venerdì , 24 novembre 2017
© Sirotti

Pagellone 2017, A – G: Aru, Contador, Dumoulin, Froome e tanti altri

Per le prossime tre settimane valuteremo, in rigoroso ordine alfabetico, i migliori (ma anche i peggiori) corridori del gruppo, cercando di analizzarne la stagione ormai conclusa nel nostro Pagellone 2017. Lettera per lettera scopriremo i promossi ed i bocciati di questa ultima stagione, ricca di emozioni e di sorprese siano esse state in positivo che in negativo.

LA SECONDA PARTE DELLE PAGELLE

LA TERZA PARTE DELLE PAGELLE

LETTERA A

Jon Aberasturi (Team UKYO), 6.5: Otto vittorie e diversi piazzamenti, soprattutto nel calendario asiatico, per il corridore spagnolo. Buona stagione complessivamente che gli è valsa il ritorno in Europa visto che il prossimo anno vestirà la maglia della squadra Professional Euskadi Basque Country – Murias.

Pascal Ackermann (BORA – Hansgrohe), 6.5: Alla primo anno fra i professionisti il tedesco non corre moltissimo. Nonostante ciò riesce a dimostrare le sue qualità nelle volate, centrando alcuni buoni risultati, anche in corse WorldTour come Giro del Delfinato e Tour of Guangxi. La prestazione d’oro però arriva ai Campionati Europei, nei quali sfiora il podio nella prova in linea. Il prossimo anno potrà essere quello del definitivo salto di qualità e bisognerà seguirlo con grande attenzione.

Julian Alaphilippe (QuickStep – Floors), 7.5: 2017 sfortunato per il francese. Dopo un buon avvio di stagione,  un problema al ginocchio lo costringe a saltare le Classiche delle Ardenne e il Tour de France, obiettivi designati. Si riscatta però nel migliore dei modi nel finale di stagione, vincendo una bella tappa alla Vuelta a España e lottando fino all’ultimo chilometro per la vittoria dei Campionati del Mondo. Al Lombardia invece forse sbaglia i tempi, facendosi sorprendere quando Nibali attacca, ma alla fine ottiene un ottimo secondo posto che gli permette di guardare con grande ottimismo all’anno che verrà.

Raul Alarcon (W52/ FC Porto), 6.5: Lo spagnolo si conferma uno dei grandi dominatori del calendario portoghese, vincendo il Giro di Portogallo e centrando buoni piazzamenti nelle altre corse. Risultati che non sono passati inosservati a diverse squadre WorldTour, ma Alarcon ha comunque deciso di ripagare la fiducia della squadra, rimanendo anche per il 2018.

Vincenzo Albanese (Bardiani – CSF), 6: Il portacolori della Bardiani – CSF paga il salto di categoria, complice la giovane età, ma complessivamente questo 2017 gli servirà molto per il futuro. A soli 20 anni partecipa per la prima volta al Giro, disputando quindici tappe prima del ritiro programmato. Nel finale di stagione inizia finalmente ad emergere, piazzandosi al Giro di Turchia, ma soprattutto chiudendo al quinto posto, il terzo nella volata di gruppo, la prova in linea dei mondiali riservata agli Under23.

Michael Albasini (ORICA – Scott), 7.5: Passano gli anni, ma il corridore svizzero si fa sempre trovare pronto. Brillante nelle classiche delle Ardenne, salendo sul podio dell’Amstel e centrando due buoni piazzamenti nelle altre due classiche, così come al Giro di Romandia, del quale vince una frazione. Nel finale di stagione è autore di diverse buone prestazioni, chiudendo al settimo posto nei Campionati del Mondo, mettendosi in mostra anche nel calendario italiano, come testimonia la vittoria dell’Agostoni e tanti altri piazzamenti.

Andrey Amador (Movistar), 5: Stagione abbastanza incolore per il costaricense. In particolar modo delude al Giro d’Italia, corsa nella quale invece si era messo in mostra nelle ultime stagioni. Non si vede infatti praticamente mai, centrando solo due piazzamenti nella Top10 nelle due  cronometro, e soprattutto non riesce praticamente mai a supportare Quintana in salita.

Søren Kragh Andersen (Team Sunweb), 6.5: Il danese inizia finalmente a mettere in mostra le sue qualità allo sprint. Tanti i buoni risultati, soprattutto nel finale di stagione, con diversi piazzamenti alla Vuelta a España e il podio alla Parigi – Tours. Viste le premesse il prossimo anno potrebbe esser quello buono per il definitivo salto di qualità.

Igor Anton (Dimension Data), 4: Altro anno sotto le aspettative per il basco. Non si vede praticamente mai in tutte le corse a cui partecipa. Dalla classifica alle fughe da lontano, sono veramente poche le occasioni in cui lo scalatore della Dimension Data riesce a mettersi in mostra. Basta pensare al fatto che partecipa sia al Giro d’Italia che alla Vuelta a España, ma in entrambe le corse non riesce mai a centrare un piazzamento nei primi 10.

Amaro Antunes (W52 /FC Porto), 6.5: Insieme ad Alarcon è l’uomo di punta della W52 / FC Porto. Ripaga la fiducia della squadra centrando ben 23 piazzamenti fra i primi 10, fra i quali 5 vittorie. Il prossimo anno avrà un’occasione d’oro, passando in una formazione Professional come la CCC Sprandi Polkowice, con la quale avrà la possibilità di confrontarsi con i migliori corridori al mondo.

Sander Armee (Lotto Soudal), 6.5: Corre spesso all’attacco, confermando il rendimento delle ultime stagioni. Proprio per via di questa sua indole aggressiva, che lo vede inserirsi spesso e volentieri con delle fughe da lontano arriva la splendida vittoria di tappa alla Vuelta a España sul traguardo di Santo Toribio de Liébana.

Julian Arredondo (NIPPO – Vini Fantini), 5: Doveva esser la stagione del rilancio però il risultato non è stato sicuramente quello sperato. L’azione nel finale del GP di Larciano sembrava esser il punto di partenza per la sua rinascita, ma alla fine è un fuoco di paglia. Si ritira infatti alla quarta frazione della Tirreno e da quel momento non si vede più, tornando in Colombia. Scommessa persa quindi per la NIPPO – Vini Fantini, ma soprattutto per il corridore colombiano che sembra ormai un lontano parente di quello che vinse la maglia di miglior scalatore al Giro d’italia.

Fabio Aru (Astana), 6: Stagione molto particolare per il corridore sardo. Dopo una prima parte di anno molto anonima, incentrata sulla preparazione al Giro, è costretto a saltare la Corsa Rosa per via di un problema al ginocchio. Il portacolori della Astana deve quindi cambiare i suoi programmi, spostando l’attenzione sul Tour de France. Il percorso di avvicinamento è positivo, con la splendida vittoria al Campionato italiano e anche nella prima parte della Grande Boucle i risultati sono da incorniciare, con una vittoria di tappa e la maglia gialla indossata per due tappe. Nell’ultima settimana però, per via anche di qualche problema fisico, chiude in calando, terminando la corsa al quinto posto. Prova di sofferenza anche alla Vuelta a España dove, complice qualche incomprensione con la squadra, non riesce a tenere il ritmo dei migliori, finendo la corsa fuori dalla Top10.

Darwin Atapuma (UAE Team Emirates), 5.5: I primi mesi di questo 2017 Atapuma cercherà di dimenticarli il prima possibile. Diverse cadute ed infortuni limitano infatti il suo rendimento nella prima parte dell’anno. Arriva quindi al Tour con una partenza in sordina, rilanciandosi però nell’ultima settimana, correndo spesso all’attacco e sfiorando anche il successo sull’Izoard. Corre all’attacco anche alla Vuelta, nella quale però non arrivano risultati degni di nota. Alla fine il bilancio è leggermente sotto le aspettative, pensando a quanto aveva fatto vedere l’anno scorso alla BMC.


LETTERA B

Jan Bakelants (AG2R La Mondiale), 6: Anche quest’anno il belga emerge nella seconda parte di stagione. Già al Tour de France ottiene due buoni piazzamenti, ma il risultato più importante è con ogni probabilità il quinto posto al GP de Montreal. Sfortunato al Lombardia, con quella terribile caduta in discesa che mette a rischio la sua carriera.

Davide Ballerini (Androni – Sidermec), 7: Al suo primo anno fra i professionisti corre all’attacco. Spesso in fuga, si rende protagonista di una prova da incorniciare alla Tirreno – Adriatico, conquistando la vittoria della classifica dei GPM. Durante l’anno dimostra anche di esser dotato di un buono spunto veloce, ottenendo diversi buoni piazzamenti, soprattutto nel finale di stagione.

Rudy Barbier (AG2R La Mondiale), 6.5: Il francese si candida al ruolo di erede di Sam Dumoulin in casa AG2R La Mondiale. Al suo primo anno nel WorldTour si comporta infatti molto bene nel calendario nazionale, centrando tanti buoni piazzamenti. La ciliegina sulla torta arriva a fine anno, con la vittoria della Parigi – Bourges ed ora c’è curiosità per vedere come si comporterà il prossimo anno.

Romain Bardet (AG2R La Mondiale), 8,5: Per il secondo anno consecutivo sale sul podio finale del Tour de France. Lo fa dopo una Grande Boucle in cui vince una frazione e in cui lotta per la vittoria della classifica fino alla penultima frazione, quando con una pessima cronometro rischia di compromettere anche il podio. Ottima prova anche alla Liegi – Bastogne – Liegi chiusa al sesto posto, mentre l’unico passaggio a vuoto è la Vuelta a España, nella quale esce subito dai giochi per il successo. Si trattava del suo primo test su due Grandi Giri nello stesso anno e da quel punto di vista per ora è rimandato.

Warren Barguil (Team Sunweb), 8: La stagione del francese parte con il piede giusto, come testimoniano l’ottavo posto in classifica generale alla Parigi – Nizza ed il sesto alla Freccia Vallone. Una brutta caduta al Giro di Romandia però rischia di compromettere tutto, con una frattura del bacino che non gli permette di arrivare nel migliore dei modi al Tour. Alla Grande Boucle è quindi costretto a mettere da parte le ambizioni di classifica, ma a partire dalla seconda settimana è uno dei grandi protagonisti, vincendo due splendide tappe. Proprio grazie a queste ottime prestazioni riesce a dominare la classifica della maglia a pois e chiudere alla fine al decimo posto in classifica generale. Da dimenticare invece il gesto alla Vuelta, quando non rispetta gli ordini di squadra e viene quindi estromesso dal suo stesso team.

Enrico Battaglin (Lotto NL – Jumbo), 5: Al secondo anno nel WorldTour ci si aspettava qualcosa in più dal corridore italiano. Centra qualche piazzamento allo sprint, in particolar modo al Giro d’Italia, con quattro piazzamenti nella Top10 nella prima parte di corsa, ma continua a mancargli quel qualcosa che possa permettergli di fare il salto di qualità.

Phil Bauhaus (Team Sunweb), 6.5: Al primo anno nel WorldTour il tedesco conferma di essere uno dei talenti emergenti del ciclismo tedesco per quanto riguarda gli sprint. Tanti i buoni risultati ottenuti, fra cui anche tre piazzamenti al Giro d’Italia, con la vittoria al Delfinato davanti a Démare e Coquard come ciliegina sulla torta.

Manuel Belletti (Wilier – Selle Italia), 5: Stagione no per il romagnolo. Dopo una buona partenza, il velocista della Wilier – Selle Italia, complice alcuni problemi fisici, non riesce a mettersi in mostra, tanto da venir escluso dalla formazione per il Giro d’Italia. Nella seconda parte di stagione la situazione sembra migliorare ed arrivano diversi piazzamenti, ma il bilancio finale è di zero vittorie e solamente due podi. Il prossimo anno avrà l’occasione per riscattarsi, approdando alla Androni – Sidermec, nella quale sarà l’uomo di punta per le volate.

Cesare Benedetti (Bora – Hansgrohe), 6:  Con l’arrivo di diversi corridori di qualità, cambia il suo ruolo all’interno della squadra. Il trentino ha infatti meno possibilità di mettersi in mostra con delle fughe dalla lunga gittata, dovendo lavorare spesso per i compagni di squadra, ruolo che svolge con grande dedizione e profitto, anche in corse di primo piano. In qualche occasione comunque ci prova con delle azioni da lontano, pur non riuscendo a ottenere risultati di prestigio.

Marco Benfatto (Androni – Sidermec), 5.5: Dopo un ottimo 2016 il velocista della Androni – Sidermec non riesce a confermarsi. Come dodici mesi fa si concentra soprattutto sul calendario asiatico, ma quest’anno non riesce a far valere il suo spunto veloce con grande costanza, centrando comunque tre vittorie, che non bastano tuttavia, soprattutto pensando al fatto che sarebbe dovuta essere la stagione per compiere un balzo in avanti.

Daniele Bennati (Movistar), 6: Il toscano diventa subito un uomo di fiducia di Quintana tanto che il colombiano se lo porta dietro sia al Giro che al Tour. Quando ha carta bianca, come nelle classiche o in alcuni sprint, prova a giocarsi le sue carte centrando alcuni discreti piazzamenti.

George Bennett (Lotto NL – Jumbo), 6.5: La preparazione del neozelandese è condizionata dalla mononucleosi, ma una volta smaltito il problema riesce a confermare quanto di buono fatto vedere alla Vuelta 2016. Dai piazzamenti alla Volta a Catalunya a quello nel Giro dei Paesi Baschi, passando per la vittoria del Giro di California, il suo percorso di avvinamento al Tour è perfetto. Trend che viene confermato anche in Francia, prima del ritiro dopo una giornata no, trovandosi allo stremo delle forze. Prestazione anonima invece alla Vuelta a España, conclusa con largo anticipo senza riuscire a lasciare il segno.

Sam Bennett (Bora – Hansgrohe), 7: L’irlandese cresce notevolmente in questo 2017. Dal Tour Down Under alla Classica di Amburgo, passando per la RideLondon e soprattutto il Giro d’Italia sono tante le corse in cui il velocista della Bora – Hansgrohe sfiora il successo ad alto livello. Il bilancio recita comunque 10 successi, di cui la metà in corse WorldTour, che rendono la sua ultima stagione molto positiva.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal), 6.5: Dopo un 2016 sotto le aspettative, il belga lancia segnali incoraggianti. Nonostante non arrivi la vittoria il portacolori della Lotto Soudal ottiene buoni risultati in corse importanti, come Strade Bianche o Dwars Door Vlaanderen. Il 2018 per lui sarà l’anno della verità in cui cercare il definitivo salto di qualità, soprattutto nelle classiche del nord, e centrare magari il primo successo fra i professionisti.

Egan Bernal (Androni – Sidermec), 8: Il colombiano continua a stupire. La sua stagione è infatti molto positiva, con prove di livello anche contro i migliori al mondo, come dimostrato a Tirreno – Adriatico e Tour of the Alps. In quasi tutte le corse del calendario della Ciclismo Cup è uno dei protagonisti e anche con la nazionale colombiana dimostra il suo valore, vincendo nettamente il Tour de l’Avenir. Tutte prestazioni che non passano inosservata ad uno squadrone come la Sky, che ha deciso di puntare su di lui a partire dal prossimo anno, riscattandolo a Gianni Savio.

Alberto Bettiol (Cannondale – Drapac), 7: Il corridore toscano ha faticato nei primi anni fra i professionisti, ma ora sta finalmente dimostrando tutte le sue qualità. Già alla fine del 2016 aveva lanciato qualche buon segnale, confermato con gli interessi in questo 2017. Dalla Top10 alla E3 Harelbeke a quella della Clasica di San Sebastian, passando per la terza tappa del Tour e le classiche di fine anno italiane, sono tante le occasioni in cui il portacolori della Cannondale – Drapac si mette in mostra. Da rimarcare anche la sua prova ai Campionati del Mondo, durante i quali lavora fino agli ultimi chilometri, dimostrando una condizione da invidiare.

Edvald Boasson Hagen (Dimension), 6.5: Stagione dai due volti per il norvegese. Da una parte c’è il rendimento sopra le aspettative, complice il ritiro del compagno di squadra Cavendish, al Tour, ma dall’altra c’è l’andamento nelle classiche del nord, nelle quali non riesce mai a mettersi in mostra. Il bilancio a fine anno è comunque positivo con ben dieci successi stagionali, fra i quali spicca sicuramente la tappa del Tour a Salon-de-Provence. 

Maciej Bodnar (Bora – Hansgrohe), 6.5: La vittoria nella cronometro di Marsiglia è sicuramente la ciliegina sulla torta nella stagione del polacco. Spesso al servizio dei propri capitani, il portacolori della Bora – Hasngrohe si mette in mostra nelle prove contro il tempo visto che, oltre alla vittoria al Tour, sfiora anche il successo nelle crono del Campionato Europeo e del BickBankTour, chiudendo al secondo posto in entrambe le occasioni, a pochi secondi dalla vittoria.

Jetse Bol (Manzana Postobon), 6: Dopo due stagioni nella categoria Continental il corridore neerlandese ha la possibilità di rilanciarsi approdando alla Manzana Postobon. Il risultato finale è positivo, con alcuni buoni piazzamenti e soprattutto una prima settimana di Vuelta a España da grande protagonista, sfiorando sia il successo di tappa che la maglia rossa.

Niccolò Bonifazio (Bahrain – Merida), 6: Per il primo anno in carriera il corridore italiano non alza le mani al cielo. Il bilancio complessivo però non è del tutto negativo con Bonifazio che ha dimostrato una maggiore costanza rispetto al passato. Da sottolineare inoltre come spesso, soprattutto a fine anno, si sia ritrovato nel ruolo di ultimo uomo di Colbrelli, mettendo così da parte le proprie ambizioni personali.

Brent Bookwalter (BMC), 6.5: Il portacolori della BMC si conferma uno dei protagonisti delle corse a tappe in America, centrando diversi buoni piazzamenti. Anche in Europa ottiene dei risultati positivi, come il quarto posto al Tour de Yorkshire o l’undicesimo al Tour of the Alps.

Lars Boom (Lotto NL – Jumbo), 4.5: Ritornato alla Lotto NL – Jumbo per rilanciarsi, il corridore neerlandese è riuscito a fare ancora peggio rispetto alle ultime stagioni. In particolar modo è nelle sue classiche del nord che non riesce ad emergere, non facendosi mai notare, chiudeno sempre lontano dai migliori. Nel finale di stagione si riscatta leggermente con la vittoria di una tappa al BinckBank Tour e della classifica generale al Tour of Britain, ma il bilancio rimane molto negativo.

Tom Boonen (QuickStep – Floors), 8: L’uomo dei record sul pavé chiude senza il botto finale, quel canto del cigno sfiorato lo scorso anno. Il risultato nel suo addio non è quello sperato, ma può lasciare comunque a testa alta, con la consapevolezza di averci provato, assolutamente senza sfigurare. Sicuramente, mancherà a tutti.

Thomas Boudat (Direct Energie), 6.5: Buona stagione per il francese che conferma le sue qualità negli sprint. Tre vittorie e tanti piazzamenti nei primi 10 per il corridore della Direct Energie che sarà chiamato nel 2018 ad un anno importante, vista la partenza del velocista di punta Coquard.

Nacer Bouhanni (Cofidis), 4.5: Stagione sotto le aspettative per il francese. A fine anno il suo bilancio parla di sole sette vittorie, di cui una sola ottenuta nel WorldTour, al Giro di Catalogna. Ad inizio anno ci si aspettava sicuramente di più anche al Tour de France, dove però ha in parte la scusante di arrivare con una condizione magari non ottimale dopo la commozione cerebrale rimediata al Tour de Yorkshire.

Gianluca Brambilla (QuickStep – Floors), s.v.: Anno da dimenticare per il corridore italiano. Condizionato dall’Epatite A, il portacolori della QuickStep – Floors non è mai riuscito a trovare il giusto colpo di pedale e confermare il salto di qualità fatto vedere nel 2016. La speranza ora è quello di rivederlo protagonista il prossimo anno con la maglia della Trek – Segafredo, nella quale, dopo la partenza di Alberto Contador, potrebbe avere molta libertà.

Matti Breschel (Astana), 5: Il danese era approdato alla Astana per poter correre da capitano le classiche del nord. Il risultato però non è quello sperato, tanto che il miglior risultato è il dodicesimo posto alla Dwars Door Vlaanderen. Stagione da dimenticare quindi per lo scandinavo che ha deciso di ritornare alla Cannondale per il prossimo anno.

Emanuel Buchmann (Boa – Hansgrohe), 7: Il tedesco conferma le sue qualità quando la strada sale. Già al Giro di Romandia ed il Giro del Delfinato si mette in mostra, centrando una doppia Top10, ma la prova super è quella offerta al Tour de France, nel quale si ritrova capitano dopo il ritiro di Majka. L’ex campione nazionale tedesco risponde presente anche in quel caso, chiudendo la corsa in quindicesima posizione, dimostrando che in futuro potrebbe lottare per un buon piazzamento in un Grande Giro.

Matteo Busato (Wilier – Selle Italia), 6.5: La stagione del corridore veneto è sui livelli di quella scorsa. Tanti buoni piazzamenti nelle corse italiane, soprattutto nella prima parte di stagione, ma la vittoria tanto desiderata continua a non arrivare. Da rimarcare in particolar modo l’ultima settimana del Giro, dove corre spesso all’attacco, piazzandosi in due occasioni nella Top10.


LETTERA C

Lilian Calmejane (Direct Energie), 8: Il ciclismo francese ha trovato un nuovo giovane talento. Dopo aver fatto intravedere ottime qualità nel 2016, il portacolori della Direct Energie si conferma anche quest’anno, vincendo nella prima parte di stagione la classifica generale a Etoile de Besseges, Settimana Coppi e Bartali e Circuit de la Sarthe. Nel mezzo anche la conquista della maglia dei GPM alla Parigi – Nizza, a conferma delle sue qualità quando la strada sale. La ciliegina sulla torta però arriva al Tour de France quando vince una splendida tappa dopo una lunga fuga da lontano.

Victor Campenaerts (Lotto NL – Jumbo), 6: Può una vittoria cambiare il giudizio su una stagione? Nel caso di Campenaerts il giudizio è affermativo visto che grazie al successo nella cronometro dei Campionati Europei riesce a salvare una stagione deludente. Oltre al successo di Herning, il portacolori della Lotto NL – Jumbo si impone solo nella crono della Vuelta a Andalucia, mentre in tutte le altre prove contro il tempo non rispetta mai i pronostic,  tanto che se non fosse per i Campionati europei il suo 2017 sarebbe ricordato solo per la scritta sul petto nella crono del Giro, quando chiedeva ad una ragazza di uscire con  lui (appuntamento riuscito, ma senza seguito). 

Marco Canola (NIPPO – Vini Fantini), 7.5: Il ritorno in Italia fa bene al corridore veneto. Nelle prime corse stagionali dimostra già di poter dire la sua in diverse corse, ma dopo la vittoria della Volta Limburg si sblocca e fa un vero e proprio salto di qualità. Tanti i buoni risultati, anche in corse di discreto livello, con il bottino finale che parla di sei vittorie e un bel numero di piazzamenti che ne fanno il leader assoluto della squadra.

Hugh Carthy (Cannondale – Drapac), 4: Dopo la buona stagione alla Caja Rural ci si aspettava molto dal corridore britannico. Il risultato però non è stato quello sperato e la stagione si è rilevata molto al di sotto delle aspettative. Il bilancio finale parla di soli quattro piazzamenti nella Top10, un po’ poco, non giustificabili dal lavoro in funzione dei propri capitani. Il prossimo anno dovrà sicuramente riscattarsi per confermare che le prove offerte nel 2016 non erano un fuoco di paglia.

Damiano Caruso (BMC), 7: Una stagione vissuta al servizio dei compagni per il siciliano, che svolge sempre alla perfezione il suo lavoro. Quando si presenta l’occasione però è pronto a dire la sua, come testimoniano il secondo posto al Giro di Svizzera e soprattutto la grande prova al Tour. Dopo il ritiro di Porte si ritrova capitano alla Grande Boucle e non delude le aspettative, sfiorando la Top10 finale.

Jonathan Castroviejo (Movistar), 5: Quando deve lavorare per la squadra fa sempre il suo lavoro. Il problema è il rendimento nelle cronometro, visto che dopo la vittoria del titolo europeo ed il podio mondiale ci si aspettava molto da lui nella specialità. Il risultato però non è quello sperato, non riuscendo mai a lasciare il segno nelle prove che contano, finendo sempre lontano dai migliori.

Mattia Cattaneo (Androni – Sidermec), 7.5: Quello ammirato in questo 2017 è il Cattaneo che in molti si aspettavano fin dal suo passaggio nei professionisti. Dopo anni difficili, il corridore lombardo riparte dalla Androni – Sidermec e lo fa con il piede giusto, centrando a febbraio il suo primo successo fra i professionisti. La vittoria in Francia sarà alla fine l’unica in stagione, ma durante tutto l’anno il portacolori della Androni – Sidermec si fa trovare sempre pronto, correndo in maniera aggressiva e centrando diversi buoni piazzamenti.

Mark Cavendish (Dimension Data), s.v.: Stagione da dimenticare per il britannico. Nella prima parte del 2017 è infatti condizionato dalla mononucleosi, che non gli permette di rendere sui suoi livelli e mette in dubbio la sua partecipazione al Tour. In extremis riesce a recuperare per la Grande Boucle, ma la sua corsa si chiude dopo quattro tappe, in seguito alla caduta che lo vede protagonista insieme a Sagan. Dopo aver recuperato dal problema alla spalla prova a rilanciarsi nel finale di stagione, ma non riesce a ritrovare la condizione giusta per lasciare il segno.

Danilo Celano (Amore & Vita – Selle SMP/ Caja Rural – Seguros RGA), 7.5: L’italiano è una delle grandi sorprese della prima parte di stagione. Dopo la buona prova alla Settimana Coppi e Bartali, il portacolori della Amore & Vita lascia il segno al Giro dell’Appennino vincendo la corsa, disputando poi anche un buon Tour of Alps. Proprio il rendimento in questa prima parte di stagione non passa inosservata alla Caja Rural – Seguros RGA che decide di ingaggiarlo a metà stagione. Per Celano si aprono quindi le porte della Vuelta a España, ma complice alcuni problemi burocratici il sogno è rimandato alla prossima stagione.

Sylvain Chavanel (Direct Energie), 6: Passano gli anni, ma l’esperto corridore francese prova comunque a lasciare il segno. Basta pensare al nono posto al Giro delle Fiandre o le tante fughe al Tour de France. Nel mezzo anche tanto lavoro al servizio della squadra, sia in corsa che fuori, come chioccia dei giovani talenti emergenti.

Esteban Chaves (ORICA – Scott), 6: Difficile valutare la stagione del colombiano. Dopo una partenza molto positiva viene infatti fermato da un problema al ginocchio che lo costringe ad un lungo stop. Arriva così al Tour con una condizione non ottimale e, complici anche alcuni problemi personali, non riesce mai a mettersi in mostra, concludendo una Grande Boucle molto anonima. Alla Vuelta però sembra, almeno nelle prime due settimane, esser tornato il vero Chaves, lottando con i migliori prima di un crollo netto nel corso dell’ultima settimana. Chiude la stagione nel peggiore dei modi, con una brutta caduta al Giro dell’Emilia che gli impedisce di lottare per la vittoria alla Milano – Torino e soprattutto al Lombardia.

Giulio Ciccone (Bardiani – CSF), 6.5: La prima parte di stagione del corridore italiano è condizionata dal problema fisico che lo aveva costretto a chiudere in anticipo il 2016. Una volta recuperato, il portacolori della Bardiani – CSF ha faticato a trovare la condizione migliore, riuscendo a riprendersi solo verso luglio, con le ottime prestazioni al Giro d’Austria, Tour of Utah, dove vince anche una tappa, e Pro Otztaler. Prove che dimostrano le grandi qualità di Ciccone, permettendogli di guardare con grande ottimismo al prossimo anno.

Davide Cimolai (FDJ), 6.5: Il velocista italiano inizia la stagione al servizio di Démare, ma a una delle prime occasioni utili centra uno splendido successo alla Volta a Catalunya. Proprio il lavoro fatto per il Campione nazionale francese però convince la squadra a dirottarlo dal Giro d’Italia al Tour de France, dove aiuta nel migliore dei modi il capitano. Una volta che questo è costretto ad alzare bandiera bianca prova a giocarsi le sue carte ed alla fine porta a casa due interessanti Top10.

Sonny Colbrelli (Bahrain – Merida), 7,5: Al primo anno nel WorldTour il bresciano risponde presente. Già alla Parigi – Nizza dimostra le sue qualità vincendo una tappa alla Colbrelli, ma è nelle classiche che si mette veramente in luce. Dalla Sanremo alla E3 Harelbke, passando per Giro delle Fiandre e Amstel Gold Race sono tanti i buoni piazzamenti in corse importanti contro i più forti al mondo. Nella seconda parte di stagione parte bene al Tour de France, accusando un po’ la fatica nella terza settimana, prima di mettersi in mostra nelle classiche italiane con tanti piazzamenti ed una bella vittoria alla Bernocchi. Unico neo in una stagione molto positiva è il Campionato del Mondo, durante il quale vive una giornata no, non riuscendo a dare il supporto sperato.

Simone Consonni (UAE Team Emirates), 6.5: Al primo anno fra i professionisti centra 15 piazzamenti nella Top10. Nonostante non arrivi la vittoria, sono tante le occasioni in cui il velocista italiano mostra le sue qualità, comportandosi bene anche in alcune corse WorldTour. Da guardare con grande attenzione il prossimo anno visto che le potenzialità per far bene ci sono tutte.

Alberto Contador (Trek – Segafredo), 7,5: Nella prima parte di stagione lo spagnolo è abbonato al secondo posto, fermandosi ad un passo dal successo finale alla Vuelta a Andalucia, Parigi – Nizza, Volta a Catalunya e Giro dei Paesi Baschi. Nella seconda parte di stagione invece l’obiettivo principale è il Tour de France, ma nella prima settimana non riesce a brillare, perdendo tempo ed uscendo dai piani alti della classifica. Lo scalatore di Pinto però non si arrende e con il suo solito spirito battagliero riesce alla fine a chiudere in nona posizione, emozionando il pubblico con continui attacchi. Discorso simile può esser fatto per la Vuelta, nella quale perde diversi minuti sin dal primo arrivo in salita. A quel punto vive una Vuelta garibaldina, togliendosi la soddisfazione di vincere in cima all’Angliru nella ultima tappa di montagna della sua carriera.

Valerio Conti (UAE Team Emirates), 6: Spesso al servizio dei compagni di squadra, ha l’occasione d’oro nell’ottava tappa del Giro. Il corridore romano si trova infatti in fuga e cade proprio nel finale, vedendo sfumare le possibilità di successo. Continua comunque la sua crescita graduale, di un corridore che potrà togliersi belle soddisfazioni nei prossimi anni.

Bryan Coquard (Direct Energie), 5: La stagione del velocista francese va divisa in due blocchi. Da una parte c’è una prima parte di 2017 leggermente sotto le aspettative, nella quale arrivano comunque cinque bei successi. La seconda parte di stagione è invece completamente da dimenticare visto che, dopo la decisione di lasciare la squadra a fine stagione, viene messo completamente da parte, non partecipando neanche al Tour de France, non riuscendo a trovare quella continuità che gli permetta di aumentare il bottino di vittorie.

Magnus Cort Nielsen (ORICA – Scott), 5: Il 2017 doveva esser l’anno del definitivo salto di qualità del danese, ma il risultato non è stato quello sperato. Le premesse sembravano esser molto buone, con due successi nel mese di febbraio, e tutto di conseguenza faceva pensare ad un Cort Nielsen grande protagonista durante tutto l’anno. Nel corso dei mesi successi il portacolori della ORICA – Scott non riesce però a confermarsi, centrando diversi piazzamenti, senza tuttavia lasciare mai il segno.

Benoit Cosnefroy (AG2R La Mondiale), 7.5: Il francese si conferma uno dei grandi talenti fra gli Under23. Dopo aver sfiorato il successo nei campionati europei, centra il suo primo successo fra i professionisti, imponendosi al GP d’Isbergues davanti a corridori come Cavendish e Bouhanni. La ciliegina sulla torta però arriva cinque giorni dopo, quando si impone nella prova in linea degli U23 ai campionati del Mondo. Un biglietto da visita niente male per lui in vista del definitivo passaggio fra i professionisti.

Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates), 4.5: Anno difficile per l’ex Campione del Mondo. Dopo un buon avvio di stagione non riesce a mettersi in mostra nelle classiche delle Ardenne, dove aveva fatto molto bene nelle ultime stagioni. Al Giro parte con l’ambizione di fare classifica, ma le prime salite gli fanno perdere diverso terreno e cambiare idea. Corre quindi all’attacco e sfiora in tantissime occasioni il successo, con ben tre secondi posti. Una vittoria che non arriva neanche alla Vuelta dove si fa vedere in poche occasioni.

Steven Cummings (Dimension Data), 6: Stagione molto difficile per il britannico. Una brutta caduta al Giro dei Paesi Baschi lo costringe ad un lungo stop, ma il rientro è da incorniciare, con la vittoria sia della cronometro che della prova in linea ai Campionati nazionali. Proprio grazie a questi due successi riesce a strappare la convocazione per un Tour nel quale però non riesce a lasciare il segno, complice una condizione non ottimale e  una caduta che gli procura la frattura delle due vertebre. Nonostante ciò non si arrende e lavora duramente in vista dei Campionati del Mondo, ma il ct della Gran Bretagna alla fine fa scelte diverse. Una decisione probabilmente errata, come testimonia la vittoria ottenuta al Giro di Toscana dove dimostra di avere una buona condizione.

Damiano Cunego (Nippo-Fantini), 5,5: La sfortuna ci  ha messo lo zampino, con un infortunio a inizio stagione che ne condiziona il resto dell’anno. Il mancato invito al Giro lo costringe poi ad un calendario non proprio adatto alle sue caratteristiche, in corse in cui emergere era difficile. Tornato al successo dopo oltre quattro anni di digiuno al Tour of Qinghai Lake, il veronese ha fatto quel che ha potuto, ma in gara si è visto davvero poco nei momenti importanti.


LETTERA D

Jens Debusschere (Lotto Soudal), 6: Complice la presenza in squadra di Greipel sono poche le occasioni in cui ha la possibilità di dire la sua. Nella prima parte di stagione sfrutta al massimo le proprie chance, con diversi buoni risultati; discorso diverso nella seconda parte dell’anno, quando non riesce forse ad ottenere la condizione sperata.

Jasper de Buyst (Lotto Soudal), 6.5: Il belga finalmente si sblocca fra i professionisti e lo fa con gli interessi. Alla fine il bottino parla di quattro successi, tutti ottenuti nella seconda parte di stagione. Ora c’è grande curiosità per vedere cosa potrà fare nel 2018 visto che potrebbe diventare uno degli uomini di punta della Lotto Soudal.

John Degenkolb (Trek – Segafredo), 5.5: Il 2017 doveva esser l’anno di rilancio per il tedesco dopo il brutto infortunio che lo aveva visto coinvolto l’anno scorso. La vittoria a inizio stagione al Dubai Tour sembrava esser il punto da cui ripartire e sorprende un po’ che alla fine sia l’unico successo stagionale. Il portacolori della Trek – Segafredo in volata spesso sembra non voler correre rischi, complice anche la paura di finire a terra. Nelle classiche sul pavé ottiene bei buoni piazzamenti, ma forse le aspettative erano più alte ad inizio anno. Finale di stagione da dimenticare per via di alcuni problemi respiratori che lo costringono a chiudere in anticipo la stagione, rinunciando ai Campionati del Mondo, nei doveva essere l’uomo di punta della Germania.

Thomas De Gendt (Lotto Soudal), 6: Anche nel 2017 l’uomo delle fughe non si smentisce, correndo all’attacco. Fin dal Tour Down Under, a gennaio, decide di mettersi in mostra con delle azioni da lontano, centrando la vittoria dei GPM. Proprio grazie ad una fuga arriva poi il primo successo stagionale, nella prima tappa del Giro del Delfinato, del quale rimane al comando della classifica generale fino alla prima tappa di montagna. Sottotono al Tour de France, si riscatta alla Vuelta a España, imponendosi sul traguardo di Gijon.

David De La Cruz (QuickStep – Floors), 7: Lo spagnolo anche in questo 2017 conferma le sue qualità in salita. Dal quarto posto al Giro dei Paesi Baschi, con vittoria di tappa, al successo nella frazione finale della Nizza, sono diverse le occasioni che lo vedono protagonista. Buona prova anche alla Vuelta dove era in lotta per un piazzamento nella Top10 fino alla penultima frazione quando una caduta lo costringe al ritiro.

Alessandro De Marchi (BMC), 6: Come di consueto il Rosso di Buja corre una stagione all’attacco, andando spesso in fuga. Non arriva però il successo, le uniche vittorie sono tutte in cronosquadre, ma il bilancio finale è comunque positivo visto il tanto lavoro fatto per i propri capitani. Da rimarcare la sua prova ai Campionati del Mondo, quando sembra veramente indiavolato e prova in tutti i modi a supportare la nazionale di Cassani.

Arnaud Démare (FDJ), 7: Dieci successi per il corridore transalpino che dimostra per larghi tratti della stagione di esser alla pari dei migliori velocisti al mondo. In particolar modo, dopo una ottima Parigi – Nizza, è il suo rendimento nelle prime frazioni del Tour de France ad impressionare, prima del ritiro per problemi fisici. Prova non entusiasmanti invece alla Sanremo, dove si piazza al sesto posto, stesso risultato ottenuto alla Parigi – Roubaix, dove vince la volata del gruppo dei battuti.

Stefan Denifl (Aqua Blue Sport), 7: Mette nel mirino una tappa della Vuelta a España e riesce a centrarla. La vittoria sul traguardo di Los Machucos è da incorniciare, gestendosi alla perfezione e dimostrando una grande superiorità rispetto a tutti i suoi avversari. Oltre alla vittoria spagnola, da rimarcare anche la prova al Giro d’Austria, dove centra il successo finale della classifica generale. 

Rohan Dennis (BMC), 6.5: L’australiano in questo 2017 voleva testarsi in classifica generale in un grande giro e nella prima parte di stagione lavora proprio in quest’ottica. I risultati sono incoraggianti, con il podio alla Tirreno – Adriatico, ma al momento della verità le cose non vanno per il verso giusto. Al Giro d’Italia una caduta nella terza frazione lo fa uscire infatti di classifica e poco dopo anche lo costringe al ritiro. Messa da parte la delusione del Giro, torna a concentrarsi sulle cronometro vincendo le due in programma al Giro di Polonia. Alla Vuelta a España invece fatica a ritrovare la condizione giusta e anche nella cronometro dei Campionati del Mondo non sembra esser al top.

Silvan Dillier (BMC), 6.5: Uomo di squadra con licenza di uccidere. Con questa definizione si potrebbe inquadrare la stagione del corridore svizzero, che lavora spesso per i compagni di squadra, ma quando ha la possibilità non si fa pregare. La vittoria di tappa al Giro d’Italia è sicuramente la ciliegina sulla torta, ma non è frutto del caso, come testimoniano anche i successi alla Route du Sud e del Campionato nazionale svizzero.

Joe Dombrowski (Cannondale – Drapac), 4: Stagione da “chi l’ha visto” per l’americano. Dopo un buon 2016, il portacolori della Cannondale – Drapac non si vede mai, tanto che durante l’intero anno riesce solo una volta a centrare un piazzamento nei primi 10.

Alex Dowsett (Movistar), 4.5: Stagione da dimenticare per il britannico. Complici diverse cadute e tanta sfortuna non riesce praticamente mai a mettersi in mostra, centrando alla fine un solo successo al Circuit de la Sarthe.

Tom Dumoulin (Team Sunweb), 10: La vittoria della classifica generale del Giro d’Italia potrebbe già da sola giustificare il voto del neerlandese. Il portacolori della Sunweb sale infatti sul gradino più alto del podio della Corsa Rosa davanti a due corridori importanti come Nairo Quintana e Vincenzo Nibali, dopo aver controllato alla perfezione la corsa. Dumoulin però non si “limita” a vincere il Giro, visto che riesce a centrare anche la vittoria nella cronometro individuale e quella a squadre di Bergen, portandosi a casa in precedenza anche la classifica generale del BinckBank Tour.

Timothy Dupont (Vérandas Willems-Crelan), 6: Dopo l’ottimo 2016 erano alte le aspettative sul corridore belga. Nella prima parte di stagione però il velocista della Verandas Willems – Crelan delude e non riesce mai a lasciare il segno. Il ruolino di marcia cambia però nella seconda parte dell’anno, con diversi buoni risultati ed un successo. 

Luke Durbridge (ORICA – Scott), 8: Lo conoscevamo come un cronoman e anche quest’anno si conferma, ottenendo alcuni buoni risultati. La novità però è rappresentata dal suo rendimento nelle classiche del nord, nelle quali si rivela la vera e propria sorpresa. Dal quarto posto alla Dwars Door Vlaanderen a quello nella E3 Harelbeke, passando per il buon Giro delle Fiandre, sono tante le occasioni in cui il passistone australiano si dimostra a suo agio anche sulle pietre.


LETTERA E

Nicolas Edet (Cofidis), 6: Solido nel calendario nazionale, il francese rimanda ancora il suo primo successo fra i professionisti. Nonostante ciò, pur non riuscendo a brillare in corse di alto profilo, è uno dei pochi in casa Cofidis a salvarsi in questo 2017.

Alexander Edmondonson (ORICA – Scott), 6.5: Stagione di crescita per l’australiano. Nonostante non arrivi la vittoria, nel suo secondo anno fra i professionisti il portacolori della ORICA – Scott dimostra un buono spunto veloce, ottenendo buoni piazzamenti anche in corse WorldTour. Buoni segnali anche nelle corse sul pavé, nelle quali in futuro potrebbe far molto bene.

Odd Christian Eiking (FDJ), 6: Spesso e volentieri al servizio dei propri capitani, il norvegese dimostra di avere buone qualità. In particolar modo sono da rimarcare il piazzamento in una tappa del Giro di Polonia e la vittoria alla Boucles de l’Aulne. Il prossimo anno alla Wanty – Groupe Gobert potrebbe avere maggiore spazio e bisognerà quindi seguirlo con grande attenzione.

Imanol Erviti (Movistar), 5: Lo spagnolo fa alla perfezione il suo lavoro al servizio dei compagni di squadra, ma delude nelle classiche del nord. Dopo le ottime prove dell’anno scorso, il portacolori della Movistar voleva confermarsi: un obiettivo non proprio riuscito visto che delude sia al Fiandre che la Roubaix, chiudendo sempre lontano dai migliori.

Caleb Ewan (ORICA – Scott), 5: Si può prendere un voto negativo nonostante 10 vittorie? La risposta è affermativa nel caso di PocketRocket, dal quale ci si aspettava qualcosa in più dopo il buon 2016 e l’avvio di stagione super con quattro successi al Tour Down Under. Dopo la corsa di casa, invece, l’australiano non si conferma alternando buone prove con diverse delusioni. Anche al Giro vince una tappa, ma nelle prime frazioni sembra il più forte di tutti sbagliando però sempre qualcosa, gettando di conseguenza al vento diverse buone occasioni.


LETTERA F

Fabio Felline (Trek – Segafredo), 6.5: Stagione sfortunata per il piemontese. Dopo un buon avvio di stagione con la bella vittoria al Trofeo Laigueglia e buone prove sul pavé, il portacolori della Trek – Segafredo non riesce a brillare come sperato nelle classiche delle Ardenne. Il riscatto però arriva subito dopo, con un ottimo Giro di Romandia, dove indossa la maglia di leader per quattro giorni, chiudendo poi al quarto posto in classifica generale. La seconda parte di stagione invece è da dimenticare visto che, ad eccezione della crono dei campionati nazionali, non riesce a brillare, complice la toxoplasmosi che lo costringe al ritiro al Tour ed in generale ad una parte finale d’anno sotto le aspettative.

Ruben Fernandez (Movistar), 5: La stagione appena conclusa doveva esser quella del salto di qualità per il murciano. Una brutta caduta durante l’inverno però condiziona la sua preparazione ed in generale tutta la sua prima prima parte di 2017, non riuscendo mai a mettersi in mostra. La situazione non migliora nella seconda parte di stagione e neanche alla Vuelta, durante la quale è condizionato da un problema al piede che gli impedisce di rendere al massimo e di conseguenza a ritirarsi prima della fine della corsa.

Iuri Filosi (NIPPO – Vini Fantini), 6.5: Il portacolori della NIPPO – Vini Fantini inizia finalmente a far vedere le sue qualità. Fra aprile e giugno riesce infatti a mettersi in mostra in diverse occasioni, centrando anche il primo successo fra i professionisti al GP di Lugano. C’è grande curiosità ora per vederlo all’opera il prossimo anno alla Delko Marseille Provence KTM, dove potrebbe adattarsi molto bene a diverse corse del calendario francese.

Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM), 7: Ottima ripartenza dalla Francia. Dopo un anno nella categoria Continental, il corridore italiano ritorna a tutti gli effetti fra i professionisti approdando alla Delko Marseille Provence KTM. Il rendimento è quello di sempre, con tanti buoni piazzamenti durante tutto l’anno. In particolar modo, il corridore veneto brilla nel calendario francese con la vittoria alla Classic Sud Ardèche come ciliegina sulla torta.

Sergey Firsanov (Gazprom – Rusvelo), 4: Dopo l’ottimo 2016 le aspettative erano molto alte sul corridore russo. Nella prima parte di stagione si pensa che il suo rendimento sia inferiore a quello del 2016 per via di una condizione inferiore, così da arrivare in ottima forma al Giro d’Italia. In realtà anche alla Corsa Rosa, e durante tutto il resto dell’anno, il rendimento è molto negativo, con un solo piazzamento nella Top10. Anno da dimenticare quindi per Firsanov, sembrato un lontano parente di quello di dodici mesi fa.

Alexander Foliforov (Gazprom – Rusvelo), 4: Per Foliforv vale più o meno lo stesso discorso fatto per Firsanov visto che anche lui nel 2017 non riesce a lasciare il segno. Non si vede praticamente mai in corsa e l’unica occasione in cui si fa notare è al Tour of the Alps, dove riesce a vincere la classifica dei GPM. Un po’ poco per un corridore giovane che solo l’anno scorso aveva sorpreso tutti vincendo una tappa al Giro d’Italia.

Davide Formolo (Cannondale – Drapac), 7.5: Prova super del corridore italiano alla Liegi – Bastogne – Liegi, dove si deve arrendere solo sul muro finale. Dopo la classica belga partecipa al Giro d’Italia, durante il quale si vede in poche occasioni, ma con grande costanza e caparbietà riesce a centrare un piazzamento nei primi 10 della classifica finale. Seconda parte di stagione invece da dimenticare per via di diversi problemi fisici che lo costringono, prima a saltare il Giro di Polonia e poi la Vuelta a España.

Omar Fraile (Dimension Data), 6.5: Come di consueto, il basco vive la sua stagione all’attacco. In particolar modo, al Giro d’Italia si mette in mostra con delle belle azioni da lontano, centrando la vittoria sul traguardo di Bagno di Romagna. Sfortunato invece alla Vuelta a España, dalla qualeè costretto al ritiro nella tredicesima frazione, dopo aver sfiorato il successo solo ventiquattro ore prima, battuto dal solo Marczynski.

Mathias Frank (AG2R La Mondiale), 6.5: Dopo l’ottima stagione alla IAM Cycling, il corridore svizzero cambia ruolo alla AG2R La Mondiale. Spesso e volentieri è infatti al servizio di Romain Bardet, svolgendo alla perfezione il suo lavoro. Quando ha carta bianca porta a casa dei buoni risultati, come il settimo posto al Giro di Svizzera.

Chris Froome (Sky), 10: Stagione da incorniciare per il britannico. Al Tour partiva come il grande favorito ed il risultato è quello sperato, con la vittoria della quarta Grande Boucle dopo aver controllato senza grandi problemi la corsa. Già questo risultato giustificherebbe un voto alto, ma il keniano bianco non si accontenta e riesce nell’impresa di portare a casa anche la Vuelta a España. Nella cronometro dei campionati del mondo si piazza sul podio e ora la prossima sfida potrebbe essere quella di tentare una nuova doppietta con Giro e Tour.

Jakob Fuglsang (Astana), 7: Incentra tutta la stagione sul Tour de France, dove sulla carta doveva avere il ruolo di capitano unico. Il percorso di avvicinamento è ottimale, come testimonia la vittoria del Giro del Delfinato, ma la Grande Boucle si trasforma in un vero e proprio incubo per il vice-campione olimpico. Prima l’esplosione di Aru cambia il suo ruolo in squadra, poi una brutta caduta lo fa uscire di classifica e chiudere la corsa in anticipo. La sua stagione si conclude praticamente lì visto che nel finale di stagione non riesce ad ottenere una buona condizione e, di conseguenza, ad ottenere risultati di rilievo, se si esclude la vittoria di tappa al Tour of Almaty, dove la concorrenza però non era molto elevata.


LETTERA G

Tony Gallopin (Lotto Soudal), 5: Stagione no per il francese. Dopo un 2016 altalenante, non riesce mai a lottare con i migliori, soprattutto nella prima parte di stagione. In particolar modo, ci si aspettava qualcosa in più da lui nelle Classiche delle Ardenne ed in generale in tutta nei primi mesi dell’anno, durante i quali centra qualche piazzamento, senza mai riuscire a dimostrare le sue qualità. Il punto più buio è al Tour de France, con la caduta nella prima cronometro che mette in dubbio il suo proseguimento nella Grande Boucle. Dopo qualche giorno difficile però recupera nel migliore dei modi e da quel momento si inizia a intravedere il vero Gallopin, con diversi buoni piazzamenti, sia al Tour che nelle classiche di fine stagione. Troppo poco comunque per salvare la stagione.

Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida), 7: Il nuovo ruolo di gregario al fianco di Vincenzo Nibali e soci gli toglie un po’ di visibilità personale, ma il suo apporto come uomo-squadra è stato fondamentale. Soprattutto al Giro d’Italia è tra gli scudieri più importanti del messinese, così come per Izagirre a Parigi-Nizza, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Svizzera. Non era scontato per un corridore abituato a fare il capitano fino alla stagione precedente.

Oscar Gatto (Astana), 5.5: Stagione senza particolari acuti quella del 32enne azzurro che disputa una Milano-Sanremo anonima e non riesce a portare a termine nessuna classica di primavera. In estate si toglie la soddisfazione di vincere il prologo del Giro d’Austria, ma la gloria finisce lì. La stagione anche peggio a causa di una caduta in allenamento che lo ha mandato a riposo anzitempo.

David Gaudu (FDJ), 8.5: Il giovanissimo scalatore transalpino ha fatto il proprio ingresso nel professionismo con risultati già di notevole interesse. Nono alla Freccia Vallone, a testimonianza della sua agilità sulle pendenze più impegnative, si porta a casa la prima vittoria da professionista ad agosto al Tour de l’Ain. Nel finale di stagione, alla Milano-Torino, si toglie anche la soddisfazione di chiudere al quinto posto precedendo il proprio capitano, Thibaut Pinot.

Francesco Gavazzi (Androni – Sidermec), 6.5: Un 2017 sul podio per Gavazzi. Il corridore lombardo si piazza infatti sul podio o nei primi 10 da febbraio a ottobre, dimostrando di avere un ottimo spunto veloce e di esser capace di superare brevi strappetti. Tanti piazzamenti, ma anche tanti rimpianti visto che a fine stagione il bilancio parla di zero successi. La speranza di Gavazzi e della Androni – Sidermec è quella di togliere questo zero il prossimo anno.

Fernando Gaviria (QuickStep – Floors), 8.5: Il velocista della QuickStep – Floors esordisce alla grande in un Grande Giro. Al Giro d’Italia è infatti uno dei grandi dominatori, con quattro successi e la vittoria della maglia ciclamino. La Corsa Rosa però non è l’unica competizione in cui si mette in mostra visto che alla Sanremo centra un buon risultato e dimostra un buon potenziale nelle classiche del nord. Buono anche il finale di stagione, se si esclude la prova in linea dei Campionati del Mondo dove si piazza, ma ci si aspettava qualcosa in più.

Simon Gerrans (ORICA – Scott), 6: Iniziano a passare gli anni per il corridore australiano. Il portacolori della ORICA – Scott non si vede praticamente mai nelle corse adatte alle sue caratteristiche. Tanto lavoro al servizio dei propri capitani, svolto sempre nel migliore dei modi, come aveva sostanzialmente annunciato sin dall’inizio dell’anno. Il tempo passa, inesorabile.

Robert Gesink (Lotto NL – Jumbo), s.v.: Stagione da dimenticare per il neerlandese. Concentra la sua stagione sul Tour de France, puntando però al successo di tappa e non alla classifica generale. Alla Grande Boucle parte nel migliore dei modi, fermandosi ad un passo dal successo sul traguardo di Station des Rousses. Sfortunatamente il giorno dopo finisce rovinosamente a terra, chiudendo il suo Tour e la stagione. 

Ryan Gibbons (Dimension Data), 8: Il 23enne sudafricano, peraltro neo-professionista, si è rivelato come uno dei velocisti più interessanti della nuova generazione. Coetaneo dei vari Mareczko, Gaviria ed Ewan, ha vinto il Tour de Langkawi a febbraio e poi ha disputato un ottimo Giro d’Italia, entrando per ben sei volte in top ten. Ne sentiremo ancora parlare.

Philippe Gilbert (QuickStep – Floors), 9: Il belga rinasce con l’approdo alla QuickStep – Floors. Dopo un 2016 da dimenticare, l’ex Campione del Mondo approda alla corte di Lefevere e torna sui suoi livelli. In una squadra costruita per le classiche del nord riesce a prendersi la leadership con i piazzamenti sul podio alla Dwars Door Vlaanderen e la E3 Harelbeke, ma soprattutto la vittoria al Giro delle Fiandre. Pavé, ma non solo, come testimonia il successo alla Amstel Gold Race dove torna al successo dopo tre anni.

Michael Gogl (Trek – Segafredo), 6.5: Una stagione al servizio dei capitani ed in particolar modo di Contador per l’austriaco. Sono veramente poche le occasioni in cui ha carta bianca e può giocarsi le sue chance. All’Amstel Gold Race però ha la chance della vita e la sfrutta alla perfezione, chiudendo all’ottavo posto. Un risultato molto positivo pensando che era all’esordio ufficiale e permette di scoprire un potenziale nuovo talento potenziale per le Classiche delle Ardenne.

André Greipel (Lotto Soudal), 4.5: Anno difficile per il tedesco. Complice dei problemi extra-ciclistici, il velocista della Lotto Soudal non riesce a mettersi in mostra come ci si aspettava, chiudendo la stagione con sole 5 vittorie. In tante occasioni sembra sempre mancargli qualcosa per lottare alla pari con i migliori e alla fine il bilancio stagionale è insufficiente. Per la prima volta dopo sette anni non alza le braccia al cielo al Tour de France e anche al Giro d’Italia riesce a centrare una sola vittoria e numerose volate deludenti.

Dylan Groenewegen (Lotto NL – Jumbo), 7: Il corridore della Lotto NL – Jumbo conferma le sue qualità allo sprint. Il bilancio finale parla di 8 successi e 41 piazzamenti nei primi 10. Da incorniciare il successo nella tappa finale del Tour de France ed ora la speranza è di vederlo con  più frequenza lottare alla pari con i migliori velocisti del mondo.

Felix Großschartner (CCC Sprandi-Polkowice), 6.5: Il 23enne scalatore austriaco si conferma uno dei talenti più interessanti del suo Paese, emergendo in modo interessante nelle corse a tappe, soprattutto Giro di Croazia e Giro d’Austria, entrambi terminati al quarto posto. Anche nel WorldTour si distingue abbastanza bene, disputando un buon Giro di Catalogna ed un Giro d’Italia generoso, nel quale centra la fuga giusta nella Tirano-Canazei. Col tempo potrebbe diventare un interessante uomo di classifica.

Andrea Guardini (UAE Team Emirates), 4: Altro anno da dimenticare per il velocista della UAE Team Emirates. Con l’arrivo nella squadra araba si pensava che potesse avere finalmente maggiore spazio e poter quindi mostrare le sue qualità. Il risultato però è molto lontano dalle aspettative visto che, complici alcune cadute, non riesce mai a lasciare il segno.

Jacopo Guarnieri (FDJ), 6: Il primo anno in Francia non è particolarmente positivo per il velocista piacentino, che fatica a trovare la forma migliore. Difatti, non riesce a portare a termine nessuna delle corse a tappe a cui partecipa, anche se al Tour si è trattato di un “sacrificio” per il capitano Démare, per il quale si dimostra da subito uno degli uomini più preziosi, su vari fronti. Ci si aspetta comunque qualcosa in più la prossima stagione, magari più decisivo.

Vedi Anche

Pagellone 2017, Q: i fratelli Quintana e Quinziato

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei promossi ed i bocciati di questa stagione. In …

3 commenti

  1. Il 6 ad Aru mi sembra striminzito per uno che ha vinto il campionato italiano, una tappa al tour, che ha indossato la maglia gialla ed arrivato è 5° nella generale. La sua stagione in generale non è sta di altissimo livello ma direi che 7 sia il voto giusto.

    • Diciamo che si tratta di un voto molto controverso, sui social ci è stato detto che era troppo alto. La sua stagione è stata sostanzialmente divisa in due, e le sue prestazioni hanno una chiara doppia sfaccettatura. Mediare fra queste anime, ha portato al nostro sei, per una sufficienza meritata grazie alle prestazioni che nomini, che bilanciano bene le sofferenze evidenziate in altri momenti.

  2. Esagerati 8.50 di Bardet e il 4.50 di Boom.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *