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Pagelle Freccia Vallone 2017, Valverde non sbaglia niente, Martin e la Sky parecchio…

Alejandro Valverde (Movistar), 10: Corsa perfetta per il murciano, che corre con intelligenza dall’inizio alla fine. Consapevole di avere sulle spalle il peso della corsa, metti i suoi lavorare sin dall’inizio, aiutato poi nelle fasi cruciali anche da un redivivo Carlos Betancur (7,5), prezioso come stopper e in testa al gruppo. Sempre pronto e vigile in testa, sul Muro di Huy fa pesare la sua ingombrante presenza in testa, correndo davanti per tutto l’ultimo chilometro. Quando poi cambia ritmo, non ce n’è per nessuno.

Daniel Martin (Quick-Step Floors), 8: Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ma se avesse preso in posizione migliore il muro finale… Riuscire ad arrivare secondo in questo modo è quasi un’impresa, che tuttavia non può che far aumentare il rimpianto di quello che avrebbe potuto fare. Dall’altro lato, arrivare secondo dietro a questo Valverde è un po’ come vincere…

Dylan Teuns (BMC), 8: Al momento della volata finale fa quasi da tappo a tutti gli altri, aiutando Valverde ad involarsi. Ma lui fa la sua corsa e la fa benissimo, con un terzo posto decisamente inatteso alla vigilia. Impossibile chiedergli di più. Ha corso con grande scaltrezza, sfruttando l’attendismo dei big.

David Gaudu (FDJ), 7,5: Il giovane gioiellino transalpino continua a lasciare il segno. Alla sua prima esperienza, il neoprofessionista francese capisce che ha un’occasione da giocarsi e ci prova, con il piglio della gioventù. Gli va male, con il suo scatto che diventa trampolino di lancio per Valverde, ma bisognava provarci. Onore al merito.

Sergio Henao (Sky), 7: Forse un po’ chiuso (e nervoso) nel finale non riesce a far quel che fa per quasi tutto il resto della corsa, ovvero seguire Valverde. Alla fine chiude anche fuori dal podio, anche per lui tanto amaro in bocca. Corre da attendista e perde da attendista. Sfidare Valverde sul suo campo non è stata una buona idea.

Bob Jungels (Quick-Step Floors), 7,5: In una corsa tatticamente chiusa ormai per tradizione, il lussemburghese ci prova con caparbietà, presentandosi tutto solo nell’ultimo chilometro dopo una bella azione. Il muro lo respinge e finisce lontano dai primi: considerando le sue caratteristiche non aveva altro modo per giocarsi le sue carte.

Warren Barguil (Team Sunweb), 7: Per uno scalatore come lui questo finale non è l’ideale, ma si fa trovare pronto per un bel piazzamento che ne rilancia le quotazioni in vista della Liegi di domenica, da tempo suo primo obiettivo stagionale annunciato.

Rudy Molard (FDJ), 7: Non molto appariscente, il francese conferma quest’anno di potersi far notare anche nei grandi appuntamenti. Consapevole dei suoi limiti, corre di rimessa, riuscendo comunque a portare a casa un bel risultato.

Alessandro De Marchi (BMC), 7: Il Rosso di Buja corre con grande generosità. Tra i più attivi per cercare un’azione dalla media distanza, non si arrende neanche quando si ritrova da solo. Con caparbietà continua e rilancia, dando tutta la collaborazione del caso a Jungels che lo riprende. Il lussemburghese lo staccherà, ma non ha importanza. Son queste azioni che appassionano il pubblico.

Michael Albasini (Orica-Scott), 6,5: Mette la squadra davanti, alcune volte facendo anche quello che sarebbe dovuto essere il lavoro di altri, ma almeno ha il merito di credere nei suoi mezzi. Vuole giocarsela alla pari con i migliori e ci prova fino alla fine, cercando di sfruttare a sua volta un buon spunto veloce. Nel finale tuttavia si nasconde troppo e non trova più l’attimo per poter dire la sua, concludendo con un comunque discreto quinto posto.

Michal Kwiatkowski (Sky), 6: È tra i pochi big a provarci con qualche (timido) tentativo da lontano. La tattica della squadra non riesce del tutto e il polacco resta un po’ a metà, tra capitano e gregario, senza alla fine servire a molto. Chiude settimo, ma anche sul muro lascia un po’ una sensazione di incompiutezza dopo il grande lavoro di un sempre prezioso e disponibile Diego Rosa (6,5).

Diego Ulissi (UAE Team Emirates), 6: Risale il gruppo al momento giusto, ma la sua Freccia non scocca. Sceglie bene posto e attimo, eppure quando bisogna darsi quella spinta in più gli altri gli passano davanti. Il suo spunto veloce si perde sulle arcigne pendenze di Huy ed inevitabilmente deve arrendersi a corridori più esplosivi di lui.

Michael Woods (Cannondale-Drapac), 6: Era uno dei potenziali outsider e il canadese non delude, con una discreta prova, a ridosso dei migliori. La miglior prestazione di un corridore nordamericano da anni a questa parte. Con il sostegno della squadra offre una buona prova, a conferma di un talento maturo che sa farsi trovare pronto al momento del bisogno.

Ion Izagirre (Bahrain-Merida), 5,5: In una corsa non proprio ideale per le sue caratteristiche coglie un discreto piazzamento, a ridosso dei primi dieci. Considerando il percorso, avrebbe forse potuto osare qualcosa in più in precedenza per cercare di rendere la vita più dura agli avversari. Il risultato sarebbe stato forse anche peggiore, ma potenzialmente anche migliore.

Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), 5,5: Si sta preparando per la Liegi, quindi il piazzamento è discreto, ma anche nel suo caso ci si poteva aspettare una condotta di gara più aggressiva, considerando che nel finale partiva sostanzialmente già battuto. Invece corre di rimessa e più di così era difficile fare per lui.

Tim Wellens (Lotto Soudal), 5: Corridore dal grande talento e temperamento, ogni tanto si spegne. Oggi era un po’ uno di quei giorni, con il talento belga che non si fa notare, correndo nella pancia del gruppo dall’inizio alla fine. Al coperto per buona parte della tappa, ci resta anche nella volata finale per un deludente 18° posto. Anche lui avrebbe probabilmente fatto meglio ad attaccare dalla media distanza.

Rui Costa (UAE Team Emirates), 5: Lontano dai migliori, il portoghese sembra in palla nelle salite precedenti, ma nel finale sparisce. Non era lui l’uomo più atteso in squadra, ma anche nel suo caso, si poteva usare meglio nello scacchiere tattico complessivo.

Arthur Vichot (FDJ), 5: I suoi compagni di squadra salvano la baracca, ma il campione nazionale oggi aveva una buona occasione per mettersi in mostra e confermare quanto di buono emerso in questo inizio di stagione. Non brillantissimo all’Amstel, ma almeno piazzato, oggi fa ancora peggio. A 28 anni continua ad essere in cerca di un salto di qualità che continua a tardare.

Ben Hermans (BMC), 5: La squadra quest’anno gli dà la possibilità di giocarsi più spesso le sue carte, ma il belga non la sta sfruttando come sperava. In una corsa potenzialmente molto adatta alle sue caratteristiche, resta lontano dai migliori, spegnendosi malamente nel finale.

Rigoberto Uran (Cannondale – Drapac), 4,5: Continuano le prestazioni altalenanti del colombiano che fatica a trovare una sua dimensione concreta. In un percorso come questo poteva farsi notare, ma così non è stato.

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