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(c) Tim de Waele

Presentazione Tour of Oman 2017

Il primo appuntamento importante della settimana è il Tour of Oman 2017. La breve corsa a tappe araba  organizzata dalla ASO, in programma dal 14 al 19 febbraio,  è giunta alla sua ottava edizione e propone il classico copione, con la tappa decisiva sulla salita di Green Mountain. Al via della corsa 2.HC ci saranno 18 squadre, fra le quali nove WorldTour. Fra le formazioni Professional, presenti anche due squadre italiane: NIPPO – Vini Fantini e Wilier – Selle Italia. 

A vincere l’anno scorso fu Vincenzo Nibali, assente quest’anno, che si impose davanti a Romain Bardet e Jakob Fuglsang.

HASTAG UFFICIALE: #TOO2017


ALBO D’ORO

2016 NIBALI Vincenzo
2015 VALLS Rafael
2014 FROOME Chris
2013 FROOME Chris
2012 VELITS Peter
2011 GESINK Robert
2010 CANCELLARA Fabian

I FAVORITI

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Cosa aspettarsi da Fabio Aru alla prima corsa stagionale? Con il numero uno sulle spalle, ereditato come molto altro da Vincenzo Nibali, il corridore sardo è uno degli uomini più attesi della corsa, sulla carta colui che dovrebbe giocarsi la classifica generale con Romain Bardet, già secondo lo scorso anno. Pur essendo entrambi dei combattenti nati, che hanno sempre voglia di mettersi in mostra appena possono, hanno in Rui Costa (Team UAE), un rivale molto pericoloso, soprattutto considerando che il portoghese sembra essere in uno stato di forma migliore, avendo già corso, vincendo, una corsa come la Vuelta a San Juan. Dalla loro i due corridori classe 1990 hanno in squadra anche pedine importanti come Jakob Fuglsang e Mathias Frank, che potrebbero rappresentare in casa Astana e Ag2r La Mondiale ottime pedine per un gioco di sqaudra, volto anche a lasciare più tranquille le star, pronte comunque a cogliere l’attimo per provarci se ci sarà la gamba.

Per la classifica potrebbero inserirsi nelle posizioni alte anche corridori come Ben Hermans (BMC), Rein Taaramae (Katusha-Alpecin), Bob Jungels (Quick-Step Floors) e Merhawi Kudus (Dimension Data), per i quali si tratta di una buona occasione per farsi notare in questo inizio di stagione. Possibili outsider potrebbero essere Stefan Denifl (Aqua Blue Sport), Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), Guillaume Martin (Wanty-Groupe Gobert), Janier Acevedo (UnitedHealthcare), Julian Arredondo (Nippo-Fantini), Ilya Koshevoy (Wilier-SelleItalia) e Daniel Diaz (Delko Marseille), che nella tappa più impegnativa proveranno a farsi valere, con la possibilità di qualche tranello anche nelle frazioni precedente, specialmente i corridori più scattanti. Nelle frazioni miste attenzione anche a corridori come Olivier Naesen (Ag2r La Mondiale), Filippo Pozzato (Wilier-Selle Italia), Alexey Lutsenko (Astana), Greg Van Avermaet (BMC), Marco Marcato (Team UAE), Niki Terpstra (Quick-Step Floors), Ivan Santaromita (Nippo-Fantini) e Nathan Haas (Cannondale-Drapac), che potrebbero cercare di sorprendere il gruppo, muovendosi su qualche strappo.

In assenza dei grandissimi nome delle volate, resta comunque molto nutrito il gruppetto dei velocisti che potranno giocarsi le vittorie parziali. L’uomo di riferimento potrebbe essere Alexander Kristoff (Katusha-Alpecin), ma saranno in molti a cercare di contedergli lo scettro, a partire dai nostri Sacha Modolo (Team UAE) e Jakub Mareczko (Wilier-SelleItalia). Tra i più attesi indubbiamente anche Tom Boonen (Quick-Step Floors) che se la dovrà vedere anche con Jempy Drucker (BMC), Kenny Dehaes (Wanty-Groupe Gobert), Sondre Holst Enger (Ag2r La Mondiale), Adam Blythe (Aqua Blue Sport), Grega Bole (Bahrain-Merida), Eduard Grosu (Nippo-Fantini) e Soren Krag Andersen (Team Sunweb).

Oltre ai numerosi nostri connazionali già citati, particolarmente nutrita è la piccola colonia italiana composta anche da Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida), Marco Canola (Nippo-Fantini), lo scorso anno terzo nella penultima frazione, quest’anno posizionata come quarta tappa, Manuel Belletti (Wilier-Selle Italia) e Simone Ponzi (CCC Sprandi Polkowice), tutti corridori estremamente duttili, quindi con più possibilità, in una corsa così completa.


IL PERCORSO

Il percorso del Tour of Oman anche quest’anno sembra adattarsi a tutti i tipi di corridori. Dai velocisti puri agli scalatori, passando per i cacciatori di tappe ed i corridori da Ardenne. Un percorso completo che vedrà ovviamente nella quinta frazione la tappa decisiva, ma che potrebbe riservare più di una sorpresa anche nelle giornate precedenti. Ad aprire il sipario sulla corsa una tappa senza particolari asperità altimetriche che, salvo clamorose sorprese, sorriderà ai velocisti. Lo stesso discorso non può invece applicarsi alle tre frazioni successive, che presenteranno diverse salite che renderanno la vita dura ai velocisti puri.

La seconda tappa, ad esempio, presenterà una breve salita di due chilometri a soli 5 chilometri dalla conclusione e qualcuno potrebbe tentare di anticipare il gruppo. Il giorno dopo, a Quriyat, invece, ci sarà il primo vero e proprio arrivo in salita con la classifica generale che potrebbe iniziare a delinearsi. La quarta frazione infine ricalcherà quella dell’anno scorso, quando sul traguardo del Ministry of Tourism arrivò un gruppo di trenta unità e vinse Boasson Hagen davanti a Van Avermaet, ossia due corridori veloci, ma in grado di superare bene brevi salite. 

Dove sicuramente non ci sarà un arrivo allo sprint è nella quinta tappa con lo storico arrivo sulla Green Mountain. La tappa sarà quasi completamente pianeggiante nei primi 145 chilometri, ma negli ultimi sei la situazione cambierà con una dura salita che presenta una pendenza media del 10,5% e con tratti anche al 13,5%. Nelle sei precedenti occasioni, il vincitore di tappa è sempre arrivato in solitaria, a testimonianza della durezza della salita. Una giornata in cui i velocisti in gara dovranno stringere i denti e cercare di soffrire il meno possibile per cercare di avere ancora qualche energia il giorno dopo nell’ultima tappa a Matrah Corniche.


LE TAPPE

14/2 Prima Tappa: Al Sawadi Beach > Naseem Park (176.5 km)

15/2 Seconda Tappa: Nakhal > Al Bustan (145.5 km)

 

 

 

 

16/2 Terza Tappa: Sultan Qaboos University > Quriyat (162 km)

 

 

 

 

17/2 Quarta Tappa: Yiti (Al Sifah) > Ministry of Tourism (118 km)

 

 

 

 

18/2 Quinta Tappa: Samail > Jebel Akhdar (Green Mountain) (152.5 km)

 

 

 

 

19/2 Sesta Tappa: The Wave > Muttrah Corniche (130.5 km)

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2 commenti

  1. Al Tour of Oman c’è anche Sbaragli !!!!!

    • Purtroppo non potevamo inserire tutti i corridori al via altrimenti l’elenco dei favoriti sarebbe stato enorme. Sbaragli inizialmente era nella nostra lista dei nomi da inserire, ma alla fine è stato uno degli ultimi ad esser depennato

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