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CicloMercato, le grandi squadre piombano su Bernal: Savio pronto a vendere

Gianni Savio pronto a far partire Egan Bernal. Ma per privarsi del suo gioiellino, con il quale ha un contratto sino al 2019 servono offerte concrete. Tra i corridori in assoluto più talentuosi della nuovissima generazione, il gioiellino colombiano si è reso protagonista di un grande inizio di stagione, spesso all’attacco e spesso al traguardo nelle prime posizioni. Risultati che hanno confermato le parole dell’esperto team manager, che da due stagioni tesse le lodi della sua ultima scoperta, attirando l’interesse di molte grandi squadre del panorama internazionale.

Abbiamo ricevuto numerose offerte per Egan Bernal, anche con la possibilità che si trasferisca questa estate per poter correre la Vuelta a España – ammette Savio a cyclingnews – Tuttavia abbiamo deciso di tenerlo con noi per il resto del 2017 perché il nostro grande obiettivo è la classifica della Coppa Italia in modo da garantirci un posto al Giro d’Italia 2018″.

Al centro del progetto del dirigente torinese, il talentino colombiano potrebbe dunque partire prima della scadenza del suo contratto. Una condizione che potrebbe avverarsi grazie al “premio di valorizzazione” che saggiamente Savio ha inserito nel contratto depositato all’UCI. “Un riconoscimento per il lavoro che abbiamo fatto per aiutarlo”, spiega il dirigente piemontese che ritiene “giusto che il proprio duro lavoro sia finanziariamente riconosciuto”. “Sono felice che Bernal abbia la possibilità di muoversi in grandi squadre – aggiunge – Stiamo anche considerando una serie di bonus se dovesse vincere alcune corse, ma sarei prima di tutto fiero e felice se potesse vincere un grande giro”.

Secondo Cyclingnews, Sky, Movistar e Bahrain – Merida avrebbero già mostrato un interesse concreto verso il classe 1997. In particolare, le prime due sarebbero le più vicine ad un possibile accordo con Savio e Giuseppe Acquadro, procuratore del corridore. Un accordo che nel ciclismo non è molto comune, ma che riaprirebbe il dibattito riguardo il Ciclomercato, specialmente per quanto riguarda le piccole squadre, il cui lavoro con i giovani viene raramente riconosciuto. Contrariamente ad altri sport, come il calcio, la maggior parte dei trasferimenti avvengono alla fine del contratto che lega un corridore ad una squadra, senza alcuna transazione fra le squadre. Un sistema che molte squadre piccole lamentano, non vedendo così riconosciuti i frutti del loro lavoro in favore dei giovani talenti.

“Sto cercando di far evolvere le regole dei trasferimenti nel ciclismo professionistico per aiutare squadre come la nostra”, precisa Savio in merito, auspicando un sistema in cui si possa essere ricompensati per il lavoro di formazione dei giovani. “Se potessimo aiutare a sviluppare i corridori di talento ed essere ricompensati per il nostro lavoro dalle grandi squadre penso che tutti ne trarrebbero beneficio”, conclude.

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