseo.

Alexander Kristoff, 8,5: La volata in Via Roma la vince lui. Purtroppo per lui davanti erano già arrivati altri tre corridori, ma di questo non ha grandi colpe, considerando anche una squadra non proprio esaltante oggi. Qualche rimpianto ovviamente l’avrà, ma non poteva fare presumibilmente di più

Fernando Gaviria, 8: Pensare che anche oggi potesse seguire Sagan al momento dell’attacco era abbastanza difficile, ma comunque il colombiano esce a testa alta da questa Sanremo. Indebolito anche da un problema al polso destro, trova comunque un più che discreto quinto posto, secondo nella volata, confermando come questa è una corsa in cui può fare decisamente bene.

Arnaud Démare, 7,5: Terzo nella volata, il francese si assume si dall’inizio della corsa il suo ruolo di campione in carica, mettendo la squadra davanti. Corre in maniera accorta per tutto il giorno, facendosi sempre trovare pronto nei momenti decisivi. Forse avrebbe potuto o dovuto osare di più, ma anche oggi conferma di aver compiuto passi importanti anche a livello di maturazione.

Alexis Gougeard, 7: Ad interrompere ore di torpore ci pensa il francese, con uno scatto che non ha grande fortuna, ma almeno il merito di scuotere una situazione sino a quel momento davvero troppo statica.

Sonny Colbrelli, 7,5: Chiede forse troppo a sé stesso provando a seguire Sagan, ma la sua voglia di provarci è encomiabile. Allo stesso modo decisamente lodevole la grinta che ha messo nell’inseguimento, provando anche in prima persona a recuperare sugli attaccanti. Piazzamenti ne ha già ottenuti, oggi voleva qualcosa di più e ci ha provato. È la mentalità giusta.

Tom Dumoulin, 7,5: Grandissimo lavoro del corridore del Team Sunweb, che congela la corsa su Cipressa e Poggio, impedendo qualsiasi attacco e facendo fuori qualche nome grosso. Non è un caso che l’attacco di Sagan sia arrivato solo una volta che aveva esaurito il suo lavoro.

Mirco Maestri, 7,5: Per il secondo anno consecutivo trova la fuga, concludendo la serie iniziata alla Tirreno. Il corridore della Bardiani – CSF si conferma dunque corridore dal grande carattere. Assieme a lui, nota di merito agli altri fuggitivi, a partire da Alan Marangoni e Mattia Frapporti (voto 7), anche loro spesso e volentieri all’attacco in questi primi appuntamenti primaverili.

John Degenkolb, Nacer Bouhanni, Caleb Ewan, Magnus Cort Nielsen, 7: Fanno quel che ci si aspetta da loro, resistendo su Cipressa e Poggio per poi dare tutto nella volata conclusiva. Alla fine arriva un piazzamento che ne conferma il buono stato di forma e il potenziale in questo tipo di corse (per alcuni è il primo risultato di rilievo, mentre per altri è una conferma dopo un periodo difficile).

Elia Viviani, 7: Miglior azzurro al traguardo, il veronese è tra i velocisti più pimpanti in salita, ben scortato dai compagni. Forse avrebbe avuto bisogno di una maggiore selezione, ma la sua resta una buona prestazione, che ribadisce le sue possibilità in questa corsa.

Daniele Bennati, 7: Nella volata conclusiva non trova lo spazio per esprimersi al massimo, ma alla prima grande prova da capitano dopo tanto tempo si fa trovare pronto. Se una corsa più selettiva lo avrebbe probabilmente favorito ulteriormente, permettendogli di farsi valere maggiormente nell’imballaggio finale, non aveva una squadra a cui chiedere di più.

Francesco Gavazzi, 7: Se Bouhanni gli soffia il titolo di miglior corridore di una squadra Professional al traguardo, il capitano della Androni – Sidermec conferma ancora una volta la sua regolarità e affidabilità sui percorsi misti.

Philippe Gilbert, 7: Oggi gioca da stopper, marcando ogni attaccante nei momenti più importanti. Un compito che svolge alla perfezione, mostrando una buona gamba, che potrà presto sfruttare al meglio in prima persona negli appuntamenti che verranno.

Tim Wellens, Tony Gallopin, 6,5: Orfani di un velocista che potesse giocarsi il successo, gli uomini della Lotto Soudal sono tra i più attivi. Le loro azioni vengono rintuzzate dalle squadre dei velocisti, senza potersi esprimere sino in fondo. In una corsa con questo profilo, era difficile potergli chiedere di più.

Mattia Cattaneo, 6: Ancora una volta, conferma il suo ottimo stato di forma facendosi trovare pronto quando la corsa si anima. Anche per lui un percorso non proprio adatto alle sue caratteristiche ed è bravo a non correre in maniera anonima, mostrando anche oggi di essere tornato davvero a livelli importanti.

Ben Swift, 5,5: Già due volte sul podio, il britannico per la prima volta si presentava come l’uomo di punta della squadra, ma qualcosa non ha funzionato. Alla volata ci arriva, ma senza abbastanza energie, dovendosi accontentare di un piazzamento che non può certo lasciarlo soddisfatto.

Filippo Pozzato, 5,5: Preparare la Sanremo senza la Tirreno non era facile, ma qualcosa in più ce lo si aspettava. Se in una corsa in cui la selezione è stata ben poca era difficile potesse dire la sua in volata, il suo 31° posto resta abbastanza anonimo. In una corsa in cui invece può ambire a molto di più, la delusione c’è.

Edvald Boasson Hagen, 5: Ritrovatosi capitano, l’ex enfant prodige norvegese mostra ancora una volta di essere un gradino sotto i grandi nomi. Nel finale c’è, ma un passo dietro, concludendo con un piazzamento tutto sommato anonimo.

Michael Matthews, 5: Visto il grandissimo lavoro di Dumoulin per lui, considerando anche le sue doti in salita, poteva essere anche lui della partita sul Poggio, ma si lascia sfuggire l’occasione. Complice la delusione, sbaglia completamente anche la volata dei battuti, concludendo fuori dai dieci.

Greg Van Avermaet, 4,5: È tra i primi a muoversi, ma sul Poggio sbaglia tutto. Parte troppo indietro, costringendosi a risalire il gruppo in salita, trovandosi così troppo lontano nel momento decisivo della corsa. Un attacco sul Poggio era la sua carta migliore per potersi giocare la corsa, peccato che non l’abbia saputa sfruttare.

Mark Cavendish, 4,5: I segnali non proprio incoraggianti della Tirreno trovano piena conferma in una Sanremo deludente. Dei grandi favoriti per la volata, al traguardo mancava solo lui, che aveva già perso contatto sulla Cipressa, sulla quale mostra una pedalata pesante e una forma ancora ben lontana da quella desiderata.

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