venerdì , 24 novembre 2017
© Aso

Le Sorprese del 2017, 1: Teuns

Continua la nostra analisi della stagione appena conclusa. Dopo aver analizzato nel corso dell’ultima settimana le nostre 10 Delusioni è ora il turno delle 10 Sorprese del 2017. L’obiettivo di questa rubrica è quello di individuare i dieci corridori che si sono messi in mostra nel corso della stagione ciclistica appena conclusa, andando oltre le aspettative. La classifica andrà a ritroso, risalendo giorno per giorno, fino ad arrivare a domenica, quando sveleremo il corridore più sorprendente dell’anno.

LE 10 SORPRESE DEL 2017

1. Dylan Teuns

© A.S.O. / Gautier Demouveaux

Passato professionista molto giovane, sinora non aveva dato grandi prove del suo talento, non avendo neanche avuto modo di trovare molto spazio. Il quarto posto al Giro del Belgio al suo primo anno era rimasto quasi un exploit isolato, ma quest’anno il belga ha mostrato quel che è capace di fare, anche ai massimi livelli. Arrivato in sordina alle Ardenne, si fa notare alla Freccia Vallone con un bel terzo posto, ma è poi durante l’estate che esplode. In successione conquista Giro di Vallonia, Giro di Polonia e Arctic Race of Norway, portandosi a casa anche cinque successi parziali. A 25 anni, liberatosi dalla concorrenza interna, è lanciato verso il suo futuro.

2. Tom Dumoulin

© LaPresse – Fabio Ferrari

Le qualità di Dumoulin erano emerse in parte già nella Vuelta 2015, ma pochi avrebbero scommesso su di lui alla vigilia del Giro d’Italia 2017. Il neerlandese dopo quella Vuelta non si era infatti più confermato, complice la scelta nel 2016 fa di mettere da parte la classifica fin dalla partenza nei Grandi Giri, e anche il percorso di avvicinamento al Giro di quest’anno era stato abbastanza anonimo. Nella cronometro di Montefalco però balza in testa alla classifica generale, conservando la maglia rosa per nove giorni. Un risultato già di per sé sorprendente, visto che molti pensavano che il portacolori della Sunweb potesse crollare da un giorno all’altro, ma il corridore di Maastricht si difende molto bene, cedendo la maglia solo sul traguardo di Piancavallo nella diciottesima frazione (complice un problema fisico), prima di riconquistarla nella cronometro finale di Milano e diventare il primo olandese a vincere la Corsa Rosa. Una stagione da incorniciare quindi per il corridore di Maastricht, arricchita dal doppio oro al mondiale di Bergen, nella cronosquadre e, soprattutto, nella crono individuale.

3. Michael Woods

© BrakeThrough Media

Passato professionista la scorsa stagione, nell’anno del passaggio negli “enta”, il canadese aveva da subito dimostrato di poter essere più di una comparsa. Ottime prestazioni da inizio stagione (5° al TDU) alla fine (2° alla Milano-Torino) erano sicuramente ottimi risultati, ma il balzo compiuto quest’anno è stato ancor più dirompente. Discreto nelle classiche (11° alla Freccia Vallone e 9° alla Liegi, già risultati di rispetto per chi è agli inizi), il canadese brilla nei GT. Al Giro d’Italia corre spesso in supporto della squadra, ma si lancia anche all’attacco in prima persona, cogliendo alcuni buoni piazziamenti (due volte quinto, una nono); mentre alla Vuelta a España si improvvisa capitano, giocandosela con i grandi del ciclismo intenazionale con una prova di grande regolarità e costanza che gli permette di chiudere con un’ottima settima posizione.

4. Wilco Kelderman

© Sirotti

Arrivato quasi in sordina alla Sunweb, Kelderman si rilancia nel migliore dei modi dopo alcune stagioni molto anonime. In pochi avrebbero scommesso su di lui alla Vuelta, ma il corridore di Amersfoort sorprende tutti, lottando per il podio fino alla penultima frazione. Alla fine lo scalatore neerlandese chiude la corsa al quarto posto, ma il risultato è comunque da incorniciare, pensando soprattutto ai risultati ottenuti negli ultimi anni. Ora l’attesa è per il prossimo Giro visto che, con ogni probabilità, sarà il capitano della Sunweb e Kelderman farà di tutto per confermarsi.

5. Rigoberto Uran

© Sirotti

Tour della rinascita per il colombiano. Dopo diverse prove deludenti nei Grandi Giri, l’ultimo podio risaliva al Giro d’Italia 2014, il portacolori della Cannondale – Drapac ritorna a mettersi in mostra quando ormai in pochi avrebbero creduto in lui. Alla Grande Boucle lotta alla pari con i migliori per tre settimane e alla fine chiude la corsa al secondo posto, rilanciando nel migliore dei modi le sue chance nei Grandi Giri.

6. Matteo Trentin

© Unipublic / Photogomez

Seconda parte di stagione da favola per il portacolori della QuickStep – Floors. Il Trentin che torna in gara dopo esser finito fuori tempo massimo al Tour de France è un corridore trasformato, soprattutto mentalmente. Il trentino si sblocca alla Vuelta a Burgos e da quel momento non si ferma, centrando quattro successi alla Vuelta a España. Al Mondiale sfiora il podio, chiudendo la stagione con una vittoria alla Parigi – Tours. Un finale di 2017 quindi da incorniciare che permette a Trentin di guardare con grande ottimismo alla prossima stagione, con il passaggio alla ORICA – Scott nella quale avrà molto più spazio rispetto al passato, soprattutto sul pavé.

7. Mattia Cattaneo

© Sirotti

Con cinque anni di ritardo, Mattia Cattaneo inizia a mostrare le sue qualità. L’approdo alla Androni – Sidermec rappresenta infatti una vera e propria rinascita per il corridore lombardo, che si lascia finalmente alle spalle di tanti problemi fisici che lo avevano condizionato in questi anni. Fin dalle prime gare stagionali si mette in mostra con tanti buoni piazzamenti e la prima vittoria fra i professionisti nell’ultima tappa del Tour de la Provence. Il rendimento non cala durante tutto l’anno, centrando alla fine ben 23 piazzamenti nei primi 10.

8. Jasper De Buyst

© Lotto Soudal

Dopo due anni abbastanza anonimi il corridore belga cambia il suo rendimento in questo 2017. Nella prima parte di stagioni centra diversi buoni piazzamenti, ma la vera e propria svolta arriva il 3 giugno, quando centra il successo alla Carrefour Market Heistse Pijl. Un trionfo che cambia la stagione di De Buyst, visto che, dopo quella vittoria, la prima dopo cinque anni fra i professionisti, arrivano tanti altri buoni piazzamenti e riesce ad alzare le braccia al cielo in altre tre occasioni.

9. Gianni Moscon

© Sirotti

Il talento del trentino era ben noto, ma in questo 2017 fa un vero e proprio salto di qualità. Un corridore completo in grado di far bene sia sul pavé che nelle cronometro, senza dimenticare le corse di un giorno, anche vallonate, ed i grandi giri. Dopo una ottima campagna di primavera, con il quinto posto alla Parigi – Roubaix, impressionante il suo debutto alla Vuelta a España, visto che con le sue tirate spezza letteralmente il gruppo in salita, dimostrando inoltre di poter dire la sua anche nelle singole frazioni, con un buon spunto in volata, come quello espresso a Tomares, dietro al solo Trentin. Non pago, ottime prestazioni arrivano anche al Mondiale di Bergen e a Il Lombardia, corse ben diverse fra loro, ma nelle quali il suo talento emerge ancora nella sua poliedricità. In generale, ogni volta ci si aspetta molto da lui, ma il trentino riesce sempre a sorprendere in positivo, andando ben oltre le aspettative.

10. Jan Hirt

© Sirotti

In pochi conoscevano il corridore ceco prima di quest’anno. Negli anni scorsi aveva fatto vedere a tratti le sue qualità, soprattutto al Giro d’Austria, ma in pochi si sarebbero aspettati un 2017 del genere. E pensare che la stagione non era iniziata nel migliore dei modi finendo fuori tempo massimo alla Volta a Catalunya. Al Giro di Croazia però c’è stato un cambio radicale nel suo rendimento, chiudendo la corsa a tappe croata al terzo posto, a soli 23 secondi da Nibali. La vera e propria esplosione avviene qualche settimana dopo, al Giro d’Italia: dopo una partenza in sordina, il corridore della CCC Sprandi emerge con il passare delle tappe, chiudendo il suo primo Grande Giro in carriera al dodicesimo posto, con una terza settimana di altissimo livello.

Vedi Anche

Migliori Momenti 2017, 4: 16ª Tappa Giro d’Italia

Continuano i nostri articoli per ripercorrere insieme la stagione ormai conclusa. Dopo aver analizzato le …

6 commenti

  1. gilbert e kwiatkosky hai primi due posti mi sembra ovvio , magari poi metterei un roglic e viviani poi avrei messo moscon , spero che non vengano inclusi i vari domulen froome alaphilippe in quanto non sono delle sorprese, immagino ci sia anche trentin in questa classifica, ma per me le sue vittorie hanno un valore inferiore perchè ottenute contro avversari di minor livello alla vuelta, spero di indovinare ahah

    • Ti possiamo anticipare che dei nomi che hai citato, due sono presenti nel nostro elenco 🙂

    • DOUMULIN tu l’avresti pronosticato alla partenza del giro con tutta quella salita? E con Quintana e Nibali partenti? io proprio no. mi ha assai SORPRESO!

      • si ma che fosse un fenomeno a cronometro e che si difendesse molto bene in salita , lo sapevamo già , si è giocato una vuelta con aru all’ultimo giorno, per me una sorpresa è un corridore che viene da un anno o due dove non ottiene grandi risultati e poi torna a vincere come nel caso di kwiatkosky o glibert, oppure un giovane emergente e mi viene in mente soren kragh o david gaudu

  2. Complimenti per queste rubriche che permettono di ripercorrere la stagione.
    Tra le sorprese avrei incluso Fernando Gaviria: tutti conoscevamo il suo talento e le sue potenzialitá, ma ció che ha fatto al Giro é stato davvero sorprendente.

    • Ciao CF,
      innanzitutto grazie per i complimenti. Effettivamente la sua esplosione è stata dirompente e avrebbe potuto meritare un posto in questa nostra classifica. È stato uno degli ultimi “esclusi”, proprio perché in buona parte il suo valore era conosciuto. Anche se, effettivamente, il dominio al Giro, ma anche altre prestazioni durante la stagione, non erano così facilmente pronosticabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *